domenica 12 gennaio 2020

BOMBA RATZINGER: “Non posso tacere”. “Il celibato è indispensabile”

Breaking news sul nuovo libro del papa emerito Benedetto XVI e del Card. Sarah che uscirà il 15 gennaio prossimo e del quale Le Figaro pubblica un’anticipazione.
Attacco diretto all’apertura ai preti sposati.
Di seguito alcuni link tra cui la traduzione della relazione di Le Figaro.
La possibilità di ordinare uomini sposati sarebbe una catastrofe pastorale.
Bomba contro Papa Francesco?

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ESCLUSIVA  di ©️Dogmatv.it

– LA TRADUZIONE A CURA DI DOGMATV.IT DELL'AMPIO RESOCONTO DI LE FIGARO SUL LIBRO DI BENEDETTO XVI E DEL CARD. SARAH

Celibato del sacerdozio: il grido di allarme di Benedetto XVI

ESCLUSIVO – Il Papa Emerito prende una posizione ferma contro l'ordinazione sacerdotale degli
uomini sposati in un libro co-firmato con il cardinale Sarah, di cui Le Figaro rivela i passaggi chiave.

Di Jean-Marie Guénois

(fonte: https://www.lefigaro.fr/actualite-france/celibat-des-pretres-benoit-xvi-sort-du-silence-20200112)

Quasi sei anni dopo la sua rinuncia al trono di San Pietro, l'11 febbraio 2013, il Papa emerito Benedetto XVI, 92 anni, esce dal suo silenzio per chiedere a papa Francesco di non intraprendere il cammino di ordinazione al sacerdozio di uomini sposati.  Insieme al cardinale Robert Sarah, di origine guineana, hanno scritto un libro intitolato Des Profondeurs de nos Cœurs, pubblicato per la prima volta in francese il 15 gennaio da Fayard's.  Le Figaro è stato in grado di ottenerlo in esclusiva per tutto il mondo.

Questa iniziativa assume un carattere storico a causa della stessa gravità delle parole di Papa Emerito Benedetto XVI e del peso della sua autorità di teologo.  Due volte, nel 2017 su questioni liturgiche, poi nella primavera del 2019 sull'analisi della crisi della pedofilia, Benedetto XVI aveva pubblicamente - ma molto discretamente - preso la penna.  Ciò che denuncia oggi ha una portata completamente diversa: considera compromesso il futuro della Chiesa cattolica latina se si tocca il celibato sacerdotale, uno dei suoi pilastri.

Il libro è quindi un motivo molto strutturato che giustifica il celibato sacerdotale, ma anche un potente messaggio di sostegno per i sacerdoti, che i due autori vedono "confusi dall'incessante messa in discussione del loro celibato consacrato".  A loro sono dedicate anche le 175 pagine: “In omaggio ai sacerdoti di tutto il mondo”. Presentano due testi, sostanziali, accessibili e molto robusti, uno per la penna dell'emerito Papa, l'altro per il cardinale, che co-firmano  introduzione e conclusione.

Al contrario, nessuna aggressione o controversia appare in queste pagine contro l'attuale pontefice romano.  Il papa emerito e il prelato africano si presentano come due "vescovi" in "obbedienza filiale a papa Francesco" che "cercano la verità" in uno "spirito di amore per l'unità della Chiesa".  Scrivono, quindi, prendendo le distanze dall'"ideologia" che "divide".  O anche "litigi di persone, manovre politiche, giochi di potere, manipolazioni ideologiche e aspre critiche che giocano il gioco del diavolo, il divisore, il padre delle menzogne".

 Attenzione

Ma non nascondono nemmeno la loro impossibilità di "tacere": "Silere non possum!  Non riesco a tenere la bocca chiusa”, affermano con fermezza, citando Sant'Agostino.  In particolare dopo "lo strano sinodo dei media", dedicato lo scorso ottobre all'Amazzonia, che ha effettivamente votato, a maggioranza dei due terzi, la proposta di ordinare diaconi permanenti al sacerdozio, quindi uomini sposati, a  per compensare la mancanza di ministri della religione in Amazzonia.  In questo, chiedono a tutta la Chiesa di non essere "colpita" da "cattive richieste, produzioni teatrali, menzogne malvagie, errori alla moda che vogliono svalutare il celibato sacerdotale".

Papa Francesco pubblicherà nelle prossime settimane l'esortazione apostolica post-sinodale che dovrebbe formalizzare questa misura.  A meno che non esegua il backup, sarebbe una sorpresa.  Se Francesco ha sempre sostenuto pubblicamente il celibato sacerdotale, è anche aperto a un'eccezionale soluzione locale per rispondere alla crisi delle vocazioni.  Un'idea alla quale il cardinale Sarah, nelle sue conclusioni, lo spinge a rinunciare: “Esiste un legame ontologico-sacramentale tra sacerdozio e celibato.  Qualsiasi indebolimento di questo legame costituirebbe una riconsiderazione del magistero del concilio e dei papi Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.  Chiedo umilmente a Papa Francesco di proteggerci definitivamente da tale eventualità ponendo il veto a qualsiasi indebolimento della legge del celibato sacerdotale, anche limitato all'una o all'altra regione ”.

La possibilità di ordinare uomini sposati rappresenterebbe una catastrofe pastorale
Cardinale Robert Sarah

Questo stesso cardinale - che ha seguito tutto il lavoro del sinodo sull'Amazzonia, sin da quando era membro - avverte anche: "La possibilità di ordinare uomini sposati rappresenterebbe una catastrofe pastorale, una confusione ecclesiologica e un  oscuramento nella comprensione del sacerdozio". Aggiunge con Benedetto XVI, nelle loro conclusioni, che " ùl'ordinazione sacerdotale porta all'identificazione con Cristo.  Certamente, la sostanziale efficacia del ministero rimane indipendente dalla santità del ministro, ma non si può ignorare la straordinaria fecondità prodotta dalla santità dei sacerdoti".

I due prelati non sottovalutano in alcun modo la difficoltà di vivere questo celibato.  Lo riconoscono più volte e arrivano fino a dare consigli concreti ai sacerdoti.  Ma questo non è ai loro occhi un motivo per abbandonare questa disciplina.  Certo, non è un dogma, come sostenuto dagli avversari del celibato, che dimostrano, date dei consigli in mano, che la Chiesa cattolica avrebbe impiegato quindici secoli per imporre questa misura ai sacerdoti.  E, secondo loro, è tempo di consentire loro di sposarsi di nuovo, soprattutto nel contesto di una crisi legata all'abuso sessuale.

Argomenti magistrali

La risposta a questa grande obiezione è il cuore pulsante del libro.  E Benedetto XVI offre un magistrale argomento teologico.  Attinge alle radici ebraiche del cristianesimo in cui i sacerdoti erano già "separati", respinge nel passare le tesi di Lutero e dimostra che il sacerdozio e il celibato sono uniti dalla "nuova alleanza" di Dio con l'umanità, operati  da Gesù, la cui totale oblazione è il modello stesso del sacerdote.

Questa "astinenza ontologica" non è, scrive, "un disprezzo per la corporeità e la sessualità".  Ma una scelta deliberata, insiste, spiegando che, anche "nella vecchia Chiesa", quindi nel primo millennio, "gli uomini sposati potevano ricevere il sacramento dell'ordine solo se avessero commesso  rispettare l'astinenza sessuale con la moglie”, sul modello di San Giuseppe.

Il cardinale Sarah, d'altra parte, difende il celibato sacerdotale con grande ardore, essendo particolarmente commosso da "molti sacerdoti disorientati, disturbati e colpiti nel profondo della loro vita spirituale dalle domande violente della dottrina della  Chiesa”.

Ha quindi proposto una "riflessione pacifica e orante sulla realtà spirituale del sacramento dell'ordine", basata su trenta argomenti teologici, storici, pastorali e sperimentali.  Punto di forza del libro, in cui tutta la sua autorità e la sua esperienza di "figlio d'Africa", nato animista, esprimono la convinzione che solo la "radicalità evangelica" attira: "Nella Chiesa, le crisi sono sempre superate da un  tornare alla radicalità del Vangelo e non mediante l'adozione di criteri mondani ”. A riprova, “la fioritura delle Chiese africane”.  Come quindi dare "sacerdoti di seconda classe" ai "popoli dell'Amazzonia"?  chiede.  "Non priviamoli della pienezza del sacerdozio.  Non priviamoli del vero significato dell'Eucaristia", chiede.

Come queste prese di posizioni saranno accolte da Francesco?  Accetterà di aprire un vero dibattito?  Rifiutandolo a rischio di un pesante attacco?  O soffocandolo con complimenti gentili?  Francesco non ha mai risposto ai cardinali che avevano espresso pubblicamente dubbi sulle conclusioni del sinodo sulla famiglia riguardo ai divorziati risposati ... Può chiudere allo stesso modo la porta al papa emerito?

©️Dogmatv.it – libera diffusione citando la fonte

18 commenti:

  1. che tristezza povero Ratzinger: citare il grande S.Agostino su argomenti di sessualità ... tutti sanno che sulla sessualità il grande santo aveva bisogno di una sana psicoanalisi

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    1. Che trovata alla Bergoglio! Quello che pensa tutti sanno è solo la sua personale opinione offensiva di S. Agostino. Sta a dimostrare solo l'astio, mediante S. Agostino, misto a paura,contro papa Benedetto, incomodo ostacolo ad ogni deriva relativistica e interpretazione arbitraria del pensiero dei S. Padri. La Chiesa ( e non solo, ma il mondo dei filosofi di varie tendenze ) non avrebbe onorato tanto un uomo, affetto da deviazioni mentali.

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    2. Valerio ... vada ... vada ... vada ...



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  2. Ho visto questo sito navigando dopo aver sentito il TG di ieri che parlava del Papa precedente e del suo nuovo libro...Mah, se Ratzinger ha abdicato non capisco perchè dovrebbe intromettersi ora, così è troppo comodo. Piuttosto si dovrebbe parlare del perchè i preti non prendono i voti solenni come i frati visto che si grida alla purezza. Cosa vuol dire voto di celibato e impegno alla castità? fai voto di castità! Cosa vuol dire si possono avere ricchezze senza esserne avidi? fai voto di povertà! sacedote santo è colui che ama e che non inganna ne se stesso e ne gli altri e no un atteggiamento di facciata come la Chiesa tradizionalista e IDEALISTA vorrebbe. Se vogliamo tanti preti come possiamo pensare, soprattutto in una società piena di tentazioni come questa, che siano tutti in grado di guardare solo a Dio? Se fossero stati di quel livello si sarebbero fatti frati. Avere una moglie non è impuro, si può fare castità e amministrare i sacramenti, gli ebrei se non avevi avuto moglie non ti permettevano neanche di farti chiamare Maestro. Se i sacerdoti avessero le mogli, queste ultime potrebbero aiutare le parrochhiane ed evitare che siano i maschi a seguirle. La Chiesa di Dio non è la Chiesa che odia le donne. Meglio chiudere un occhio alla prostituzione e alla pedofilia piuttosto? Il problema è sempre lo stesso: guai ad una ipotetica influenza femminile! Menomale questo Papa Francesco che si rende conto di tutto e ha coraggio di vedere la vita reale e immaginare una Chiesa REALE e non misogina e maschilista.Riguardo i divorziati, vi ricordo che tra 20 anni lo saranno quasi tutti visto lo schifo di mondo in cui viviamo che raramente permette incontri benedetti, vediamo tra 20 anni a parrocchie vuote se alla fine l'eucarestia verrà data. la colpa non è della gente che pecca è del mondo malvagio che porta le persone a sbagliare. Continuate a tirare le pietre

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    1. Chi non ha nulla da dire, spesso lo fa usando una sequela lunghissima, come lei. La questione non è il mondo, che è un dato di fatto oggettivo, ma come la persona si rapporta al mondo. Se lo fa con lo sguardo rivolto a Dio, la dottrina è una sorella meravigliosa, che aiuta a santificarsi, Ma se la persona ha una visione immanente, nessuna concessione la porterà ad una sa ta viyacristiana.

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    2. "La colpa non è della gente che pecca è del mondo malvagio che porta le persone a sbagliare": la solita baggianata. "Il mondo" è un'astrazione, ed è facile farne il (fantomatico) capro espiatori. Malvagie sono le singole persone che nutrono pensieri anti cristiani ed anzi in odio al Cristianesimo.

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    3. Cosa sarebbe una "Chiesa REALE"?

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  3. Bene. È il primo segnale. La parabola "progressista" forse sta finendo. Ed è di grande auspicio che la parola fine al decadimento modernista sia stata pronunciata proprio dal Papa Emerito.

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  4. Grazie a Dio all'interno della nostra Santa Chiesa Cattolica ci sono ancora presenti veri servi di Dio pronti a difendere la retta dottrina oggi più che mai posta sotto attacco.
    Deo Gratias

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  5. Ratzinger, sente il dovere, di esprimere il suo alto pensiero teologico e canonico, che poi è quello di una Chiesa millenaria, su questioni così vitali per la Chiesa stessa, dalle ideologie bergogliane disinvoltamente manipolate. Anche se, costretto da vaste congiure, ha abdicato ha il pieno diritto, come sacerdote, di esprimere il suo pensiero che, anche se non più normativo, è una spina nel fianco dei sovversivi per le sue profonde argomentazioni dottrinali, ormai incomprese da un generazione dalla scadente e disinvolta preparazione teologica e canonica.

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  6. Grazie a Dio...ancora abbiamo Benedetto XVI tra noi...e il gran cardinale Sarah. Via il progressimo e la massoneria nella Santa Chiesa.

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  7. Gesu non ha mai detto che i discepoli non potevono sposarsi difatti PIETRO ERA SPOSATO VOI PRETI RELIGIOSI METTETE PESI PESANTI SU GLI ALTRI E POI VOI NON LI SEGUITE PERCHE DI NASCOSTO FATE TANTE COSETTE BELLE LO SAPPIAMO GIA E POI VOI GIURATE SUL VOSTRO SACERDOZIO E NON GIURATE SULLA CASTITà E COSA HA DETTO GESU DI NON GIURARE PERCHE NON PUOI FARE 1 CAPELLO NE BIANCO NE NERO, SIETE FALSI TOGLIETEVI LA MASCHERA, I PRETI GRANDI EGOISTI...L'UNICA RAGIONE è CHE UN PRETE NON SPOSATO è COME UN MILITARE E COSTA MENO, RATZINGER NE HA DA IMPARARE DA BERGOGLIO IN UMILTà E IN DOTTRINA PERCHè BERGOGLIO HA LO SPIRITO DI CRISTO E DIALOGA

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    1. Anonimo 09:48 è il classico sovversivo, quasi certamente un cattocomunista, che ama nuotare nella pozzanghera delle schifezze piuttosto che guardare agli esempi di luminosa fedeltà. Ratzinger avrà le sue pecche ma di fronte a Bergoglio fa la figura del santo. E poi, per scambiare la protervia dittatoriale e distruttiva di Bergoglio per umiltà bisogna davvero essere dei plagiati dal buonismo imperante dei lupi vestiti da agnelli.

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    2. Cristo non ha detto ai discepoli di non sposarsi perché non ve n'era ancuna necessitè. Infatti hanno lasciato tutto e l'hanno seguito come era stato loro richiesto dal Maestro.Il Vangelo parla chiaro e non soffre arrampicamenti sugli specchi per tentare di avere ragione. Solo Bergoglio ha il monopolio ( !?!) della Spririto di Cristo che a lui parla diversamente da come ha parlato per tanti secoli alla sua Chiesa.

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    3. Ha ragione Anonimo delle 20:13. La locuzione "lasciare tutto" è eloquente, e anche metter su famiglia rientra in questo tutto, se ci si deve concentrare in una missione così importante come annunciare Gesù. "Tutto" vuol dire "tutto", comprese cose belle e sante come la famiglia. Del resto si può andare in paradiso anche da laici, non si è obbligati alla vita consacrata, chi si sente vocato per la famiglia è libero di optare per quest'ultima scelta.

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  8. II Timoteo 3-15/16: conosci le sacre Scritture fin dall'infanzia: queste
    possono istruirti per la salvezza, che si ottiene mediante
    la fede in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare,
    convincere, correggere ed educare nella giustizia. QUINDI LA SCRITTURA NON PUç ESSERE CONTRADDETTA DALLA TRADIZIONE CARO CARDINAL SARAH E IL CELIBATO DEI PRETI E' OPZIONALE.
    LEGGERE E STUDIARE:
    I Timoteo 3-: 1Questa parola è degna di fede: se uno aspira all’episcopato, desidera un nobile lavoro. 2Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, MARITO di una sola donna, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, 3non dedito al vino, non violento ma benevolo, non litigioso, non attaccato al denaro. 4Sappia guidare bene la propria famiglia e abbia figli sottomessi e rispettosi, 5PERCHè SE UNO NON SA GUIDARE LA PROPRIA FAMIGLIA COME POTRà AVER CURA DELLA CHIESA DI DIO?, 6Inoltre non sia un convertito da poco tempo, perché, accecato dall’orgoglio, non cada nella stessa condanna del diavolo. 7È necessario che egli goda buona stima presso quelli che sono fuori della comunità, per non cadere in discredito e nelle insidie del demonio.
    8Allo stesso modo i diaconi siano persone degne e sincere nel parlare, moderati nell’uso del vino e non avidi di guadagni disonesti, 9e conservino il mistero della fede in una coscienza pura. 10Perciò siano prima sottoposti a una prova e poi, se trovati irreprensibili, siano ammessi al loro servizio. 11Allo stesso modo le donne siano persone degne, non maldicenti, sobrie, fedeli in tutto. 12I diaconi siano mariti di una sola donna e capaci di guidare bene i figli e le proprie famiglie. 13Coloro infatti che avranno esercitato bene il loro ministero, si acquisteranno un grado degno di onore e un grande coraggio nella fede in Cristo Gesù.
    I TIMOTEO 4: 1Lo Spirito dice apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti ingannatori e a dottrine diaboliche, 2a causa dell’ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza: 3GENTE CHE VIETA IL MATRIMONIO e impone di astenersi da alcuni cibi, che Dio ha creato perché i fedeli, e quanti conoscono la verità, li mangino rendendo grazie. 4Infatti ogni creazione di Dio è buona e nulla va rifiutato, se lo si prende con animo grato, 5perché esso viene reso santo dalla parola di Dio e dalla preghiera.
    6Proponendo queste cose ai fratelli, sarai un buon ministro di Cristo Gesù, nutrito dalle parole della fede e della buona dottrina che hai seguito.

    Ora di fronte a ciò che scrive l'apostolo quali sono le considerazioni del Cardinal Sarah che ha messo in mezzo un Papa emerito di 90 anni passati?

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  9. "Ma Paolo disse alle guardie: «Ci hanno percosso in pubblico e senza processo, sebbene siamo cittadini romani, e ci hanno gettati in prigione; e ora ci fanno uscire di nascosto? (Atti 16, 37)". Chissà se 09:33 sarebbe disposto a citare pomposamente e a sproposito san Paolo anche a costo di prendersi le percosse date all'Apostolo delle genti. Scrittura e Tradizione sono inscindibili. La sola Scrittura è protestante.

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  10. I sacerdoti dell'età apostolica erano già sposati e quindi, al pari di quelli anglicani convertiti non devono abbandonare le loro spose e continuare a ben governare la loro famiglia ma a vivere in castità. Una soluzione provvisoria. I non sposati che aspirano al sacerdozio dovevano rimanere tali. I diaconi possono sposarsi ma non possono aspirare al sacerdozio. I sacerdoti delle chiese orientali possono sposarsi ma non possono essere consacrati vescovi. La tradizione cristiana impone ampiamente il celibato che ora si vuole subdolamente abolire con un colpo di spugna.

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