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lunedì 27 giugno 2022

Aborto, il vescovo di Ventimiglia: “Spero che la sentenza americana faccia scuola anche da noi”

Il primo e – al momento – unico Vescovo italiano che si sia pubblicamente espresso senza riserve a favore della sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti (QUI la notizia su MiL) è mons. Antonio Suetta, vescovo della Diocesi di Ventimiglia-Sanremo.
Da sempre mons. Suetta mostra limpidezza nelle sue prese di posizione quando si tratta di «principi non negoziabili» e, anche in questa occasione, non ha fatto mancare la sua autorevole e coraggiosa voce nell’indirizzare cattolicamente e senza tentennamenti le anime a lui affidate, con una lungimirante visione che lo esporrà all'ostracismo da parte del campo sé dicente «democratico».
Riportiamo le dichiarazioni rese in una intervista rilasciata al quotidiano la Repubblica - ed. Genova.

L.V.


Una “sentenza vera e giusta e speriamo faccia scuola anche da noi”. Il vescovo di Ventimiglia-Sanremo, Antonio Suetta, esulta davanti alla “storica” sentenza della Corte Suprema Usa che ha abolito il diritto di interrompere la gravidanza. E auspica che una decisione del genere possa fare scuola anche da noi. “Spero e credo ci arriveremo. Attraverso una opera non propagandistica ma di sensibilizzazione.
Magari – osserva – con tempi più lunghi ma con risultati più solidi credo ci si arriverà anche perché come si dice quando si tocca il fondo poi si risale e al fondo siamo arrivati”.

Il presule, molto attivo sui temi legati alla vita, dice che con questa sentenza “si è rimediato ad un vulnus ma è una sentenza soprattutto vera nella sostanza perché non esiste il diritto all’aborto che è un omicidio”. Il vescovo osserva: “Siccome in genere eventi di costume dell’America in qualche modo precedono e condizionano i nostri, mi auguro che questa bella notizia vada a stimolare una giusta riflessione anche da noi. Aggiungo e, ne sono contento, che questa sentenza è una meritata ricompensa per il mondo Pro life americano che è un mondo consistente numericamente, motivato, popolato di giovani ed esprime l’attitudine coraggiosa della cultura americana”.

Ci sono culturalmente i presupposti perché una sentenza del genere venga scritta in Italia? “Se noi ci fermiamo all’osservazione della mentalità diffusa di oggi, che è inadeguata e non rispettosa dei valori più sacri della vita, – dice mons. Suetta – verrebbe da dire che le probabilità non sono molte, ma spero che anche da noi si realizzi”.

1 commento:

  1. Solo per precisare che la sentenza ribalta une precedente sentenza che riconosceva il diritto "costituzionale" all'aborto. Quindi è disconosciuto il diritto "costituzionale" e non il diritto "tout court". Gli Stati ritornano completamente autonomi in materia, cioè possono legiferare sia in un senso che nell'altro. Quindi il diritto all'aborto non è abolito. Per quanto riguarda l'Italia una sentenza così non avrebbe senso perchè il nostro sistema giuridico non è basato sulla common law come quello americano, principio sul quale si basa il vincolo universale di una sentenza giuridica dell'Alta Corte

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