venerdì 29 maggio 2015

La triste vicenda di un parroco trentino.

Abyssus abyssum invocat. ( Salmo 41)
E' ampiamente dimostrato che il popolo cristiano, ieri come oggi,  ama la Liturgia bella e curata   "culmen et fons" della santificazione comunitaria e personale.
La Liturgia è anche una catechesi efficacemente penetrante ed una formidabile edificazione spirituale e culturale per il popolo sperduto nel "deserto che avanza" (Benedetto XVI, 11-10-2011) .
Per gli "illuminati" novatori-progressisti le naturali aspirazioni dei fedeli "normali" non contano nulla: ci penserà poi la ricca burocrazia clerico-progressista  con i suoi ideologi e suoi centri di potere   a mortificarle, schiacciarle e disintegrarle.
Assai spesso, in un perverso "pactum sceleris", i Consigli Pastorali Parrocchiali giungono a dettar legge umiliando la dignità docente del  Sacerdote fino ad arrivare (come avviene da tempo nella vicina Svizzera) al controllo censorio delle omelie.
Dalla "comunicazione" del 27 maggio 2015 dell' Associazione Italiana Organisti di Chiesa - sodalizio che si occupa esclusivamente della Liturgia nella forma "ordinaria" ( standosene cioè anacronisticamente lontano dalle sempre più frequenti celebrazioni  "more antiquo" , impostazione condivisa anche da don Enrico di cui l'articolo parla) - apprendiamo la triste vicenda accaduta ad un valoroso Sacerdote, un vero e proprio "missionario liturgico" capace di portare tanti fedeli e tanti giovani in Chiesa.
Notizia non nuova ma sempre attuale perchè nel presente segmento di storia della Chiesa sono  commissariati, coadiuvati e/o rimossi solo quei Pastori che riescono a santificare le anime dei fedeli attraverso le devote prassi sacramentali.
Qualcuno si sta ancora chiedendo il perchè.
Επίσης, σε μας τους αμαρτωλούς ( A.C.)  

( Dalla comunicazione del 27 maggio 2015  dell' Associazione Italiana Organisti di Chiesa)
« ... leggete con attenzione qui in calce la vicenda della rimozione dello zelante parroco trentino don Enrico Finotti e capirete perché è inutile darsi pena per la musica di chiesa quando la liturgia stessa non è l''occupazione primaria dei nostri preti, per i quali (comunque sempre troppo immersi nel sociale e nell''amministrativo!) prima vengono la catechesi e la carità, a dispetto di quanto avevano stabilito gli apostoli nell''istituire diaconi che, così, permettessero loro di continuare a dedicarsi senza ingolfamenti «alla preghiera e al ministero della parola» (At 6,4)! 
... ci capiterà forse di assistere al declino assoluto, come al tempo di Maccabei, quando «grave e intollerabile per tutti era il dilagare del male. Il tempio infatti fu pieno di dissolutezze e gozzoviglie da parte dei pagani, che [.] vi introducevano le cose più sconvenienti. 
L''altare era colmo di cose detestabili, vietate dalle leggi» (2 Mac 6,3), o come quando Isaia profetizzò che il Signore avrebbe detto «Poiché questo popolo si avvicina a me solo con la sua bocca e mi onora con le sue labbra, mentre il suo cuore è lontano da me e la venerazione che ha verso di me è un imparaticcio di precetti umani» (Is 29,13). 
Vi saluto con affranta devozione
Paolo Bottini

*** 
Don Enrico Finotti rimosso 
(articolo del 21 ottobre 2014)

Riportiamo la lettera dei parrocchiani di Nago-Torbole (TN) il cui parroco e nostro stimatissimo Autore, don Enrico Finotti, è stato violentemente e insipientemente rimosso dalla curia di Trento abitata, evidentemente, da discepoli e figli di don Abbondio. 
Solidarietà e stima a don Enrico, disonore e infamia a Mons. Abbondio e ai suoi sodali. 
Don Enrico Finotti è autore di due capisaldi della teologia e spiritualità cattoliche contemporanee:  - La centralità della liturgia nella storia della salvezza 
- Vaticano II 50 anni dopo 

Nago-Torbole come Brescello?...a quanto pare peggio..! 
Sì perché nemmeno la fantasia di Guareschi si è mai spinta fino all'allontanamento di don Camillo...
E purtroppo quello di cui parliamo non è un film o un romanzo ma un'amara vicenda che certo non fa onore al paese natio di molti vescovi e missionari. 
Nei giorni scorsi il parroco di Nago-Torbole don ENRICO FINOTTI ha salutato le due comunità, dopo solo un anno dal suo insediamento, celebrando l'ultima messa attorniato dai molti parrocchiani che gli sono stati vicini e lo hanno sostenuto in questi mesi durante i quali si è consumato un vero e proprio golpe conclusosi con l'allontanamento del parroco da parte del Vescovo. 
Ma facciamo un po' di ordine. 
Appena insediatosi il nuovo parroco nell'ottobre del 2013, alcuni parrocchiani (collaboratori dello stesso) hanno fin da subito manifestato insofferenza verso i suoi modi pacati, gentili ed allo stesso tempo autorevoli nel chiedere rispetto per la chiesa, per i ministeri e le regole che la chiesa impone e purtroppo non sempre rispettate. 
Grande scrittore e conoscitore della dottrina cristiana, don Enrico si è distinto per la sua preparazione e questo ha destabilizzato qualcuno che frequentava e frequenta tutt'ora la parrocchia come una qualsiasi associazione ricreativa e/o sportiva, dimenticando il vero fine di tale ente, pensando piuttosto a difendere la propria posizione, la propria visibilità e non certo al bene comune. 
Da qui sono nate molte lagnanze "puerili" sulla durata della messa domenicale, sul numero delle messe, sulle attività ricreative, su come e chi dovrebbe celebrare le varie funzioni ecc. Insomma piccolezze risolvibili con il dialogo e che invece sono state strumentalizzate ad arte da chi aveva ben altri scopi, come quello di allontanare chi impediva il loro libero arbitrio. 
In tali diatribe, per certi versi fisiologiche ad ogni cambio di parroco, qualcuno ne ha approfittato per alimentare sempre più il chiacchiericcio divenuto poi calunnia, descrivendo una realtà non corrispondente al vero. 
La cosa forse più sconcertante è che in tale vicenda è coinvolto un esponente della giunta comunale oltre agli stretti collaboratori del parroco; si son presi la briga di scrivere addirittura al vescovo dopo aver incontrato il Vicario Generale inutilmente. 
Lettera di aiuto per risolvere questioni a dir poco ridicole ed in ogni caso di competenza e discrezione del parroco, come ad esempio la conduzione della catechesi, l'attività di campeggio, la visita agli ammalati ecc. 
Altra questione di non poco conto è che il vescovo è stato interpellato ancora a maggio, dopo pochissimo tempo dall'insediamento di don Enrico e soprattutto in sordina, all'insaputa della comunità, ignara di tale situazione. 
Lagnanze quindi ridicole ma che però hanno avuto l'effetto di indurre il Vescovo a spostare don Enrico per sfuggire ai continui "sabotaggi" di detti personaggi che rendevano impossibile una serena convivenza con il parroco. Inutili poi le quasi 400 firme raccolte e le molteplici manifestazioni di affetto a favore di don Enrico. 
L'epilogo era ormai segnato anche se fino all'ultimo abbiamo assistito a prese di posizioni altalenanti da parte della curia per voce del Vicario Generale. 
Amara vicenda quindi dove la politica si è intromessa per condizionare le scelte di molti e che nemmeno nel finale ha saputo riscattarsi, presentandosi al saluto di don Enrico .( Parleremo del braccio politico dei neo modernisti.  Ora non possiamo ... N.d.R.)
All'ultima messa di domenica 5 ottobre, infatti, nessuno della Giunta Comunale si è degnato di partecipare e/o presentarsi per un doveroso saluto istituzionale .. 
Molte altre cose si potrebbero scrivere, ma crediamo che la lettera indirizzata alle famiglie della comunità da don Enrico sia stata comunque chiara esplicita e precisa nell'esporre la verità dei fatti. 
Verità indiscutibile nonostante qualcuno abbia tentato di far passare la partenza di don Enrico come una sua scelta e per motivi di studio. 
In realtà si tratta di una rimozione che sicuramente resterà come sconfitta di tutti; dove il "chiacchiericcio" di paese, la calunnia e la diffamazione hanno avuto ragione ancora una volta sulla solidarietà e tolleranza tipica di una comunità cristiana. 
Tutti ne escono male: i collaboratori dimostratesi per nulla tolleranti verso il nuovo parroco attento alle regole della chiesa; don Enrico umiliato nella sua dignità di uomo e parroco; tutta la comunità che purtroppo è stata raggirata da pochi faccendieri con atteggiamenti di certo poco cristiani; infine la stessa curia che ha gestito male la situazione invece di intervenire immediatamente con una decisione univoca ed autorevole a difesa del proprio parroco, tacciando le lamentele almeno fino a quando la situazione non si fosse consolidata (es. aspettando 1-2 anni e non prendere decisioni affrettate.!). 
In fine volevamo smentire categoricamente che la raccolta firme fosse riconducibile alle diverse fazioni politiche paesane, tutt'altro. 
Chi sostiene questo lo fa solamente per sviare l'attenzione, sminuire quanto fatto dalla stragrande maggioranza dei parrocchiani e mascherare le proprie colpe. 
Di politico c'è solo un assessore che si è dato il potere di intervenire nelle vicende parrocchiali condizionando altre persone contro don Enrico ( parleremo anche del braccio politico dei neo modernisti.  Ora non possiamo ... N.d.R.).  
Di certo le centinaia di firme di solidarietà non sono di chi ha interessi particolari ma sono semplicemente di gente che ritiene ingiustificato un atteggiamento del genere e crede ancora in una chiesa fatta di persone ed istituzioni rispettabili, autorevoli e guidati da valori come la carità, l'umiltà, la tolleranza e vedeva in don Enrico un "sano portatore di detti valori"....null'altro. 
A chiusura di tutto non vogliamo dimenticare il nuovo parroco che qui salutiamo ed accogliamo con grande affetto, augurandogli maggiore serenità. 
A nome e per conto di tanti parrocchiani

[ Da :  http://www.lavocedidoncamillo.com/2014/10/don-enrico-finotti-rimosso.html

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DON ENRICO FINOTTI è nato a Rovereto (TN) nel 1953, dopo il liceo ha seguito gli studi teologici presso il Seminario Diocesano di Trento. Ordinato sacerdote nel 1978, è attualmente parroco a Rovereto. Collabora con l'Ufficio Liturgico Diocesano di Trento nei percorsi di formazione liturgica. È curatore della rivista formativa: Liturgia «culmen et fons». 
Ha tra l'altro pubblicato: L'anno liturgico. Mistero, grazia e celebrazione. Sussidio per la catechesi e la celebrazione dell'Anno Liturgico (Nuove Arti Grafiche, Trento, 2001) - La centralità della Liturgia nella storia della salvezza. Le sorti dell'uomo e del mondo tra il primato della Liturgia e il suo crollo, (Fede&Cultura, 2010) - La liturgia romana nella sua continuità. Nova et vetera. (Sugarco 2011) - Vaticano II, 50 anni dopo (Fede&Cultura 2012).»