Post in evidenza

MiL ha bisogno di voi lettori: DONAZIONI

A sx (nella versione per pc) e su palmare (voce " Donazione ") troverete la possibiltà di donare. Vi speghiamo il perchè.  Potrete...

giovedì 11 novembre 2021

Storia del Movimento Liturgico #6 - "Congregazioni religiose e liturgie: Edmond. Martène (1654-1739). di A. Porfiri #liturgia


Sesto appuntamento con la Storia del Movimento Liturgico del M° Aurelio Porfiri.
Qui i precedenti.


Congregazioni religiose e liturgia: Edmond Martène (1654-1739)
di Aurelio Porfiri

Abbiamo già avuto modi di accennare al lavoro liturgici dei monaci maurini riferendoci a Jean Mabillon. Non si potrebbe troppo enfatizzare l’importanza che lo studio della liturgia ha avuto in certi ordini religiosi e penso soprattutto all’ordine benedettino, che ha avuto un’influenza fondamentale sullo sviluppo della conoscenza storica della liturgia, come lo avrà per più recenti sviluppi, come vedremo in seguito. L’autore Matthieu Rouillè d’Orfeuil dice: “Il doit en effet surprendre que la liturgie n’ait que très peu fait l’objet d’une élaboration théologique aux origines du christianisme. Même si ce silence n’est pas absolu – et l’archéologue sait fort bien faire parler les rares et ténus documents que nous avons – l’absence de question liturgique s’explique par le fait que la liturgie ne constituait pas alors – en tant que liturgie – une difficulté. Les notions de rite, de culte, de liturgie n’avaient pas besoin d’être théorisées, étant simplement vécues, sans inquiétude. Le monde entier était baigné de liturgie : le paganisme officiel, les cultes à mystères, le Judaïsme étaient “naturellement” rituels ; rien ne faisait difficulté à ce que la foi des chrétiens fût surnaturellement rituelle” (1). 

Questo concetto è stato espresso anche da Henri de Lubac, in riferimento alla tradizione, che ha detto: “È stato ripetutamente osservato che i secoli più nutriti di tradizione parlavano poco della Tradizione. Ne erano impregnati. Ne vivevano. I Libri sacri, li leggevano con i suoi occhi. Non si ponevano, di solito, problemi a suo riguardo. La Tradizione non era per essi il passato, ma il presente. Più che un oggetto di studio era la forma del loro pensiero. Non ne scrutavano i documenti con le risorse della erudizione ed i metodi della critica: ne usavano come cosa loro, interpretandoli con una libertà che non escludeva ma, al contrario, includeva una fedeltà profonda al loro spirito. La realtà posseduta li dispensava, fino a un certo punto, dal bisogno di concettualizzarla. Possedevano in proprio tutta la ricchezza della Tradizione; la facevano fruttificare, poi la trasmettevano, senza rifletterci oltre” (2). Insomma, il fatto che forse si studiava poco la liturgia era una conseguenza del fatto che la si dava per scontata, essa, come la tradizione, permeava tutto.

Ma è completamente vero che si poneva poco la “questione liturgica”? Di certo abbiamo avuto e avremo studiosi insigni, come appunto il cardinale Giovanni Bona, Jean Mabillon e il suo allievo Edmond Martène. Questi, al seguito del suo maestro, si dedicò alle discipline erudite e “studiò la storia benedettina (De antiquis monachorum ritibus, 1690; Commentarius in Regulam s. Benedicti, 1690; vol. VI degli Annales ordinis s. Benedicti, 1739) e soprattutto raccolse ingente materiale per la tradizione liturgica con grande erudizione e attento spirito critico: De antiquis Ecclesiae ritibus (1700-02); Tractatus de antiqua Ecclesiae disciplina (1706); Thesaurus novus anecdotorum (5 voll., 1717); Veterum scriptorum et monumentorum amplissima collectio (9 voll., 1724-33); dai suoi manoscritti fu tratta l'Histoire de la Congrégation de st.-Maur (5 voll., 1928-31)”. Entrò nella vita monastica nel 1672. Il suo lavoro infaticabile lomvide raccogliere materiale da 800 abazie e 100 cattedrali per ricostruire la storia liturgica dalle antichità e preservarla per future generazioni (3). Insieme ad Ursine Durand compilerà i gustosissimi Voyage litteraire de deux religieux benedictins de la Congregation de Saint Maur : où l'on trouvera I. Quantité de pieces, d'inscriptions & d'epitaphes, servantes à éclaircir l'histoire, & les genealogies des anciennes familles. II. Plusieurs usages de églises cathedrales & des monasteres, touchant la discipline & l'histoire de églises des Gaules. III. Les fondations des monasteres, & une infinité de recherches curieuses & interessantes qu'ils ont faites dans près de cent évêchez & huit cent abbayes qu'ils ont parcouru. Una lettura non solo interessante per la dovizia di notizie ivi raccolte ma un genere che dovrebbe anche essere ripreso ai nostri giorni.

_________________________
NOTE
(1) Histoire liturgique du XXe siècle (2012), Parigi: L’Harmattan.
(2) Meditazione sulla Chiesa (2014, originale 1952). Milano: Corriere della Sera.
(3) SCHLAGER, P. (1910). Edmond Martène. In The Catholic Encyclopedia. New York: Robert Appleton Company. Retrieved November 8, 2021 from New Advent: http://www.newadvent.org/cathen/09721a.htm.