martedì 5 novembre 2013

Battaglie teologiche o “mondanità spirituale”?

Battaglie teologiche o "mondanità spirituale"?

di Lorenzo Bertocchi, da Libertà e persona



Dopo l’elezione di Papa Francesco il dibattito sul papato e sulla Chiesa è diventato di gran moda. A qualcuno questo Papa non piace, ad altri piace da impazzire, ad altri ancora piace fino a un certo punto. Inutile negare che qualcosa oltre Tevere è cambiato, certe priorità ecclesiali sono improvvisamente mutate in altre.
Ad esempio, nel caso della liturgia i consultori dell’ufficio liturgico del Papa sono stati sostituiti in blocco, l’istruttoria sulle messe neocatecumenali è stata sospesa, il Prefetto della Congregazione del Clero “promosso” ad altro incarico. Ma tra le varie cose che sono accadute forse una è sfuggita al grande pubblico, almeno nei dettagli.
Mi riferisco al commissariamento della congregazione dei Frati dell’Immacolata, un caso che appare paradigmatico per cercare di capire cosa sta accadendo dalle parti del Vaticano. La situazione di questi Frati, commissariati in piena estate 2013, può aiutarci a riflettere sul rapporto tra rigore dottrinale e misericordia che, a ben vedere, è anche al centro del dibattito in corso sulla Chiesa.
Il motivo del commissariamento dei frati non è ancora chiaro e diversi indizi portano a pensare che in realtà si tratti di questioni legate alla messa in latino e “battaglie” teologiche. Temi ad alta sensibilità ecclesiale, in qualche modo riferiti al magistero del papa emerito.
L’aria fresca di Benedetto XVI, nel suo cantico per una “ragione allargata”, è stata proprio quella di favorire, finalmente, un dibattito a più voci contro la cortina di ferro eretta intorno al “superdogma” dello “spirito del concilio”. E Dio solo sa quanti soldati sono ancora abbarbicati a difesa della cortina.
Risulta abbastanza chiaro che qualche frate dell’Immacolata mal digeriva certe posizioni sulla liturgia o sulle ermeneutiche del Concilio di taluni confratelli. D’altra parte anche vari Vescovi sparsi nell’orbe cattolico avevano manifestato, più o meno apertamente, il loro dissenso ad alcuni atti del magistero del pontefice emerito. Basti pensare al Summorum Pontificum del 2007, ma anche – tanto per citarne uno – al famoso discorso di Ratisbona 2006 o alla revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani.
Nonostante molti vogliano far finta che sia finita l’epoca di “modernisti” e “tradizionalisti”, “conservatori” e “progressisti”, tutto lascia pensare che il “problema” sia tutt’altro che risolto. Con l’aggravante che dal piano teologico si passa facilmente a quello politico, e viceversa.
Se il commissariamento dei Francescani dell’Immacolata avesse lì le sue radici, tra le contrapposizioni alla messa in latino e sull’interpretazione del Vaticano II?
In fondo, a ben riflettere, anche le ragioni della via crucis di Benedetto XVI potrebbero trovarsi qui, mentre le questioni della pedofilia e di Vatileaks sarebbero soltanto drammatiche foglie di fico utili a nascondere un dissenso più profondo. D’altra parte a livello massmediatico certi problemi che venivano imputati alla Chiesa, ad esempio pedofilia o scandali nello IOR, sembrano essersi sciolti come neve al sole.
Ma torniamo sul caso dei frati dell’Immacolata. Inizialmente sembrava che il problema centrale per il commissariamento fosse la messa celebrata secondo il rito di S.Pio V, ma poi è emerso che in nessun santuario o parrocchia dei frati si celebrasse esclusivamente secondo il vetus ordo, anzi vi era una convivenza costante con il rito di Paolo VI. Tutto in linea con quanto previsto dal Motu Proprio del 2007, nessuna forzatura. Così da parte dei nuovi responsabili dei frati ci si è affrettati a precisare che no, il problema della messa non è centrale, semmai periferico.
Poi, a più riprese, sono stati forniti a mezzo stampa dati sui risultati dell’indagine condotta dal visitatore apostolico, dati che avrebbero mostrato come la grande maggioranza dei frati ritenesse necessario commissariare l’istituto. Peccato che anche questi dati non fossero molto chiari, o meglio testimoniavano che con grande probabilità non è affatto vero che la maggioranza dei frati volesse il commissariamento. Al massimo si rilevavano problemi, ma risolvibili in casa. Ma, quali sono questi problemi?
A questo punto il nuovo governo dei frati, posto di fronte a conti che non tornavano, ha reagito in modo un po’ scomposto per specificare che non è una questione di numeri: i problemi sono di altra natura. Ma, allora, perchè il commissariamento?
I problemi dei frati sono forse legati all’interpretazione che qualcuno di loro dava al Summorum pontificum? In che senso? Il commissario, e con lui tanti prelati nel mondo, considerano forse la “extraordinarietà” del vetus ordo meramente come un semplice “una tantum”?
Le domande nel caso dei frati dell’Immacolata sono molte: perchè tanti promoveatur ut amoveatur nei confronti di alcuni frati? Provvedimenti disciplinari? Hanno forse insegnato eresie? Guarda caso i frati che sono stati trasferiti in tutta fretta verso i quattro angoli del mondo sono molto vicini al fondatore P. Manelli, ma soprattutto sono stati attivi nel dibattito teologico e nel seguire la proposta per un’ “ermeneutica della continuità” di Benedetto XVI. Non sarà per caso questo il loro peccato? Sarebbe bello poter discutere nel merito perchè probabilmente emergerebbe la paradigmaticità del caso Francescani dell’Immacolata.
Stupisce la velocità e la durezza dei provvedimenti nei confronti dei frati, soprattutto se rapportata alla linea tenuta con altri casi delicati come quello delle suore liberal statunitensi, della diocesi di Friburgo che apre ai sacramenti per i divorziati risposati, o i preti austriaci che firmano “appelli alla disobbedienza”.
Insomma, prende quota l’idea che le nuove sensibilità ecclesiali emerse con Papa Bergoglio, al di là di tutte le possibili interpretazioni, rappresentino per qualcuno, non solo tra i frati, una occasione di personalissima rivincita nello scacchiere teologico-ecclesiale. Una situazione che, a proposito di rapporto tra giustizia e misericordia, assomiglia più che altro a una sorta di mera rivincita tra diverse letture della realtà ecclesiale. Questioni di “potere” che si giocano tra prelati, atenei pontifici, congregazioni e movimenti ecclesiali, questioni che alla fine dei conti sembrano essere molto, molto umane.
Probabilmente qui sta la terribile “mondanità spirituale” di cui parla Papa Francesco. La soluzione per spazzarla via potrebbe essere quella di una Chiesa “tanto rigorosa nei punti di dottrina e tanto misericordiosa verso i peccatori”. Facile a dirsi, purtroppo molto più difficile a farsi, ma è su questo equilibrio che vive e si diffonde il Vangelo. Così insegnava P. Tomas Tyn, un frate domenicano cecoslovacco, che amava la messa in latino e non disdegnava di sporcarsi le mani con le pecore smarrite. Un tradizionalista, anzi no, un cattolico.

Fonte:

22 commenti:

  1. Per ogni Papa c'è chi gli piace moltissimo, chi per nulla e chi fino ad un certo punto.

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  2. Certo, ma non a tutti i papi è stato dedicato tanto spazio sui media fino a diventare insopportabile guardare ed ascoltare tutto ciò che fa, anche cose irrilevanti, non se ne può più....

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    1. Non si può però incolpare il Papa di ciò...

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  3. È quella che si chiama strategia mediatica. Colpisce come uno schiaffo vedere l'assoluta e perfetta simmetria di comportamento da parte del coro organizzato nei confronti di Benedetto XVI e di Bergoglio: tanto calunniato, deriso, ignorato, inascoltato il primo quanto omaggiato, venerato, idolatrato (so quel che dico) il secondo. E la cosa più ignobile che è accaduto fin dal mitico quanto risibile "buonasera" dalla Loggia delle Benedizioni. è stato un solo grido, un solo coro:"ohhhhh finalmente un uomo!". Il progetto del Perfido non poteva mostrarsi più chiaramente!

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  4. Doveva affacciarsi e dire cosa? Mortacci vostri?? ma smettila metronomo

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    1. un "sia lodato Gesu Cristo", ad esempio, mio caro anonimo delle 20.27... o una qualsiasi espressione che fosse significativa dello status e della dignitá che aveva appena assunto...già: ma l'ha veramente assunta?

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    2. gia che c'era poteva anche invitare i presenti ad un piccolo rinfresco per festeggiare la sua promozione (perchè c'è da scommmetterci che cosi la pensa Bergoglio)...

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    3. così avresti detto che spendeva e spandeva e per di più dopo aver lodato Gesù Cristo... dai plessimetro!

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    4. Minstrel,possibile che lei non abbia colto l'ironia????? Siete talmente accecati dalla vostra bergogliolatria che perfino le doti mentali vi si offuscano!

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  5. Quando uno invece di parlare stà zitto e invece di stare zitto parla, il problema c'è.

    Se poi è pure vescovo di roma la questione diventa assai seria.

    Comunque a me bergoglio non piace per niente e la cosa non ha a che fare neppure lontanamente
    col concetto di papato.

    Per fortuna che non sono della diocesi di roma, sono sollevato perchè non solo non ho
    problemi col papato, non ho neppure problemi col vescovo di roma.

    dopofrancesco

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  6. Qualcuno può dirmi quale ordine monastico di clausura (fedele alla Tradizione) posso consigliare ad una giovane amica che ha deciso di rispondere a questa sua vocazione?

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    1. L'Ordine Certosino o Trappista.

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  7. Per Giacomo: presso le Suore Francescane dell'Immacolata - ramo contemplativo in una delle loro sedi (al momento ricordo Città di Castello e Alassio, ma ce ne sono varie altre). Loro sono molto fedeli alla Tradizione e profondamente impegnate nella professione religiosa, checché ne dicano oggi i vari comissari e brigadieri che "controllano" l'Ordine.

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    1. Bhé, loro sì che non stanno più in comunione con la Chiesa Cattolica. Non fanno altro che insultare il papa!

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  8. il nuovo che avanza....anche su Badoo: http://pagina-catolica.blogspot.com.es/

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  9. In un latro post c'è chi ha scritto questa soavità ecclesiale, riferendosi a P.Lanzetta : "deportato" in uno sperduto paesino delle montagne austriache dopo le vicessitudini davvero incredibili della persecuzione dei frati francescani dell'Immacolata rimasti fedeli (la stragrande maggioranza) alla regola dell'Ordine e al loro padre fondatore p. Stefano Manelli (attualmente agli "arresti domiciliari" come accadde anche a San Padre Pio da Pietralcina) e soprattutto alla Chiesa di Cristo e alla Santa Tradizione".
    Sempre meglio.
    Spero che il papa metta fine a questi scempi dottrinali e disciplinari tutti di impostazione tradizionalista.

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    1. Non praevalebunt

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    2. Ho visto Padre Manelli il 19 ottobre scorso a Teramo per "Un Giorno con Maria". Quanto a Lanzetta, so che non godeva della stima del Cardinale di Firenze. Andrà a Kitzbuel, la "Montecarlo" del'Austria, dove ogni tanto si recava per il vezzo del tedesco, lingua necessaria per gli "studiosi" di teologia e i discepoli di Gherardini.

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  10. insomma vorresti un papa fascista ?
    Comunque può solo lanciare qualche scomunica e che ci frega, nei secoli le scomuniche sono state lanciate come noccioline e spesso ritirate, tra poco ritireranno pure quelle contro i luterani, ce la vedremo prima con la nostra coscienza come ha detto Francesco (che mi sa più di Franceschiello il Borbone re di Napoli che di San Francesco) e poi davanti a DIO

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  11. Se mi permettete, vorrei solo mettere in evidenza un fatto.

    Girando per la rete da alcuni anni mi sono accorto che in italia, gli unici sacerdoti che osavano analizzare e mettere in questione o in luce quello avvenuto durante e tramite il concilio vaticano 2 erano solo pocchi sacerdoti ma in particolare quei sacerdoti dell'Immacolata. Secondome, questi sacerdoti teologicamente ben preparati, erano capace di capire quello che era stato messo in gioco con quel ultimo concilio. Personalmente, penso che è la ragione per laquale sono stati sanzionati. Hanno osato mettere in questione quel concilio con conferenze riportate con video via il WEB. Non ho visto alcuni altri sacerdoti italiani prendere pubblicamente la parola e parlarne e di piu essere publicati su siti di stampo tradizionalisti.

    Attacandosi a quella congregazione dell'Immacolata e allontanando certi sacerdoti, mi sembra che hanno voluto decapitare un movimento nascete, troncare una contro-revoluzione teologica nascete in Italia.

    E' la mia impressione che condivido con voi e per confortare questo vi pongo la domanda: Quale altro sacerdote rimane ancora per mettere in questione questo ultimo concilio ? Non ne vedo molto. A dire il vero non ne vedo altri affato.

    Vita est Militia !

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  12. Per l'Anonimo del 6 novembre alle 20:31:

    Il tedesco e' lingua necessaria per tutti gli studiosi, punto.
    Ma si sa che "Gegen Dummheit ist kein Kraut gewachsen"; o, in tono piu' aulico, "Gegen Dummheit kaempfen die Goetter selbst vergebens".

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