domenica 29 aprile 2018

Piccolo Alfie: altre notizie


Prima di un post generale di commento all'intera vicenda del piccolo Alfie che verrà postato domattina, pubblichiamo una collettanea di notizie e commenti in rete.
A domattina.
L
"Prima han cancellato i diritti di Dio, in favore dei diritti dell’uomo. Poi i diritti dell’uomo, in favore di quello dei lupi. A chi diceva che Cristo e la sua religione sono strumenti di asservimento dei più deboli, rispondo con l’evidenza: erano invece la migliore difesa."

"Allora Dio disse a Caino. Dove è  tuo fratello Alfie?"

ALTRE NOTIZIE:



  • Alfie martire?  Qui la Bussola
  • Striscione dei tifosi della Lazio per Alfie QUI
  • SENZA VERGOGNA. Il comunicato dell’Alder Hey Children’s Hospital sulla morte di AlfieDesideriamo esprimere le nostre sentite condoglianze alla famiglia di Alfie in questo momento estremamente doloroso. Tutti noi ci sentiamo profondamente vicini ad Alfie, Kate, Tom e tutta la sua famiglia, e i nostri pensieri sono con loro. Questo è stato un viaggio devastante per loro e chiediamo che la loro privacy e la privacy del personale dell’Alder Hey siano rispettate.”

++ Interrogazione a risposta scritta ++
Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale - Per sapere - premesso che:
la #Lega già con altri atti di sindacato ispettivo ha sollecitato ed impegnato il governo a prendere provvedimenti urgenti finalizzati a salvare la vita del piccolo #AlfieEvans;
apprezziamo la decisione del governo di riconoscere la cittadinanza italiana ad Alfie al fine di facilitare, attraverso le vie diplomatiche, il trasferimento del bambino in Italia;
sarebbe ora opportuno fare in modo che simile atto, seppur importante, non resti un semplice atto politico, ma che produca invece le auspicate ricadute giuridiche, creando così i presupposti affinché i genitori Evans possano portare il loro figlio in Italia;
in caso di pervicace diniego da parte dei giudici inglesi, la strada è quella di ricorrere con urgenza alla Corte di Giustizia europea, la cui pronuncia nel caso specifico potrebbe salvare la vita ad Alfie evitando diatribe diplomatiche fra Stati amici;
il decreto legislativo n. 71/2011, recante ordinamento e funzioni degli uffici consolari, che recepisce altresì la normativa comunitaria, conferisce infatti gli adeguati poteri dell’autorità consolare italiana per procedere con atti più incisivi;
nei confronti di Alfie i genitori non invocano alcun "overtreatment", bensì il mantenimento vitale attraverso supporti tecnici. Ciò accade ovunque vi sia un disabile grave, che non può essere ucciso o lasciato morire solo perché' disabile e solo perché' rappresenta un costo per il sistema sanitario;
se il Regno Unito non intende garantire tale mantenimento, Alfie, attraverso i suoi genitori, ha il diritto di recarsi altrove e in particolare nello Stato di cui è diventato cittadino per fruire del trattamento, come stabilito dagli articoli 2 della Convenzione EDU e 56 del Trattato sul funzionamento dell'UE, nonché dagli articoli 2, 13 e 32 della nostra Costituzione;
né Alfie né i suoi genitori hanno commesso reati per i quali possa loro essere interdetta con atto del giudice alcuna libertà, e in particolare la libertà di circolazione;
se il Ministro interrogato ha dato indicazione all’Autorità Consolare Italiana in Gran Bretagna al fine di esperire tutte le possibili azioni di tutela nei confronti del cittadino Alfie Evans, anche fino a prevedere la possibilità di ricorrere, attraverso la questione pregiudiziale, alla Corte di Giustizia Europea.
firma
On. PAGANO

  • *Alfie: Family day, esempio per tutto movimento pro life europeo  =*  ALFIE: Family day, esempio per tutto movimento pro life europeo  =

(AGI) - Roma, 28 apr. - "ALFIE ha lottato come un leone per cinque
giorni, ha squarciato l'indifferenza di una societa' utilitarista e
ha destato milioni di coscienze. Con la sua debolezza ha messo a nudo
l'arroganza di chi ha voluto dargli la morte per questioni economiche
e di sovranita'. Il suo esempio da martire sara' una stella polare
per tutto il movimento pro life e pro family europeo". Cosi' il
leader del Family day Massimo Gandolfini parla della morte di ALFIE
Evans.
"Noi promettiamo - prosegue - che non faremo nemmeno un passo
indietro e chiediamo a tutti di restare uniti in questa battaglia
contro il male".
"Questa vicenda - aggiunge - e' emblematica dei tempi che stiamo
vivendo permeati da quella che Papa Francesco chiama la cultura dello
scarto. ALFIE si e' spento nel giorno in cui si venera Santa Gianna
Beretta Molla, medico pediatra e madre di famiglia che rinuncio' alla
propria vita per poter mettere al mondo il quarto figlio che aveva in
grembo. Questo ci ricorda la differenza della cultura cristiana che
protegge e cura i piu' deboli e indifesi e la mentalita' laicista che
scarta ed elimina quelle che definisce vite che non sono degne di
essere vissute".
"Molti in queste ore possono essere assaliti dallo scoramento,
pensando che tutte le preghiere e le iniziative politico diplomatiche
siano state vane, ma da oggi avremo il piccolo ALFIE che dal paradiso
preghera' per noi e ci aiutera' nel nostro impegno in difesa della
vita, della dignita' della persona e della liberta' della famiglie",
afferma ancora il leader del Family day.(AGI)
red
281133 APR 18

  • Giorgia Meloni sulla morte di Alfie:  Stanotte alle 2.30 è morto Alfie Evans. Il bambino, nonostante i medici gli avessero staccato i supporti vitali, aveva continuato a respirare da solo, a vivere senza essere nutrito. Poi alcune macchine erano state attaccate di nuovo ma la ventilazione no. Hanno vinto loro, quelli che Alfie lo volevano morto, subito, perché, evidentemente, costava troppo tenere le macchine accese per qualcuno che ha poche speranze di farcela. Non è la mia Europa quella che si accanisce contro una famiglia colpita dalla tragedia lacerante di un figlio gravemente malato. Non è la mia Europa quella nella quale i medici guardano più ai bilanci dell’azienda sanitaria che alla vita delle persone, quella nella quale i giudici si permettono di definire una vita “inutile”, quella nella quale burocrati e passanti hanno più diritto di una madre e di un padre a decidere cosa sia meglio per il loro bambino. Combatteremo questa Europa, sempre. Perché non ci siano altri Alfie Evans, altri Charlie Gard, e per i loro genitori, traditi da quella che ci ostiniamo (sbagliando) a chiamare civiltà. A Dio, Alfie.


  • Costanza Miriano QUI sull'eutanasia nazista (anche QUI): “Devo comunicarvi il mio rammarico nell’informarvi che il bambino è morto il 22 gennaio 1943 per infiammazione delle vie respiratorie. (…) Egli non aveva fatto alcun tipo di progresso durante il suo soggiorno qui. Il bambino non sarebbe certamente mai diventato utile alla società ed avrebbe anzi avuto bisogno di cure per tutta la vita. Siate confortati dal fatto che il vostro bambino ha avuto una dolce morte”.



  • Campari e de Maistre sulla vicenda QUI


  • Tosatti sulla vicenda QUI



  • Comunicato della Diocesi di Liverpoo per la morte di Alfie (QUI): "[...] 'Although the past few weeks have been difficult with much activity on social media, we must recognise that all who have played a part in Alfie's life have wanted to act for his good, as they see it. Above all, we must thank Tom and Kate for their unstinting love of their son, and the staff at Alder Hey Hospital for their professional care of Alfie ["ringraziamo l'ospedale per la loro cura professionale per Alfie"]. Now it is time for us to give Tom and Kate space to grieve their son's death and offer our prayers for him and consolation for all.'"








  • GRAZIE, PICCOLO ALFIE…

di Mons. Giovanni D'Ercole
In occasione della morte del piccolo Alfie Evans, sento il dovere di esprimere un sentimento che provo nel profondo del mio animo e che voglio condividere con voi. Ho pregato nei giorni scorsi perché prevalesse il senso umano della vita e purtroppo, ancora una volta, mi trovo a verificare una sconfitta della cultura della vita e una chiara vittoria della cultura della morte.
Tra medici e giudici qualcuno gioirà ora e tra qualche tempo, quando la disumanizzazione della società sarà la norma, ne faranno addirittura un vanto. A noi non rimane che moltiplicare l'impegno perché il mondo torni a girare per il verso giusto.
Ora che il piccolo Alfie è morto è necessario che ciascuno di noi si interroghi: tutti dicono la loro per questioni banali, scandali, parole vuote,… ma di fronte a quei valori per cui è doveroso alzare il tono e far sentire la voce, troppi tacciono.
Ormai non ci scandalizziamo più di niente, o quasi. Non ci scandalizza assistere al dramma di due genitori impediti dalla giustizia a tenere in vita il proprio figlio. Non ci scandalizza sentir parlare di droga nelle canzoni e di udirvi anche ripetute bestemmie. Non ci scandalizza che gli studenti rispondano male, o picchino i professori e i genitori.
L’assurdo è ormai diventato normale e noi ci siamo tragicamente abituati a farcelo andare bene. Forse l’unica cosa che sia ancora in grado di scandalizzarci sul serio è il bene, ossia la vita così come dovrebbe essere. La cosa in assoluto più scandalosa, però, rimane sempre il Vangelo, ossia il punto di vista di Dio sulla vita.
È proprio la Sua Parola che scardina il falso equilibrio che ci siamo costruiti e ci espone al rischio della felicità. Quella vera, però, che è un po’scomoda, provata, magari malata, un po’come quella incarnata dal piccolo Alfie. In effetti è scandaloso riuscire a guardare la vita come la guarda Dio, e il mondo attorno a noi con la sua cultura di morte non ce lo lascerà fare tanto facilmente. Ma chissenefrega: questo “rischio della felicità” tanto scandaloso è meraviglioso.
La fede non è solo una questione da lezioncina di catechismo, ma è soprattutto una missione da affrontare tutti i giorni, col coraggio di combattere e di rischiare in nome del Bene. Altro che fare i bravi e dire le preghierine…
Che questa tragica morte interpelli le nostre coscienze ora che non dobbiamo pregare per Alfie ma pregare che Alfie interceda per noi presso Dio.
“Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola…”).
+ Giovanni D’Ercole, Vescovo di Ascoli Piceno
(Fonte: pagina FB Giovanni D'Ercole del 28 Aprile 2018)


  • COMUNICATO STAMPA PRESIDENZA NAZIONALE AMCI (Associazione Medici Cattolici Italiani)


La determinazione con la quale la Giustizia britannica si è appropriata della sorte del piccolo Alfie Evans, bimbo ammalato e fragile, ci inquieta e ci obbliga a proporre una seria riflessione sui rapporti tra Stato e Cittadini.

Il disposto giudiziario di "condanna a morte" espresso nei confronti di un piccolo fragile, affidato alle cure dei medici, che di lui per statuto deontologico dovrebbero prendersene cura:

stravolge il magico rapporto di alleanza medico-paziente, soprattutto se gli operatori sanitari sono poi chiamati ad essere meri esecutori di morte;

offende la Medicina, chiamata alla interruzione delle cure per un assurdo declamato "migliore interesse della persona", che non coincide più con la cura, ma con una sentenza capitale.

Ritroviamo in questa posizione la più grande offesa alla persona umana e la più orrenda cosificazione della vita.

E’ disumano staccare un figlio "inesorabilmente difettoso" dalle braccia dei genitori.

E’ insopportabile interrompere e impedire quell’abbraccio d’amore tenace dei genitori nei confronti dei figli.

E’ assolutamente insopportabile l’arroganza dei sani verso gli ammalati vulnerabili e bisognosi.

Vanno respinte con forza quelle visioni totalitaristiche e riduzionistiche che smembrano la definizione di persona.

I medici cattolici levano alta la loro voce, affinché ogni società civile, in ogni parte del mondo, recuperi la visione integrale e completa dell’essere umano, oggi totalmente calpestata in tutta la sua dignità.

L’ingresso della tecnica nell’area degli affetti, della famiglia e della filiazione non può trasformarsi in una macchina sociale, perversa e violenta, che nemmeno più risponde delle conseguenze delle proprie azioni.

Quel che oggi sta accadendo scardina il rapporto diretto e univoco tra genitorialità e figliolanza e dissolve l’assoluto diritto dei fragili di avere diritti.

Il dominio dell’uomo sull’altro uomo rappresenta il più grande sopruso che la società dei sani sta disponendo sulla vita dei fragili.

Sono necessari massimi interventi sociali perché si rimediti sul senso del rispetto della vita e si ostacoli questa deriva che non accetta più mediazioni, ma produce e realizza imperative applicazioni di morte.

Nessuno ha l’autorità di decidere o di definire "vite degne o non degne di essere vissute":

I bisogni e le vulnerabilità dei fragili vanno sostenuti!

Tutti abbiamo la responsabilità e l’obbligo di affrontare, con coraggio e determinazione, tutte le possibili sfide che contrastino ogni welfare imperfetto e ogni economica ragione di Stato che, travalicando ogni limite, decreta la morte dei suoi cittadini.

Prof. Filippo M. Boscia

Presidente Nazionale AMCI

Roma, 24 aprile 2018


  • La stirpe di Caino continua: La Repubblica QUI; "Troppi hanno cercato di ingannare la tua famiglia e fargli credere che per te fosse possibile una vita da vivere. Sei morto dopo cinque giorni che hanno staccato ciò che teneva in vita.  il tuo corpo, ma che non avrebbe mai fatto vivere la tua mente e le tue emozioni.  [...] Alfie è morto dopo 5 giorni, Eluana morì dopo tre giorni - ricorda il medico radicale citando il caso Englaro -. In entrambi i casi ideologie perverse volevano mantenere in vita i loro corpi per restringere le libertà di tutti."


ALCUNE FRASI APPARSE IN RETE DOPO LA MORTE DI ALFIE:


  •  "Una sola religione al mondo si preoccupa per Alfie: la religione cattolica.

Un solo Paese al mondo si preoccupa e lotta per Alfie: è l'Italia. Un solo popolo al mondo scende in piazza, in tante città, a pregare per Alfie. Sono gli italiani. Quelli cattolici, ovviamente. Una sola categoria di persone si preoccupa, prega e lotta per Alfie: i laici, cattolici, italiani. Ecco, il futuro della Chiesa. E la speranza del futuro. Forse non solo gli italiani (certamente anche i polacchi), ma certamente i laici cattolici. Il resto, tranne lodevoli singole eccezioni... trama e trema. Per quanto ci abbiate distrutto, rovinato, edulcorato, traviato... non ci avete ancora eliminato.Nel sangue, nel cuore e nella mente dei laici cattolici italiani, venti secoli non sono ancora cancellati. Siamo ancora qui. Per Charlie, per Alfie e per ogni creatura indifesa sotto attacco. E' il caso di dire: Viva Alfie! E viva questi italiani! Quando il gioco si fa duro, torniamo quelli di una volta."


  • "BISOGNA DIRE LA #VERITÀ: ALFIE È STATO UCCISO "

"Alfie è stato ucciso. Su questo non ci devono essere equivoci. È stato ucciso nel momento in cui gli è stato tolto il sostegno vitale della ventilazione. Non c’è neanche bisogno di pensare che nelle ultime ore gli sia stato fatto qualcosa per accelerarne la morte, anche se il sospetto è forte. Poche ore prima della morte era stato detto a Tom e Kate che lo avrebbero lasciato andare a casa, l’ultima beffa. In realtà avevano deciso che non sarebbe dovuto uscire vivo dall’ospedale e così è stato. Lo hanno ucciso, non si provi a barare. E il pensiero in questo momento corre alle migliaia e migliaia di malati inguaribili che vivono solo grazie a sostegni vitali: chi legittima la morte di Alfie firma anche la condanna a morte di costoro".
(CIT. Riccardo CASCIOLI)

  • "Con la bocca dei bimbi e dei lattanti affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, per ridurre al silenzio nemici e ribelli." Salmo 8.


  • "Alla fine è nato al Cielo, il piccolo Alfie Evans.

Venuto a dispiegare il potere del dolore innocente.
Immobile in un letto di ospedale, ha smosso le montagne.
Forse il suo compito era per la salvezza di tanti: mostrare l’orrore di uno stato padrone della vita e della morte, far tornare di carne molti cuori.
Non c’è nessuno, credo, tra i suoi carcerieri - giudici, dottori, infermieri, poliziotti - che non vorrebbe essere amato così, come questo bambino è stato amato dai suoi genitori. Senza limiti, senza condizioni, senza sosta.
Nessuno di noi desidera meno di questo.
Un’Europa (un’Italia, soprattutto!) cristiana, dopo tanto tempo, ha voluto ricominciare a dire una parola, si è alzata in piedi, ingenua, certo, generosa, anche scomposta, ma capace di vedere in un padre e in un figlio quanto aveva di più prezioso.
Ora è il momento di non mollare, dobbiamo combattere le cause, se non ci piacciono queste conseguenze: nessun uomo è padrone della vita e della morte.
Questo piccolo agnello è ormai al cospetto dell’Agnello. Ma forse ci ha fatti alzare in piedi perché impediamo che il suo calvario si ripeta ancora e ancora e ancora."

  • "È  morto Alfie. Il giudizio di Dio per gli assassini e complici non mancherà. Alfie è ' nell'abbraccio eterno dell'infinita Carità e felicità. E da Dio avrà Giustizia: Hai svelato il pensiero di molti cuori e ora il Cielo ti accoglie."



  • «Dal punto di vista socialista non ha senso che un membro della Società consideri il proprio corpo come una sua proprietà privata inoppugnabile, perché l'individuo non è che un punto di passaggio tra il passato e il futuro. Ma è dieci volte più assurdo pensare queste cose della propria “discendenza”».  [La] società [ha] «il diritto totale e incondizionato di intervenire con le sue regole fin nella vita sessuale, per migliorare la razza con la selezione naturale.» [Evgenij Alekseevič Preobraženskij (1886-1937), Rivoluzionario, politico e economista russo e sovietico].



  • Gli uomini«[…]cercano sempre d’evadere// Dal buio esterno e interiore// Sognando sistemi talmente perfetti che più nessuno avrebbe bisogno di essere buono»(Thomas Stearns Eliot [1888-1965], Cori da «La Rocca», trad. it. in IdemPoesie, a cura di Roberto Sanesi, VI, p. 419). Cfr. Spe salvi n. 24. E così può accadere che effettivamente nessuno più sia buono. Ma soprattutto, caro beato Alfie, accade che, fuor dai sistemi, nessuno pur volendolo abbia potuto essere buono con te.