giovedì 6 ottobre 2016

Diocesi di Albenga: iniziata la riforma di Borghetti a "coerenza zero".

Al Vescovo Mario Oliveri (della diocesi di Albenga-Imperia) da anni hanno rimproverato un'accoglienza troppo "paterna" nei confronti dei sacerdoti o seminaristi con tendenze (più o meno dichiarate) omosessuali e una gestione troppo "misericordiosa" di (pochissimi) sacerdoti al centro di vicende sessuali non consone ad un chierico. Questi, ufficialmente, i motivi (mai dimostrati nè oggetto del processo canonico che lo stesso Oliveri pare abbia chiesto) per costringere Mons. Oliveri alle dimissioni forzate rassegnate lo scorso mese dopo anni di vessazioni e costringimenti psicologici. 
Ma sappiamo tutti che i veri motivi dell'opposizione contro Olivero erano altri: la sua fedeltà al Magistero immutato della Chiesa, la sua difesa della retta dottrina cattolica, e, colpa delle colpe, la predilizione per una liturgia degna (con riferimento al N.O.) e per quella antica (V.O.). 
Che le accuse di gestione troppo clemente e a tratti ingenua del clero fossero solo uno schermo per celare il vero motivo dell'opposizione ad un Vescovo inviso per la sua ortodossia è provato tra le altre cose da un fatto recente. Il nuovo vescovo Borghetti ha autorizzato il parroco di Ceriale  a concedere il salone delle Opere Parrocchiali per i festeggiamenti post-unione-civile-in-Comune di una coppia gay. 
Nulla contro queste due persone, ma la loro unione ha permesso di far cadere quel velo di ipocrisia che ha coperto i cospiratori di Oliveri che prima lo hanno additato come troppo "misericordioso" verso sacerdoti forse omosessuali ma che ora tutti giulivi e "misericordiosi" concedono saloni parrocchiali a unioni che "sporcano l'immagine di Dio" (parole di Papa Francesco, conferenza stampa 2 ottobre). 


Vicinanza dimostrata dalla comunità cerialese alla coppia e da parte di Don Antonio. Riferisce Ferdy: "Ci ha detto che ci avrebbe accolto così come i principi cristiani vogliono e così come ha detto il Vescovo di Albenga ed il Papa" 
da Savonanews del 05.10.2016

Un risveglio quello di Ferdy e Salvatore nella gioia di aver sentito la vicinanza di tanti cerialesi che hanno festeggiato ieri la loro unione, ma anche con il sapore amaro di aver visto le esternazioni di Eugenio Maineri vicesindaco di Ceriale che si è duramente opposto sopratutto ai festeggiamenti avvenuti presso le opere parrocchiali dopo il rito nella sala consiliare.
Amarezza che è sparita immediatamente, però, anche grazie alla solidarietà degli amici e dello stesso parroco Don Antonio Cozzi che ha manifestato tutta la sua vicinanza alla coppia.
Racconta Fernando “Ferdy” Trivino “Ieri è stato un giorno meraviglioso. Quando siamo arrivati in comune ed abbiamo visto tutte queste persone che ci hanno applauditi eravamo felicissimi. Poi abbiamo fatto il rito nella sala consiliare con i nostri amici più cari e alla fine ci siamo scambiati un bacio, ma sulla guancia – precisa – noi abbiamo una morale e una attenzione particolare e non siamo mai stati per le smancerie in pubblico. Non vogliamo fare sceneggiate”.
Quasi si giustifica Ferdy per un amore ormai consolidato, che dura da tempo e che “di sbagliato” proprio non ha nulla. Un amore accolto con gioia da parte di molti cittadini, dalle istituzioni e dal parroco del paese che, nello spirito cristiano, cha accolto la coppia e ha concesso loro la sala delle opere parrocchiali, esattamente come avrebbe fatto per qualunque altro cittadino.
Spiega Ferdy "Il parroco ci ha accolto ed anche il Papa, in questi giorni, ha parlato in questi termini” (ndr Intervista rilasciata alcuni giorni fa dal Santo Padre sul tema dell'omossessualità e della transessualità). “Credo che chi ha attaccato noi e sopratutto Don Antonio sia una persona poco civile. Noi non abbiamo mai voluto fare pagliacciate ed abbiamo una moralità molto forte, mai e poi mai vorremmo turbare nessuno e abbiamo sempre un occhio di riguardo per i bambini e per le persone anziane proprio per questo non abbiamo la necessità di scambiarci effusioni in pubblico od apparire in maniera che possa risultare fuoriluogo. La maggior parte delle persone di Ceriale ha capito proprio questo ed infatti in tantissimi ci hanno avvicinati ed incoraggiati anche da persone dalle quali magari ci aspettavamo un attegiamento più chiuso”.
Conclude specificando ulteriormente la questione sorta sulla sala delle Opere Parrocchiali concessa per i festeggiamenti “Abbiamo chiesto la sala per una festa e senza discriminazioni il parroco l'ha concessa a noi come avrebbe fatto con chiunque. Abbiamo lasciato la nostra offerta ed abbiamo fatto una festa elegante e senza eccessi, consona al posto dove ci trovavamo. So che il parroco ha chiesto il consenso anche del Vescovo di Albenga il quale, ci ha riferito Don Antonio , ha dato il suo pare re positivo chiedendo solo rassicurazioni, come è ovvio, che non si sarebbe trattata di una festa che potesse risultare fuori luogo dimostrando anche lui una grande apertura nei nostri confronti”.