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venerdì 18 giugno 2021

La bomba di Melloni sul pontificato di Papa Francesco. Se a essere critici sono anche i suoi fan...

E' del 14 giugno 2021 l'articolo bomba di Alberto Melloni sul "Giugno nero della Chiesa" (LaRepubblica, qui). 

La sensazionilità della notizia non è tanto nel merito delle questioni (tutte le ben note recenti perle di Papa Francesco, che l'Augusto Pontefice ha inanellato nelle ultime settimane e su cui i tradi hanno da sempre espresso perplessità) ma nella circostanza che ad analizzare in

chiave critica gli "errori" di Francesco (e le loro terribili conseguenze) sia il fedelissimo Melloni, corifeo dell'ala laica più progressista della Chiesa e dei pronti, ciechi ed assoluti sostenitori del Supremo (Pastore della Chiesa Universale). E a farlo dalle colonne di laRepubblica.Si è rotto qualcosa? Un tabù? Il velo di Maya? Si sono aperti gli occhi? o il vaso di Pandora? 

Non sappiamo cosa sia scattato nella mente dell'autore per vergare un giudizio così crudo e severo (ma, a nostro dire, ineccepibile) che rappresenta una vigorosa sterzata di rotta dell'approvazione indiscussa al pontificato Bergogliano. Ma certamente è molto significativo. 

Sul fatto, hanno scritto un commento il Foglio dal titolo "Ma cosa sta combinando il papa" (16.6.2021) che riportiamo qui sotto, e Antonio Socci ("Contro papa Bergoglio anche i suoi fan. Un pontificato al tramonto", 16.06.2021, qui).  

Roberto

da Il Foglio: 

Finché lo dicevano i soliti conservatori, subito confinati dal pensiero dominante nella categoria dei tradizionalisti antipapisti, la questione era facilmente liquidabile. Ora che a mettere in fila gli atti papali delle ultime due settimane è Alberto Melloni, principe della Scuola di Bologna e orgoglioso storico progressista della Chiesa, la faccenda si fa più seria. Ieri, su Repubblica, Melloni ha firmato un editoriale dal titolo eloquente: “Il giugno nero della Chiesa”, che si conclude con la profezia di una “tempesta” imminente.Il responsabile è Francesco, che vuoi per “l’influsso eccessivo di consiglieri grossolani”, vuoi per “il piglio autoritario già rimproverato al giovane Papa Bergoglio nella compagnia”, comanda una Barca che fa acqua. Melloni elenca i fatti. Negli ultimi quindi giorni il Papa ha pubblicato “la missiva ‘personale’ del cardinale Marx”, poi tramite decreto ha fissato il limite di dieci anni consecutivi al mandato degli organi dirigenti dei movimenti ecclesiali – “norma che comprime i diritti dei fedeli fissa la liquidazione dei capi in carica, mette sub iudice i fondatori viventi in nome di un bene definito ideologicamente”. Quindi ha condannato all’esilio Enzo Bianchi con “un danno alla credibilità ecumenica della Chiesa e un monastero in frantumi”; ha nominato un ispettore alla congregazione per il Clero e quattro giorni dopo ha scelto il nuovo prefetto rendendo inutile l’ispezione. E poi le vicende finanziarie, l’affaire del cardinale Becciu, l’accenno all’eucaristia “come pane per i peccatori” con il rischio che Biden fosse “bersaglio della sua Chiesa”. Insomma, neanche i suoi più convinti e onesti sostenitori capiscono più cosa stia facendo Francesco, dove voglia andare, quale sia il suo progetto per la Chiesa una volta capito che bisogna aprire l’ospedale da campo e assistere i poveri. Tutto sacrosanto. Ma poi? La tempesta che si avvicina è quella anticipata da ispezioni, visite apostoliche, clima asfissiante su ordini religiosi e movimenti. Il cardinale Maradiaga annunciò l’arrivo della primavera. Forse parlava della sua Tegucigalpa, non di Roma.

4 commenti:

  1. Omne regnum in se divisum desolabitur. Per i modernisti è ormai giunta l'ora della fine. Torneranno con ignominia nelle buche donde erano burbanzosamente usciti otto anni fa.

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  2. I modernisti attaccano il Papa perché troppo conservatore, i tradizionalisti perché troppo progressista. La Chiesa come la Nazionale di calcio, tutti che vogliono dire all'Allenatore cosa deve fare.

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  3. Nave senza nocchiero in gran tempesta .La nazionale di calcio non c'entra assolutamente niente.

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