mercoledì 26 dicembre 2012

“Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati”



 


                                                       Quattro cartoline del Santo Natale 2012. 

Le prime due  mostrano la "mensa dei poveri " posta davanti all'altare durante la  celebrazione della Santa Messa del giorno di Natale, trasmessa su Rai1 dalla Basilica di Santa Maria in Trastevere di Roma -dove, lodevolmente, da diversi anni i volontari della Comunità di Sant'Egidio organizzano il pranzo per i poveri romani- sotto gli occhi lucidi dalla commozione di tanti cameraman invitati e presenti.
Ci hanno raccontato che oltre all'Altare è stata incensata anche la "mensa dei poveri"...
E' proprio necessario che il pranzo natalizio per i poveri di Roma, che idealmente sosteniamo perchè è frutto del volontariato e del sacrificio di tanti fratelli cattolici, debba svolgersi proprio all'interno di una chiesa ?
Cosa ne pensa il Vicariato ?

Dal Santo Vangelo secondo Matteo 6,1-6.16-18 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Guardatevi dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre vostro che è nei cieli. 
Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. 
In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 
Quando invece tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà". 

Anticamente alcuni membri confraternite delle “ misericordie” nel distribuire la carità ai bisognosi si coprivano il volto per non far riconoscere la propria identità. 
Cercando di imitare questa usanza, che trae ispirazione dal Santo Evangelo, anche diversi gruppi legati all’antica liturgia disciplinata dal motu proprio “Summorum Pontificum”  hanno usato in questi giorni, la santa carità natalizia verso i Bisognosi e i “Signori Malati” nel pieno nascondimento .
Preghiamo il Divin Bambino perchè liberi presto la Sua Santa Chiesa dai pesanti orpelli mondani che la sfigurano.

Le altre due foto, sempre riferite alla festa del Santo Natale di ieri , ci mostrano l’orrore del continuo macello a cui i nostri fratelli cristiani della Nigeria vengono sistematicamente sottoposti da parte degli islamici locali senza che i "professionisti" del dialogo inter-religioso ( purtroppo o per fortuna impegnati altrove) dicano o facciano nulla !
" Purtroppo, le mura della Chiesa di Cristo sono intonacate col sangue dei martiri. 
Per fortuna, Cristo Signore non sprecherà i meriti del loro martirio nell'economia della Salvezza universale, ma saranno contati a nostro beneficio.
Cerchiamo di non sprecarli noi e rendiamo loro giustizia soprattutto attraverso la preghiera ". 

A.C.

***

ADDENDA del 27.12.2012
Abbiamo ricevuto molte mail di protesta contro questo post.
Ci sia permesso, per quanto dovrebbe essere superfluo aggiungere argomentazioni che un cattolico di buona volontà già potrebbe sapere e intuire, dare elementi in più per compredere il motivo del post.
- Innanzi tutto noi non abbiamo criticato la cosa buona e bella in sè  (il pranzo ai poveri). Ci mancherebbe! Ottima iniziativa e lodiamo l'impegno e la fatica dei volontari nel aiutare e accogliere i poveri  e i bisognosi (quest'anno anche molti italiani)!
Noi abbiamo stigmatizzato il modo con cui è stato deciso di pubblicizzare (proprio così!) un'iniziativa di carità, e per l'averlo fatto durante  la S. Messa cogliendo l'occasione (creata ad hoc?) delle telecamere!!
- Strumentalizzare la S. Messa, il supremo Sacrificio di Cristo, per portare sotto ai riflettori, e in tal pompa, una propria iniziativa -quale essa sia- è disdicevole e imbarazzante!
- La cosa è ancor più grave se l'iniziativa è un'opera di carità. Dice San Paolo: "La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse..." (Cor. 13, 4-5).
- Non è sbagliato rendere manifeste le opere di carità, anche per rendere palese il bene che la Chiesa fa ai poveri e per informare chi avesse bisogno come e dove trovare aiuto, un pasto caldo e accoglienza! Sarebbe certo più elegante che a farlo fossero "altri" e non gli interessati benefattori.
Ciò nonostante  MAI infatti abbiamo criticato i Frati Francescani di Assisi, di Milano, di Roma, oppure la Caritas, ecc, quando passano nelle chiese a distribuire i volantini di richiesta di collaborazione, o quando, al termine della Messa, spendono due parole per sensibilizzare i fedeli (spesso restii a gesti di carità). 
MAI li abbiamo criticati quando ci raccontano del grande aiuto che essi danno ai poveri,  delle migliaia di pasti (o vestiti) che essi forniscono ai poveri, ecc. 
Questo perchè innanzi tutto lo fanno nel nascondimento discreto della carità cristiana, e poi perchè quando vogliono rendere nota la loro iniziativa di aiuto lo fanno con sobrietà e solo con scopo informativo o per chiedere -giustamente- anche un nostro piccolo sostegno economico.
- Le modalità di "informazione" avvenute nella chiesa di S. Maria in Trastevere invece avevano il sapore di un'autoincensazione! 
E conoscendo bene i movimenti nel retroscena dell'attuale realtà politcal-ecclesiastica,  non si sbaglia a pensare che  l'iniziativa non sia scevra da secondi fini pubblicitari e autoreferenzianti.

Ecco: per questi motivi abbiamo deciso di pubblicare il nostro post.

Ps. L'abuso liturgico (incensazione della tavola già apparecchiata per i poveri - era proprio necessario allestirla appositamente per la Santa Messa ? ) per quanto fuori luogo non ci ha scandalizzato più di tanto di per sè... siamo abituati a ben peggio !
Roberto

21 commenti:

  1. Condivido col M° Carradori lo sconcerto per quello che pare davvero essere un marketing della "carità" compiuta da soggetti che -magari sfruttando le buone intenzioni di tanti giovani- non rinunciano a sedersi su poltrone ministeriali e a farsi dei giretti in auto su bolidi rossi....
    L. Moscardò

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  2. Bravo Roberto, continui a pubblicare questo ed altri post senza lasciarsi intimidire. Buon Natale!

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  3. "E conoscendo bene i movimenti nel retroscena dell'attuale realtà political-ecclesiastica, non si sbaglia a pensare che l'iniziativa non sia scevra da secondi fini pubblicitari e autoreferenzianti".
    E' così. D'altronde, è ben noto quanto la progressista, pacifista, multiculturalista, radical-chic Sant'Egidio sia attenta al Ministero. Sì, ma quale Ministero?

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    1. Degli esteri.

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    2. Lei vuole vincere facile, carissimo Renzo (a proposito, ben trovato). Comunque no, quello è già assegnato a D'Alema. Potrebbe essere quello del Welfare? O un costituendo, ad hoc Ministero dell'Immigrazione? Comunque il personaggio implicito nella nostra conversazione (e non solo lui) sarà la foglia di fico per far passare il matrimonio dei sodomiti e la legge contro l'opinione di "omofobia". Prepariamoci.

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  4. E' proprio inutile, osservare che i famosi pranzi di Natale della comunità di sant'Egidio, sono finanziati dal Comune di Roma ?

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  5. Ministro non basta ! E' troppo poco. Santo subito (come il suo compare).

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  6. Io ho visto questa messa in diretta ed ho trovato inappropriato al rito la presenza di quella tavola imbandita: a me basta solo questo per bocciare l'iniziativa; la messa è una cosa seria, va officiata degnamente e senza abusi di alcun genere, come a me è sembrata quella presenza.

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  7. Purtroppo nello scrivere una cosa vera per la minoranza si viene criticati, nel fare una cosa giusta per la maggioranza si viene elogiati...
    Se "l'uomo collettivo" prende il posto dell'uomo singolo e se l'uomo collettivo vale più di Dio tutto si spiega.

    RS

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  8. Siete sicuri che la foto postata di S. Maria in Trastevere sia del 2012?
    Ho visto la messa in televisione, ma non ho visto la solita tavola imbandita.

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  9. se non l'ha vista era distratto.

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  10. Come al solito "Le leggi son, ma chi pon mano ad esse? "
    Can. 1214 - Col nome di chiesa si intende un edificio sacro destinato al culto divino, ove i fedeli abbiano il diritto di entrare per esercitare soprattutto pubblicamente tale culto.

    Si può quindi desumere che ogni altro uso diverso dal Culto Divino non sia appropriato per una chiesa, almeno in condizioni non emergenziali: e ciò che è consuetudinario non è emergenziale. Possibile che Santegìdio non trovi un altro posto??

    Can. 1220 - §1. Tutti coloro cui spetta, abbiano cura che nella chiesa sia mantenuta quella pulizia e quel decoro che si addicono alla casa di Dio, e che sia tenuto lontano da esse tutto ciò che è alieno dalla santità del luogo.

    Norma funzionalmente collegata alla precedente citata: se nel luogo di culto si magna e beve (e immagino non proprio in silenzio né accompagnati da letture sacre cantillate dal pulpito dal prof. Riccardi) difficile mantenerne pulizia e decoro. Possibile che Santegìdio non trovi un altro posto???

    Can. 1229 - È opportuno che gli oratori e le cappelle private siano benedetti secondo il rito prescritto nei libri liturgici; è d'obbligo, invece, che siano riservati unicamente al culto divino e liberi da ogni uso domestico.

    Questa norma citata in via residuale pare invece esser piuttosto illuminante nel distinguere che cosa è -nell'ambito domestico, e quindi a maggior ragione se si fa riferimento ad una basilica- uno spazio dedicato al culto: dev'esser un ambiente assolutamente distinto da ogni uso funzionale e strumentale alla vita materiale. Insomma: Possibile che Santegìdio non trovi un altro posto???????
    L. Moscardò

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  11. Bravissimo Luigi Moscardò !!! Condivido al 100/100 !!!

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  12. Ecco qua http://traditiocatholica.blogspot.it/2012/12/comunita-santegidio-per-molti-ma-non.html

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  13. Per fortuna a Livorno l'Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote sta svolgendo un apostolato meraviglioso: ho potuto assistere alla Messa di Santo Stefano ed ogni volta apprezzo ancora di più il raccoglimento ed il silenzio del Vetus Ordo. La notte di Natale ero invece ad una Messa piena di abusi, che non sto ad elencare, e ad un certo punto ero talmente disorientato dalla confusione che letteralmente non ci capivo più nulla. Questo per dire che, la funzione esclusiva della Chiesa, debba essere sempre quella della preghiera e del raccoglimento. Ogni altra iniziativa, peraltro lodevolissima, deve starne fuori ed essere accolta in locali AD HOC.

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  14. CONGREGAZIONE PER IL CULTO DIVINO E LA DISCIPLINA DEI SACRAMENTI

    ISTRUZIONE REDEMPTIONIS SACRAMENTUM
    su alcune cose che si devono osservare ed evitare circa la Santissima Eucaristia

    [...]

    77. In nessun modo si combini la celebrazione della santa Messa con il contesto di una comune cena, né la si metta in rapporto con analogo tipo di convivio. Salvo che in casi di grave necessità, non si celebri la Messa su di un tavolo da pranzo o in un refettorio o luogo utilizzato per tale finalità conviviale, né in qualunque aula in cui sia presente del cibo, né coloro che partecipano alla Messa siedano a mensa nel corso stesso della celebrazione. Se per grave necessità si dovesse celebrare la Messa nello stesso luogo in cui dopo si deve cenare, si interponga un chiaro spazio di tempo tra la conclusione della Messa e l’inizio della cena e non si esibisca ai fedeli nel corso della Messa del cibo ordinario.

    78. Non è lecito collegare la celebrazione della Messa con eventi politici o mondani o con circostanze che non rispondano pienamente al Magistero della Chiesa cattolica. Si deve, inoltre, evitare del tutto di celebrare la Messa per puro desiderio di ostentazione o di celebrarla secondo lo stile di altre cerimonie, tanto più se profane, per non svuotare il significato autentico dell’Eucaristia.

    [...]

    Questa Istruzione, redatta, per disposizione del Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti d’intesa con la Congregazione per la Dottrina della Fede, è stata approvata dallo stesso Pontefice il 19 marzo 2004, nella solennità di san Giuseppe, il quale ne ha disposto la pubblicazione e l’immediata osservanza da parte di tutti coloro a cui spetta.

    Roma, dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti,
    il 25 marzo 2004, nella solennità dell’Annunciazione del Signore.

    Francis Card. Arinze
    Prefetto

    Domenico Sorrentino Arcivescovo
    Segretario

    http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccdds/documents/rc_con_ccdds_doc_20040423_redemptionis-sacramentum_it.html

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    1. Dagli effetti che quest'Istruzione ha prodotto sul modo di celebrare dei preti, sembra che sia stata messa all'Indice. Infatti, nei seminari se colgono un seminarista in flarganza di lettura di questo documento, lo cacciano.

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    2. Scusate, quanto sopra riportato è mio.

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