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mercoledì 16 dicembre 2020

Settenario di Natale in musica. le Sette "antifone O" tutte da riscoprire

Ieri abbiamo presentato ai nostri lettori la Novena tradizionale per il Santo Natale. E abbiamo fatto cenno alle c.d. "antifone maggori" o "antifone O" che si cantano al Magnificat (della novena). 
Oggi le spieghiamo un po' con una  rinfrescata grazie ad un articolo regalato da Sandro Magister qualche anno fa e che avevamo riproposta anche l'anno scorso. 

Si tratta delle antifone al Magnificat durante la Novena (e al Vangelo nelle messe feriali maggiori), durante la settimana che anticipa il Natale (dal 17 al 23 dicembre)
Ricordiamo due curiosità: si chiamano "antifone O" perchè tutte e 7 iniziano con la O del vocativo; inoltre le prime lettere (dopo la O), se lette dall'ultima alla prima, compongono la frase "ero cras" (tradotto: "sarò domani"), che sembra proprio il senso di attesa del tempo di Avvento, ad anticipare e confermare la venuta di Gesù, che sarà, che nascerà. 
Qui troverete una bella pagina sulla Novena tradizionale di Natale dal sito della benemerita Opera Familia Christi. 
Luigi


17-12-2019 
Da oggi, 17 dicembre, fino all'antivigilia di Natale, al Magnificat dei vespri di rito romano si cantano sette antifone, una per giorno, che cominciano tutte con un'invocazione a Gesù, pur mai chiamato per nome. 
Questo settenario è molto antico, risale al tempo di papa Gregorio Magno, attorno al 600. 

All'inizio di ciascuna antifona, nell'ordine, Gesù è invocato come Sapienza, Signore, Germoglio, Chiave, Astro, Re, Emmanuele. Nell'originale latino: Sapientia, Adonai, Radix, Clavis, Oriens, Rex, Emmanuel. 

Lette a partire dall'ultima, le iniziali latine di queste parole formano un acrostico: "ERO CRAS”, cioè: “Sarò [qui] domani". Sono l'annuncio del Signore che viene. L'ultima antifona, che completa l'acrostico, si canta il 23 dicembre. E l'indomani, con i primi vespri, comincia la festività del Natale. 

Le antifone si ispirano a testi dell'Antico Testamento che annunciano il Messia. Ma con una particolarità: le ultime tre comprendono alcune espressioni che si spiegano unicamente alla luce del Nuovo Testamento. 

L'antifona "O Oriens" del 21 dicembre include un chiaro riferimento al cantico di Zaccaria nel capitolo primo del Vangelo di Luca, il "Benedictus": "Ci visiterà un sole che sorge dall'alto per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell'ombra di morte". 

L'antifona "O Rex" del 22 dicembre include un passaggio dell'inno a Gesù del capitolo secondo della lettera di Paolo agli Efesini: "Colui che di due [cioè di ebrei e pagani] ha fatto una cosa sola". 

L'antifona "O Emmanuel" del 23 dicembre si conclude infine con l'invocazione "Dominus Deus noster": un'invocazione esclusivamente cristiana poiché soltanto i seguaci di Gesù riconoscono nell'Emmanuele il loro Signore Dio. 

Ecco dunque qui di seguito i testi integrali delle sette antifone, in latino e in italiano, con tra parentesi i principali riferimenti all'Antico e al Nuovo Testamento: 
I – 17 dicembre 

O SAPIENTIA, quae ex ore Altissimi prodiisti, 
attingens a fine usque ad finem fortiter suaviterque disponens omnia: 
veni ad docendum nos viam prudentiae. 

O Sapienza, che uscisti dalla bocca dell’Altissimo (Siracide 24, 5), ti estendi da un estremo all'altro estremo e tutto disponi con forza e dolcezza (Sapienza 8, 1): vieni a insegnarci la via della saggezza (Proverbi 9, 6). 

II – 18 dicembre 

O ADONAI, dux domus Israel, 
qui Moysi in igne flammae rubi apparuisti, et in Sina legem dedisti: 
veni ad redimendum nos in brachio extenso. 

O Signore ("Adonai" in Esodo 6, 2 Vulgata), guida della casa d’Israele, che sei apparso a Mosè nel fuoco di fiamma del roveto (Esodo 3, 2) e sul monte Sinai gli hai dato la legge (Esodo 20): vieni a redimerci con braccio potente (Esodo 15, 12-13). 


III – 19 dicembre 

O RADIX Iesse, qui stas in signum populorum, 
super quem continebunt reges os suum, quem gentes deprecabuntur: 
veni ad liberandum nos, iam noli tardare. 

O Germoglio di Iesse, che ti innalzi come segno per i popoli (Isaia 11, 10), tacciono davanti a te i re della terra (Isaia 52, 15) e le nazioni ti invocano: vieni a liberarci, non tardare (Abacuc 2, 3). 

IV – 20 dicembre 

O CLAVIS David et sceptrum domus Israel, 
qui aperis, et nemo claudit; claudis, et nemo aperit: 
veni et educ vinctum de domo carceris, sedentem in tenebris et umbra mortis. 

O Chiave di Davide (Isaia 22, 22) e scettro della casa d’Israele (Genesi 49. 10), che apri e nessuno chiude; chiudi e nessuno apre: vieni e strappa dal carcere l’uomo prigioniero, che giace nelle tenebre e nell’ombra di morte (Salmo 107, 10.14)


V – 21 dicembre 

O ORIENS, splendor lucis aeternae et sol iustitiae: 
veni et illumina sedentem in tenebris et umbra mortis. 

O Astro che sorgi (Zaccaria 3, 8; Geremia 23, 5), splendore della luce eterna (Sapienza 7, 26) e sole di giustizia (Malachia 3, 20): vieni e illumina chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte (Isaia 9, 1; Luca 1, 79). 


VI – 22 dicembre 

O REX gentium et desideratus earum, 
lapis angularis qui facis utraque unum: 
veni et salva hominem quem de limo formasti. 

O Re delle genti (Geremia 10, 7) e da esse desiderato (Aggeo 2, 7), pietra angolare (Isaia 28, 16) che fai dei due uno (Efesini 2, 14): vieni, e salva l’uomo che hai formato dalla terra (Genesi 2, 7). 


VII – 23 dicembre 

O EMMANUEL, rex et legifer noster, 
expectatio gentium et salvator earum: 
veni ad salvandum nos, Dominus Deus noster. 

O Emmanuele (Isaia 7, 14), re e legislatore nostro (Isaia 33, 22), speranza e salvezza dei popoli (Genesi 49, 10; Giovanni 4, 42): vieni a salvarci, o Signore nostro Dio (Isaia 37, 20).