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martedì 18 gennaio 2022

Minneapolis: una lezione di accoglienza verso i fedeli tradizionalisti #traditioniscustodes

Un edificante resoconto delle Cresime a Minneapolis, dove l'arcivescovo ha accolto con premura i fedeli legati alla liturgia tradizionale, manifestando un'atteggiamento paterno che vorremmo vedere anche a Roma.

Stefano


Un approccio pastorale alla Messa tradizionale


di Susanna Spencer – National Catholic Register, 12 gennaio 2022


"Se venerdì farà 45 cm di neve ci saranno ancora le Cresime sabato?", mi ha chiesto mia madre al telefono, mentre considerava di riprogrammare il suo volo da St. Louis a Minneapolis-St. Paul per arrivare prima della tempesta invernale.

"Sì", le ho detto, "avranno tutto il tempo per liberare le strade prima di allora e il tempo non li fermerà adesso". La Cresima di mia figlia era in forse dal 16 luglio 2021, quando Papa Francesco ha promulgato Traditiones Custodes, limitando la liturgia secondo il Messale del 1962. E non sapevamo ancora che, se le Cresime in Forma Straordinaria fossero state programmate anche solo una settimana dopo, sarebbero state proibite in base ai responsa ad dubia appena pubblicati, che esplicitano Traditiones Custodes.

Dalla pubblicazione del motu proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI, nel 2007, io e mio marito abbiamo trovato una casa spirituale nella celebrazione della liturgia, e tutti i nostri figli hanno ricevuto i loro sacramenti di iniziazione secondo la Forma Straordinaria. Troviamo che ci avvicina a Dio e ci aiuta ad entrare più profondamente nella Messa rispetto a quando frequentiamo la Forma Ordinaria, cosa che facciamo più volte alla settimana. Come la maggior parte delle famiglie che frequentano la Messa tradizionale, i nostri figli sono tutti in grado di seguire un messale e stanno imparando il latino per il suo valore liturgico e classico. Nell'arcidiocesi di Minneapolis-St. Paul abbiamo trovato una gradevole tolleranza verso la forma del Rito Romano con cui preghiamo, e persino l'unità con coloro che frequentano la Forma Ordinaria.

Quando le Cresime in Forma Straordinaria erano incerte durante l'estate, il parroco ci ha raccomandato di continuare a preparare nostra figlia per la Cresima. Il nostro arcivescovo stava studiando il motu proprio per determinare se fosse consentita una Cresima in tutta l'arcidiocesi . Nel frattempo, i sacerdoti dell'arcidiocesi si sono conformati al motu proprio, inviando lettere all'arcivescovo per chiedere il permesso di celebrare la Messa in Forma Straordinaria. Le cose sembravano essersi sistemate – l'arcivescovo era favorevole alla nostra partecipazione alla liturgia che amiamo e ci sentivamo uniti all'arcidiocesi nel suo insieme. Sembrava che le Cresime si sarebbero svolte.

Poi il 18 ottobre, il vescovo ausiliare, mons. Andrew Cozzens, è stato nominato da Papa Francesco  vescovo di Crookston, Minnesota, una diocesi che aveva veramente bisogno di una guida spirituale come lui. Doveva insediarsi il 4 dicembre, appena una settimana prima delle Cresime previste in Forma Straordinaria, che dunque stavano per saltare di nuovo, perché avrebbe dovuto conferirle proprio il vescovo Cozzens. Le aveva amministrate lui negli anni precedenti e ha esperienza nella celebrazione della Messa in Forma Straordinaria. Ci chiedevamo dove trovare un vescovo che cresimasse i bambini, che si erano preparati e desideravano questo sacramento.

Il nostro arcivescovo, Mons. Bernard Hebda, ha deciso di imparare a conferire il sacramento nella Forma Straordinaria. Il suo cuore di pastore ha raggiunto il suo gregge sofferente, che si sentiva incompreso dai nostri pastori di Roma, e ci ha dato il balsamo delle sue amorevoli cure.

Sabato 11 dicembre, dopo una nevicata dai 30 ai 55 cm nell'area metropolitana di Twin Cities, quasi 100 cresimandi di sei chiese, i loro padrini e le loro famiglie si sono riuniti nella Cattedrale di San Paolo. Forse alcuni di loro erano nella nostra situazione, chiedendosi se i padrini sarebbero stati in grado di arrivare in città attraverso la bufera di neve e svegliandosi molto presto per spalare la neve e sistemare i capelli dei cresimandi.

La neve scintillava alla luce del sole mentre scendevamo i gradini della porta laterale. Quando abbiamo varcato la soglia, la bella e calda cattedrale ci ha accolto. La gioia nella chiesa era evidente mentre i cresimandi sedevano con i loro padrini nelle sezioni centrali e le grandi famiglie riempivano i lati. L'arcivescovo Hebda ha proceduto, guidato dagli inservienti e dai parroci delle chiese rappresentate, intonando il Veni Creator Spiritus. Ha fatto una bella predica sul dono di essere confermati durante l'Avvento, sottolineando come Cristo verrà nel mondo attraverso di noi. Ha anche spiegato di essere stato felice di "uscire dalla panchina" per fare le Cresime, dato che il vescovo Cozzens era stato assegnato altrove.

Poi uno alla volta i cresimandi si sono messi in fila per inginocchiarsi davanti all'arcivescovo mentre lui segnava ognuno di loro con il sacro crisma. La musica del coro ha riempito la cattedrale e tutti abbiamo pregato per i cresimandi. Da dove ero seduta, potevo vedere la genuina premura dell'arcivescovo Hebda per ognuno dei bambini che venivano confermati, mentre li guardava negli occhi, con un sorriso gentile sul suo volto. E ho provato un'immensa gratitudine nei suoi confronti. Sembra veramente di capire l'amore e la devozione per la Chiesa e la liturgia. Non ci vede come portatori di divisione nella Chiesa, ma attraverso il suo cuore accogliente e premuroso, mantiene la sua diocesi unita nelle due forme di un solo Rito Romano.

Vorremmo vedere anche a Roma un approccio come quello dell'arcivescovo Hebda – un approccio aperto e tollerante che non vede le due forme del Rito Romano come una fonte di divisione. Spero veramente che a Roma vedano il dolore che stanno causando a tanti cattolici devoti, così che la Chiesa possa andare avanti in unità abbracciando entrambe le forme del Rito Romano.



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