venerdì 1 maggio 2020

Questionario Summorum Pontificum. Perchè non pubblicare le risposte e far partecipare i laici?


Un'interessante proposta degli amici di Campari e de Maistre sul Questionario per le Messe Tridentine della CDF (QUI e QUI).

Luigi



24-4-20
Apprendiamo da varie fonti, fra cui MessainLatino.it, che il Vaticano sta sottoponendo ai vescovi un questionario, per tracciare lo stato del rito tridentino nel mondo.
Sembra dunque che l'urgenza sia il rito tridentino, non il Covid 19.
Ebbene, noi rilanciamo la proposta con entusiasmo. Vorremmo che le risposte dei singoli vescovi venissero rese pubbliche e magari potessero essere coinvolti anche i laici.
Non vorremmo infatti che i vescovi che fanno la guerra al Messale rispondano che nelle loro diocesi non c'è alcuna domanda riguardo l'applicazione del Summorum Pontificum, mentre magari sono loro che bloccano tutto. Vedremmo magari che in molte diocesi ci sono stati gruppi totalmente estromessi, cacciati in malo modo, ignorati.
Insomma, sarebbe interessante pubblicare le risposte dei vescovi e confrontarle con quelle dei fedeli e dei sacerdoti coinvolti. Oppure questa volta i laici non vanno coinvolti? Si ciarla di coinvolgimento dei laici, ma quando chiedono la Messa in latino sono sputazzati continuamente.

Il questionario di per sé appare infatti piuttosto ambiguo. A che pro, ad esempio, chiedere se la celebrazione della Messa è frutto di una reale esigenza pastorale o di una iniziativa personale del sacerdote? Questi della CDF cosa fanno? Sfottono?

Per concludere, fa ridere la reazione di tal teologo, che alla pubblicazione dei famosi nuovi prefazi dichiarò con forza che quella non era una priorità. Adesso, invece per il teologo il questionario è una priorità, vuole che venga usato per dimostrare che il rito tridentino va cancellato. Qualcuno gli spieghi che "lo stato di eccezione" è il fatto che certe persone possano essere definite teologi, tempo fa non avrebbero insegnato religione alle elementari.