venerdì 7 luglio 2017

Portare La talare può e deve essere una forma di preghiera

 In questo giorno faustissimo dedicato al X anniversario del Motu Proprio "Summorum Pontificum" con cui Benedetto XVI ha "liberato" la liturgia antica permettendone la legittima celebrazione senza il preventivo permesso dei vescovi, proponiamo un articolo sulla talare, tradizionale veste dei chierici, e obbligatorio, lo ricordiamo per la celebrazione dei sacramenti e sacramentali. 

Dicono che quando i sacerdoti vanno a visitare nello stesso giorno il S. Padre regnante e quello Emerito gli vengano date due istruzioni opposte: Francesco non vuole vedere talari (a Buenos Aires li chiamava i "sotaneros) e Benedetto XXVI desidera al contrario la veste. Occorrono cambi veloci...

L

Aleteia 23-6-2017
La talare è l’abito da lavoro dei chierici e di coloro che si preparano ad essere sacerdoti. Il primo giorno in cui l’ha indossata, un seminarista ha ricevuto una lettera da un suo amico, di qualche anno più grande. Questo è ciò che ha imparato sul suo abito talare:
La talare. Oggi, nei tuoi occhi, è più bella di un abito da sposa. Hai ragione ad essere felice di indossarla; dopo tutto, aspetti questo da quando sei entrato in seminario.
Mi auguro solo che tu sia altrettanto felice quando essa diventerà ciò che il suo colore implica, cioè una veste mortale, un’uniforme morente. Oggi è un abito da sposa che entusiasma te, la tua famiglia e i tuoi amici. Sii ugualmente entusiasta anche quando comincerà ad essere il tuo isolamento, la tua gabbia e la fornace dove Dio ti scioglierà e ti purificherà, un eremo scomodo.
Questo abito da sposa, quando necessario, sarà la tua armatura, a condizione che ti ricordi di usarla in questo modo. Portare la talare può e deve essere una forma di preghiera, ma non diventa tale semplicemente indossandola.
Tasche. In quelle profonde vanno tutte le cose che condividerai con gli altri. Tieni sempre qualcosa da offrire ai bisognosi e ai bambini. Ricorda che gli altri apprezzeranno qualche soldo, il tuo sorriso e una parola di conforto più degli inni che canti impeccabilmente. Questo perché le persone hanno bisogno innanzitutto di sentire che sono amate, al punto da essere sicure che questo sia vero.
La tasca interna. Contrariamente a quanto pensano gli esperti della moda degli arcipreti, non serve per tenervi una penna costosa. Mettici le lettere a cui non sai come rispondere, le note con i nomi di coloro per cui hai promesso di pregare, le bollette di altre persone che hai deciso di pagare al posto loro, gli indirizzi che sai dovresti visitare (perché chi ci vive non verrà mai da te), immagini di cani, gatti, nipoti e persone innamorate, così come foglie di alberi e disegni regalati dai bambini. Tieni piena questa tasca, sempre.
Che il tuo abito ti sia sempre di fastidio e d’ostacolo, quando ti farà sembrare un pavone che cade nel tentativo di fare piroette. Possa essere sempre il motivo di inciampo quando ti sbagli. Non ti preoccupare, saprai rialzarti a modo tuo. Non avere paura di tenerlo in mano e di correre per aiutare il tuo prossimo, anche se dovessi apparire buffo come un pagliaccio.
Mi auguro sinceramente che la tua talare mostri i segni bianchi del sale: quelli sulla schiena saranno le scie del tuo sudore, quelli sul petto saranno i segni delle lacrime, sia tue che di coloro che, abbracciati a te, confideranno a te le loro centinaia di preoccupazioni, grandi e piccole, serie e folli. Vorrei che questi segni bianchi del sale appaiano prima dei tuoi primi capelli grigi.
Non temere di stropicciare o sporcare il tuo abito, quando andrai a salvare i bisognosi e i feriti. Non esitare a strapparlo per farne delle bende con cui curare le ferite. Ricorda che, se necessario, può persino essere trasformato in un mantello o una tenda.
Che possa usurarsi rapidamente sulle ginocchia e sulle spalle, segni della tua preghiera e del tuo farti carico dei pesi degli altri. Che possa non avere queste tracce sulla schiena e sui gomiti, segno che sei stato seduto a lungo o che hai sgomitato per farti strada attraverso la folla. Ama il tuo abito, ma non amare te stesso mentre lo indossi. Innanzitutto, ama la Chiesa che te lo ha dato. E ama decisamente di più Gesù, che ti ha offerto la Chiesa e che ti ha offerto alla Chiesa, per la qual cosa io Gli sono così grato.
PS. Ricorda che qualunque passeggero sull’autobus o sulla metro ritiene di avere più diritto di un prete a sedersi. Francamente, non ha importanza se abbiano ragione o no. Quello che conta è che anche quando le persone ti odiano, non devono odiare Dio. Sempre più persone ti guarderanno; dopo tutto, la tua talare ti dà molta visibilità. Intimidisce anche, e ci saranno sempre meno persone abbastanza coraggiose da criticarti. Ciò non significa, però, che non ce ne sarà motivo: ricorda che il tuo abito non è la confezione di un prodotto pronto. Il Signore ti ci ha avvolto per nascondere misericordiosamente le tue inadeguatezze e carenze. “Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica” (Giovanni 13:17).

18 commenti:

  1. Bergoglio , nella sua puerile demagogia, per persuadere gli altri che la sua ideologia della povertà purifica la Chiesa se la prende, non, come da suo dovere, contro la caduta della fede, fonte di tutti i mali, ma contro tutto quello che è tradizione millenaria, Scimmiotta così gli arringa popoli, di cui è ricco il suo paese, che davanti alle folle si tolgono giacca e cravatta, o va in autobus mentre i suoi 'poveri' hanno almeno una utilitaria.

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    1. Per sua informazione, si chiama PAPA FRANCESCO.

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  2. C'è un equivoco di fondo. Va di moda dire che il cattolicesimo deve "inculturarsi" eccetera. Ebbene: un prete vestito col cosiddetto "clergyman" è quanto di più "occidentale" e "imperialista" ci possa essere. Andiamo a vedere come vestono p. es. i popoli asiatici (che non sono poco numerosi): tutti con abiti lunghi fino ai piedi e larghi. Una tonaca è molto simile ai loro abiti. Giacca e pantaloni no. Non parliamo poi degli africani. Piccolo inciso: i religiosi musulmani vestono tutti allo stesso modo, se non sbaglio, qualunque sia il Paese in cui vivono.
    Non capisco poi perché i nostrani odiatori della Chiesa, quelli che p. es. nelle borgate "rosse" di Roma insultavano i preti chiamandoli "bacarozzi" ma insultavano anche un ragazzo vestito bene e in ordine, stiano zitti quando vedono donne velate da capo a piedi e uomini e ragazzi con palandrane sgargianti. Sarebbe il caso di avere meno complessi di inferiorità verso una presunta "modernità" e più audacia nel far esplodere le "contraddizioni" altrui, per dirla in gergo marxista.

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  3. Conosco il parroco di Mandas, don Pascal, sacerdote esemplare, che ha sempre indossato la talare fin dal giorno della sua ordinazione

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  4. Sacerdote esemplare? E le condanne per pedofilia? Per favore, evitiamo di fare il gioco degli avversari.

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    1. Anche in alcune parrocchie italiane ci sono preti con talare che danno scandalo per relazioni con donne sposate, nessuna novità.

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    2. Sicuramente questo nuovo "stile di vita" dei preti modernisti da modo di avere più tentazioni, visto che non si usa più il "lei" e non si mantengono le distanze come è giusto che sia con un padre spirituale....
      Adesso piuttosto che leggere il breviario preferiscono andarsi a fare il caffè con le ragazze...talare o non talare....

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  5. Mese di Luglio 2017, ho 70 anni e desiderando completare la pratica dei primi nove Venerdì , cerco una Parrocchia vicina che abbia la Messa alle 9:oo ( nella mia Parrocchia c'e' solo alle 19:oo ) ed io devo avere il tempo di arrivarci con i mezzi pubblici e intendo confessarmi . C'e' il confessore perche' la luce del confessionale e' accesa . Attraverso il vetro della porta si intravvede una persona seduta con una maglietta arancione , penso sia il penitente . L'attesa e' un po' lunga ma mi fa piacere aspettare perche' evidentemente quell'anima ne ha bisogno . Dopo un po' esce una signora mentre il tizio con la maglietta arancione rimane seduto . Boh ! Mi avvicino con circospezione a quel moderno confessionalestudiolo e rimango a boccaperta nel constatare che il possessore della maglietta arancione e' il confessore ( Non ho visto se aveva pantaloni corti o lunghi ) ! Visto il mio smarrimento , sorride e mi invita ad entrare .
    Sto per chiedergli se e' un Sacerdote quando noto che indossa la stola viola sulla maglia gialla, mi rincuoro e lascio perdere . Mi metto in ginocchio a ridosso dell'angolo a testa bassa e mani giunte per cui capisce che deve chiudere la grata e l'ha fatto . Al posto dell'Atto di dolore mi ha fatto ripetere : Signore pieta' , Cristo pieta' , Signore pieta' . Sicuramente sono ottimi Sacerdoti ma non si rendono piu' conto del valore, del significato dell'abito talare .

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  6. Caro Mil ,
    il suono delle campane distingue questo blog.
    Fa' la differenza !

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  7. Una volta i regimi anticlericali vietavano la talare ai preti. Oggi non ne hanno più bisogno: i preti se la tolgono loro stessi!! Che tristezza!!!

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  8. Preghiamo per i Sacerdoti ogni giorno .

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  9. “In omnibus caritas”

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  10. Se il papa chiamava i preti con talare sotaneros.....lui oggi è costretto a indossarne una bianca!!! A Torino il vescovo ha proibito ai seminaristi di indossarla la mattina del l'ordinazione se ne deduce che lui quando la mette nelle grandi occasioni la mette per darsi un tono o per pavoneggiarsi.E pensare che il tanto citato San Francesco vestiva col saio...

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  11. favorevole per la talare tutti e sempre senza eccezioni ---preti troppo moderni --non buoni --anche l'abito incute il doveroso rispetto---

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  12. un sacerdote puo mettersi a cantare---canti sacri --- mentre da l'ostia consacrata ai fedeli?---qualcuno lo fa ---ma non dovrebbe dire CORPUS CRISTI--e basta ....una volta era cosi'.....

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  13. Mimmo di Taranto20 luglio 2017 11:19

    L'abito non fa il monaco, è vero, ma lo rende riconoscibile e degno di venerazione
    Il seminarista Rolando Rivi a causa del suo attaccamento all'abito talare che lo rivelava quale appartenente a Dio, fu volgarmente insultato e poi ucciso nel 1945 da una banda partigiana. Solo recentemente dichiarato BEATO, viene alquanto dimenticato finanche nella sua Emilia-Romagna.

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