mercoledì 4 giugno 2014

Sulle parole del Papa allo Yed Vashem: controreplica del lettore alle considerazioni sulle sue prime considerazioni.

Un nostro lettore aveva qualche giorno fa proposto alcune sue considerazioni teologiche sulle parole che Papa Francesco aveva pronunciato al Memoriale di Yed Vashem. lo scorso 26.05.2014, rischiando di essere frainteso.
Un altro lettore aveva risposto a queste considerazioni, presentando le proprie valutazioni, affermando che invece il Papa aveva parlato bene. 
Oggi il primo lettore ci propone la sua contro-replica, respingendo le critiche, ma soprattutto le accuse di antisemitismo. 
Condividiamo molti passaggi, soprattutto, non so se era già chiaro da una nostra presentazione,  soprattutto quelli compresi nei punti 2 e 4.
Roberto

Passo a circostanziare in cinque punti i passaggi scorretti presenti nella missiva del lettore che è stata pubblicata in risposta alla mia.
1) Se Dio conosce tutti i disastri derivanti dal peccato conosce anche il dramma dell'olocausto, ma dire che il passaggio biblico della Genesi in cui Dio chiama Adamo per metterlo di fronte alla sua disobbedienza ed arroganza è stato da parte mia "temporalizzato" in senso storico è una distorsione (quello che io ho scritto lo si può verificare). Tale richiamo è certamente universale e metastorico
e proprio questo ho voluto far presente quando ho scritto "Dio non pensava certo alla Shoa" che è un fatto puntuale e singolo ovvero propriamente e meramente storico. L'errore che il lettore che mi critica ascrive a me è nell'affermazione di Bergoglio e non nella mia ed è sempre nella dichiarazione di Bergoglio
che c'è una attualizzazione storica strumentale non nella mia affermazione, se poi questo per il mio censore è un modo ingenuo e limitativo di leggere la Bibbia, lo lascio decidere a lui, (a me sembra invece una strumentalizzazione assai superficiale) ma non sono io che lo faccio bensì Bergoglio, io mi sono limitato ad affermare che una tale esegesi è sbagliata e lo riconfermo.

2)Il lettore che mi critica fa una indebita sovrapposizione tra quello che è il linguaggio biblico (che è ovviamente un linguaggio particolare, spesso simbolico, figurativo ed iperbolico e che fa uso di svariate forma linguistiche derivanti dalla complessa stratificazione e formazione del canone) e quello che è invece il linguaggio del magistero eccelsiastico.
Egli ritiene plausibile che il linguaggio del magistero (addirittura il linguaggio del magistero ordinario del papa) possa essere iperbolico e simbolico come quello biblico. Questo è assurdo, anzi è l'opposto di quello che deve essere; proprio perchè se uno legge in modo letterale la Sacra Scrittura cade in errore è indispensabile e non semplicemente opportuno che il magistero a differenza della scrittura biblica sia preciso e coerente, perchè deve dare spiegazione ortodossa e con significato univoco, specialmente dove c'è rischio di fraintendere o sviare il coerente ed ortodosso significato dei passaggi biblici.
In altri termini chi ammette che un membro del Magistero (vieppiù il papa) può usare al posto di un linguaggio preciso un linguaggio confuso anzi addirittura "impreciso teologicamente" (come il lettore ammette) o anche simbolico e fare una esegesi strumentale al singolo fatto storico fa esattamente (seppur in contrappasso) quello che facevano i farisei quando interpretavano le sacre scritture in modo letterale. Non possiamo ammettere che alla necessità di fare esegesi dottrinale della Sacra Scrittura si debba sommare la necessità di fare esegesi del magistero e delle parole del papa, perchè se anche il papa sbagliasse egli non sbaglia mai, questo è cesaropapismo e non cattolicesimo (e io sarei il fariseo).

3) Rigetto con forza l'accusa di antisemitismo che mi viene ascritta, in quanto infamante e non corrispondenti al mio sentire nè a quello che ho scritto.
Sicuramente sono critico verso il movimento sionista (e come non esserlo?) ma certamente questo non mi mette in alcun modo su posizioni antisemite o razziste semmai i razzisti sono spesso e volentieri proprio alcuni sionisti.
Il sionismo è una ideologia ed una corrente di pensiero e politica e come tale ognuno è libero di valutarla più o meno positivamente, io la ritengo non condivisibile per molti aspetti critici e problematici ma non è questo il luogo giusto per un approfondimento che sarebbe assai complesso.

4) Anche io come tutte le persone ragionevoli ritengo tragico ed atroce il dramma dell'olocausto, che è un delitto gravissimo come lo sono tutti gli altri di cui la redazione ha fatto elenco (e molti altri), ma ritengo assurdo (e con me moltissimi intellettuali anche ebrei) che si debba trasformare questo evento tragico in una pseudo-religione o in una celebrazione ab aeterno di una memoria il cui oggetto è l'abominio. Ritengo anzi che fatti del genere vadano certo registrati nella storia e tenuti come monito per le generazioni future, ma non ritengo affatto utile (anzi lo ritengo controproducente) celebrare un dramma (e uno solo) come se fosse più importante di altri, anzi per dirla tutta ritengo che se si cominciasse a ragionare serenamente su questo dramma, forse dimenticare e perdonare sarebbe assai più produttivo per gli ebrei di quanto non lo sia questa celebrazione che stà assumendo sul piano sociale una dimensione ed una rilevanza parossistica, il dramma della seconda guerra mondiale è stato consegnato alla storia e l'olocausto è solo un aspetto di questo dramma più ampio e tragico, se quindi abbiamo archiviato la seconda guerra mondiale ritengo ovvio archiviare parimenti un suo aspetto pur rilevante e tragico ma sottostante in senso storico.
Non voglio sminuire il dramma dell'olocausto, voglio invece far capire che è stato un dramma da consegnare alla storia come tanti altri persino più ampi, (i crimini di Stalin ad esempio) una pagina del passato da voltare guardando avanti a non indietro e questo a maggior beneficio proprio degli stessi ebrei.

5) Mi si accusa infine di affermare falsità, dando per prova delle mie presunte menzogne e quindi della attenzione verso la "campana palestinese" da parte di Bergoglio alcune foto che lo ritrarrebbero vicino al muro dei territori (ammazza quanta attenzione). Io per la precisione ho scritto che sarebbe stato opportuno che il papa essendo in terrasanta avesse speso due parole per i poveracci di Gaza e non trovo nulla al riguardo sul sito del Vaticano e che avesse parlato anche a difesa dei cristiani perseguitati ed anche su questo non trovo nulla, nè corone nè foto nè dichiarazioni, mentre l'onore tributato al fondatore del sionismo (che è una ideologia nazionalista pura e semplice che ha fatto del dramma Shoà uno strumento di triste propaganda ideologica e politica) è assai bene documentato e questo lo possono verificare tutti.

Ad ognuno valutare serenamente la mia posizione e quella altrui ed ognuno stabilisca in autonomia di coscienza chi è che mente e chi no, chi dice eresie e chi no, chi strumentalizza la Sacra Scrittura e chi no.
Non pretendo scuse formali, ma spero che il mio detrattore si renda conto di avermi apostrofato come bugiardo ed antisemita, accusandomi ingiustamente. Io comunque lo ho già perdonato.
Concludo auspicando che vengano riaperti i commenti, perchè anche se spesso erronei e persino livorosi o volgari sono espressione di un disagio forte cagionato proprio dalle ambigue e problematiche dichiarazioni di bergoglio che è bene che abbia voce e venga testimoniato ed opportunamente valutato da chi ha la responsabilità di governo della Chiesa.

Preghiamo infine per il bene della unica e vera Chiesa Cattolica Apostolica Romana, (in tal modo preghiamo anche per il papato).

Lettera firmata