giovedì 26 maggio 2016

Mons.Paglia "nuovo modo di vivere la Chiesa a seguito della Amoris Laetitia"! "Inclusività" di Dublino 2018

Nel clima delle attuali "novità continue" nella Chiesa di Cristo già infruttuosamente sperimentate nell'immediato post concilio ed ora ritornate prepotentemente di moda a causa della dittatura dei dinosauri, tutto deve sembrare come nuovo di zecca.
Esattamente come la pubblicità commerciale che pretende di presentare come "sempre nuovo" un prodotto che pur ha una sua storia... 
Siamo sicuri che "il nuovo" (non ci riferiamo al simpatico "Il Nuovo" l'eterno contestatore dei  post di MiL) sarà essere sempre accettato dal popolo in termini di positiva garanzia? 
Nei sensibilmente pindarici voli galantiniani (aggettivo che, ci si augura, possa essere dimenticato e cassato subito dopo il prossimo Conclave) spiccano le frasi conclusive dell'Articolo a firma di
Maurizio Gronchi su Il Sismografo "Il simposio della Cei su «Amoris laetitia». Coraggio e intelligenza pastorale" :





"Nella raccolta conclusiva dei contributi, si è convenuto sulla necessità di attingere i criteri applicativi della esortazione apostolica all’interno di essa, evitando di domandare ulteriori norme disciplinari, che tradirebbero la natura stessa del documento. 

Le norme, infatti, maturano all’interno della vita della Chiesa, non cadono dal cielo, e sono al servizio della sequela di Cristo.
In questa prospettiva, ha concluso il segretario generale della Cei, non si deve avere paura di parole come “processi”, “formazione”, “persone in relazione”. 

I criteri di attuazione di Amoris laetitia domandano intelligenza pastorale e coraggio, mentre è la pigrizia mentale ad attendere norme che vengano dall’alto (come per secoli hanno fatto umilmente i Santi e i buoni uomini di Chiesa che hanno visto nel Magistero ordinario la mano e la voce di Dio N.d.R.) . 

Il simposio è stato il primo passo di un processo iniziato nella Chiesa in Italia: un suo effettivo frutto potrebbe concretizzarsi nella eventuale riscrittura di alcune pagine del Direttorio del 1993, nella prospettiva di continuità e novità che ci offre Amoris laetitia."
Galantinamente (avverbio che, ci si augura, sarà dimenticato e subito cassato dopo il prossimo Conclave) costui fa compassione come fanno pena coloro che durante le galantiniane conferenze fanno una grande fatica a non ridere...  
AC

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Annunciato il tema dell’Incontro Mondiale in programma a Dublino dal 22 al 26 agosto 2018 


"Si tratterà, ha sottolineato monsignor Paglia, del primo Incontro Mondiale delle Famiglie convocato a seguito della Amoris Laetitia, che diventa quindi la “magna charta” dell’intero avvenimento. 
In tal senso, l’esortazione apostolica, lungi dall’essere soltanto un “semplice aggiornamento della pastorale familiare”, si pone come un “nuovo modo di vivere la Chiesa e di “realizzare quell’amore che rende lieta la vita del popolo di Dio, delle famiglie e della stessa società” (Sottolineatura nostra N.d.R.)
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Anche stavolta l’Incontro Mondiale si prospetta aperto a famiglie di altre chiese e confessioni religiose e sarà favorita, ha detto il capodicastero, una “cultura dell’inclusività”, con un’accoglienza speciale riservata a famiglie in situazioni irregolari, ovvero dove manchi il vincolo sacramentale tra i coniugi. 
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Altro fattore di spicco è la collocazione europea del prossimo Incontro Mondiale della Famiglia, in un “vecchio continente che rischia di ripiegarsi su se stesso, rassegnato alla propria sterilità”, cui fa da contraltare l’esortazione di papa Francesco alla riscoperta della “vocazione umanistica” e della “passione missionaria” degli europei, affinché vincano la “tentazione di creare muri” e “rivivano l’avventura straordinaria di costruire ponti tra le culture e tra le fedi”. 
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In un’Irlanda segnata da un “delicato momento di transizione”, ha proseguito Paglia, l’Incontro Mondiale in programma tra due anni può aiutare il paese, “l’Europa e il mondo, a ritrovare la forza, l’energia, la tensione missionaria, mediante la riscoperta della vocazione e della missione della famiglia”. 
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Anche stavolta l’Incontro Mondiale si prospetta aperto a famiglie di altre chiese e confessioni religiose e sarà favorita, ha detto il capodicastero, una “cultura dell’inclusività”, con un’accoglienza speciale riservata a famiglie in situazioni irregolari, ovvero dove manchi il vincolo sacramentale tra i coniugi. 
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La presenza del Santo Padre a Dublino, ha affermato Paglia, per quanto probabile e ampiamente desiderata dagli irlandesi, sarà ufficializzata soltanto a ridosso dell’evento. 
Per il Festival delle Famiglie che coprirà la prima parte dell’Incontro, ha aggiunto il presule, si stima la presenza di circa 15mila pellegrini. 

Fonte : Zenit

2 commenti:

  1. non metuens verbum26 maggio 2016 21:24

    In che senso, parlate di un prossimo (o meglio, di un futuro) Conclave ? Io dubito che ci sarà ancora un conclave. E se ci sarà, con cardinali nominati in questa temperie, ci sembrerà un incubo.

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  2. Scusatemi ma perché contestatore? A volte sono in disaccordo con alcuni che propongono posizioni ultratadizionaliste ma di certo non contesto MiL. D'altro canto, da appassionato della messa VO come potrei? Buona Domenica a tutti.

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