mercoledì 22 luglio 2015

Vocazioni sacerdotali "tradizionali" nella corsia di sorpasso in Francia

Be', signori miei, qui adesso la cosa è chiara! Vogliamo ancora parlare dei "buoni frutti" dello spirito del Concilio? Quale primavera della Chiesa? 
E vedendo come trattano i vescovi tradizionali (anche in Italia) mi sa  che tra poco le cose andranno ancor peggio anche qui da noi in Italia. 


Tracollo delle vocazioni diocesane in Francia 
tratto da: Cordialiter

In molti Paesi della secolarizzata Europa si sta assistendo a una vera e propria desertificazione spirituale. 
Pensiamo ad esempio alla catastrofe vocazionale in Francia. I numeri parlano da soli: nel 1966 oltralpe c'erano 4.536 seminaristi, ma già pochi anni dopo, nel 1975, il loro numero era sprofondato a 1.297. 
Il tracollo è proseguito, e nel 1996 si è toccata la critica soglia di 1.103, per poi scendere in picchiata a 784 nel 2005. 
Nel 2011 è stato toccato il livello più basso dai tempi della Rivoluzione Francese [sottolineatura nostra N.d.R.] a quota 710. 
Se la matematica non è un'opinione, il crollo complessivo dal 1966 supera l'84%. 
Ecco dove ha portato la svolta dei teologi modernisti che hanno distrutto il senso del soprannaturale! [sottolineatura nostra N.d.R.]
Si tratta di numeri implacabili che non hanno bisogno di commenti, sono fin troppo eloquenti. 
Non si tratta di fare propaganda, si tratta di valutare con serietà la situazione catastrofica. Del resto, i numeri non sono né tradizionalisti, né modernisti, sono dati di fatto di cui prendere atto. 
La situazione in Francia è drammatica, tra pochi anni in varie diocesi non ci saranno più preti, poiché quelli attuali hanno un'età media di circa 75 anni. 
Tuttavia, non bisogna disperarsi, infatti, se il clero diocesano francese rischia quasi l'estinzione, gli istituti legati alla venerabile e antica liturgia romana continuano a crescere grazie al notevole afflusso di nuove vocazioni. 
La speranza è che vengano aperti ulteriori seminari che consentano a un maggior numero di ragazzi tradizionalisti di poter abbracciare il sacerdozio cattolico. 
Non è facile pronosticare quando avverrà il "sorpasso" tra ordinazioni moderne e quelle di rito antico, ma almeno in Francia sembra che sia ormai solo una questione di tempo. 

Fonte : 

13 commenti:

  1. Bene, allora alcuni fanatici sono solo dei lamentosi di professione!

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  2. È la conferma che la Chiesa post-conciliare è spritualmente sterile e quindi non ha futuro. L'articolo va messo in relazione con quanto ha scritto Cristina Siccardi sulla paurosa crisi della Chiesa tedesca. A conferma di quanto detto precedentemente. Giorgio

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  3. Se la Chiesa Cattolica annoverasse solo sacerdoti fedeli alla dottrina di sempre, indipendentemente dal loro numero, si avrebbe l'enorme beneficio di poter contare sul famoso seme intatto, capace di tutto.

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    1. Allora la FSSPX dovrebbe traboccare di seguaci, mentre nelle stime più generose si parla al massimo di un milione di fedeli. Il problema evidentemente non è il CVII

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  4. Dando uno sguardo a blogs ultraconservatori ( tipo Riscossa o Chiesa e postconcilio) ci si rende conto di come questi gruppi siano allo sbando, riportando continuamente critiche al Papa ( definito "lurido comunista"!), sottoposti ormai ad una costante crisi maniaco depressiva: senso di sconfitta e depressione ogni tanto si alternano a false constatazioni su come il Papa ormai sia inviso ai cattolici e che ormai sia pronto l'avvento del Signore o di punizioni esemplari. Mai che riportino notizie costruttive sul mondo della messa VO ma solo un continuo atteggiarsi a vittime! Tra l'altro se la suonano e se la cantano non ammettendo nessuna discussione, infatti non c'è un solo intervento critico. E po si dicono isolati... Mentre invece si vedono giovani sacerdoti sensibili alla bellezza del VO. Non si può che pregare per loro perchè riprendano la giusta via nella Chiesa ed abbandonino il loro stato d'odio.

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    1. Non condivido queste acrimoniose valutazioni: soprattutto l'ultima. Qui nessuno odia nessuno, trattasi solo di amare la verità. È la verità inconfutabile è che il Concilio Vaticano II, nato con le migliori intenzioni (tanto che anche Pio XII voleva già indirlo) è degenerato nel più bieco protestantesimo, specialmente con la riforma liturgica Bugnini. I giovani cattolci si sentono per forza attirati dalla bellezza della liturgia, come diceva il Santo Curato d'Ars "Nulla è troppo bello per Dio!". Mi occupo di gioventù per professione e per volontariato, e tutti (dico TUTTI) i giovani che stanno discernendo la loro vocazione, maschi e femmine, cercano Irdini religiosi tradizionali e fervorosi...ci sarà un perché, no?

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    2. Sono solo tue considerazioni apodittiche. A differenza di te io non faccio il tifo per un tipo di vocazione o per un'altra. inoltre, dato per buono quanto affermi, mi dai ragione sul fatto che esistono i lamentosi di professione vistta la crescita della sensibilità tradizionale. Di cosa si lamentano?

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    3. Non si può non soffrire per l'ostracismo contro i cattolici tradizionali che solo in qualche diocesi retta da vescovi "aperti", anche se personalmente non di formazione treadizionale, posson contare su chiese ed anche parrocchie a loro destinate. Penso agli USA dove ai sacerdoti amici dell'ICRSS le parrocchie vengon affidate. Quante sono le chiese e le parrocchie che vengon affidate in Italia a preti di formazione tradizionale?
      Osservare e condannare un'inconfutabile realtà di fatto non significa lamentarsi vanamente o per professione. Certo i toni posson esser diversi, e si dovrebbe anche saper ragionare invece di inveire, che fa il gioco degli avversari.
      Quanto a siti come Chiesa e postconcilio e Riscossa cristiana non ho mai letto articoli in cui si usi il linguaggio, deplorevole, da te sottolineato, Nuovo. E' vero che da parecchio tempo ormai seguo molto poco quanto si scrive nei blogs in genere. Forse sono stati commentatori cretini ad servirsi di una terminologia a loro congeniale, le cui esternazioni sono sfuggite ai responsabili della moderazione.
      Mio antico e mal tollerato cavallo di battaglia assieme all'anonimato che permette ai pavidi di esprimere il peggio di sé. Motivi per cui tanto mi son defilato, anche sulla stampa, preferendo dedicarmi anima e corpo all'attiità concreta invece che alle parole.

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  5. Magari ci fosse un po' di osmosi tra preti tradizionali e moderni almeno si potrebbe beneficiare tutti di maggiori Messe Vetus Ordo. Ma la Gerarchia, legata ormai allo spirito del mondo, prima di procedere in tal senso preferirà far estinguere il cattolicesimo. Si continua a picchiare nel muro ma sembra siano tutti masochisti....Complimenti!

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  6. E' un dato di fatto che, mentre le ordinazioni degli Ordini 'tradizionalisti' aumentano, le altre precipitano. Il fenomeno va inserito in quello più generale della revisione critica, specialmente dei giovani, dell'ideologia sessantottina di cui la Chiesa del Concilio è stata antesignana. La gerarchia ecclesiastica ( miope o che non vuol vedere), invece di meditare e guidare quelle vocazioni. arriva a perseguitarle. Ma vinceranno. La storia della Chiesa ci insegna che la Verità ha sempre trionfato anche su chi indossa papaline di uno o di altro colore.( E.F.)

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  7. Caro il mio Nuovo, osi chiedere di cosa lamentarsi? Ma ha già visto come hanno ridotto la sposa di Cristo? Penso che un vero cattolico dovrebbe mettersi a piangere di fronte alla situazione drammatica in cui versa la Chiesa. Certo, è confortante constatare che chi è legato alla Tradizione per certi aspetti è messo meglio, ma nel marasma ci siamo dentro tutti, belli e brutti!

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  8. A parte i vantaggi che personalità fallite ancora oggi possono ottenere intrufolandosi nella chiesa per fare i social-priest mentre nel mondo sarebbero delle totali nullità, mi dite senso può trovare oggi un giovane nel farsi prete, quando potrebbe fare lo stesso, senza vincoli, come sindacalista, animatore turistico (bans...), integratore di immigrati (e disintegratore di comunità cristiane) o arbitro di partite di calcetto?

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  9. Proprio in questi giorni ho fatto una scoperta : confessandomi da un monaco benedettino, mi ha detto che per il Codice di Diritto Canonico del 1983 esiste tuttora l'astensioni dalle carni (non una generica penitenza) "per tutti i singoli venerdì dell'anno," Ho verificato e il can 1251 recita esattamente come diceva il monaco, aggiungendo anche " secondo le disposizioni della CEI."

    Quando da bambino andavo a dottrina mi hanno insegnato che mangiar carne al venerdì, tutti i venerdì, era peccato mortale da confessare, a meno che non ci si trovasse in situazioni particolari (che il catechismo dettagliava) e non si trattasse di mangiare avanzi piuttosto che buttarli via.

    Ho riflettuto su questa doppia indicazione : il Codice del 1983 ripete quello che la Chiesa ha sempre detto, la CEI ha modificato le cose , senza specificare se è ancora peccato mortale non compiere un gesto alternativo nei venerdì non quaresimali e non si capisce se ha confermato la gravità per quelli quaresimali.
    Si è premurata di sottolineare che un parroco per "gravi motivi" (quali ? non è mai morto nessuno per non aver mangiato carne al venerdì) può esonerare dall'astensione delle carni in Quaresima . Sarebbe stato più logico leggere che un parroco per "motivi gravi" (ad esempio per Asia Bibi) potesse chiedere di fare astinenza anche in un altro giorno settimanale oltre al venerdì.

    Insomma ho capito che esiste una doppia morale : gli ordini religiosi , i monaci e i frati, dipendono direttamente dal Papa e non dalla CEI e quindi seguono il Codice di Diritto Canonico e l'esperienza della Chiesa del passato , mentre per i laici la CEI ha creato una nuova morale più compiacente e meno impegnativa .
    Si sa è il momento dei laici....
    Chissà perché i nostri padri erano laici anche loro, avevano meno da mangiare , ma osservavano il venerdì e non sono morti, anzi erano più forti di noi spiritualmente.

    Non solo, ma l'astinenza e il digiuno erano gesti comunitari, famigliari, cattolici e creavano unità affettiva e spirituale nelle case e nelle comunità.
    Lasciare "liberi" di far quel che si vuole è una deriva individualista che distrugge l'aspetto comunitario : sarebbe anche maleducazione chiedere ad un altro "che gesto hai fatto questo venerdì per far memoria della croce di Cristo?" mentre quando il gesto era comunitario non si poneva neanche il problema.

    I copti , laici e non, hanno 250 giorni all'anno di astinenza o digiuno e i risultati si vedono : 21 martiri.

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