giovedì 9 giugno 2011

Parla l'Ecclesia Dei

Ecco il testo da noi tradotto di una lunga intervista concessa da mons. Pozzo, Segretario della Commissione Ecclesia Dei, a Nouvelles de France.

Enrico




- Monsignore, qual è lo scopo del Motu Proprio Summorum Pontificum ?Il Motu proprio Summorum pontificum intende offrire a tutti i fedeli cattolici la liturgia romana, nell’usus antiquior, considerandolo come un tesoro prezioso da conservare. A tal fine, essa intende garantire ed assicurare a tutti coloro che lo richiedono l'uso della forma straordinaria e quindi, a promuovere l'unità e la riconciliazione nella Chiesa.

- Perché questo successo della Messa di San Pio V tra i giovani cattolici?Penso che il raccoglimento interiore, il significato della Messa come sacrificio sia particolarmente valorizzato dalla forma straordinaria. Questo in parte spiega l'aumento del numero di fedeli che la reclamano.

- La lettera del Papa che accompagna  il Motu Proprio indica che c'è stato un aumento del numero dei fedeli che richiede l'uso della forma straordinaria. Qual è la ragione secondo Lei?
La lettera di accompagnamento del Motu Proprio presenta i motivi e le spiegazioni che chiariscono lo scopo e il significato del Motu Proprio. È essenziale notare che entrambe le forme dell’unico rito romano si arricchiscono a vicenda e devono quindi essere considerate complementari. Il ristrabilimento dell’usus antiquior del Messale romano con il suo quadro normativo proprio è dovuto ad un aumento nelle richieste provenienti dai fedeli che desiderano partecipare alla celebrazione della Santa Messa nella forma straordinaria. Si tratta in sostanza di rispettare e valorizzare un particolare interesse di alcuni fedeli per la Tradizione e per la ricchezza del patrimonio liturgico messo in evidenza dal rito romano antico. È interessante che questa sensibilità sia presente anche nelle giovani generazioni, cioè tra quelli che non erano stati precedentemente formati a questo tipo di liturgia.

- Si dice che i movimenti tradizionali suscitino più vocazioni che altrove. E’ vero? Se sì, perché? Negli istituti che dipendono dalla Commissione pontificale "Ecclesia Dei" e seguono le forme liturgiche e disciplinari della Tradizione, c'è un aumento di vocazioni sacerdotali e di vocazioni alla vita religiosa. Eppure, penso che una ripresa delle vocazioni sacerdotali si rinvenga anche nei seminari. Soprattutto là dove si fornisce una formazione e una educazione al ministero sacerdotale e a una vita spirituale seria e rigorosa, senza sconti di fronte alla secolarizzazione, che purtroppo è entrata nella mentalità e nelle forme di vita di alcuni chierici e persino di alcuni seminari. Questa è, a mio avviso, la causa principale della crisi delle vocazioni al sacerdozio, crisi di qualità beninteso, piuttosto che di quantità. Presentare la figura del sacerdote nella sua identità profonda, come ministro del Sacro, come alter Christus, come guida spirituale del popolo di Dio, come colui che celebra il sacrificio della S. Messa e rimette i peccati nel sacramento della confessione, agendo in persona Christi capitis, tale è la condizione essenziale per la creazione di una pastorale delle vocazioni che sia fruttuosa e consenta la ripresa delle vocazioni al sacerdozio ministeriale.

- Sa se il Papa è soddisfatto dell’applicazione del Motu Proprio?La Commissione pontificia "Ecclesia Dei" tiene costantemente informato il S. Padre sull'evoluzione dell'attuazione del Motu Proprio e sull’aumento della sua ricezione, nonostante le difficoltà che vediamo qui o là.

- Quali sono le difficoltà pratiche di applicazione che incontrate?C'è ancora resistenza da parte di alcuni vescovi e membri del clero che non rendono sufficientemente accessibile la messa tridentina
.
- L'istruzione Universae Ecclesiae sembra piuttosto incoraggiare ancor di più la celebrazione della forma straordinaria. È questo il caso?L'istruzione è destinata a contribuire ad applicare ancora più efficacemente e correttamente le direttive del Motu Proprio. Offre qualche chiarimento normativo e qualche chiarimento di aspetti importanti per l'attuazione pratica.

- Si ha l'impressione che è principalmente in Francia che le reazioni sono più epidermiche su questo argomento. Qual è la ragione secondo Lei?Forse è troppo presto per dare una valutazione sufficientemente esauriente delle reazioni all'Istruzione, e questo vale non solo per la Francia. Ma mi sembra che pensando alla situazione della Chiesa in Francia, si dovrebbe prendere in considerazione il fatto che c'è una tendenza a polarizzare e radicalizzare i giudizi e le convinzioni in questa materia. Questo non favorisce una buona comprensione e una ricezione autentica del documento. Bisogna piuttosto superare una visione principalmente emotiva e sentimentale. Si tratta - ed è un dovere – di recuperare il principio dell'unità della liturgia, che giustifica precisamente l'esistenza di due forme, tutt’e due legittime, che non devono essere mai viste in opposizione o in alternativa. La forma straordinaria non è un ritorno al passato e non deve essere intesa come una messa in discussione della riforma liturgica voluta dal Vaticano II. Allo stesso modo, la forma ordinaria non è una rottura con il passato, ma il suo sviluppo, almeno in alcuni aspetti.

- “Sollecitudine dei Sommi Pontefici” e “Chiesa universale” sono i rispettivi titoli del Motu proprio e della sua istruzione. Ciò significa che l'obiettivo è la riconciliazione con il "tradizionalista"?
L'istruzione, come ho detto all'inizio, intende promuovere l'unità e la riconciliazione nella Chiesa. Il termine "tradizionalista" è spesso una formula generica utilizzata per definire cose molto diverse. Se per "tradizionalisti", si intendono i cattolici che ribadiscono con forza l'integrità del patrimonio dottrinale, liturgico e culturale della fede e della tradizione cattolica, è chiaro che essi troveranno conforto e supporto nell'Istruzione. Il termine "tradizionalista" può inoltre essere interpretato in modo diverso e designare colui che fa un uso ideologico della Tradizione, per opporre la Chiesa di prima del Concilio Vaticano II e la Chiesa del Vaticano II, che si sarebbe allontanata dalla Tradizione. Questa opinione è una maniera distorta di comprendere la fedeltà alla Tradizione, perché il Concilio Vaticano II fa, anche lui, parte della Tradizione. Le deviazioni dottrinali e le deformazioni liturgiche che si sono verificate dopo la fine del Concilio Vaticano II non hanno alcun fondamento obiettivo nei documenti conciliari compresi nell’insieme della dottrina cattolica. Le frasi o le espressioni dei testi conciliari non possono e non devono essere isolate o strappate, per così dire, dal contesto generale della dottrina cattolica. Purtroppo, queste deviazioni dottrinali e questi abusi nell'applicazione pratica della riforma liturgica costituiscono il pretesto di questo "tradizionalismo ideologico" che fa rifiutare il Concilio. Tale pretesto si basa su un pregiudizio infondato. È chiaro che oggi non è più sufficiente ripetere il dato conciliare, ma si deve al contempo confutare e rifiutare le deviazioni e interpretazioni erronee che pretendono fondarsi sull’insegnamento conciliare. Questo vale anche per la liturgia. È la difficoltà con cui ci troviamo oggi alle prese.

- "I fedeli che chiedono la celebrazione della forma straordinaria non devono mai venire in aiuto o appartenere a gruppi che negano la validità o la legittimità della Santa Messa o dei sacramenti celebrati secondo la forma ordinaria, o che si oppongono al Romano Pontefice come supremo pastore della Chiesa universale" (Istruzione Universae Ecclesiae, § 19). Questa norma colpisce la Fraternità San Pio X?L’articolo dell'Istruzione a cui fa riferimento concerne determinati gruppi di fedeli che considerano o postulano un'antitesi tra il Messale del 1962 e quello di Paolo VI, e che pensano che il rito promulgato da Paolo VI per la celebrazione del sacrificio della S. Messa sia dannoso per i fedeli. Tengo a precisare che si deve distinguere chiaramente il rito e il Messale come tale, celebrato secondo le norme, e una certa comprensione e attuazione della riforma liturgica caratterizzata da ambiguità, deformazioni dottrinali, abusi e banalizzazioni, fenomeni purtroppo assai diffusi che hanno portato il cardinale J. Ratzinger a parlare senza esitazione in una delle sue pubblicazioni di "crollo della liturgia". Sarebbe ingiusto e sbagliato attribuire la causa di tale un collasso al Messale riformato. Allo stesso tempo si deve accogliere l'insegnamento e la disciplina che Papa Benedetto XVI ci ha dato nella sua lettera apostolica Summorum pontificum per ripristinare la forma straordinaria del rito romano antico, e seguire il modo esemplare con cui il Papa celebra la Santa Messa nella forma ordinaria in S. Pietro, nelle sue visite pastorali e nei suoi viaggi apostolici.

- Ancora oggi, pensa che l'insegnamento del Concilio non sia applicato correttamente?Nell’insieme, purtroppo sì. Ci sono situazioni complesse in cui si constata che l'insegnamento del Concilio non è stato ancora compreso. Si pratica ancora un'ermeneutica della discontinuità rispetto alla Tradizione.

- Benedetto XVI sembra essere molto attento alla liturgia nel suo pontificato, vero? È assolutamente verp, ma la precisazione che ho dato concerneva soprattutto i gruppi che pensano che ci sia un'opposizione tra i due Messali.

- La Fraternità San Pio X riconosce questo Messale come valido e lecito?E’ alla Fraternità San Pio X che bisogna chiederlo.

- Il Santo Padre desidera che la Fraternità San Pio X si riconcili con Roma?Certamente. La lettera di revoca delle scomuniche dei quattro vescovi illegittimamente consacrati dall'Arcivescovo Lefebvre è l'espressione del desiderio del Santo Padre di promuovere la riconciliazione della Fraternità San Pio X con la Santa sede.

- Il contenuto delle discussioni che si svolgono tra Roma e la Fraternità San Pio X è segreto, ma su quali punti e in che modo si svolgono?Il nodo essenziale è di carattere dottrinale. Per raggiungere la genuina riconciliazione, si devono superare alcune questioni dottrinali che sono alla base della frattura attuale. Nei colloqui in corso, c'è confronto di argomenti tra gli esperti scelti dalla Fraternità San Pio X e gli esperti scelti dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Alla fine, si preparano sintesi conclusive, che riassumono le posizioni espresse dalle due parti. I temi discussi sono noti: il Primato e la collegialità episcopale; il rapporto tra la Chiesa cattolica e le confessioni cristiane non cattoliche; la libertà religiosa; il Messale di Paolo VI. Alla fine dei colloqui, i risultati delle discussioni saranno presentati alle rispettive istanze autorizzate per una valutazione complessiva.

- Sembra inconcepibile che ci possa essere una rimessa in discussione del Concilio Vaticano II. Allora su che cosa possono incentrarsi queste discussioni? Su una migliore comprensione di quello?Si tratta del chiarimento di punti da chiarire che precisano il significato esatto dell'insegnamento del Concilio. Questo è ciò che il Santo Padre ha iniziato a fare il 22 dicembre 2005, comprendendo il Concilio in un'ermeneutica del rinnovamento nella continuità. Tuttavia, ci sono alcune obiezioni della Fraternità S. Pio X che hanno senso, perché c’è stata un'interpretazione di rottura. L'obiettivo è quello di mostrare la necessità di interpretare il Concilio nella continuità della Tradizione della Chiesa.

- Il Cardinale Ratzinger è stato responsabile delle discussioni circa 20 anni fa. Continua a seguire il loro sviluppo ora che è Papa?
In primo luogo, il ruolo del segretario è quello di organizzare e garantire il corretto svolgimento delle discussioni. La valutazione di queste compete al Santo Padre che segue le discussioni, con il cardinale Levada, ne è informato e dà il suo parere. Lo stesso avviene  d’altronde su tutti i punti che affronta la Congregazione.

66 commenti:

  1. <span>Invero questo parallelismo rituale voluto dal motuproprio è incoerente, inefficace e gravemente pericolosa per la comunione ecclesiale. Sono forme diverse e non armoniche del rito romano, la cui co-vigenza provocherà progressivamente un conflitto indominabile tra tempi, spazi, abiti, riti, calendari, ministeri, codici, competenze diversi. La cosa peggiore è che gruppi di pressione si siano fatti creare a bella posta un diritto soggettivo in materia liturgica! La liturgia è per la chiesa!Si vede benissimo il rischio di rendere impossibile qualsiasi pastorale liturgica secondo il Concilio; anzi è la più anticonciliare delle cose: il Concilio ha riscoperto l'Episcopato e la Collegialità e questo documento fa perdere ai Vescovi il controllo delle diocesi; il Concilio ha voluto la Riforma Liturgica, questo documento resetta tutto facendoci tornare al 1962. Che razza di pastorele è?</span>

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  2. Alpium Pastor Quidam9 giugno 2011 07:36

    Pastor Ille, molto "ille" e poco pastore. Sei un rompiballe. A te non va mai bene niente di ciò che il nostro Santo Padre fa per salvare il salvabile.
    Che razza di pastorale é, ti chiedi? Ci vuole poco a capirlo: è la dichiarazione che la riforma liturgica in se stessa ed in più per una sua cattiva applicazione, ha fallito, perchè tutta incentrata sulle esigenze dell' uomo contemporaneo. Come il CVII ci ha fatto dire.

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  3. fatti e parole9 giugno 2011 07:40

    <span>C'è ancora resistenza da parte di alcuni vescovi e membri del clero</span>

          ....     "alcuni"  ?!?!?!?!?

    ovvero: "l'imperatore ha pur sempre, a tutt'oggi, un vestito (quasi)  STUPENDO!" ...:(

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  4. Pastor Ille sembra, nei toni e negli argomenti, l'alter ego di Andrea Grillo, laico, di professione Liturgista (i frutti del Concilio...)difende il suo posto di lavoro e..in tempi di crisi.... c'è da capirlo!

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  5. fatti e parole9 giugno 2011 08:07

    egr. pastor,  è esattamente<span> quella pastorale che ha stabilito così:</span>
        "NELLA CHIESA C'E' POSTO PER TUTTI", ovvero dialogo ecumenico e fraterno con tutte le credenze, accoglienza di TUTTE LE LITURGIE , COMPRESA QUELLA DI S. PIO V   !
    ma lei non è d'accordo con questa accoglienza ecumenica di TUTTI I RITI, ANTICHI E MODERNI   ?
    LEI PASTOR, non vuole dunque accettare questa  INCLUSIVITA' generale voluta dal gran concilio vaticano II , che ha aperto le braccia della Chiesa a  TUTTI   I COMUNQUE-CELEBRANTI ?

    LEI PASTOR, sta disobbedendo al concilio,e alla sua tolleranza di TUTTI, se ne rende conto ?

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  6. fatti e parole9 giugno 2011 08:08

    <span>egr. pastor,  è esattamente<span> quella pastorale che ha stabilito così:</span>  
        "NELLA CHIESA C'E' POSTO PER TUTTI", ovvero dialogo ecumenico e fraterno con tutte le credenze, accoglienza di TUTTE LE LITURGIE , COMPRESA QUELLA DI S. PIO V   !  
    ma lei non è d'accordo con questa accoglienza ecumenica di TUTTI I RITI, ANTICHI E MODERNI   ?  
    LEI PASTOR, non vuole dunque accettare questa  INCLUSIVITA' generale voluta dal gran concilio vaticano II , che ha aperto le braccia della Chiesa a  TUTTI   I COMUNQUE-CELEBRANTI ?  
     
    LEI PASTOR, sta disobbedendo al concilio,e alla sua tolleranza e APPROVAZIONE DI TUITTO E di TUTTI, se ne rende conto ?</span>

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  7. fatti e parole9 giugno 2011 08:17

    l'ill.mo PASTOR- ecumenico  (???)   ci deve spiegare una buona volta, a nome e per applicazione del Concilio 21.mo, dal quale "non  si torna indietro", concilio che ha permesso TUTTO   e  il contrario di tutto, PERCHE' MAI deve/può essere approvato e DESIGNATO CATTOLICO  UN PINCO-KIKO & suoi accoliti celebranti messe-inscena kikiane e non può essere DESIGNATO CATTOLICO  <span> </span>chiunque   CELEBRI E SEGUA LA MESSA DI S. PIO V  !
    in nome di quale LOGICA   O  DIRITTO   dobbiamo accettare  la discriminazione e il DOPPIOPESISMO che   il regime filo-kikiano da lei rappresentato   vuole   imporre   a TUTTO il popolo di-Dio  (facendosi IPOCRITAMENTE  spesso scudo -a sproposito- del Papa, CON L'OBBEDIENZA  A DOPPIA FACCIA, usata a pro del regime ) ?

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  8. fatti e parole9 giugno 2011 08:19

    <span>l'ill.mo PASTOR- ecumenico  (???)   ci deve spiegare una buona volta, a nome e per applicazione del Concilio 21.mo, dal quale "non  si torna indietro", concilio che ha permesso TUTTO   e  il contrario di tutto,</span>
    <span>                                PERCHE' MAI </span>
    <span>deve/può essere approvato e DESIGNATO CATTOLICO  UN PINCO-KIKO & suoi accoliti celebranti messe-inscena kikiane, e   <span>invece</span>  non può essere DESIGNATO CATTOLICO  <span> </span>chiunque   CELEBRI E SEGUA LA MESSA DI S. PIO V  !  
    in nome di quale LOGICA   O  DIRITTO   dobbiamo accettare  la discriminazione e il DOPPIOPESISMO che   il regime filo-kikiano da lei rappresentato   vuole   imporre   a TUTTO il popolo di-Dio </span>
    <span> (facendosi IPOCRITAMENTE  spesso scudo -a sproposito- del Papa, CON L'OBBEDIENZA  A DOPPIA FACCIA, usata a pro del regime ) ?</span>

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  9. Io invece Pastor Ille non passa giorno che non ringrazi il Papa per averlo emanato: partecipando alla Messa con il Vetus Ordo ho cominciato a comprendere cosa sia veramente la Santa Messa e a partecipare a quella di Paolo Vi nella giusta maniera.

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  10. Rassegnati lol-lardo o chiunque tu sia.

    Hai perso. Non c'è appello per te.

    Accetta la sconfitta.

    Ahahahahah!

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  11. <span>Io invece ringrazio il Papa per averlo emanato: partecipando alla Messa con il Vetus Ordo ho cominciato a comprendere cosa sia veramente la Santa Messa e a partecipare a quella di Paolo Vi nella giusta maniera.</span>
    questa mi sembra una buona pastorale

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  12. Ancora la solfa della reinterpretazione del Concilio. Finchè faceva comodo si lasciavano tutti interpretare il Concilio nella peggior ottica liberista-modernista-progressista. Oggi vedendo che le chiese si vuotano, che le liturgie fanno piangere (dico liturgie perchè ognuno inventa la propria), che non ci sono vocazioni si inventano che il Concilio è stato malinterpretato. Mi chiedo da chi, da quelli che lo hanno fatto?
    Certo che oltre il danno del CVII ora ci danno la beffa!

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  13. <span>
    <p>cantore, mi dispiace doverla avvisare che la loro sconfitta (di Pastor, e di tutti i suoi ispiratori, teologi, maestri, leaders e pastori/superiori) è ancora ben lontana, poichè essi, i promotori del "nuovo corso" conciliar-modernista siedono, da circa mezzo secolo, su alti seggi e controllano efficacemente la "stanza dei bottoni" !
    </p><p>per il momento, e ancora per lunghi anni, sono loro i "vincitori", e i fedeli del piccolo gregge saranno perseguitati dal regime insediato, come la Madonna ha avvisato a Fatima: il cammino della tribolazione che dovrà purificare la Chiesa è ancora tutto da percorrere, e lo ritengo più tragico che comico, nonostante gli svariati aspetti ridicoli o grotteschi emergenti dalle assurdità dei dialoghi che dobbiamo condurre con questi   novatores/demolitores....
    </p><p>La sconfitta finale sarà quella  di satana, (vero promotore dei cambiamenti distruttivi della Liturgia e della Fede cattolica, favoriti dalle ambiguità del CV2) e dei suoi servi di menzogna, che scuotono la Chiesa dalle fondamenta, e la vittoria definitiva sarà ottenuta dalla Madre Celeste, come promesso all'inizio dei tempi dal Creatore (Ella ti schiaccerà il capo), avverrà col Trionfo del suo Cuore Immacolato, ma solo dopo lughe e acerrime sofferenze dei buoni fedeli: sarà questa la manifestazione del grande castigo-purificazione necessario perchè la Sposa di Cristo sia resa nei fatti concreti tutta Santa e presentabile al Padre "senza macchia e senza ruga"... (e non è mica una passeggiata di pochi anni....)
    </p></span>

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  14. <span>

    cantore, mi dispiace doverla avvisare che la loro sconfitta (di Pastor, e di tutti i suoi ispiratori, teologi, maestri, leaders e pastori/superiori) è ancora ben lontana, poichè essi, i promotori del "nuovo corso" conciliar-modernista siedono, da circa mezzo secolo, su alti seggi e controllano efficacemente la "stanza dei bottoni" !
    per il momento, e ancora per lunghi anni, sono loro i "vincitori", e i fedeli del piccolo gregge saranno perseguitati dal regime insediato, come la Madonna ha avvisato a Fatima: il cammino della tribolazione che dovrà purificare la Chiesa è ancora tutto da percorrere, e lo ritengo più tragico che comico, nonostante gli svariati aspetti ridicoli o grotteschi emergenti dalle assurdità dei dialoghi che dobbiamo condurre con questi   novatores/demolitores....
    La sconfitta finale sarà quella  di satana, (vero promotore dei cambiamenti distruttivi della Liturgia e della Fede cattolica, favoriti dalle ambiguità del CV2) e dei suoi servi di menzogna, che scuotono la Chiesa dalle fondamenta, e la vittoria definitiva sarà ottenuta dalla Madre Celeste, come promesso all'inizio dei tempi dal Creatore (Ella ti schiaccerà il capo), avverrà col Trionfo del suo Cuore Immacolato, ma solo dopo lughe e acerrime sofferenze dei buoni fedeli: sarà questa la manifestazione del grande castigo-purificazione necessario perchè la Sposa di Cristo sia resa nei fatti concreti tutta Santa e presentabile al Padre "senza macchia e senza ruga"... (e non è mica una passeggiata di pochi anni....)  
    </span>

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  15. questa intervista mi sembra molto equilibrata ed esprime posizioni sicure e condivisibili, che NON piaceranno a molti qui dentro

    ma tanto la Chiesa, di quello che pensano "quelli di messainlatino", se ne frega

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  16. non hai capito nulla

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  17. Non so se moms Pozzo abbia mai letto il "Breve esame critico al Novus Ordo Missae". Penso sarebbe bene lo facesse. Riporto una breve frase della lettera di presentazione dello stesso a Paolo VI  firmata dai Cardinali Ottaviaviani e Bacci:" Il Novus Ordo,....rappresenta, sia nel suo insieme che nei particolari, un impressionante allontanamento della teologia cattolica della Snta Messa, quale fu formulata nella sessione XXII del Concilio Tridentino,il quale, fissando definitivamente i "canoni" del rito, eresse una barriera invalicabile contro qualunque eresia che intaccasse l'integrità del Mistero" Ed ancora:" Le recenti riforme hanno dimostrato a sufficienza che nuovi mutamenti della liturgia non porterebbero se non al totale disorientamento dei fedeli che già danno inequivocabili segni di insofferenza  ed inequivocabile diminuizione della Fede" (Corpus Domini 1969). Che ne dice  mons Pozzo? Condannerà come nemici della Chiesa questi due più che illustri cardinali? Ricordiamo che il Card. Ottaviani era chianato "il carabiniere" della Chiesa..

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  18. Latro poenitens9 giugno 2011 10:11

    E' la pastorsale del Papa. Questo ti basti!

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  19. Ottimo, ottimo, ottimo! Come è stato per il suo recente intervento al seminario di Wigratzbad, anche ora mons. Pozzo rivela la sua eccellenta e realistica visione dell'attuale situazione della Chiesa nel suo complesso, del giusto e imprescindibile modo di interpretare correttamente i documenti dell'ultimo concilio, della necessità di superare PROGRESSIVAMENTE (cioè non con un colpo di bacchetta magica) le derive causate da un'applicazione ideologica e destabilizzatrice dello stesso concilio dal punto di vista dottrinale, il superamento della crisi liturgica sia attraverso un'ampia diffusione della forma straordinaria, sia tramite la corretta celebrazione del messale di Paolo VI sull'esempio delle liturgie papali (riforma della riforma). Inoltre, egli ci fornisce notizie incoraggianti circa le discussioni dottrinali in corso tra la S. Sede e la Fraternità S. Pio X, le quali non sono affatto sull'orlo del fallimento, come taluni credono o sperano, ma stanno procedendo regolarmente e si è propensi a pensare che si avviino ad una conclusione soddisfacente.

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  20. guardi che l´apertura agli altri riti non è stata certa una novità del concilio vaticano II: pensi a tutte le chiese orientali che sono entrate comunione con la Santa Sede mantenendo i propri riti, tradizioni e spiritualità: i più numerosi il greco-cattolici ucraini, rientrati in comunione con Pietro molto prima del concilio vaticano ii.

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  21. Ci sono diversi passaggi di Mons. Pozzo che confermano le nostre perplessità su certi "nodi" dei documenti conciliari.
    Ne emerge tutta la serietà delle discussioni con la FSSPX, ricnoscendo esplicitamente -e non mi sembra poco- "<span>Tuttavia, ci sono alcune obiezioni della Fraternità S. Pio X che hanno senso, perché c’è stata un'interpretazione di rottura. L'obiettivo è quello di mostrare la necessità di interpretare il Concilio nella continuità della Tradizione della Chiesa."</span>
    Se c'è questa consapevolezza ed anche il coraggio di esprimerla, con l'aria che tira in Curia, significa che quanto meno coincide con la mens del Papa. Che ne pensate?

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  22. Ottima analisi. Il problema, con l'aria che tira, sarà chi piloterà il nuovo movimento liturgico!

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  23. Simon de Cyrène9 giugno 2011 10:58

    Ottima intervista di Mgr Pozzo! Ci fa parte con lucidità e onestà della visione del Santo Padre e ricsponde senza "clericalese" alle domande poste in modo fattuale.
    Che l'ermeutica della riforma nella continuità continui a diffondersi a tutti i livelli della Chiesa.
    Concordo con Mgr Pozzo per dire che nei seminari "serî" le vocazioni aumentano in modo molto consistente e indipendentemente dalla forma dell'unico rito romano celebrato di preferenza.
    Ubi Petrus Ibi Ecclesia: grazie Santo Padre e grazie Mgr Pozzo! I.P.

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  24. Simon de Cyrène9 giugno 2011 11:06

    La "mens" del Papa è sempre stata chiarissima: l'interpretazione di rottura, l'ermenutica della rottura non è ortodossa nell'ecclesiologia cattolica. Egli ha sempre indicato questa come essendo la radice del problema della crisi attuale nella Chiesa.
    Chi vede o vuole vedere una rottura non è quindi secondo la mens del Papa e neanche secondo l'insegnamento tradizionale dela Chiesa in questa materia.
    E' quindi normale che lui trovi alcune obiezioni come avente senso rispetto a queste interpretazioni.
    Ma ogni interpretazione del Concilio deve essere letta nella continuità della Tradizione: alla faccia di chi afferma che ci sarebbe rottura oggettiva, sia tra i modernisti che tra i "tradizionalisti".
    Eccellente il distinguo tra le due categorie di tradizionalisti che fa Mgr Pozzo, riconoscendomi, personalmente e ovviamente, nella prima.
    Ubi Petrus Ibi Ecclesia: rallegriamoci! I.P.

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  25. Come dice mic, penso che questa possa essere una interpretazione realistica della situazione. Non sarei così sicuro invece come Simon de Cyrène. Il suo discorso vede solo bianco e nero, invece nel post concilio mi sembra che anche ad alti livelli nelle gerarchie ecclesiastiche sia regnato il grigio. Se lo stesso papa Benedetto XVI si era stupito del fatto che la messa di sempre fosse stata messa fuori gioco e praticamente vietata, é segno che la lettura del Concilio stesso da parte di alcuni papi non fu coerente. Non mordiamoci sempre la coda invocando l'infallibilità del papa anche quando é evidentissimo che per certi versi, come dice lo stesso mons. Pozzo, vi furono una certa comprensione e attuazione della riforma liturgica caratterizzata da ambiguità, deformazioni dottrinali, abusi e banalizzazioni, fenomeni purtroppo assai diffusi che hanno portato il cardinale J. Ratzinger a parlare senza esitazione in una delle sue pubblicazioni di "crollo della liturgia".

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  26. MA lei OVA, che ha capito tutto, spieghi dunque ciò che ha capito benissimo, CON PAROLE CHIARE E SEMPLICI, ai milioni di ignoranti che affollano le chiese nel mondo e NON HANNO ANCORA capito dopo 46 anni quale sia la vera e corretta interpretazione dei documenti equivo-conciliari !
    siamo tutt'occhi e orecchie, sig. OVA: coraggio !
    faccia l'ova del pronunciamento definitivo sul conc.vat2, che,  se non è venuto "dall'alto",  può venire dal basso popolino cattolico, per bocca di un semplice "ova", così come si auspica la riforma che parta "dal basso"....):   dica, dica pure  !

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  27. non siamo noi che ci mordiamo la coda,
    ma la situazione di fatto  dimostra come -in questo discorso e nelle convinzioni del 98% del clero postCV2- persiste immutata <span>l'ambiguità inaugurata col concilio:</span>
    il voler servire due padroni, Messa di sempre TEOCENTRICA,  e Messa riformata (da Bugnini&co) antropocentrica per sua natura e finalità ecumenica (coi protestanti), quindi tendente  fisiologicamente al basso, alla natura umana legata ai SENSI (anzichè rivolta al Trascendente)  cioè alla profanazione e al degrado della Fede....(come si può essere mondanizzati, ovvero circolo autosufficiente-assemblea-presidente- e d'altro canto spirituali-umili-supplici omnes rivolti a Dio,<span> allo  stesso tempo </span>?)
    ....in pratica il voler essere nella continuità col passato, pur dopo aver   OGGETTIVAMENTE ROTTO col passato, mediante quella Liturgia che "fece a pezzi l'antico edificio": non è evidente la permanente contraddizione, che vorrebbe eliminare se stessa, auto-confermandosi ?

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  28. La sola esistenza del Summorum Pontificum val più di cento randellate nelle gengive dei fabbricatori di liturgie-pagliacciata.

    I diretti interessati (quelli con le gengive doloranti) non riescono a fare a meno di piagnucolare su questo blog.

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  29. matteo minetti9 giugno 2011 12:20

    La liturgia per la chiesa... e allora i cattolici di rito greco o rito abrosiano? Non sono forme diverse dell'unica liturgia? Se a certa gente va di sentire la messa in latino perchè la considera un patrimonio irrinunciabile della chiesa io non ci vedo problemi, anzi, il papa ha fatto bene ad incoraggiarla. O adesso diciamo anche che il papa ha emanato il motu proprio perchè Alzandosi alla mattina gli è girato di far così? Non mettiamoci a dar lezioni di "pastorale" a chi ha l'esperienza e l'autorità per vedere le cose un po' più complessamente di come possiamo far noi. Io, per quanto mi riguarda, sto col papa! 

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  30. Sono d'accordo con lei, ma non si preoccupi troppo della "stanza dei bottoni": le cose che contano agli occhi del Signore non avvengono quasi mai nelle "stanze dei bottoni"!

    A Gesù fu offerta spesso questa "stanza" ma Lui l'ha sempre rifiutata!

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  31. "Tengo a precisare che si deve distinguere chiaramente il rito e il Messale come tale, celebrato secondo le norme, e una certa comprensione e attuazione della riforma liturgica caratterizzata da ambiguità, deformazioni dottrinali, abusi e banalizzazioni, fenomeni purtroppo assai diffusi che hanno portato il cardinale J. Ratzinger a parlare senza esitazione in una delle sue pubblicazioni di "crollo della liturgia"."

    Dunque, una cosa è mettere in dubbio la validità del NOM e del Messale, altro è descriverne certi risultati e applicazioni che ci fanno dire che quel che vediamo e ascoltiamo NON è cattolico.
    Eppure i vari creatori, animatori liturgici, sostengono che quel che fanno è conforme ai dettami conciliari, riescono a giustificare ogni loro invenzione partendo dal Messale, allora, come la mettiamo?
    Sono loro ad essere disonesti e bugiardi o, veramente, il Messale permette quelle interpretazioni e applicazioni?

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  32. ecco di nuovo tiranti in ballo i neocat, come in OGNI POST

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  33. uno dei piccoli...9 giugno 2011 14:24

    QUESTA INTERVISTA E' DI ESEMPLARE CHIAREZZA E MODERAZIONE, MA TAGLIENTE E AFFILATA COME UN SPADA.

    FA GIUSTIZIA DI TANTE "DIETROLOGIE" CARE ALLA REDAZIONE E AI RESPONSABILI DI QUESTO SITO (TIPO "IL PAPA NON E' INFORMATO", "I CATTIVI GLI NASCONDONO TUTTO E LO PRENDONO IN GIRO", "NON VIGILA ABBASTANZA, E' ANZIANO...", ETC.) COSì COME DI MOLTE AFFERMAZIONI CHE SCAMBIANO LA DOVEROSA CARITA' VERSO I FRATELLI DELLA S.PIO X IN ESALTAZIONE DELLA DISOBBEDIENZA E DELL'INDIPENDENZA DA ROMA, PERFETTAMENTE ANTICRISTIANE.

    SPERO CHE SI FACCIA PUBBLICAMENTE AMMENDA DI CIO', COSì COME IN PASSATO SI E' ESALTATO IL RUOLO DEI NINJA DI MESSA IN LATINO CHE HANNO ADDIRITTURA FATTO CAMBIARE IDEA AL PAPA SULLE ISTRUZIONI DEL MOTU PROPRIO O QUELLO DI ILLUSTRI QUANTO AMBIGUI PROFESSORI DEL CNR.

    AH, SANTA UMILTA', OBBEDIENZA E CARITA', QUANTO SIETE LONTANE DA TANTI SUPER-CATTOLICI MODERNI!

    UMILTA', UN PO' DI

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  34. per usare un termine caro ai nord iralndesi cattolici : "our day will come " !!! e forse sta arrivando...
    Caro pastor mettiti l' anima in pace la ricreazione è finita !!!

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  35. Io avrei una soluzione per risolvere il problema " concilio V II "
    Fare come la buona casalinga che non butta niente e che quello che non serve mette nella cantina . Dopo qualche anno vedremo se era veramente profetico o se dimenticarcene completamente

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  36. letto come commento a uno dei canti neocat su youtube:9 giugno 2011 15:45

    La canzone e' bella e molto orecchiabile, la suoneremo per le comunioni con batteria e basso, il finale l ho cambiato appunto perche' fa abbastanza pena, dura quei 5 o 6 secondi in piu'

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  37. "Le deviazioni dottrinali e le deformazioni liturgiche che si sono verificate dopo la fine del Concilio Vaticano II non hanno alcun fondamento obiettivo nei documenti conciliari compresi nell’insieme della dottrina cattolica. Le frasi o le espressioni dei testi conciliari non possono e non devono essere isolate o strappate, per così dire, dal contesto generale della dottrina cattolica."

    Bene, potrebbe allora Mons. Pozzo dirmi perchè i primi autori di quelle deviazioni dottrinali e deformazioni liturgiche sono stati coloro che erano appena rientrati da Roma dove avevano studiato e approvato i documenti conciliari?
    Erano loro ad essere disonesti, in malafede, bugiardi,  o quei testi permettevano le interpretazioni e applicazioni che hanno portato la Chiesa nel caos liturgico  e dottrinale che conosciamo oggi?

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  38. fatti e parole9 giugno 2011 16:24

    <span>quello che non serve mette nella cantina . </span>
     l'idea non è mica male.......ma il problema è : COME si fa a metterlo in cantina  ?

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  39. c'è bisogno di urlare per dire cavolate?

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  40. Mi sembra un modo di risolvere le cose assolutamente scorretto.

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  41. Rutilio Namaziano9 giugno 2011 19:02

    La liturgia non è per la Chiesa, è per Dio!

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  42. <span>COME si fa a metterlo in cantina  ?</span>

    Non si può. Tutti i documenti del CVII sono stati approvati dai Vescovi e dal Papa assistiti dallo Spirito Santo. A poco purtroppo serve sostenere che sono in continuità con la Dottrina cattolica di sempre, se non si spiega come possa considerarsi continuità l'opposto di quanto sempre insegnato  e come ciò abbia potuto essere frutto di un Concilio cattolico. Le c.d. applicazioni errate (del resto mai sanzionate) sono un problema secondario.
    E' questo il dramma.
    Non credo ci sia soluzione.

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  43. Pozzo sa che i n emici della Chiesa non sono quelli della FSSPX. Sa anche chje quasi tutte le loro obiezioni sono fondate......ma sa anche che c'è bisogno di tempo per rimediare ed allora cerca di accontentare un poco tutti .... ma la ragione sta da una parte sola ...da quella di chi, da anni, contro tutto e tutti, anche nella Chiesa, si sforza di difendere la Tradizione ..... e ce ne sono molti ...sempre di più ... fuori e dentro la FSSPX .....e Pozzo lo sa.....

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  44. <span><span>Troop polemici, cari miei. Bisogna ragionare in termini teologico-liturgici. Cosa distingue il VOM dal NOM come concezione di “chiesa” e di “mistero”? E' evidente che, paradossalmente, la forma nuova del rito è più antica e tradizionale di quella tridentina. Bisogna piantarla di vedere archeologismi dove non ci sono! Il rito tridentino è  un rito “tipicamente moderno”, clericalistico, individualistico, soggettivistico e borghese, mentre quello di Paolo VI (non certo di Bugnini) ricupera la communio gerarchica attraversola priorità data alla riappropriazione pratica e non solo mentale o psicologica del Mistero salvifico e sacrificale di Cristo: il modo più vero di attingere il sacrificio della Croce non è la meditazione devota, ma il mangiare il Pane del cielo e il bere del Calice deIla salvezza! La chiesa si è accorta che il rito precedente portava a mummificare questa verità e con coraggio profetico ha espunto tutto ciò che vi faceva ombra! Chi celebra? non più il solo prete ma l'assemblea/ministri in relazione gerarchica (il rito non è più solo da osservare da parte di un singolo, ma è da celebrare da parte di una comunità). Chi si celebra? la relazione con Dio, innanzitutto tornando a riascoltare la parola di Dio (
    <p><span>Troppo polemici, cari miei. Bisogna ragionare in termini teologico-liturgici. Cosa distingue il VOM dal NOM come concezione di “chiesa” e di “mistero”? E' evidente che, paradossalmente, la forma nuova del rito è più antica e tradizionale di quella tridentina. Bisogna piantarla di vedere archeologismi dove non ci sono! Il rito tridentino è  un rito “tipicamente moderno”, clericalistico, individualistico, soggettivistico e borghese, mentre quello di Paolo VI (non certo di Bugnini) ricupera la communio gerarchica attraversola priorità data alla riappropriazione pratica e non solo mentale o psicologica del Mistero salvifico e sacrificale di Cristo: il modo più vero di attingere il sacrificio della Croce non è la meditazione devota, ma il mangiare il Pane del cielo e il bere del Calice deIla salvezza! La chiesa si è accorta che il rito precedente portava a mummificare questa verità e con coraggio profetico ha espunto tutto ciò che vi faceva ombra! Chi celebra? non più il solo prete ma l'assemblea/ministri in relazione gerarchica (il rito non è più solo da osservare da parte di un singolo, ma è da celebrare da parte di una comunità). Chi si celebra? la relazione con Dio, innanzitutto tornando a riascoltare la parola di Dio, restituendole spazio, visibilità sacramentale e ricchezza (fides ex auditu!); poi, riabilitando la comunione nella messa (è azione rituale e non devozione privata da baciapile). </span>
    </p><p><span>Si parla troppo di continuità, ma ciò vale solo nel senso di una successione e sostituzione: il NO è l’erede legittimo del VO, il VO è trapassato nel NO!</span>
    </p><p><span>Il MP invece inventa una finzione giuridica, creando un ibrido anomalo, che priva la chiesa conciliare di ogni certezza e di ogni orientamento. Una situazione di per sé anticattolica, più grave di qualunque abuso liturgico e di qualunque eresia! Complimenti, mons.Pozzo.</span>
    </p></span>
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    RispondiElimina
  45. <span>Troppo polemici, cari miei. </span>
    <span>Bisogna ragionare in termini teologico-liturgici. Cosa distingue il VOM dal NOM come concezione di “chiesa” e di “mistero”? E' evidente che, paradossalmente, la forma nuova del rito è più antica e tradizionale di quella tridentina. Bisogna piantarla di vedere archeologismi dove non ci sono! Il rito tridentino è  un rito “tipicamente moderno”, clericalistico, individualistico, soggettivistico e borghese, mentre quello di Paolo VI (non certo di Bugnini) ricupera la communio gerarchica attraversola priorità data alla riappropriazione pratica e non solo mentale o psicologica del Mistero salvifico e sacrificale di Cristo: il modo più vero di attingere il sacrificio della Croce non è la meditazione devota, ma il mangiare il Pane del cielo e il bere del Calice deIla salvezza! La chiesa si è accorta che il rito precedente portava a mummificare questa verità e con coraggio profetico ha espunto tutto ciò che vi faceva ombra! Chi celebra? non più il solo prete ma l'assemblea/ministri in relazione gerarchica (il rito non è più solo da osservare da parte di un singolo, ma è da celebrare da parte di una comunità). Chi si celebra? la relazione con Dio, innanzitutto tornando a riascoltare la parola di Dio, restituendole spazio, visibilità sacramentale e ricchezza (fides ex auditu!); poi, riabilitando la comunione nella messa (è azione rituale e non devozione privata da baciapile). </span> 
    <span>Si parla troppo di continuità, ma ciò vale solo nel senso di una successione e sostituzione: il NO è l’erede legittimo del VO, il VO è trapassato nel NO!</span>  
    <span>Il MP invece inventa una finzione giuridica, creando un ibrido anomalo, che priva la chiesa conciliare di ogni certezza e di ogni orientamento. Una situazione di per sé anticattolica, più grave di qualunque abuso liturgico e di qualunque eresia! Complimenti, mons.Pozzo.</span>  

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  46. Pastor, come puoi vedere nel mio post qui sopra penso che alcune considerazioni riguardo l'oggettiva singolarità del biritualismo non siano sbagliate e ne discuto. Non trovo però accettabile che tu pretendi rispetto e venerazione per il NO mentre ti permetti di definire <span><span>"clericalistico, individualistico, soggettivistico e borghese" (che c'entra il borghese, non l'ho proprio capito) non una veste o uno straccio, ma il rito della Santa Messa celebrato per secoli dalla Chiesa cattolica. A parte questa considerazione ti invito a riflettere sul fatto che gli aggettivi che hai usato si applicano in verità ben maggiormente al modo prevalente di celebrare il NO (non al NO in sé, almeno spero di poterlo ancora credere): prima  tutti erano rivolti verso il Signore, oggi il prete siede davanti al tabernacolo, fa disfa aggiunge toglie commenta SOGGETTIVISTICAMENTE e INDIVIDUALISTICAMENTE, tutti gli sguardi sono sempre rivolti verso di lui: finisce con l'essere il protagonista assoluto, nel bene, se va bene, nel male, se va male. Nel rito antico, il prete per così dire è sovrastato dalla liturgia, oggi il prete la domina e la "maneggia".
    </span></span>

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  47. er tripparolo9 giugno 2011 20:15

    <span>"priva la chiesa conciliare"</span>
    <span></span>
    <span>Pastor ille non è buona cosa fumarsi il cervello.</span>
    <span>Te fai er paio con l'esauriti dell'altra sponda, gli pseudotradi che vagheggiano di "Chiesa preconciliare"...</span>
    <span>ma fijo mio la Chiesa non muta, è sempre la stessa.</span>

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  48. Ricordo che l'intenzione di chi convocò e di chi concluse il concilio, non era di riformarne la dottrina, la concezione di Chiesa e di mistero, ma era pastorale: proporre cioè la dottrina di sempre in modi più consoni al momento. Se poi ci siano riusciti o no é un altro discorso.
    Certo che quando dice: <span><span>Si parla troppo di continuità, ma ciò vale solo nel senso di una successione e sostituzione: il NO è l’erede legittimo del VO, il VO è trapassato nel NO!</span> si sta direttamente opponendo al magistero di papa Benedetto che non parla di sostituzione ma di ermeneutica della continuità in contrapposizione all'ermeneutica della rottura. Mi pare ovvio che la sua "sostituzione" sia una forma di rotttura.
    </span>

    RispondiElimina
  49. A proposito: dov'era colui che con insistenza ora petulante ora arrogante, sosteneva che in realtà i colloqui non erano colloqui, ma "scrutini" della FSSPX, cioè una sorta di "processo", da parte dell' "ex S. Ufficio" nei confonti della Fraternità? Dice Pozzo:"Nei colloqui in corso, c'è confronto di argomenti tra gli esperti scelti dalla Fraternità San Pio X e gli esperti scelti dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Alla fine, si preparano sintesi conclusive, che riassumono le posizioni espresse dalle due parti." A sembra tutto, fuorchè uno scrutinio o, peggio, un processo. 

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  50. La prosa di Pastor Ille è un puro concentrato di sciocchezze dottrinali, storiche e liturgiche. Che l' "assemblea", quasi un mistico corpo collettivo, "celebri" la messa è semplicemente mostruoso sul piano della dottrina. Ma che si dica, tra le altre stupidaggini, che il rito tridentino sia "tipicamente moderno" e "borghese" significa raggiungere abissi difficimente eguagliabili di ignoranza storica e sociologica, che non può non generare, a seconda delle sensibilità, una sconfortata pietà o un'irrefrenabile ilarità. O anche entrambe le cose contemporaneamente.

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  51. @Pastor Ille:

    Ma è proprio questo l'obiettivo. Le tue critiche al Motu Proprio sono esattamente quello che accadrà molto presto nella Chiesa.
    Il caos supremo, il botto finale, il terremoto perfetto...che consentiranno la grande ricostruzione...pardon...RESTAURAZIONE!
    E' finita un'era nefasta e caotica come quella post-conciliare e ne inizia una nuova, ovvero quella oltre-conciliare che, fedele alla tradizione della Chiesa, intende ristabilire l'ordine dottrinale e liturgico di sempre. La Chiesa deve tornare ad essere un faro di VERITAS per il mondo intero. Bando agli inciuci! 
    Ritornare al 1962? Magari anche più indietro...perché no? Dagli anni sessanta in su è tutta na tragedia.
    Concilio da cancellare? Non credo, magari da superare e riadattare, poiché i suoi cattivi frutti devono comunque rimanere nella memoria della Chiesa affinché non si ripetano. Un monito eterno.

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  52. Esatto, speriamo anche che chi viene dopo BXVI non scombussoli di nuovo tutto. Il primo passo importantissimo sulla liturgia è stato fatto, ora apsettiamo che si risolvano altre questioni dottrinali più generali: libertà religiosa, ecumenismo, rapporti gerarchici, ecc.

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  53.  Ancora: " facendoci tornare al 1962 ", per 30 anni ho pregato sbagliato? E tutti gli altri prima compresi papi e  santi e siccome in antico sarebbe stato ( sarebbe ! ) diverso i riti di S.Crisostomo e di S. Basilio - che gli orientali non modificano - si vedano le dichiarazioni dei patriarchi di Mosca - anch'essi sono superati? e non sono essi antichi e della chiesa indivisa ?  Tanto per fare qualche raffronto e per domandarsi e' mai possibile tutta codesta chiusura per un rito quasi delle origini ( il Gloria e' del 130 circa ) ?

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  54. <span>
    <p><span>libertà religiosa, ecumenismo, rapporti gerarchici</span>
    </p><p><span></span>....che sono proprio le questioni più gravi, quelle che metterebbero in seria discussione -anzi, sotto accusa esplicita - l'idolo concilioV2, che fin dall'inizio ha promosso tutte quelle novità inconcepibili nei 19 secoli precedenti: e chi si sente di farlo ?
    </p><p>forse il prossimo pontefice....ma con atti che richiederanno un coraggio da leone, per andare contro il nuovo corso ormai sancito della "tradizione conciliare" che la massima parte del clero dà per scontata, come se la Chiesa "di prima" fosse tutta da dimenticare, solo preparatoria a questa "rinnovata" dal mitico concilio, con le sue aperture mondiali di dialogo rispettoso rivolto a tutte le culture e credenze, che ha accantonato l'evangelizzazione come superata dai nuovi tempi, che richiedono "multiculturalismo" e accoglienza dei diversi, così come essi sono, per "rispetto delle diversità" !
    </p><p>la <span>diversità</span> è ormai ritenuta un valore da rispettare ad ogni costo,  anche a costo di oscurare la Verità: siamo nel regno del relativismo, favorito dalla Chiesa stessa col "cercare ciò che unisce", i minimi fattori comuni, anche una ipotetica "divinità comune" a tutti gli uomini, in cui riscontrare la massonica fraternità universale che non è più connessa all'essere Figli di Dio in Cristo Salvatore; e allora,
    </p><p>come si farà a tornare indietro da quella convinzione ormai consolidata in tutto il mondo, sia cattolico che non- in 45 anni , che "Dio ci ama tutti così come siamo", con tutti i nostri peccati e non pretende da noi alcuna conversione, nè tantomeno vuole che i pagani, musulmani ed ebrei diventino cristiani, nè che protestanti e ortodossi ritornino al cattolicesimo ?
    </p></span>

    RispondiElimina
  55. <span><span>

    <span>libertà religiosa, ecumenismo, rapporti gerarchici</span>
    <span></span>....che sono proprio le questioni più gravi, quelle che metterebbero in seria discussione -anzi, sotto accusa esplicita - l'idolo concilioV2, che fin dall'inizio ha promosso tutte quelle novità inconcepibili nei 19 secoli precedenti: e chi si sente di farlo ?
    forse il prossimo pontefice....ma con atti che richiederanno un coraggio da leone, per andare contro il nuovo corso ormai sancito della "tradizione conciliare" che la massima parte del clero dà per scontata, come se la Chiesa "di prima" fosse tutta da dimenticare, solo preparatoria a questa "rinnovata" dal mitico concilio, con le sue aperture mondiali di dialogo rispettoso rivolto a tutte le culture e credenze, che ha accantonato l'evangelizzazione come superata dai nuovi tempi, che richiedono "multiculturalismo" e accoglienza dei diversi, così come essi sono, per "rispetto delle diversità" !
    la <span>diversità</span> è ormai ritenuta un valore da rispettare ad ogni costo,  anche a costo di oscurare la Verità: siamo nel regno del relativismo, favorito dalla Chiesa stessa col "cercare ciò che unisce", i minimi fattori comuni, anche una ipotetica "divinità comune" a tutti gli uomini, in cui riscontrare e realizzare la massonica fraternità universale che non è più connessa all'essere Figli di Dio in Cristo Salvatore; e allora,
    come si farà a tornare indietro da quella convinzione ormai consolidata in tutto il mondo, sia cattolico che non- in 45 anni , che "Dio ci ama tutti così come siamo", con tutti i nostri peccati e non pretende da noi alcuna conversione, nè tantomeno vuole che i pagani, musulmani ed ebrei diventino cristiani, nè che protestanti e ortodossi ritornino al cattolicesimo ?  
    </span></span>

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  56. <span>E' innegabile come un rito descrive e propone, un modello oggettivo e soggettivo: l'oggettivo è il mistero di Cristo, il soggettivo è il mistero della chiesa, che sono entrambi raffigurati nel rito celebrato. E' evidente come nel VO tutto ruota intorno al ministro ordinato, da cui il pericolo di clericalizzare l'identità, gli stili, l’esercizio dell'autorità; nel VO il prete è il solo a che fare col mistero e colla chiesa, il solo competente del rito, mentre l'assemblea si limita ad assistere e contemporaneamente fa le proprie devozioni su altri testi e con altri riti: c'è un netto distacco, una ferita nella chiesa! Nel NO si fa vedere  meglio la “presenza di Cristo” mediata in molti modi, articolando finalmente carismi, ministeri, soggetti, funzioni, tempi, spazi, ecc.: la liturgia è fonte e culmine non solo della vita del prete ma di tutta la chiesa! Così è sempre stato, fino alle involuzioni medievali, che hanno introdotto un doppio individualismo, del prete nella liturgia, del fedele nelle devozioni. IL NOM vuole il superamento dell’individualismo – tanto clericale quanto laicale – che caratterizza il rito romano nella sua involuzione medievale e tridentina.</span>

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  57. ...e che si rallegrava del "fallimento" dei colloqui, che esultava perchè quella "setta tradiprotestante" non avrà mai uno statuto canonico?

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  58. Credevo che la comunità, pastor ille, lollarda, d.mercenaro, don concilio, avesse già toccato il fondo dell`abisso  <span>delle  cav***te con cui deliziano questo blog, ma mi sbagliavo , quell`abisso sembra non aver un fondo,  un abisso che, e mi scuserà Silente se riprendo le sue parole, "non può non generare, a seconda delle sensibilità, una sconfortata pietà o un'irrefrenabile ilarità. O anche entrambe le cose contemporaneamente."</span>

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  59. Pastor, vedo che anzichè discutere, Lei si limita a predicare e a procedere per assiomi, anziché confrontarsi anche con le domande e le obiezioni mosse. Nelle sue dichiarazione, come quest'ultima, Lei dice alcune cose che sono senz'altro vere, ma viziate da un errore di fondo: Lei cioè confonde il rito, cioè la forma del VO, con il modo in cui era celebrato. Non c'è dubbio che in passato vi fossero delle insufficienze nella pratica liturgica e senz'altro ci potevano essere forme poco coscienti di assistenza alla Messa: ma ciò non è colpa del rito in sé, ma da una serie di fattori: c'era più ignoranza in generale, c'era forse minor preparazione dei fedeli ecc. Se Lei va oggi a una Messa VO non vedrà alcuno degli abusi descritti (gente che dice il rosario o altro  in tempo di Messa ecc.). Lo stesso vale per il NO: non è colpa del NO in sé se la sua applicazione è stata disastrosa su tutta la linea, se è stato fatto campo delle sperimentazioni più assurde, se è stato il pretesto per devastazioni di ogni genere, dalla musica all'architettura sacra (non solo dell'ars celebrandi). Questo è il prpblema di fondo. E' inutile che Lei elenchi le insufficienze del preconcilio quando gli abusi e le devastazioni del postconcilio sono state ben peggiori e soprattutto sono un problema attuale che ci riguarda tutti ogni domenica.

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  60. <span>Pastor, vedo che anzichè discutere, Lei si limita a predicare e a procedere per assiomi, anziché confrontarsi anche con le domande e le obiezioni mosse. Nelle sue dichiarazione, come quest'ultima, Lei dice alcune cose che sono senz'altro vere, ma viziate da un errore di fondo: Lei cioè confonde il rito, cioè la forma del VO, con il modo in cui era celebrato. Non c'è dubbio che in passato vi fossero delle insufficienze nella pratica liturgica e senz'altro ci potevano essere forme poco coscienti di assistenza alla Messa: ma ciò non è colpa del rito in sé, ma da una serie di fattori: c'era più ignoranza in generale, c'era forse minor preparazione dei fedeli ecc. Se Lei va oggi a una Messa VO non vedrà alcuno degli abusi descritti (gente che dice il rosario o altro  in tempo di Messa ecc.). Lo stesso vale per il NO: non è colpa del NO in sé se la sua applicazione è stata disastrosa su tutta la linea, se è stato fatto campo delle sperimentazioni più assurde, se è stato il pretesto per devastazioni di ogni genere, dalla musica all'architettura sacra (non solo dell'ars celebrandi). Questo è il prpblema di fondo. E' inutile che Lei elenchi le insufficienze del preconcilio quando gli abusi e le devastazioni del postconcilio sono state ben peggiori e soprattutto sono un problema attuale che ci riguarda tutti ogni domenica.</span>

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  61. Preghiamo il Signore perché mandi un Papa con un coraggio da Leone!

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  62. Non so...un Leone XIV?

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  63. <span><span> Se Lei va oggi a una Messa VO non vedrà alcuno degli abusi descritti (gente che dice il rosario o altro  in tempo di Messa ecc.)</span></span>

    Non sono certo che per secoli la recita del S.Rosario durante la Messa sia stata considerata un abuso.
    Sono invece certo di quanto ho potuto constatare di persona. Negli anni '50 erano previsti vari livelli di partecipazione  a seconda della preparazione, ma anche coloro che, digiuni di latino, sapevano rispondere soltano Amen, Et cum spiritu tuo, deo gratias, ecc.  partecipavano alla S.Messa con tutta la loro anima e il loro corpo ben più consapevoli di chi partecipa adesso alle assemblee, di cosa stesse avvenendo sull'altare e, più in generale, di cosa fosse la S.Messa.

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  64. "È chiaro che oggi non è più sufficiente ripetere il dato conciliare, ma si deve al contempo confutare e rifiutare le deviazioni e interpretazioni erronee che pretendono fondarsi sull’insegnamento conciliare. Questo vale anche per la liturgia. È la difficoltà con cui ci troviamo oggi alle prese."

    Perfettamente d`accordo, è quel che reclamiamo da tempo e che stiamo ancora aspettando.

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  65. un abuso sarà la Messa dialogata, non certo dire il Rosario unendosi di cuore al Sacrificio

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  66. per carità, niente contro il Rosario, xò bisogna essere onesti, non si può mettersi al livelli degli ultras del postconcilio e dire che prima tutto era perfetto come loro dicono che fosse tutto da buttare. E' vero che per varie ragioni in certi contesti ci poteva essere una scarsa conoscenza della liturgia, poca comprensione delle parole ecc., una partecipazione a volte più formale che sostanziale ecc. E' altrettanto vero che spesso c'era una maggior consapevolezza non  della singola parola, ma del senso profondo di ciò che si faceva partecipando alla liturgia. Ed è anche vero che dopo il CVII la c.d. partecipazione attiva e l'uso della lingua volgare spesso hanno avuto tutt'altro effetto di quel che ci si potesse aspettare, tanto che in alcuni si potrebbe paradossalmente dire che fosse meglio il rosario!!!

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