lunedì 3 agosto 2015

Ringraziamento ai volontari che difendono con decisione le tradizioni e i simboli cattolici.

Sono sempre più scarsi i soldi per la manutenzione, ordinaria e straordinaria, delle chiese soprattutto quelle dei piccoli paesi e delle frazioni di campagna. 
La “logica” che la CEI ha preso a prestito dal mondo imprenditoriale imponendola poi alle Diocesi  è vincolata alla produttività della Parrocchia cioè in buona sostanza al numero dei parrocchiani. 
Ormai il ritornello è sempre lo stesso :“Questa parrocchia è troppo piccola e la diocesi non riesce a restaurare la chiesa”.
I fedeli non sembrano condividere la scelta degli illuminati impiegati della CEI e tanto meno la sconsiderata vendita o il "cambiamento d'uso" delle chiese che la pietas dei nostri padri ha affidato alla nostra cura temporale.
Sopratutto nel periodo estivo un piccolo esercito di volontarie e di volontari sta in pattugliamento da sud a nord della Penisola per allestire le tantissime feste patronali che consentono di tenere in piedi chiese e chiesette dei paesi e dei villaggi.
Le grandi città che si svuotano per le ferie ed i paesi , un tempo floridi prima degli sconvolgimenti demografici e sociali dello scorso secolo, che si trasformano in cantieri per la festa estiva del santo patrono o della Madonna Assunta.
A tutti quei volontari che “sacrificano” parte delle loro ferie estive per allestistire le feste patronali estive, onde “salvare” le tante chiese “dimenticate” dagli uffici della CEI, vogliamo far giungere un grato ringraziamento.
Quei volontari, assieme ai ragazzi dei nostri gruppi liturgici dei Coetus della "Messa in latino", stanno formando in silenzio una nuova ossatura spirituale per l'urgente recupero artistico-devozionale degli edifici di culto più abbandonati  e per la valorizzazione di tutta l'immensa dote culturale  che è di aureo coronamento attorno all’autentica Liturgia cattolica. 
Alcuni Vescovi (nordici) , di nuove o di vecchie nomine, che ora si stanno esercitando nella fatua linea sociale para-governativa, hanno scritto : “Dobbiamo confessare che rimaniamo sconcertati di fronte alla deformazione di un cristianesimo professato a gran voce, e magari “difeso” con decisione nelle sue tradizioni e nei suoi simboli, ma svuotato dell’attenzione ai poveri, agli ultimi: dunque svuotato del Vangelo, dunque svuotato di Cristo.” 
Sono proprio i poveri e gli ultimi che tengono in piedi con il loro devoto volontariato le chiese dei paesi e dei villaggi italiani che qualcuno, nel nome di una violenta inciviltà laica, vorrebbe svuotate del Vangelo e di Cristo.
Testardamente e evangelicamente contro-corrente continuiamo ad esaltare ed a ringraziare gli umili, i poveri obbedienti alla legge del Signore e al Magistero ( immutabile ) della Santa Chiesa, Cattolica, Apostolica e Romana .
Nada te turbe” : neppure la pesante impostazione sociale, taggata anni '70, che taluni pretendono di imprimere all’ecclesiologia attuale.
Nada te turbe” : neppure questo  breve ritorno dei dinosauri sessantottini.
Nada te turbe” : neppure l' impronta demagogico-popolulista che  sta appesantendo la Chiesa e favorisce l'avanzata dell'indifferentismo religioso, preludio all'ateismo.

Lasciate una parrocchia, per vent’anni, senza prete, vi si adoreranno le bestie... Il prete non è prete per sé, lo è per voi” ( Santo Curato d'Ars ) 



Immagini : Malta : una chiesa ( scelta a caso fra molte ) splendidamente addobbata dai fedeli in occasione della festa patronale . 
( Andrea Carradori)

1 commento:

  1. E' vicino il tempo in cui le chiese a "rischio di chiusura" saranno affidate ai gruppi dei fedeli tradizionali. Chi meglio di loro ?

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