martedì 23 luglio 2019

Testimonianza di un fedele "Nel rito antico non c'è spazio per il protagonismo degli uomini. Solo Dio è il vero "protagonista".

Pubblichiamo volentieri una accorata testimonianza di un fedele, circa la sua "scoperta" del rito antico, che ci è giunta alla mail della redazione@messainlatino.it 

Cara Redazione, 
è da poco trascorso l'anniversario della promulgazione del MP Summorum Pontificum [07 luglio]. Scrivo questa breve testimonianza da fedele laico. La Messa tradizionale, tridentina o forma straordinaria che dir si voglia è – come molti sanno – la liturgia che ha sostenuto la Chiesa per secoli fino alla "sciagurata" riforma conciliare che risultò poi essere una vera demolizione, anche se la validità del rito rimane. Il corrispettivo, per rendercene idea, lo vediamo nella moderna architettura religiosa (vedi foto).

Sui pregi della liturgia tradizionale possiamo dire una infinità di cose. Mi limito alla mia esperienza: nell'assistere alla Messa di sempre ho scoperto una ricchezza da me a lungo dimenticata; partecipai a quelle Messe da piccolo, il
ricordo è un po' vago ma rammento che – pur avendo un carattere assai irrequieto – mi ci sentivo bene, anche se non ne capivo granché e vi andavo volentieri. Entrare oggi nello spirito della liturgia di sempre  non è facile, richiede inizialmente impegno ed i frutti li si osservano dopo qualche tempo, con pazienza. Stranamente l'ostacolo principale non è la lingua latina (anche per chi non la conosce), ma consiste nella rinuncia ad ogni forma di protagonismo per lasciarci immergere con semplicità in Dio che è l'unico vero protagonista. Gesù è presente, rinnova sull'altare il Suo sacrificio, e vivere ciò con fede rappresenta l'essenza della Messa: in questa io unisco la mia vita, i miei cari, il mio lavoro con la preghiera della Chiesa: so che Gesù è presente e dà senso a tutta la mia esistenza. Il resto non conta niente.
Due sono i frutti che ho sperimentato nella vecchia liturgia: una pace che non nasce da emozioni o sentimentalismo, ma dalla pura fede nel mistero che si compie davanti a me: la presenza di Dio rimane nel cuore donando una sazietà che è difficile esprimere. Il secondo frutto consiste nel desiderio maggiore di Gesù eucaristico; questa liturgia accresce il desiderio di Lui, ravviva la nostra preghiera. In una parola la Messa di sempre ci aiuta ad diventar santi.
Se è pur vero che la mia scelta per la Tradizione nacque dopo una crisi (nel 2013) con la rinuncia di Papa Benedetto e tutto quel che ne è seguito, ora questa Messa non mi fa sentire lontano dalla Chiesa e dal Papa, non mi fa guardare con disprezzo o sufficienza al Novus Ordo, anzi avviene proprio l'esatto contrario, di sentirmi più in comunione con la Chiesa. Vorrei concludere dicendo una cosa: per apprezzare il dono della S. Liturgia di sempre ci vuole buona volontà e pazienza, all'inizio non sarà per tutti facile, ma quando ne hai fatto esperienza non riesci più a separartene senza soffrirne.
F. (Coetus fidelium Lucio III pro Missa antiqua, Lucca)

22 commenti:

  1. Tanto di cappello a questa testimonianza. Però, essa contiene qualcosa di non chiaro. Nella testimonianza si legge: "La Messa tradizionale, tridentina o forma straordinaria che dir si voglia è – come molti sanno – la liturgia che ha sostenuto la Chiesa per secoli fino alla "sciagurata" riforma conciliare che risultò poi essere una vera demolizione, anche se la validità del rito rimane". Validità di quale rito? Della Messa di sempre, del novus ordo o di entrambi? Tale mancanza di chiarezza è confermata laddove il testimone dice che "la scelta per la Tradizione nacque dopo una crisi (nel 2013)", ciò facendo presumere che fino a quell'anno (del resto recentissimo) egli avesse seguito quella che definisce appunto "la "sciagurata" riforma conciliare che risultò poi essere una vera demolizione" e che, si direbbe, abbia lasciato un segno indelebile, se nella testimonianza si legge: "ora questa Messa (di sempre) non mi fa sentire lontano dalla Chiesa e dal Papa, non mi fa guardare con disprezzo o sufficienza al Novus Ordo, anzi avviene proprio l'esatto contrario, di sentirmi più in comunione con la Chiesa". Non si comprende, quindi, come nonostante la "demolizione" operata dalla "sciagurata" riforma conciliare, e della quale il novus ordo è figlio, il testimone possa darsi ad un'affermazione del genere, tanto più se, come egli afferma: "quando ne hai fatto esperienza (della Liturgia di sempre) non riesci più a separartene senza soffrirne": per quale motivo egli patirebbe tale sofferenza se si sente "in comunione con la Chiesa" e quindi anche con la ""sciagurata" riforma conciliare che risultò poi essere una "vera demolizione"? In altre termini, come si può essere così indifferentemente al di sopra di ciò che edifica e di ciò che demolisce?

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    1. E' assai probabile che l'intrigante analisi di Prussico colga nel segno. La riforma conciliare ed il conseguente novus ordo hanno costituito una svolta in senso umanitario e antisacrale imposta dai modernisti alla Chiesa. Chi volesse insistere nel negare l'abisso che separa la SACRA liturgia di sempre dal bailamme liturgico causato dalla riforma conciliare, sarebbe un ignorante o in mala fede.

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    2. «Non c'è nulla nella messa attuale rinnovata e riformata che potrebbe veramente disturbare il cristiano evangelico, o che potrebbe disturbarlo più di quanto possano infastidirlo certi elementi, reali o assenti, del culto protestante» (Gérard Siegwalt, docente di teologia alla facoltà protestante di Strasburgo, cfr.«L'intercommunion», in Documentation catholique n° 1555, del 18 gennaio 1970, pag. 96.

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    3. Una volta in confessione un frate mi disse "la voce di Dio è bella nonostante il balbettare dei Suoi ministri". Io penso che la Fede sia una meraviglia, molte volte è debole, confusa, dolorosa ma è l'essenza della vita perché senza la Fede siamo orfani. La Fede molte volte non si respira in certe sagrestie ma non ci scandalizziamo e non pretendiamo troppo dai nostri simili perché sono poveretti come noi che necessitano della nostra preghiera. Io di segni che il Signore guida i miei passi ne ho avuti tanti e molte volte l'ho ripagato con l'ingratitudine perché sono un poveretto al pari di tanti altri. Al contempo però la Chiesa va amata perché è la Sposa di Cristo: fuori di essa non c'è salvezza e non c'è la gioia di sentirsi figli di Dio. Se vediamo tanto male stiamo certi che vi è anche tanto bene anche se a prima vista non si vede. Amiamo Gesù e Maria ed i Santi, salutiamoli passando davanti ad una sacra edicola: la fede è così, fatta di piccole attenzioni, di continui e semplici atti d'amore. Recitiamo il Santo Rosario magari in latino che è la lingua della Chiesa ma anche in italiano va bene, se ci mettiamo il cuore. Seguiamo la Messa con devozione perché è questa che essenzialmente fa la differenza: la possono sfigurare con tutti gli abusi che vogliono ma se noi offriamo a Dio noi stessi nel calice e nella patena la pioggia di Grazie che scenderà su di noi sarà senza misura e ci farà sentire il profumo del Paradiso.

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    4. L'Anonimo delle 07:12 scrive cose molto belle, ma purtroppo la realtà non si cambia da sola, occorre la preghiera ma anche l'azione, non si può lasciare la Chiesa Cattolica in mano a non cattolici. L'abuso più grande lo compiamo noi se non reagiamo agli abusi. Dio ci chiede di testimoniare la fede, ci chiede di avere coraggio, altrimenti è troppo facile: Gesù è morto in croce, non si va in Paradiso senza sacrificio.

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  2. Lettera bellissima che condivido pienamente. Sono un fedele che frequenta da appena un paio d'anni la S. Messa Tradizionale, e mi sono subito sentito a casa, avvolto pienamente dal Sacro Che si respira e che davvero annienta il protagonismo delle persone ma fa emergere il Signore in tutta la sua grandezza. Il sacerdote rivolto verso il Tabernacolo da proprio il senso della massima adorazione che si deve a Cristo unico protagonista.

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    1. Perché notoriamente Gesù nel Cenacolo ad un certo punto si rivolse ai discepoli dicendo che doveva voltare loro le spalle per sbrigare una cosa fra lui e suo Padre...

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    2. alphiton, per favore!

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  3. Novus Ordo, Vetus Ordo, Latino No, Latino Si, Concilio Vaticano II No, Concilio Vaticano II Si, Concilio Vaticano II Boh. E la Chiesa prima del Concilio era la vera Chiesa. Però anche prima del Concilio c'erano Preti, Vescovi e Papi omosessuali e pedofili. Marx, Rahner e Papa Francesco hanno distrutto la vere fede. Il Sinodo amazzonico produrrà preti sposati, donne prete e eresie. Burke, Mueller, Brandemueleer, Schneider, Sarah lo dichiarano ai quattro venti però non saranno mai contro il Papa Francesco. A me mi sa che a noi fedeli ci stano prendendo per i fondelli. Anzi ci hanno preso per i fondelli da 2000 anni a questa parte prima i Tradi ora i Mode e, a parte i Vangeli, San Paolo e pochi altri, gli altri nei secoli non ce la hanno mai contata giusta. Vescovi e Cardinali fanno un gioco delle parti. Ci sono quelli di destra, di centrodestra, di centro, di centro sinistra e di sinistra. Come in politica. Ce ne è per tutti. Loro da secoli campano di rendita sulle pingue donazioni di ingenui fedeli e noi ci azzanniamo o siamo sconcertati.
    Da cattolico prima indifferente, poi incuriosito, poi interessato, poi impegnato, poi tradizionalista, sono ormai un ex, disilluso. Ora basta. Non credo più nella gerarchia di qualsiasi tendenza. Non credo all'evoluzionismo, ma non so chi ci ha creati, perché ci ha creati e non capisco perché così cattivi. Qualcosa o qualcuno ci deve essere oltre il mondo sensoriale. Ma cosa ?. Mi fanno tenerezza quelli della FSSPX. Li ammiro. Dicono cose che sembrano assurde. Sono rimasti solo loro che le dicono. Ci credono e sorridono quando le dicono. Forse mi troverete strano. Sono anziano, tra qualche anno me ne andrò da questo mondo. Se mi ritroverò in un quell'altro, se esiste, come che sia, spero di trovare Qualcuno che abbia compreso il mio smarrimento e mi perdoni perché non so più cosa credere e a chi credere.

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    1. Bravo Anonimo delle 21:23. Un commento sincero. Per me tutto il clero, anche quelli che si fanno passare come "tradizionalisti", anche la stessa FSSPX, pensano soltanto ai loro interessi. Quelli che seguono Bergoglio non sono cattolici, mentre quelli che dicono di essere contro Bergoglio non si dimettono, o comunque non compiono gesti di rottura. Ognuno ha il diritto di essere egoista, ma almeno non si usi il nome di Gesù... La Chiesa di Roma attuale è solo un agglomerato di gente interessata, gente che avrebbe difficoltà a trovare un normalissimo lavoro da ceto medio, per non parlare di quelli che diventano sacerdoti perché omosessuali.

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    2. L'abominio della desolazione!!!

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  4. Rispondo a Prussico: non c'è contraddizione: quando assisto al Vetus Ordo sono con Dio nella pace, quando assisto al Novus soffro con Gesù in Croce. Ma in entrambi i casi Gesù è presente. Restando inalterate le parole della consacrazione, anche nella Messa di Paolo VI Cristo Gesù rinnova il Suo sacrificio sull'altare, e questo anche se la demolizione del rito c'è stata, ma non è tale da averlo reso invalido. Ma quello che qui interessa sono i frutti della Messa di sempre e per ottenerli dobbiamo essere in comunione con la Chiesa ed il Papa, anche se vediamo ciò che non va. Pensa alla prima Messa di Gesù: i suoi paramenti erano i chiodi e le spine ed intorno era buio, si udivano i gemiti di dolore dei condannati, insulti e bestemmie. Ora non vorrai un po' far compagnia ad un Dio così buono?

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    1. Invalido (forse) no ma ambiguo, molto ambiguo sì. E fuorviante: ne sono la prova i molti, troppi abusi dal "creativo" al ridicolo e al blasfemo cui il novus ordo ha dato la stura, cosa inconcepibile ed impossibile con la Messa di sempre. Quanto al "restando inalterate le parole della consacrazione", le cose non stanno proprio così: dalla chiarissima FORMULA della Messa di sempre al RACCONTO del novus ordo corre un abisso. Nella Messa di sempre il modo della pronuncia e dell'atteggiamento corporale del Sacerdote non lasciano alcun dubbio circa la TRANSUSTANZIAZIONE che ha luogo sull'Altare, mentre nel novus ordo la cosa rimane abbastanza nell'ombra quando addirittura non scompare. Quanto all'essere "in comunione con la Chiesa ed il Papa" ovviamente nulla da ridire, ma ci troviamo in tempi difficili e confusionari: dov'è e cos'è la Chiesa? Ed il Papa chi è? Il primo custode del Depositum Fidei che ha 2019 anni o un padrone che usa del suo potere per dimenticare e innovare?

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    2. @ Federico Fontanini

      SI LEGGA IL "BREVE ESAME CRITICO AL NOM" comunemente chiamato "INTERVENTO OTTAVIANI/BACCI"!!!

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    3. Un bello intervento quello di Federico Fontanini che rispecchia appiano il "sentire cum ecclesia" e lo spirito costruttivo del motu proprio Summorum Pontificum. Quando i padri conciliari, per lo più nominati da Pio XII e istruiti nei seminari e nelle pontificie università rigidissimamente conformi alla Pascendi Dominici gregis di Pio X votarono all'unanimità la Sacrosantum Conciliumlo fecero senza coercizioni, liberamente e avendo ben a mente gli splendori ma anche le difficoltà del loro ministero sacerdotale. Lo fecero ricordando le chiese piene di fedeli ma anche quelle vuote durante le sacre funzioni che l'incalzare della modernità tenevano sempre più lontane dalla quotidianità. La liturgia andava cambiata? Nel modo che poi è stato imposto con Bugnini NO ma andava cambiata. E i padri conciliari per lo più nominati da Pio XII e istruiti nei seminari e nelle pontificie università rigidissimamente conformi alla Pascendi Dominici gregis di Pio X votarono all'unanimità la Sacrosantum Concilium la quale ancora deve ottenere la seria e cattolica attuazione. Il messale del '65 riuscì a riempire di fedeli le chiese vuote così come quello del '69 ne determinò definitivamente il loro schifato allontanamento.

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    4. In effetti con il novus ordo vediamo chiese strapiene, traboccanti, ci vorrebbe il servizio d'ordine... ROTFL

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  5. Le idee confuse dei motupropriani che vivono una specie di schizofrenia tra "vecchio" e "nuovo" cercando di farli coesistere.
    Io caro lettore sono orgogliosamente cattolico romano e seguo l'unica vera messa cattolica. Quella abrogata dal Conciliabolo Vaticano II!

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    1. Già il termine usato da anonimo delle 16:51 "motupropriani" impedisce il proseguo della lettura del resto del suo intervento. Lui solo è puro (forse), bello (forse), cattolico (forse) STOP non merita altre parole

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    2. Beh, che ci sia "una specie di schizofrenia tra "vecchio" e "nuovo" cercando di farli coesistere" non è un'osservazione campata in aria! Anzi! Anonimo 16,51 ha fatto una scelta ben precisa e di questo gliene va dato atto, fermo restando che la sua purezza, la sua bellezza e la sua cattolicità restano fatti suoi, per i quali, e questo vale per tutti, compreso Anonimo 14,51, se la vedrà con il Padreterno.

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    3. "...schizofrenia..."

      La conosci bene, eh?

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  6. AGLI ASSASSINI DELLA LITURGIA di Monsignor Domenico Celada

    E’ da tempo che desideravo scrivervi, illustri assassini della nostra santa Liturgia. Non già perch’io speri che le mie parole possano avere un qualche effetto su di voi, da troppo tempo caduti negli artigli di Satana e divenuti suoi obbedientissimi servi, ma affinché tutti coloro che soffrono per gli innumerevoli delitti da voi commessi possano ritrovare la loro voce.
    Non illudetevi, signori. Le piaghe atroci che voi avete aperto nel corpo della Chiesa gridano vendetta al cospetto di Dio, giusto Vendicatore. Il vostro piano di sovversione della Chiesa, attraverso la liturgia, è antichissimo. Ne tentarono la realizzazione tanti vostri predecessori, molto più intelligenti di voi, che il Padre delle Tenebre ha già accolto nel suo regno. Ed io ricordo il vostro livore, il vostro ghigno beffardo, quando auguravate la morte, una quindicina d’anni fa, a quel grandissimo Pontefice che fu il servo di Dio Eugenio Pacelli, poiché questi aveva compreso i vostri disegni e vi si era opposto con l’autorità del Triregno.
    Dopo quel famoso convegno di “liturgia pastorale”, sul quale erano cadute come una spada le chiarissime parole di Papa Pio XII, voi lasciaste la mistica assise schiumando rabbia e veleno.
    Ora ci siete riusciti. Per adesso, almeno. Avete creato il vostro “capolavoro”: la nuova liturgia. Che questa non sia opera di Dio è dimostrato innanzitutto (prescindendo dalle implicazioni dogmatiche) da un fatto molto semplice: è di una bruttezza spaventosa. E’ il culto dell’ambiguità e dell’equivoco, non di rado il culto dell’indecenza.
    Basterebbe questo per capire che il vostro “capolavoro” non proviene da Dio, fonte d’ogni bellezza, ma dall’antico sfregiatore delle opere di Dio.
    (continua)

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  7. Si, avete tolto ai fedeli cattolici le emozioni più pure, derivanti dalle cose sublimi di cui s’è sostanziata la liturgia per millenni: la bellezza delle parole, dei gesti, delle musiche. Cosa ci avete dato in cambio? Un campionario di brutture, di “traduzioni” grottesche (com’è noto, il vostro padre, che sta laggiù non possiede il senso dell’umorismo), di emozioni gastriche suscitate dai miagolii delle chitarre elettriche, di gesti ed atteggiamenti a dir poco equivoci.
    Ma, se non bastasse, c’è un altro segno che dimora come il vostro “capolavoro” non viene da Dio. E sono gli strumenti di cui vi siete serviti per realizzarlo: la frode e la menzogna. Siete riusciti a far credere che un Concilio avesse decretato la disparizione della lingua latina, l’archiviazione del patrimonio della musica sacra, l’abolizione del tabernacolo, il capovolgimento degli altari, il divieto di piegare le ginocchia dinanzi a Nostro Signore presente nell’Eucaristia, e tutte le altre vostre progressive tappe, facenti parte (direbbero i giuristi) di un “unico disegno criminoso”.
    Voi sapevate benissimo che la “lex orandi” è anche la “lex credendi”, e che perciò mutando l’una, avreste mutato l’altra. Voi sapete che, puntando le vostre lance avvelenate contro la lingua viva della Chiesa, avreste praticamente ucciso l’unità delle fede. Voi sapevate che, decretando l’atto di morte del canto gregoriano della polifonia sacra, avreste potuto introdurre a vostro piacimento tutte le indecenze pseudomusicali che dissacrano il culto divino e gettano un’ombra equivoca sulle celebrazioni liturgiche.
    Voi sapevate che, distruggendo tabernacoli, sostituendo gli altari con le “tavole per la refezione eucaristica”, negando al fedele di piegare le ginocchia davanti al Figlio di Dio, in breve avreste estinto la fede nella reale presenza divina. Avete lavorato ad occhi aperti. Vi siete accaniti contro un monumento, al quale avevan posto mano cielo e terra, perché sapevate di distruggere con esso la Chiesa. Siete giunti a portarci via la Santa Messa, strappando addirittura il cuore della liturgia cattolica. (Quella S.Messa in vista della quale noi fummo ordinati sacerdoti, e che nessuno al mondo ci potrà mai proibire, perché nessuno può calpestare il diritto naturale).
    Lo so, ora potrete ridere per quanto sto per dire. E ridete pure. Siete giunti a togliere dalle Litanie dei santi l’invocazione “a flagello terremotus, libera nos Domine”, e mai come ora la terra ha tremato ad ogni latitudine.
    Avete tolto l’invocazione “a spititu fornicationis, libera nos Domine”, e mai come ora siamo coperti dal fango dell’immoralità e della pornografia nelle sue forme più repellenti e degradanti. Avete abolito l’invocazione “ut inimicos sanctae Ecclesiae umiliare digneris”, e mai come ora i nemici della Chiesa prosperano in tutte le istituzioni ecclesiastiche, ad ogni livello.
    Ridete, ridete. Le vostre risate sono sguaiate e senza gioia. Certo è che nessuno di voi conosce, come noi conosciamo, le lacrime della gioia e del dolore. Voi non siete neppure capaci di piangere. I vostri occhi bovini, palle di vetro o di metallo che siano, guardano le cose senza vederle. Siete simili alle mucche che guardano il treno. A voi preferisco il ladro che strappa la catenina d’oro al fanciullo, preferisco lo scippatore, preferisco il rapinatore con le armi in pugno, preferisco persino il bruto e il violatore di tombe. Gente molto meno sporca di voi, che avete rapinato il popolo di Dio di tutti i suoi tesori.
    In attesa che il vostro padre che sta laggiù accolga anche voi nel suo regno, “laddove è pianto e stridor di denti”, voglio che voi sappiate della nostra incrollabile certezza: che quei tesori ci saranno restituiti. E sarà una “restitutio in integrum”. Voi avete dimenticato che Satana è l’eterno sconfitto.
    (Tratto da “Vigilia Romana” Anno III, N. 11, Novembre 1971)

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