mercoledì 15 aprile 2020

Coronavirus. Delazioni e minacce sul web contro i Cattolici. Le Curie spesso alleate degli "spioni"

Niente di nuovo sul fronte occidentale... Robespierre e i  giacobini ridacchiando ringraziano!
Tante, troppe le offese che i Cattolici italiani in questi santi giorni pasquali hanno ricevuto sui social
Avete provato  a scrivere: "desidero andare a Messa" oppure "desidero ricevere la Comunione pasquale"?  
Quanti sono stati gli insulti, le irrisioni e gli "gli inviti " rimanere a casa" che avete immediatamente ricevuto? 
In quanti vi hanno scagliato contro le parole, spesso inventate di sana pianta, del Santo Padre sempre con la sarcastica conclusione:  " fai come dice Papa Francesco: prega da casa tua". 
Abbiamo veduto il moltiplicarsi degli  auto-proclamati "guardiani della legalità" : fanatici attivisti neo-giacobini  che non hanno esitato, vigliaccamente, a denunciare anziani o giovani preti colpevoli di aver fatto, da soli, una preghiera pubblica o di avere benedetto le palme. 
Cosa ha indotto tanti nostri connazionali a diventare delle "spie" con il sadico gusto di denunciare i preti , di interrompere  le processioni o le Via Crucis - legalmente autorizzate e organizzate secondo le normative di sicurezza?
Hanno persino convinto alcune curie di far "spegnere"  le campane  delle chiese di un'intera città o quant'altro potesse ricordare che in quella comunità cittadina  ci sono  dei cittadini di fede cattolica con il loro diritto di culto ignorato, calpestato e deriso!
Tutto questo è avvenuto purtroppo con la colpevolissima complicità di diverse Curie che si sono dimostrate particolarmente repressive nei confronti di quei Consacrati che in virtù del loro mandato sacerdotale, desideravano rimanere vicino alle pecorelle del gregge affidato alle loro cure pastorali. 
I Parroci, soprattutto quelli più devoti, sono stati abbandonati!
Sarà inevitabile, anche fra i fedeli più "tiepidi", un ripensamento sugli aiuti alle comunità diocesane di appartenenza (v.QUI).
AC


Dalla cieca obbedienza alla delazione. 
Come la paura ci trasforma in psicopoliziotti 

di Enrica Perucchietti 

«In lontananza un elicottero volava a bassa quota sui tetti, si librava un istante come un moscone, poi sfrecciava via disegnando una curva. Era la pattuglia della polizia, che spiava nelle finestre della gente. Ma le pattuglie non avevano molta importanza. Solo la Psicopolizia contava». (George Orwell, 1984) 

Monitoraggio dei contagiati e dei loro contatti attraverso geolocalizzazione; dispiegamento dell’esercito nelle strade; utilizzo dei droni per spiare chi esce di casa senza motivo o si riunisce provocando assembramenti pericolosi per la diffusione del contagio di Covid-19; creazione di gruppi sui social per segnalare i presunti trasgressori.


Con il Parlamento chiuso, lo stato di eccezione sta aprendo a un’area grigia che legittima il ricorso alla sorveglianza tecnologica, creando un pericoloso precedente. Pezzo per pezzo, si rischia di andare verso una deriva autoritaria, come hanno messo in guardia numerosi filosofi, politici e osservatori in questi giorni, come spiegavo in questo articolo.

Ma c’è un altro punto che dovrebbe preoccuparci, ossia la reazione impulsiva, isterica e a tratti fanatica, che stiamo avendo di fronte all’emergenza. 

Stiamo infatti adottando quegli stessi atteggiamenti che Orwell descriveva in 1984: ci stiamo trasformando in psicopoliziotti, delatori pronti a intraprendere la caccia all’untore e ad attaccare con violenza inaudita e urlo purificatore (che ricorda i due minuti d’odio orwelliani) chiunque non rispetti secondo noi i provvedimenti o contro coloro che osano dissentire. 

La politica sta alimentando questa deriva a tratti paternalistica e a tratti fanatica invitando non tanto al rispetto delle regole, che è sacrosanto, quando alla cieca obbedienza: dovremmo chiederci se dallo stato di diritto non stiamo scivolando verso uno stato autoritario.

Per quanto la situazione sia drammatica, non dobbiamo abbandonarci alla disperazione, dobbiamo essere forti, pazienti, rispettare le regole ma anche poter essere liberi di prendere posizione e criticare i rischi di certe deviazioni per salvaguardare il benessere e il futuro della collettività. E invece, in questi giorni, sembra impossibile prendere posizione e mostrare come si rischino certe derive autoritarie. Pena il discredito collettivo, i messaggi di biasimo, gli insulti e le minacce.

Premesso che non è mia intenzione minimizzare l’emergenza né criticare il decreto come ho più volte sottolineato, stiamo però assistendo a una esacerbazione del clima di terrore che spinge la popolazione ad adottare comportamenti di sottomissione che ricordano gli effetti inquietanti del celebre esperimento di psicologia sociale condotto nel 1961 dal professore statunitense Stanley Milgram, che indagò sul livello di obbedienza di persone a cui veniva ordinato di fare del male ad altri esseri umani con l’elettroshock. 

L’esperimento Milgram dimostrò che è probabile che le persone comuni, dietro gli ordini impartiti da una figura autoritaria, arriverebbero a fare del male a un altro essere umano innocente fino al punto di ucciderlo, e che l’obbedienza all’autorità è radicata in tutti noi, per il modo in cui siamo cresciuti da bambini.

Oggi la paura per l’emergenza sanitaria sta portando da un lato al ricorso a misure liberticide, dall’altro alla costituzione di una specie di psicopolizia in cui sono gli stessi cittadini a vestire i panni dei delatori (tipo Stasi), pronti a segnalare chiunque secondo i loro parametri non rispetti le norme. 
Si sta creando una sorta di caccia all’untore di manzoniana memoria (ricordate La colonna infame?) con la segnalazione virale dei comportamenti ambigui e la creazione su Facebook di gruppi ove segnalare gli eventuali trasgressori dei divieti e quindi chi esce di casa (senza sapere se ha le proprie buone ragioni oppure no).  

Insomma,  la paura sta trasformando in solerti delatori, novelli psicopoliziotti, i cittadini, fomentati dalla politica che invoca misure sempre più stringenti, persino liberticide

Siamo così partiti dalla caccia al runner, divenuto il perfetto capro espiatorio, contro cui proiettare le ansie collettive e la paura della morte che ci attanaglia e si amplifica con l’autoisolamento. Poi si è passati a dubitare e sviluppare paranoie sugli asintomatici, nuova frontiera dell’untore. L’asintomatico può essere chiunque e rappresenta l’incubo sociale perfetto. Pertanto chiunque esca, sia in giro per le strade, va segnalato alla psicopolizia, la sua identità e il suo comportamento sbattuti pubblicamente sui social: esso non ha solo trasgredito alle regole, si è anche macchiato di psicoreato (Lo psicoreato non comporta la morte: lo psicoreato È la morte). Ha osato dissentire. 
Ha osato comportarsi in modo alternativo rispetto a quanto decretato dall’autorità. 
Si vuole, proprio come in 1984, che la mente di ognuno si pieghi all’autorità, si affidi ciecamente ai dettami che vengono importi dall’alto:

Ortodossia vuol dire non pensare, non aver bisogno di pensare. Ortodossia e inconsapevolezza sono la stessa cosa. (George Orwell, 1984)

E infatti in questi giorni i social sono diventati un rigurgito di violenza contro chi si permette anche solo di dissentire, di criticare le misure sempre più stringenti (per esempio il ricorso alla sorveglianza tecnologica). 
Costoro vengono insultati, minacciati, rei appunto di pensare male, come se con il loro pensiero critico potessero mettere a rischio l’intera collettività.

Possiamo ben dire che, annebbiati, anzi schiacciati dal peso della paura, la ricerca della sicurezza sta portando sempre più persone ad accettare di affidarsi a misure autoritarie e repressive pur di tornare a sentirsi appunto sicuri. 
E citando ancora Orwell, sarebbe bene ricordare che il potere non è un mezzo, è un fine. Non si stabilisce una dittatura nell’intento di salvaguardare una rivoluzione; ma si fa una rivoluzione nell’intento di stabilire una dittatura. Il fine della persecuzione è la persecuzione. Il fine della tortura è la tortura. Il fine del potere è il potere. 

Fonte: Enrica Perucchietti – Blog QUI

Molti sono i Parroci  italiani che hanno ricevuto una multa per avere portato DA SOLI in processione per le strade deserte delle Città e dei paesi  il Crocifisso o il Santissimo Sacramento. 
Citiamo ad esempio la vicenda accaduta il Venerdì Santo scorso a Dosolo ( provincia di Mantova)

Foto 1:  La Gazzetta di Mantova ( QUI )

Foto 2: un commento su un social ( uno fra mille) un fanatico auto- proclamato guardiano della legalità ha scritto su un social in dispregio  del desiderio di un gruppo di cattolici di andare in chiesa.

Foto 3+4 : Il Parroco di Dosolo ( Mantova) don Stefano Zoppi ha ricevuto una multa di 280 euro. Il Venerdì Santo scorso ha portato da solo "in processione lungo le vie del paese, con l’aiuto di un mezzo attrezzato della protezione civile, il Crocifisso settecentesco venerato nella chiesa arcipretale e la reliquia della Santa Croce, fermandosi in più punti per la benedizione. Diversi fedeli hanno partecipato commossi dalle abitazioni, senza assembramenti, unendosi nella preghiera da finestre e cortili ed esponendo drappi o ceri" La Gazzetta di Mantova ( QUI ) .

23 commenti:

  1. Bellissimo articolo di Enrica Perucchietti: da incorniciare e appendere negli uffici del burocrati governativi della CEI.

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  2. Libera chiesa in libero stato! Che buffonata!

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  3. Conosco i miei confratelli multati. È un vero scandalo quello che sta succedendo verso la Chiesa. La massoneria avanza. Se ci fosse questa vigilanza verso i delinquenti avremmo risolto i problemi. Ma come sempre si castigano i buoni e i cattolici. Solidarietà cristiana e umana ai confratelli.

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  4. Sempre solidarietà e anche ammirazione nei confronnti dei Sacerdoti che eroicamente esercitano il loro mandato per la salvezza delle anime!

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  5. La psicopolizia ha origine con il concilio di Trento, quindi in questo blog dove si odia tanto il concilio Vaticano II mi aspetterei un plauso al ritorno del totalitarismo, della persecuzione e della censura inquisitoria.

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    1. L'Indice non era certo una psicopolizia, visto che spesso dialogava con gli autori dei libri per tentare di risolvere problemi (es correggendo parti)
      E nemmeno l'inquisizione romana

      Dovrebbe rivedere le sue opinioni sul Concilio Tridentino

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    2. Anonimo delle 15:20 che ha scritto "in questo blog dove si odia tanto il concilio Vaticano II".
      Beh non direi che gli ambienti tradi "odiano" il Concilio Vaticano II perchè:
      - è grazie allo spirito innovativo e liberale del Concilio Vaticano II che si può criticare, a volte a ragione a volte a torto, gli atti e le azioni del Magistero ordinario e straordinario della Chiesa.
      - è grazie allo spirito innovativo e liberale del Concilio Vaticano II che si possono celebrare le liturgie eucaristiche nei due modi, ordinario e straordinario, attualmente previsti.
      - è grazie allo spirito innovativo e liberale del Concilio Vaticano II che si possono celebrare, cosa che avviene de facto in tutte le realtà tradizionali, i riti della settimana santa nella forma più antica, pre-Pio XII, ( prima del Concilio, durante il pontificato pacelliano sarebbero stati tutti "scomunicati" se avessero solo rimpianto e lodato le liturgie pre-riforma... bisognava obbedire e zitti!
      - è grazie allo spirito innovativo e liberale del Concilio Vaticano II che paradossalmente si aprono nuove prospettive di speranza liturgica per la Chiesa: non si riuscirà neppure a "proporre" un semplice Amen... ( Difatti il Messale di Paolo VI fu imposto severissimamente utilizzando quel che era rimasto della ferrea e severa disciplina post tridentina nella quale il Clero era stato educato. Solo Mons.Lefebvre, di santa memoria, e pochissimi altri illuminati Uomini di Chiesa seppero e vollero resistere a quei diktat di trindentina impostazione.
      Buona giornata a tutti nella gioia del Xsto Risorto.

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    3. È proprio il contrario. Proprio perché amiamo la libertà amiamo la dottrina cattolica di sempre, che non c'entra nulla con il totalitarismo. Per il totalitarismo chiedere alla modernità... Un esempio di modernismo: definire "odio" la semplice divergenza.

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  6. Accorato appello di Claudio Gazoli al papa, ai cardinali, vescovi, gerarchia cattolica tutta:
    “Se vi rimane ancora un barlume di coscienza, per il bene dell’umanità intera, ANDATEVENE, dal massimo grado ai cardinali, anzi i cardinaloni, a cominciare da quelli più “grassi”, e poi i vescovi ciclisti, assolutori dei pervertiti non pentiti, propugnatori della "teologia sodomitica", insofferenti del Sacro. Liberate la Chiesa dai “miasmi dell’inferno”, fondatevi una vostra chiesa “protestante”, ritiratevi in qualche monastero o, semplicemente, ritornate allo stato laicale, dove potete trovare accoglienza nelle migliaia di organizzazioni neomarxiste, commercianti di uomini per lucro, che stanno attuando il programma della distruzione dell’occidente e della “fratellanza universale”.
    Solo allora sarà possibile la RICONSACRAZIONE DEI LUOGHI SACRI, IL PROPOSITO DI NON CADERE PIÙ NEL PECCATO, DI NON OFFENDERE PIÙ LO SPIRITO SANTO, DI NON CONTINUARE AD INGIURIARE LA SOMMA REGINA, LA RICHIESTA DI PERDONO, LA SUPPLICA AFFINCHÉ DIO CI LIBERI DA QUESTO FLAGELLO.”
    https://blogclaudiogazzoli.blogspot.com/2020/04/perdono-senza-pentimento.html

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  7. Mimmo da Taranto15 aprile 2020 16:14

    Non se ne può più, conniventi le silenziose gerarchie ecclesiastiche, non vengono più amministrati i sacramenti, dal battesimo alla cresima, dalla confessione alla eucaristia, dalla estrema unzione al matrimonio.
    Non dico dell'ordine sacro, perché ormai gli ordinati diocesani sono ridotti al lumicino da molto tempo e ancor prima dell'avvento del Covid 19

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  8. Niente soldi alle diocesi, borse chiuse. Che li chiedano al PD e alle logge! Quando dimostreranno di lavorare per la maggior gloria di Dio e per la salvezza delle anime, con la Messa di sempre e la Dottrina della Fede di sempre, allora riceveranno la giusta mercede. Per ora, i buoni Cattolici non versino un solo quattrino.
    Nostro Signore ci ha insegnato ad essere buoni, ma non imbecilli.

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    1. Concordo. Non si capisce perché dovremmo dargli soldi che poi s'intascano o girano agli immigrati, così loro diventano altruisti a spese nostre (loro i "buoni" e noi gli "imbecilli"). Ma veramente pensavano di andare avanti così per molto? Hanno tirato troppo la corda e ora le chiese sono deserte.

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  9. In un paese dalle mie parti, il parroco si è messo d'accordo con il sindaco e i carabinieri per girare le strade con un'auto addobbata recitando preghiere. In un paese piccolo dove il maresciallo e il parroco sono amici è più facile che in città organizzarsi per una cosa simile, ma sarebbe stato bene che i parroci di cui parlate, prima di prendere iniziative si fossero consultati con le autorità civili: ci sono esempi nella cronaca in cui si è fatto così e non ci sono stati problemi. In fin dei conti, se c'è il divieto di passeggiare anche da soli per il paese se non per andare al negozio di alimentari o in farmacia, tale divieto vale per tutti. Poi sono d'accordo sulla pratica odiosa della delazione, ma quella c'era anche sotto il fascismo: la gente è sempre uguale, la Storia non insegna niente ed è sempre pronta a ripetersi.

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  10. Con qualche correzione: Anonimo delle 15:20 che ha scritto "in questo blog dove si odia tanto il concilio Vaticano II".
    I gruppi tradizionalisti non posso "odiare" il Concilio Vaticano II perchè:
    - è grazie allo spirito innovativo e liberale del Concilio Vaticano II che si possono criticare, a volte a ragione a volte a torto, gli atti e le azioni del Magistero ordinario e straordinario della Chiesa.
    - è grazie allo spirito innovativo e liberale del Concilio Vaticano II che vengono celebrate le liturgie eucaristiche nella forma ordinaria e nella forma straordinaria, attualmente previsti.
    - è grazie allo spirito innovativo e liberale del Concilio Vaticano II che si possono celebrare, cosa che avviene de facto in tutte le realtà tradizionali, i riti della settimana santa nella forma più antica, pre-Pio XII, ( prima del Concilio, durante il pontificato pacelliano sarebbero stati tutti "scomunicati" se ci fosse stato un movimento di pensiero che avesse soltanto rimpianto e lodato le forme iper-antiche... bisognava obbedire e zitti!)
    - è grazie allo spirito innovativo e liberale del Concilio Vaticano II che paradossalmente si aprono nuove prospettive di una tenue speranza liturgica per la Chiesa: in futuro non si riuscirà neppure a "proporre" un semplice Amen... gli scellerati modernisti/protestantizzati sono ora impotenti ( Difatti il Messale di Paolo VI fu imposto severissimamente utilizzando quel che era rimasto della ferrea e severa disciplina post tridentina nella quale il Clero era stato educato). Solo Mons.Lefebvre, di santa memoria, e pochissimi altri illuminati Uomini di Chiesa seppero e vollero resistere a quei diktat di trindentina impostazione.
    Buona giornata a tutti nella gioia del Xsto Risorto.

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    1. speriamo sia come dici tu, perchè a me sembra che molti che scrivono qui hanno in odio tutto il concilio vaticano II anche nelle parti valide. Non leggo mai critiche al concilio di Trento che su alcuni aspetti è stato drammatico, senza parlare della distruzione che in esso è avvenuto del pensiero tomista: hanno talmente irrigidito il pensiero filosofico di San Tommaso da renderlo quasi controproducente. Usare il pensiero filosofico di un santo in un ambito prescrittivo-teologico.dogmatico-normativo epurandone l'aspetto dialettico sempre presente è stato uno stupro.

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    2. Lefebvre di santa memoria? Siamo sicuri? Il cattolicesimo à la carte? Uno che più volte lanciava il sasso e poi nascondeva la mano? E quelli che se ne sono andati da Econe, che cosa sono, traditori? Venduti al nemico?
      Su, andiamo...

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    3. A me pare Anonimo 13:27 che un pò di buon senso non faccia certamente male: sapere apprezzare il buono che la Chiesa pellegrina del tempo e nella storia ci dona. A volte con abbondanza a volte con parsimonia.
      Con le critiche e con l'odio non si costruisce niente di buono. Abbiamo invece bisogno della ricostruzione!
      Grazie per la cortese attenzione.

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    4. non è stato tanto il Concilio Tridentino a far danni, ma lo 'Spirito di Trento', gemello dello Spirito del Vaticano I e dello Spirito del Vaticano II: spiriti che hanno promosso delle politiche e delle teologie che sono andate ben oltre i testi conciliari
      qualche esempio dello 'Spirito di Trento':
      - il Decreto della sessione XXII dice che il Sacrificio cruento di Cristo è ripresentato (repraesentaretur, reso presente) attraverso la Messa, termine deciso ma rispettoso di ciò che dice la lettera agli Ebrei riguardo l'unicità del Sacrificio della Croce. dopo il concilio si è passati a dire che il Sacrificio Eucaristico rinnova il Sacrificio della Croce, quasi che fossero due sacrifici distinti, generando confusione nel popolo cristiano
      - il concilio consigliava di conferire a laici degni gli ordini minori, eppure sempre più invalse l'uso, poi sanzionato dal CJC, di conferire questi solo ai seminaristi, generando sempre più una barriera tra il clero e i fedeli e favorendo la diffusione della Messa letta a danno di quella cantata e solenne, tutto per una concezione sbagliata degli ordini inferiori al presbiterato, secondo la quale questi non erano nati per servire Dio nel culto e nel suo popolo, ma per essere una preparazione al sacerdozio

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  11. 16 aprile 8:26 e 8.35 è un doppione. Sembra che si pubblichi quello che arriva senza alcuna attenzione.

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    1. Caro Anonimo,
      mi spiace ma sei tu che non leggi con attenzione: il commento delle 08:35 è stato proposto "con qualche correzione" e non è un doppione.
      Le suggeriamo, prima di criticare e sputar giudizi, di fare più attenzione a ciò che la circonda e a leggere meglio gli argomenti sui quali sentenza.
      distinti saluti.

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    2. "I gruppi tradizionalisti non possono "odiare" il Concilio Vaticano II perchè" sarebbe una correzione di "Beh non direi che gli ambienti tradi "odiano" il Concilio Vaticano II perchè"? "In futuro non si riuscirà neppure a "proporre" un semplice amen" sarebbe una correzione di "non si riuscirà neppure a "proporre" un semplice amen"?
      Stai scherzando, caro Robertus?

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    3. Anonimo 19:08: non fai affatto ridere...

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  12. Commento non posso. Posso solo dire facciamoci responsabili di questi compprtamenti e come persone prendiamoci la responsabilità di agire per il bene comune. Intanto I divieti nnon sono legge ma decreto. Quindi non facciamoci trattare come schiavi che non è il caso. Siamo in.democrazia.

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