martedì 7 giugno 2016

Solidarietà al Cardinale Antonio Cañizares: l'appellativo “ratzingeriano” è "sentenza di condanna"

Era il 25 settembre 2015.  Facemmo fatica a credere ai nostri occhi nel leggere  l'attacco di Francesco Antonio Grana   scagliato sul Fatto Quotidiano  contro il Cardinale Antonio Cañizares Llovera  "Papa Francesco lo rispedisce a Valencia e l’arcivescovo sfoggia paramenti sfarzosi, con tanto di mantello rosso lungo 20 metri (video)":  un coktail velenoso di luoghi comuni ed inesattezze di ogni tipo. Ingenuamente ci chiedemmo: perchè Il Fatto Quotidiano,  tanto entusiasta per Papa Francesco, si stava "interessando" proprio del Cardinale Antonio Cañizares Llovera dall'agosto 2014 inesorabilmente "fuori gioco" dagli schemi curiali?
Lo abbiamo compreso, meglio tardi che mai, leggendo ora  l'articolo (che postiamo) di Riccardo Cascioli: il Cardinale Antonio Cañizares Llovera marchiato del nefasto appellativo di "ratzingeriano" è sotto tiro da parte "dell'organizzazione internazionale della sovversione progressista" purtroppo  ospitata anche dentro alcuni sacri perimetri ecclesiali. 
I fedeli che  si riconoscono nella fresca spiritualità del Motu Proprio "Summorum Pontificum"  esprimono anche in quest'occasione al Porporato i sinceri sentimenti di cristiana solidarietà e di affettuosa riconoscenza nel grato ricordo di quanto il Cardinale ha fatto per i Cattolici legati al ritus antiquior della Chiesa.
Utilizzando l'efficace monito usato da Riccardo Cascioli possiamo dire che "il caso Cañizares/Valencia è un monito per tutti i cattolici".
AC


Il caso Valencia, un monito per tutti i cattolici 
di Riccardo Cascioli 

Il caso Valencia, dove l’arcivescovo Antonio Canizares è stato pesantemente attaccato pubblicamente da associazioni e politici per avere espressamente difeso la famiglia naturale contestando l’ideologia di genere (clicca qui e qui), vede una escalation che lo rende giorno dopo giorno sempre più un simbolo di quel che accade in Europa. 
L’ultima notizia è la denuncia all’autorità giudiziaria del cardinale Canizares per il reato d’odio contro gay e femministe. 
La denuncia è stata presentata il 3 giugno da Lambda (associazione Lgbt) a nome di altri 55 tra collettivi, sindacati e partiti (per una sintesi dello sviluppo degli avvenimenti clicca qui), ma è solo l’ultima puntata di una aggressione senza precedenti. 
Nei prossimi giorni è addirittura atteso il voto del Parlamento regionale su una mozione di condanna pubblica dell’arcivescovo. 
Il quale invano replica respingendo tutte le accuse e invocando la Costituzione spagnola che difende la libertà di espressione del pensiero. 
Nel caso qualcuno non se ne fosse ancora accorto, questo è ormai lo schema che si sta
affermando in Europa. 
L’approvazione di leggi che legittimano le nozze gay si accompagna all’istituzione di un Nuovo Ordine che impone il pensiero unico, iniziando dalla scuola dove l’ideologia gender è inculcata fin dai primissimi anni per passare dai media e arrivare fino a sindacati e partiti. 
Vietata ogni manifestazione di dissenso, con particolare accanimento nei confronti di quella parte di cattolici – sempre meno in verità – non disponibili a rinunciare alla verità. 
Il cardinale Canizares, la cui definizione “ratzingeriano” è già una sentenza di condanna, non ha pronunciato alcuna parola di odio né di mancanza di rispetto per le persone: ha solo difeso l’unicità della famiglia naturale e denunciato la violenza dell’ideologia di genere, come per ogni vescovo sarebbe normale fare. 
Già, ogni vescovo. 
Ma è proprio per questo motivo che con Canizares ci vanno giù duri: colpirne uno per educarne cento, è un principio che va sempre di moda. 
E siccome di cuor di leone in giro non ce ne sono molti – e anzi, ora gli ignavi si possono nascondere dietro alla necessità proclamata di “costruire ponti” – possiamo essere abbastanza certi che la lezione avrà i suoi effetti (felicissimi se i vescovi spagnoli o altrove in Europa volessero smentirci). 
Del resto anche in Italia stiamo vedendo benissimo come ci sia una progressiva conversione delle gerarchie al verbo omosessualista (la chiamano “accoglienza”). 
Ma i segnali che arrivano dalla Spagna si sommano ad altri che arrivano da altre parti d’Europa e parlano di crescenti violenze e intimidazioni nei confronti dei cattolici, non necessariamente legate alla vicenda omo. 
Nelle ultime settimane, ad esempio – riporta Catholic News Agency - Francia e Belgio sono state teatro di aggressioni e violenze, comprese una chiesa bruciata, l’aggressione a un prete, la dissacrazione di un tabernacolo e l’hackeraggio di un centinaio di siti web cattolici. Due settimane fa il fuoco è stato appiccato alla chiesa di St. Madeleine-de-l’Ile a Martigues, nel sud della Francia. 
Nella stessa regione, a Jonquieres, il 15 maggio è stato anche forzato il tabernacolo da cui sono state asportate le ostie consacrate e la settimana scorsa il parroco della stesso paese è stato aggredito da sconosciuti penetrati in chiesa, forse per rubare. 
Il quotidiano La Croix ha poi denunciato l’oscuramento di un centinaio di siti di parrocchie e congregazioni da parte di hacker appartenenti a una associazione jihadista tunisina chiamata Fallaga Team. 
In Belgio, il 24 maggio due incendi hanno seriamente danneggiato la chiesa a Mont Saint Genevieve. 
Sono soltanto i fatti più gravi, ma ormai di casi del genere ne avvengono a centinaia nell’indifferenza delle autorità, molto più preoccupate di cancellare ogni rimasuglio di presenza cattolica. 
Peraltro, a parte la presa di posizione di singoli e solitari vescovi, non sembra proprio che ai vertici della Chiesa europea ci sia la minima preoccupazione per questo fenomeno: altro segnale non propriamente incoraggiante. 
*
Fonte : La Nuova Bussola quotidiana

Si consiglia anche la lettura :BAVAGLIO AI CATTOLICI: OGGI VALENCIA, DOMANI ROMA – di GIUSEPPE RUSCONI – www.rossoporpora.org – 4 giugno 2016 



Foto 2 : dalla pagina facebook degli amici di
LA MESSA DI SAN PIO V: ALTARI MAESTOSI, RITO SUBLIME,COMUNIONE IN GINOCCHIO

 

6 commenti:

  1. Il porporato è stato accusato in Parlamento di “essere poco cristiano” e di non mettere in pratica gli insegnamenti di Papa Francesco

    http://www.ilfoglio.it/chiesa/2016/06/07/processo-pubblico-al-cardinale-che-s-scagliato-contro-lideologia-gender___1-v-142907-rubriche_c403.htm

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  2. il card Ravasi non risulta indagato

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  3. La politica ( non chiamatela pastorale!) di Bergoglio che fa fuori chiunque gli è contrario perché difende la verità millenaria della Chiesa ( v. anche Burke)e rifiuta la sociologia relativistica, favorisce gli attacchi astiosi, che partono prima di tutto dalla fazione che lo ha eletto, contro il luminoso pontificato di Benedetto XVI, inviso perché difende la verità del Vangelo( E.F.).

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  4. Muller, Di Noia and Fellay made an objective mistake in the interpretation of Vatican Council II
    http://eucharistandmission.blogspot.it/2016/06/muller-di-noia-and-fellay-made.html

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  5. non metuens verbum7 giugno 2016 21:42

    Come prova a carico al processo sarà portato il discorso di Rosica.

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  6. Il lupo vestito da agnello è entrato nel gregge...

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