martedì 23 ottobre 2012

Roma , Chiesa di Gesù e Maria : “ Senza la Santa Messa nel venerabile rito antico siamo tutti più poveri”. ( Un fedele romano)

Abbiamo appreso, grazie ad una lettera pubblicata dal blog “Chiesa e post concilio”, che i fedeli, che abitualmente  ogni domenica e ricorrenza festiva assistono devotamente la Santa Messa delle 10 del mattino  nella Chiesa romana di Gesù e Maria in via del Corso, dovranno sloggiare dal 1 novembre prossimo  ( compreso ) per ordine dei PP Agostiniani Scalzi, responsabili della rettoria.
La  Messa domenicale nell'antico rito delle 10  nella centralissima chiesa di Gesù e Maria  è forse quella più conosciuta nell’Urbe   perchè ha compiuto almeno 30 anni.
I Sacerdoti dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote che la celebrano sono soliti organizzare anche delle belle iniziative devozionali (ricordiamo l’ormai “famosaprocessione serale per la Festa dell’Immacolata Concezione :  un "appuntamento" fisso per il centro dei Roma). 
Per questo la Santa Messa nell’antico rito di Gesù e Maria in questi decenni è stata frequentata sia dai romani che dai “pellegrini” italiani e stranieri . 
Ai fedeli ed ai pellegrini si sono aggiunti alcuni qualificati  musicisti e di cantori  , romani e forestieri, che assicurano il servizio musicale con la competente coordinazione della Fondazione Romana “ Opera di San Gregorio” ed offrono alla gloria di Dio un qualificato programma di musica liturgica dal canto gregoriano, alla sacra polifonia rinascimentale senza dimenticare  il repertorio  organistico, che varia ogni domenica.
Da qualche settimana è arrivato, solo verbalmente, lo “sfratto” da parte della Comunità dei PP Agostiniani Scalzi, responsabili della rettoria, che, a dir la verità, hanno sempre sopportato non troppo entusiasticamente la breve coabitazione domenicale con quei generosi fedeli  " nel mondo ma non del mondo" che arrivavano la domenica presto per confessarsi e per assistere , stando spesso in ginocchio, la Messa in latino ...
Poichè gli "alineni" stavano aumentando, soprattutto di giovani, certamente su consiglio di " qualcuno ", i Padri hanno ordinato loro ordinato di andarsene !
Per meglio “favorire” l’uscita degli indesiderati  ma sempre generosiospiti” i simpatici Padri sono ricorsi a dei simpatici “scherzi da prete/frate” facendo chiudere  a chiave dentro la cantoria il povero organista ( una volta era considerato un reato ...)  o, com’è accaduto domenica scorsa, facendo sparire, come in un gioco di prestigio, le chiavi della cantoria… per non far suonare quell’Organo storico ( che è stato restaurato a spese dello Stato ed  accordato a spese dei fedeli ora sfrattati della messa delle 10…). 
Abbiamo collezionato, al riguardo, decine di interventi di solidarietà nei confronti del Maestro Organista sulla pagina di Facebook  dal quale estraiamo questo significativo frammento : “ Uomini di chiesa che si comportano esclusivamente da arroganti! Guai a loro se ancora osano azzardarsi a parlarci di carità ed amore per il prossimo. …”
Addio dunque alla Messa a Gesù e Maria che ha annoverato fra i banchi le addolorate ( ma combattive e fiduciose) figure dei primi "resistenti" contro la dilagante banalità liturgica !
Addio al prezioso ricordo dei "mitici" soci romani di Una Voce , fra i quali ricordiamo Carlo e Paola Belli, Emilia Marini Pediconi,  Ettore Paratore, Eliane Radziwill , gli Ecclesiastici e i fedeli laici TUTTI inginocchiati , quasi inchiodati, sui banchi della Chiesa di Gesù e Maria in adorazione a Gesù Eucaristia mentre fuori, in tante altre chiese della Città Eterna, LUI era stato "frattato" dall'altare per far posto alle chitarre ed ai bonghetti!
" Per difetto d'amore ... non diremo della mancanza d'amore per la Messa - antica - stessa chè se la si fosse amata non la si sarebbe gettata alle ortiche come un abito logoro - ma del difetto d'amore per quanti quella Messa amano e per essa soffrono. 
Amore è infatti comprensione, sollecitudine, compimento, chinarsi misericordioso sulle altrui sofferenze, avvertite come proprie. In una parola che tutto riassume, amore è carità. 
Al fuoco della carità possono, debbono, sciogliersi quelle incrostazioni di indifferenza, di sospetto, di fastidio le quali serrano in una gelida morsa i cuori ancor prima che le menti e che fnora hanno impedito la comprensione per quanti soffrono a causa della loro fedeltà alla Santa Messa , fedeltà che addirittura venne traviata, proprio per difetto d'amore, per "ostinazione caparbia " .
Così scrissero gli amici di Una Voce nel lontano 1982 .
Così purtroppo dobbiamo trascrivere, riferendoci a quanto è accaduto nella stessa Diocesi del Papa,  nell'Anno del Signore 2012, cinque anni dopo la pubblicazione del Motu Proprio Summorum Pontificum.
Mentre in diversi " gruppi stabili " è maturata la decisione di apportare  nei primi giorni del prossimo mese  la cancellazione in toto degli “acquosi , inutili e dannosi patti” (necessaria e severa verifica  corredata da ampia documentazione) invitiamo gli Amici Lettori di MiL , italiani e stranieri, di pregare per i nostri fratelli, fedeli, cantori e musicisti, sfrattati senza pietà dalla Chiesa di Gesù e Maria affinchè il Signore doni loro la forza di resistere alle ingiustizie dei chierici senza far perdere loro, soprattutto in questo momento di scoraggiamento, quella necessaria fiducia di confidare nella Divina Provvidenza che, prima o poi, rimetterà le cose a posto !
A.C.