venerdì 25 ottobre 2019

#sumpont2019 -3- Il mitico Father Z.

Uno dei più famosi blogger del mondo della Tradizione, padre Zuhlsdorf, autore del sito 'What does the prayer really say', ora 'Father Z's blog'.

Ci ha raccontato con la sua consueta verve della importanza dei sistemi di comunicazione sociale per l'evangelizzazione e della sua esperienza nella blogosfera.

Era qui a Roma nei primi anni Novanta e fondò un primo forum cattolico, nel quale in particolare si concentrava sulle pessime traduzioni liturgiche in inglese, comparandole con l'originale in latino e spiegando che cosa la preghiera realmente dicesse. Di qui maturò il nome stesso del suo blog, che iniziò nel 2005.

Da lì il blog è esploso e le visite erano talmente numerose che il sito che lo ospitava non aveva sufficiente portata per tutto quel traffico. Era un momento di grande interesse per i blog; oggi, probabilmente, ci sono mezzi più semplici, diretti e, inevitabilmente, superficiali come twitter.

Nel corso degli anni ha ricevuto migliaia di mail di persone che hanno raccontato che,  grazie al blog,
si sono riaccostati alla Fede. Giovani preti gli hanno detto di aver maturato la loro vocazione leggendo i suoi post (e anche di aver appreso come comportarsi in seminario per evitare di farsi cacciare da rettori modernisti).

Il suo blog è un poco una parrocchia virtuale, anzi forse, per le dimensioni, una diocesi virtuale.

Padre Z. è cresciuto luterano, l'incontro con la vera Fede è avvenuto tramite  la Bellezza e, in particolare, la musica. Come poteva non essere vera la religione  che ci aveva lasciato le Messe di Mozart?

Secondo passo verso la Fede, lo studio del latino.

Musicista, studioso di latino, vede che a Minneapolis si celebrava una Messa di Mozart. Mai stato prima a una messa, non sapeva nemmeno quando sedersi o stare in piedi. Fu un'esperienza molto profonda, lasciò il proprio nome al parroco, che poco dopo lo chiamò per invitarlo. E da lì nacque la frequentazione di quella parrocchia, costruita a suo tempo da immigrati austroungarici: sembrava trasportata dal Tirolo. Si celebrava in novus ordo, ma in gregoriano e all'altar maggiore, senza tavoli da stiro come altare.

Lì si compì la sua conversione e, poi, la sua vocazione.

Ogni domenica cantavano i vespri tradizionali e cominciò a rendersi conto che la potenza dell'esperienza derivava anche e soprattutto dall'inserirsi in una ininterrotta tradizione di preghiera attraverso le generazioni.

Cacciato due volte dal seminario per le sue idee tradizionali allora inaccettabili (siamo negli anni Ottanta), venne a Roma per studiare il latino e trovò impiego, come laico, all'Ecclesia Dei. Nel 1992 fu ordinato.

Ora si trova in Wisconsis, dove il vescovo Morlino lo ha chiamato per celebrare l'antica liturgia.  Il vescovo, gesuita, non era sulle prime favorevole. Ma, grazie alla risonanza del blog, era stato possibile raccogliere fondi per una parrocchia locale che stava per chiudere. E così è nata questa nuova avventura.

Ma torniamo al blog: nel corso degli anni ha notato come nel suo paese, gli USA, aumenta il numero delle Messe, da 5 a 500 in dieci anni. Iniziano lentamente, sotto tono, senza pubblicità, quindi sono probabilmente molte di più. I giovani sacerdoti  spesso celebrano in privato.

Quando si ama qualcosa, la si vuole condividere. Siate quindi aperti e invitate gli altri. Fu l'invito del parroco di quella chiesa di Minneapolis che ha cambiato la sua vita. Fate altrettanto anche voi, come quel parroco, ci ha detto.

La legge di Gresham postula che la moneta cattiva scaccia quella buona. Vale in economia ma nella Fede è il contrario: il rito romano antico, la moneta buona, quando è conosciuta si afferma e trasforma per il meglio.

Enrico

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