lunedì 24 dicembre 2012

Cañizares «Gli abusi liturgici abbondano, dobbiamo riscoprire il Vaticano II. Le chiese non sono semplici luoghi di riunione, ma luoghi dell’incontro con il mistero di Dio»

Cañizares «Gli abusi liturgici abbondano, dobbiamo riscoprire il Vaticano II»
Il cardinale Prefetto del Culto divino presenta la riorganizzazione del dicastero e il nuovo dipartimento per la musica e l’arte: «Le chiese non sono semplici luoghi di riunione, ma luoghi dell’incontro con il mistero di Dio»
di Andrea Tornielli da Vatican Insider del 24.12.2012

Città del Vaticano

La Congregazione è stata riorganizzata e c’è un nuovo ufficio dedicato all’architettura e alla musica sacra: può spiegare perché e a che cosa serve?
«In effetti, nella Congregazione, a partire dal 1 dicembre, si è costituito un nuovo “ufficio”: si tratta di un dipartimento dedicato all’arte e alla musica sacra al servizio della liturgia, con il quale si intende dare impulso a quanto si legge nei capitoli 6 e 7 della Costituzione conciliare “Sacrosanctum Concilium”. Un’iniziativa necessaria per poter rispondere nel migliore modo possibile e adeguato alle esigenze della liturgia in questi due ambiti. Non ogni espressione musicale o artistica risponde alla natura della liturgia, che ha le sue proprie leggi da salvaguardare. Se dobbiamo approfondire il rinnovamento liturgico voluto dal Concilio Vaticano II e potenziare la bellezza che la liturgia stessa è e deve avere, la musica e l’arte sono elementi fondamentali. È dunque molto importante che la Congregazione per il Culto dia impulso all’arte e alla musica per la liturgia, offra criteri e orientamenti per questo scopo in conformità con gli abbondanti insegnamenti e la ricchissima tradizione della Chiesa, favorisca i rapporti con musicisti, architetti, pittori, orafi, etc. E tutto ciò richiede un’attenzione specifica e concreta. Per questa ragione e per questo scopo si è creato questo “ufficio” o dipartimento».

Negli ultimi cinquant’anni abbiamo assistito alla costruzione in tutto il mondo di chiese che assomigliano a garage, a blocchi di cemento, a colate di piombo. Che caratteristiche deve avere, secondo lei, una chiesa cattolica?
«Il Catechismo della Chiesa cattolica lo esprime in un modo molto chiaro e semplice, presentando l’edificio della chiesa in due paragrafi. In uno afferma che le chiese “non sono semplici luoghi di riunione, ma significano e manifestano la Chiesa che vive in quel luogo, dimora di Dio con gli uomini riconciliati e uniti in Cristo”. Si capisce come l’obiettivo più profondo dell’esistenza di un edificio sacro non sia semplicemente quello di rendere possibile la riunione dei fedeli. Questo è già tanto, ma al tempo stesso è poco. In realtà, la Chiesa è il luogo dell’incontro con il Figlio di Dio vivo, e così è il luogo dell’incontro tra di noi. Il Catechismo aggiunge che la “casa di preghiera in cui l’Eucaristia è celebrata e conservata; in cui i fedeli si riuniscono; in cui la presenza del Figlio di Dio nostro Salvatore, che si è offerto per noi sull’altare del sacrificio, viene venerata a sostegno e consolazione dei fedeli, dev’essere nitida e adatta alla preghiera e alle sacre funzioni. In questa ‘casa di Dio’, la verità e l’armonia dei segni che la costituiscono devono manifestare Cristo che in quel luogo è presente e agisce». Le nuove chiese dovrebbero essere costruite in fedeltà a questi criteri basilari, com’è avvenuto nella lunga e ricchissima tradizione della Chiesa, ed è per questo che abbiamo questi esempi di arte tanto straordinari. Nell’ultimo secolo, per citare una chiesa emblematica che tiene molto in considerazione quei criteri, ricordo la basilica della Sagrada Familia, di Antonio Gaudí, a Barcellona».

Come definirebbe lo stato della musica e del canto per la liturgia?
«Si deve riconoscere che, nonostante alcuni sforzi lodevoli e ben realizzati, la musica e il canto nella liturgia necessitano di un rinnovamento e di un nuovo impulso. Non dimentichiamo che il grande rinnovamento liturgico di san Pio X venne accresciuto e accompagnato dallo splendido rinnovamento del canto e della musica effettuato da lui. Non ci sarebbe oggi l’urgente e quanto mai necessario rinnovamento liturgico se non si svolgesse un lavoro serio ed efficace nel rinnovamento della musica e del canto, che non è un ornamento per rendere più gradevoli le celebrazioni, ma è invece un elemento della stessa celebrazione, che ci pone davanti al mistero, davanti alla presenza di Dio stesso, che deve corrispondere con quello che accade nella celebrazione liturgica, e cioè “il cielo che si apre alla terra”».

Lei è Prefetto del Culto divino da ormai quattro anni. Può ricordare brevemente il lavoro svolto e spiegare quali siano gli obiettivi per il futuro più immediato?
«Sì, ho compiuto in questo mese di dicembre quattro anni dal mio arrivo in questo dicastero. Seguendo il lavoro rigoroso e molto valido dei miei predecessori, non ho tentato nient’altro che di dare impulso al rinnovamento liturgico del Vaticano II e questo sarà il mio obiettivo per il nuovo anno. Per questo scopo, oltre alla necessaria riorganizzazione e al nuovo regolamento del dicastero, che ha la sua complessità, si sta lavorando per offrire “orientamenti e direttrici per la formazione liturgica” dei sacerdoti, degli aspiranti al sacerdozio, delle persone consacrate, dei collaboratori parrocchiali nella celebrazione liturgica, dei fedeli cristiani in generale, per aiutare a conoscere di più e assimilare meglio gli insegnamenti sulla liturgia del Vaticano II, in continuità con la ricca tradizione ecclesiale. Stiamo anche preparando uno strumento, un sussidio, per aiutare a celebrare bene e a partecipare adeguatamente all’Eucaristia. Si stanno rivedendo le “introduzioni ai vari rituali per i sacramenti”: il lavoro è molto avanzato per quello riguardante il sacramento della penitenza. Si sta lavorando per l’introduzione ai sacramenti dell’iniziazione cristiana e al rinnovamento della pastorale dell’iniziazione. Spero che tra qualche mese sia pronta la nuova introduzione al rituale per il culto eucaristico al di fuori della messa, in particolare per l’adorazione eucaristica. È a uno stadio avanzato anche il lavoro sul rituale delle esequie. Continuano poi i lavori per un quinto volume della Liturgia delle Ore. Spero che in qualche mese si finisca il progetto del Direttorio per l’omelia e si finisca un volume con i suggerimenti per le omelie per i tre cicli liturgici seguendo il Catechismo della Chiesa cattolica. Non posso non menzionare quello che già si sta facendo con il nuovo dipartimento di “arte e musica per la liturgia”: tra le altre coe, la preparazione di direttori per la musica e l’arte. Oltre agli altri lavori in corso, e agli incontri continentali con i responsabili della liturgia delle conferenze episcopali, bisogna ricordare anche la preparazione del Simposio internazionale che si terrà nel febbraio 2014 sulla Costituzione conciliare sulla liturgia, “Sacrosanctum Concilium”, che speriamo abbia una significativa risonanza».

14 commenti:

  1. Tante belle chiacchiere. La realtà invece rimane quella che è.

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  2. L'unico modo per risollevare il disastro attuale della musica per la liturgia è: la formazione musicale (e liturgica) di base del clero (seminario, studentati, giornate di formazione e aggiornamento continuo); la formazione di musicisti per il culto (scuole diocesane, conservatori, associazioni); la formazione musicale elementare dei fedeli (scuole pubbliche e private e classi di catechismo). Il tutto sotto la direzione di un organismo pontificio supervisore e controllore. Infine tutti i musicisti per il culto dovranno essere pagati e intendere il loro servizio come una professione vera e propria, a meno che non siano gli stessi musicisti a rifiutare il compenso, ma non a scapito dell'impegno e della professionalità.

    A meno di quanto esposto sopra, nulla cambierà rispetto alla situazione attuale. Auguri!

    Saluti. Praecentor

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  3. Gli abusi liturgici sono frutto proprio di quel famoso Concilio. Senza eliminare il dogma del CVII non si cambiera niente.

    Angel

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  4. micio, micio - bau, bau...

    Felice Natale!

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  5. per la cronaca , nella Basilica di SAN FRANCESCO si aprira' il IV CONVEGNO PER GLI ANIMATORI DELLA LITURGIA !!!!!!! ......

    BUON NATALE RAGA ' e vorrei sperare che la maggior parte di NOI avra' messo il BUE e l' ASINO nella NATIVITA' cosi come lo volle SAN FRANCESCO ideatore del

    PRESEPIO e non come dottamente sostiene BENEDETTO XVI ........ quI in ASSISI i solerti figli e figlie del SANTO hanno creduto opportuno aggiornarsi all' anima del

    ............. CONCILIO .. SI FA PER DIRE !!!


    nei presepi delle Basiliche i due ANIMALI , NON sono stati mesi !!!!


    a che proposito lo fa e lo chiarisce il PAPA ?? e cosa mai cambia se i due ANIMALI carichi di tradizione e simbologia vi erano o no presenti !?!?

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  6. Perdonate la battuta…
    Ma credo che il Santo Padre abbia eliminato i due miti animali, alludendo proprio all’italica situazione “Napolitan-Montiana”:
    Il popolo bue…
    E ignorante come l’asino!
    Buon Natale a tutti!!!

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  7. Davvero si possono risolvere gli abusi liturgici con dei bei canti? Fosse solo quello il problema. le chiese brutte purtroppo ci sono e pare che la conferenza episcopale italiana non stia facendo molto in proposito, visto che continuano ad essere edificate e inaugurate in pompa magna. ho l'impressione che a Roma qualcuno abbia le idee molto confuse.
    riscoprire il concilio? Penso che si debba essere più precisi. sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. direi piuttosto che la riscoperta del concilio debba andare di pari passo con la riscoperta della tradizione.

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  8. ...parole....parole...parole.....!!!

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  9. Tutti gli interventi precedenti hanno focalizzato il punto dolente: la dogmatizzazione del Vat. II che ha aperto la porta a tutte le assurdità.......

    Per esperienza personale posso dire che nella Messa di sempre la musica ha il suo posto di preminenza e di bellezza perchè la liturgia antica da respiro alla Messa e permette molto di più i contributi musicali.
    La liturgia nuova, la Messa di Paolo VI, è molto più ingessata e gli interventi musicali sono molto più circoscritti e condizionati nei tempi, quasi fossero tollerati..... (capisco che il discorso è più complesso, ma fondamentalmente è così)
    Vorrei dire tante cose anche circa il bue e l'asinello..... ma lascio perdere.....
    Se non si ha bene in testa e nel cuore il concetto della tradizione si dicono solo castronerie......
    Più passa il tempo più ci rendiamo conto del grave danno rappresentato dal Concilio Vat. II che ha preteso di insegnare cose nuove e di riformulare il cristianesimo.
    Mettendosi contro il Magistero precedente e la Tradizione sono mancati a questo concilio i presupposti per essere infallibile e per insegnare con autorevolezza qualcosa di sensato.
    don Bernardo

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  10. Caro DON BERNARDO , anche io , avrei tante cose da dire su BUE e l' ASINO ma , come anche LEI sostiene , lasciamo perdere , anzi LASCIAMOLI PERDERE ....... il che è

    tutto dire ....


    I MIGLIORI AUGRI A LEI E GLI USERS DI QUESTO BLOG !!!!!!!!

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  11. Sono una misera credente, voglio solo dire che faccio 20 km. per andare alla messa domenicale dove non sento tamburi, chitarre e battimani da festa dell'oratorio, e dove trovo sempre un padre nel confessionale, evento raro in molte parrocchie.

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  12. Perchè questo fastidioso (strumentale?) richiamodi Canizares a "riscoprire" il concilio per un ritorno a un minimo di dignità nella Liturgia, quando sappiamo tutti che è stato proprio il concilio, nella sua lettera e nel suo spirito, a legittimare, giustificare ed esaltare la depravazione liturgica imperante?

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  13. Eminenza,
    Con tutto il rispetto, BASTA, siamo stanchi di sentire denunce di abusi liturgici e poi tutti continuano a celebrare come vogliono. L'Istruzione Redemptionis Sacramentum di Giovanni Paolo II, che si prefiggeva di combattere tali abusi, è rimasta lettera morta, nessuno nelle diocesi ne parla, nei seminari non si sa nemmeno cosa sia.
    O l'Autorità, ai livelli più alti, prende una ferma posizione nelle diocesi, altrimenti meglio il silenzio e la preghiera, molta preghiera, affinché i violentatori del Santo Sacrificio Eucaristico si convertano.

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