venerdì 13 maggio 2011

Istruzione "Universae Ecclesiae"

13 Maggio 2011
memoria dell'apparizione di N.S. di Fatima

*

PONTIFICIA COMMISSIONE ECCLESIA DEI

ISTRUZIONE
sull’applicazione della Lettera Apostolica
Motu Proprio data Summorum Pontificum di
S.S. BENEDETTO PP. XVI

I.
Introduzione



1. La Lettera Apostolica, Summorum Pontificum Motu Proprio data, del Sommo Pontefice Benedetto XVI del 7 luglio 2007, entrata in vigore il 14 settembre 2007, ha reso più accessibile alla Chiesa universale la ricchezza della Liturgia Romana.

2. Con tale Motu Proprio il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha promulgato una legge universale per la Chiesa con l’intento di dare una nuova normativa all’uso della Liturgia Romana in vigore nel 1962.

3. Il Santo Padre, dopo aver richiamato la sollecitudine dei Sommi Pontefici nella cura per la Sacra Liturgia e nella ricognizione dei libri liturgici, riafferma il principio tradizionale, riconosciuto da tempo immemorabile e necessario da mantenere per l’avvenire, secondo il quale "ogni Chiesa particolare deve concordare con la Chiesa universale, non solo quanto alla dottrina della fede e ai segni sacramentali, ma anche quanto agli usi universalmente accettati dalla ininterrotta tradizione apostolica, che devono essere osservati non solo per evitare errori, ma anche per trasmettere l’integrità della fede, perché la legge della preghiera della Chiesa corrisponde alla sua legge di fede" [1].

4. Il Sommo Pontefice ricorda inoltre i Pontefici Romani che, in modo particolare, si sono impegnati in questo compito, specificamente San Gregorio Magno e San Pio V. Il Papa sottolinea altresì che, tra i sacri libri liturgici, particolare risalto nella storia ha avuto il Missale Romanum, che ha ricevuto nuovi
aggiornamenti lungo il corso dei tempi fino al Beato Papa Giovanni XXIII. Successivamente, in seguito alla riforma liturgica posteriore al Concilio Vaticano II, Papa Paolo VI nel 1970 approvò per la Chiesa di rito latino un nuovo Messale, poi tradotto in diverse lingue. Papa Giovanni Paolo II nell’anno 2000 ne promulgò una terza edizione.

5. Diversi fedeli, formati allo spirito delle forme liturgiche precedenti al Concilio Vaticano II, hanno espresso il vivo desiderio di conservare la tradizione antica. Per questo motivo, Papa Giovanni Paolo II con lo speciale Indulto Quattuor abhinc annos, emanato nel 1984 dalla Sacra Congregazione per il Culto Divino, concesse a determinate condizioni la facoltà di riprendere l’uso del Messale Romano promulgato dal Beato Papa Giovanni XXIII. Inoltre, Papa Giovanni Paolo II, con il Motu Proprio Ecclesia Dei del 1988, esortò i Vescovi perché fossero generosi nel concedere tale facoltà in favore di tutti i fedeli che lo richiedevano. Nella medesima linea si pone Papa Benedetto XVI con il Motu Proprio Summorum Pontificum, nel quale vengono indicati alcuni criteri essenziali per l’Usus Antiquior del Rito Romano, che qui è opportuno ricordare.

6. I testi del Messale Romano di Papa Paolo VI e di quello risalente all’ultima edizione di Papa Giovanni XXIII, sono due forme della Liturgia Romana, definite rispettivamente ordinaria e extraordinaria: si tratta di due usi dell’unico Rito Romano, che si pongono l’uno accanto all’altro. L’una e l’altra forma sono espressione della stessa lex orandi della Chiesa. Per il suo uso venerabile e antico, la forma extraordinaria deve essere conservata con il debito onore.

7. Il Motu Proprio Summorum Pontificum è accompagnato da una Lettera del Santo Padre ai Vescovi, con la stessa data del Motu Proprio (7 luglio 2007). Con essa vengono offerte ulteriori delucidazioni sull’opportunità e sulla necessità del Motu Proprio stesso; si trattava, cioè, di colmare una lacuna, dando una nuova normativa all’uso della Liturgia Romana in vigore nel 1962. Tale normativa si imponeva particolarmente per il fatto che, al momento dell’introduzione del nuovo Messale, non era sembrato necessario emanare disposizioni che regolassero l’uso della Liturgia vigente nel 1962. In ragione dell’aumento di quanti richiedono di poter usare la forma extraordinaria, si è reso necessario dare alcune norme in materia.

Tra l’altro Papa Benedetto XVI afferma: "Non c’è nessuna contraddizione tra l’una e l’altra edizione del Messale Romano. Nella storia della liturgia c’è crescita e progresso, ma nessuna rottura. Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso" [2].

8. Il Motu Proprio Summorum Pontificum costituisce una rilevante espressione del Magistero del Romano Pontefice e del munus a Lui proprio di regolare e ordinare la Sacra Liturgia della Chiesa [3] e manifesta la Sua sollecitudine di Vicario di Cristo e Pastore della Chiesa Universale [4].

Esso si propone l’obiettivo di:

a) offrire a tutti i fedeli la Liturgia Romana nell’Usus Antiquior, considerata tesoro prezioso da conservare;

b) garantire e assicurare realmente a quanti lo domandano, l’uso della forma extraordinaria, nel presupposto che l’uso della Liturgia Romana in vigore nel 1962 sia una facoltà elargita per il bene dei fedeli e pertanto vada interpretata in un senso favorevole ai fedeli che ne sono i principali destinatari;

c) favorire la riconciliazione in seno alla Chiesa.


II.
Compiti della Pontificia Commissione Ecclesia Dei



9. Il Sommo Pontefice ha conferito alla Pontificia Commissione Ecclesia Dei potestà ordinaria vicaria per la materia di sua competenza, in modo particolare vigilando sull’osservanza e sull’applicazione delle disposizioni del Motu Proprio Summorum Pontificum (cf. art. 12).

10. § 1. La Pontificia Commissione esercita tale potestà, oltre che attraverso le facoltà precedentemente concesse dal Papa Giovanni Paolo II e confermate da Papa Benedetto XVI (cf. Motu Proprio Summorum Pontificum, artt. 11-12), anche attraverso il potere di decidere dei ricorsi ad essa legittimamente inoltrati, quale Superiore gerarchico, avverso un eventuale provvedimento amministrativo singolare dell’Ordinario che sembri contrario al Motu Proprio.

§ 2. I decreti con i quali la Pontificia Commissione decide i ricorsi, potranno essere impugnati ad normam iuris presso il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.

11. Spetta alla Pontificia Commissione Ecclesia Dei, previa approvazione da parte della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il compito di curare l’eventuale edizione dei testi liturgici relativi alla forma extraordinaria del Rito Romano.

III.
Norme specifiche



12. Questa Pontificia Commissione, in forza dell’autorità che le è stata attribuita e delle facoltà di cui gode, a seguito dell’indagine compiuta presso i Vescovi di tutto il mondo, con l’animo di garantire la corretta interpretazione e la retta applicazione del Motu Proprio Summorum Pontificum, emana la seguente Istruzione, a norma del can. 34 del Codice di Diritto Canonico.

La competenza dei Vescovi diocesani

13. I Vescovi diocesani, secondo il Codice di Diritto Canonico, devono vigilare in materia liturgica per garantire il bene comune e perché tutto si svolga degnamente, in pace e serenità nella loro Diocesi [5], sempre in accordo con la mens del Romano Pontefice chiaramente espressa dal Motu Proprio Summorum Pontificum [6]. In caso di controversia o di dubbio fondato circa la celebrazione nella forma extraordinaria, giudicherà la Pontificia Commissione Ecclesia Dei.

14. È compito del Vescovo diocesano adottare le misure necessarie per garantire il rispetto della forma extraordinaria del Rito Romano, a norma del Motu Proprio Summorum Pontificum.

Il coetus fidelium (cf. Motu Proprio Summorum Pontificum, art. 5 § 1)

15. Un coetus fidelium potrà dirsi stabiliter exsistens ai sensi dell’art. 5 § 1 del Motu Proprio Summorum Pontificum, quando è costituito da alcune persone di una determinata parrocchia che, anche dopo la pubblicazione del Motu Proprio, si siano unite in ragione della loro venerazione per la Liturgia nell’Usus Antiquior, le quali chiedono che questa sia celebrata nella chiesa parrocchiale o in un oratorio o cappella; tale coetus può essere anche costituito da persone che provengano da diverse parrocchie o Diocesi e che a tal fine si riuniscano in una determinata chiesa parrocchiale o in un oratorio o cappella.

16. Nel caso di un sacerdote che si presenti occasionalmente in una chiesa parrocchiale o in un oratorio con alcune persone ed intenda celebrare nella forma extraordinaria, come previsto dagli artt. 2 e 4 del Motu Proprio Summorum Pontificum, il parroco o il rettore di chiesa o il sacerdote responsabile di una chiesa, ammettano tale celebrazione, seppur nel rispetto delle esigenze di programmazione degli orari delle celebrazioni liturgiche della chiesa stessa.

17. § 1. Per decidere in singoli casi, il parroco o il rettore, o il sacerdote responsabile di una chiesa, si regolerà secondo la sua prudenza, lasciandosi guidare da zelo pastorale e da uno spirito di generosa accoglienza.

§ 2. Nei casi di gruppi numericamente meno consistenti, ci si rivolgerà all’Ordinario del luogo per individuare una chiesa in cui questi fedeli possano riunirsi per ivi assistere a tali celebrazioni, in modo tale da assicurare una più facile partecipazione e una più degna celebrazione della Santa Messa.

18. Anche nei santuari e luoghi di pellegrinaggio si offra la possibilità di celebrare nella forma extraordinaria ai gruppi di pellegrini che lo richiedano (cf. Motu Proprio Summorum Pontificum, art. 5 § 3), se c’è un sacerdote idoneo.

19. I fedeli che chiedono la celebrazione della forma extraordinaria non devono in alcun modo sostenere o appartenere a gruppi che si manifestano contrari alla validità o legittimità della Santa Messa o dei Sacramenti celebrati nella forma ordinaria e/o al Romano Pontefice come Pastore Supremo della Chiesa universale.

Il sacerdos idoneus (cf. Motu Proprio Summorum Pontificum, art. 5 § 4)

20. In merito alla questione di quali siano i requisiti necessari, affinché un sacerdote sia ritenuto "idoneo" a celebrare nella forma extraordinaria, si enuncia quanto segue:

a) Ogni sacerdote che non sia impedito a norma del Diritto Canonico è da ritenersi idoneo alla celebrazione della Santa Messa nella forma extraordinaria [7].

b) Per quanto riguarda l’uso della lingua latina, è necessaria una sua conoscenza basilare, che permetta di pronunciare le parole in modo corretto e di capirne il significato.

c) Per quanto riguarda la conoscenza dello svolgimento del Rito, si presumono idonei i sacerdoti che si presentano spontaneamente a celebrare nella forma extraordinaria, e l’hanno usato precedentemente.

21. Si chiede agli Ordinari di offrire al clero la possibilità di acquisire una preparazione adeguata alle celebrazioni nella forma extraordinaria. Ciò vale anche per i Seminari, dove si dovrà provvedere alla formazione conveniente dei futuri sacerdoti con lo studio del latino [8] e, se le esigenze pastorali lo suggeriscono, offrire la possibilità di apprendere la forma extraordinaria del Rito.

22. Nelle Diocesi dove non ci siano sacerdoti idonei, i Vescovi diocesani possono chiedere la collaborazione dei sacerdoti degli Istituti eretti dalla Pontificia Commissione Ecclesia Dei, sia in ordine alla celebrazione, sia in ordine all’eventuale apprendimento della stessa.

23. La facoltà di celebrare la Messa sine populo (o con la partecipazione del solo ministro) nella forma extraordinaria del Rito Romano è data dal Motu Proprio ad ogni sacerdote sia secolare sia religioso (cf. Motu Proprio Summorum Pontificum, art. 2). Pertanto in tali celebrazioni, i sacerdoti a norma del Motu Proprio Summorum Pontificum, non necessitano di alcun permesso speciale dei loro Ordinari o superiori.

La disciplina liturgica ed ecclesiastica

24. I libri liturgici della forma extraordinaria vanno usati come sono. Tutti quelli che desiderano celebrare secondo la forma extraordinaria del Rito Romano devono conoscere le apposite rubriche e sono tenuti ad eseguirle correttamente nelle celebrazioni.

25. Nel Messale del 1962 potranno e dovranno essere inseriti nuovi santi e alcuni dei nuovi prefazi9, secondo la normativa che verrà indicata in seguito.

26. Come prevede il Motu Proprio Summorum Pontificum all’art. 6, si precisa che le letture della Santa Messa del Messale del 1962 possono essere proclamate o esclusivamente in lingua latina, o in lingua latina seguita dalla traduzione in lingua vernacola, ovvero, nelle Messe lette, anche solo in lingua vernacola.

27. Per quanto riguarda le norme disciplinari connesse alla celebrazione, si applica la disciplina ecclesiastica, contenuta nel vigente Codice di Diritto Canonico.

28. Inoltre, in forza del suo carattere di legge speciale, nell’ambito suo proprio, il Motu Proprio Summorum Pontificum, deroga a quei provvedimenti legislativi, inerenti ai sacri Riti, emanati dal 1962 in poi ed incompatibili con le rubriche dei libri liturgici in vigore nel 1962.

Cresima e Ordine sacro

29. La concessione di usare la formula antica per il rito della Cresima è stata confermata dal Motu Proprio Summorum Pontificum (cf. art. 9 § 2). Pertanto non è necessario utilizzare per la forma extraordinaria la formula rinnovata del Rito della Confermazione promulgato da Papa Paolo VI.

30. Con riguardo alla tonsura, agli ordini minori e al suddiaconato, il Motu Proprio Summorum Pontificum non introduce nessun cambiamento nella disciplina del Codice di Diritto Canonico del 1983; di conseguenza, negli Istituti di Vita Consacrata e nelle Società di Vita Apostolica che dipendono dalla Pontificia Commissione Ecclesia Dei, il professo con voti perpetui oppure chi è stato incorporato definitivamente in una società clericale di vita apostolica, con l’ordinazione diaconale viene incardinato come chierico nell’istituto o nella società, a norma del canone 266 § 2 del Codice di Diritto Canonico.

31. Soltanto negli Istituti di Vita Consacrata e nelle Società di Vita Apostolica che dipendono dalla Pontificia Commissione Ecclesia Dei e in quelli dove si mantiene l’uso dei libri liturgici della forma extraordinaria, è permesso l’uso del Pontificale Romanum del 1962 per il conferimento degli ordini minori e maggiori.

Breviarium Romanum

32. Viene data ai chierici la facoltà di usare il Breviarium Romanum in vigore nel 1962, di cui all’art. 9 § 3 del Motu Proprio Summorum Pontificum. Esso va recitato integralmente e in lingua latina.

Il Triduo sacro

33. Il coetus fidelium, che aderisce alla precedente tradizione liturgica, se c’è un sacerdote idoneo, può anche celebrare il Triduo Sacro nella forma extraordinaria. Nei casi in cui non ci sia una chiesa o oratorio previsti esclusivamente per queste celebrazioni, il parroco o l’Ordinario, d’intesa con il sacerdote idoneo, dispongano le modalità più favorevoli per il bene delle anime, non esclusa la possibilità di ripetere le celebrazioni del Triduo Sacro nella stessa chiesa.

I Riti degli Ordini Religiosi

34. È permesso l’uso dei libri liturgici propri degli Ordini religiosi in vigore nel 1962.

Pontificale Romanum e Rituale Romanum

35. È permesso l’uso del Pontificale Romanum e del Rituale Romanum, così come del Caeremoniale Episcoporum in vigore nel 1962, a norma del n. 28 di questa Istruzione e fermo restando quanto disposto nel n. 31 della medesima.

Il Sommo Pontefice Benedetto XVI, nell’ Udienza concessa il giorno 8 aprile 2011 al sottoscritto Cardinale Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, ha approvato la presente Istruzione e ne ha ordinato la pubblicazione.

Dato a Roma, dalla Sede della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, il 30 aprile 2011, nella memoria di san Pio V.

William Cardinale Levada
Presidente

Mons. Guido Pozzo
Segretario

_______________

[1] BENEDETTO XVI, Lettera Apostolica Summorum Pontificum Motu Proprio data, AAS 99 (2007) 777; cf. Ordinamento generale del Messale Romano, terza ed. 2002, n. 397.
[2] BENEDETTO XVI, Lettera ai Vescovi in occasione della pubblicazione della Lettera Apostolica "Motu Proprio data" Summorum Pontificum sull’uso della Liturgia Romana anteriore alla Riforma effettuata nel 1970, AAS 99 (2007) 798.
[3] Cf. C.I.C. can. 838 §1 e §2.
[4] Cf. C.I.C. can. 331.
[5] Cf. C.I.C. cann. 223 § 2; 838 §1 e § 4.
[6] Cf. BENEDETTO XVI, Lettera ai Vescovi in occasione della pubblicazione della Lettera Apostolica "Motu Proprio data" Summorum Pontificum sull’uso della Liturgia Romana anteriore alla Riforma effettuata nel 1970, AAS 99 (2007) 799.
[7] Cf. C.I.C. can. 900 § 2.
[8] Cf. C.I.C. can. 249; cf. Conc. Vat. II, Cost. Sacrosanctum Concilium, n. 36; Dich. Optatam totius, n. 13.
[9] Cf. BENEDETTO XVI, Lettera ai Vescovi in occasione della pubblicazione della Lettera Apostolica "Motu Proprio data" Summorum Pontificum sull’uso della Liturgia Romana anteriore alla Riforma effettuata nel 1970, AAS 99 (2007) 797.


fonte: vativan.va

118 commenti:

  1. Prima che inizi la pioggia delle critiche, noto una frase dell'Istruzione che a mio avviso è altamente positiva: "Offrire a TUTTI I FEDELI la Liturgia Romana nell’Usus Antiquior, considerata tesoro prezioso da conservare". Un cavallo di battaglia dei nemici del MP è sempre stato che si trattava solo di un'offa gettata agli ipertradizionalisti irriducibili. Ora almeno non potranno più dirlo.

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  2. Dopo una letta veloce posso dire che da una parte tutto è come prima: perchè chi non la voleva in parrocchia ora c'ha la scusa servita dal Papa:

    "Nei casi di gruppi numericamente meno consistenti, ci si rivolgerà all’Ordinario del luogo per individuare una chiesa in cui questi fedeli possano riunirsi per ivi assistere a tali celebrazioni, <span>in modo tale da assicurare una più facile partecipazione e una più degna celebrazione</span> della Santa Messa."

    Ovvero sbolognare i "pazzi" nelle parrocchie personali della FSSP, o cose simili!: è terminata la speranza di avere una Messa in ogni parrocchia, il prima accorato appello lanciato nel sito Maranatha è stato eliminato tirando lo sciacquone.

    2. La facoltà di non insegnarla nei seminari, che dopo tutto forse è meglio, ho cari amici seminaristi che clandestinamente l'hanno imparata ed ora la sanno meglio di me.

    Ma dall'altra è sorprendente per alcuni punti:
    1. Si da la possibilità di celebrare il triduo tridentino in parrocchia (anche in condominio con il nuovo)
    2. Si ridà vita ai venerabili riti dei religiosi
    3. Si può celebrare senza scrupoli da solo la Messa di Sempre
    4. Si può arrivare alla Segnatura Apostolica per i ricorsi

    Malissimo e scandaloso.
    1. Che non si parla del venerabile RITO AMBROSIANO

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  3. Filippo Burighel13 maggio 2011 19:10

    <span>34. È permesso l’uso dei libri liturgici propri degli Ordini religiosi in vigore nel 1962.</span>

    Beh, questo mi fa molto piacere. Era un punto sul quale molti temevano una marcia indietro.

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  4. <span>Io ho trovate interessanti anche le disposizioni sul "coetus fidelium stabiliter exsistens" nn. 15-16</span>

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  5. Anche a me pare importante il punto 34, ed anche il  35, riguardo il Pontificale Romano.

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  6. Caro don Camillo, per quanto riguarda il rito ambrosiano penso che debbano adeguarsi anche loro perchè non è detto esplicitamente che il Motu Proprio non vale per il rito ambrosiano (contrariamente ad alcune anticipazioni) e poi si dice che si tratta di una legge universale che vale per tutta la Chiesa e quindi non si vede perchè non debba valere a Milano.
    In ogni caso sono sicuramente ammissibili ricorsi di fedeli del rito ambrosiano alla Commissione Ecclesia Dei che penso li accoglierà......
    don bernardo

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  7. Ospite ingrato13 maggio 2011 19:19

    Se non siete contenti stavolta, non lo sarete mai più. Il che non vuol dire che sia scontento io.

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  8. Poi Scola sarà certamente benigno nel concedere il Rito antico ;-)

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  9. Deo Gratias
    Ho letto il testo e anche molti commenti, la mia opinione è che si tratta di un documento buono e positivo, non si rimangia nulla del Motu Proprio, penso che umanamente non si poteva fare di meglio. Con questo penso che la battaglia contro le forze moderniste del male dovrà continuare, esse si attaccheranno a qualche cavillo, ma non dobbiamo scoraggiarci la Madonna ci aiuterà, per me è importante molto la data del 13 Maggio...... dirò più avanti i punti positivi a mio parere della nuova istruzione.....
    don Bernardo

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  10. Federico, si formerebbero ISOLE, NON parrocchie! La nostra gente è tradizionale e preferisce andare ad una messa celebrata così così, che una messa OTTIMA ma a Km di distanza.

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  11. Filippo Burighel13 maggio 2011 19:22

    <span>"Malissimo e scandaloso.  
    1. Che non si parla del venerabile RITO AMBROSIANO"</span>

    Manco del Mozarabico e di Braga, se è per quello.
    Non ho capito 'sta ossessione per i'ambrosiano rispetto agli altri usi particolari. Anzi, l'ho capita e sembra più dettata dal desiderio di dar contro ai curiali meneghini piuttosto che alla genuina speranza di estendere il SP ad altri usi particolari. E spero che nessuno se ne esca con calcoli numerici sull'estensione del rito ambrosiano rispetto ad altri perché sarebbe PIU' CHE SCANDALOSO!
    Se si deve combattere la buona battaglia per gli usi particolari è doveroso che sia per tutti tali usi e non solo per alcuni, tanto perché Martini e Tettamanzi ci stanno suile scatole.

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  12. Simon de Cyrène13 maggio 2011 19:24

    Ottimo testo!
    Oremus et pro Pontefice nostro...

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  13. Riguardo al Pontificale (ed in genere al messale del '62): insomma si parla sempre della prima riforma di Bugnini, non lo scordiamo!

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  14. Filippo Burighel13 maggio 2011 19:27

    Sì Federico, Scola è giudicato da molti cattoprog di mia conoscenza "troppo benedettiano". E' tranquillamente ipotizzabile che si adegui di propria iniziativa al SP anche per l'ambrosiano. Nel caso andasse a reggere Milano, ovviamente. ;-)

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  15. 28. Inoltre, in forza del suo carattere di legge speciale, nell’ambito suo proprio, il Motu Proprio Summorum Pontificum, deroga a quei provvedimenti legislativi, inerenti ai sacri Riti, emanati dal 1962 in poi ed incompatibili con le rubriche dei libri liturgici in vigore nel 1962.
    Il passo veramente rivoluzionario è questo, e mi stupisco che nessuno l'abbia notato!!! Adesso ne rivedremo delle belle.....Ma lo capite??

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  16. (segue il prec. mio intervento)

    Analizzo gli aspetti positivi:

    Innanzitutto il titolo "Universae Ecclesiae" è un documento che vale per tutta la Chiesa..... anche per la diocesi ambrosiana...... infatti non è detto esplicitamente che il Motu Proprio si riferisca a tutta la Chiesa tranne la diocesi ambrosiana.......
    Inoltre anche gli usi liturgici dei vari ordini religiosi (soprattutto i domenicani) sono permessi.....
    I Vescovi sono caldamente invitati ad applicare nelle loro diocesi con religioso ossequio le disposizioni papali
    sono caldamente invitati ad informare e formare quei sacerdoti e seminaristi che volessero celebrare nel rito antico a favore dei fedeli che ne fanno richiesta......
    E' possibile ricorrere alla commissione Ecclesia Dei come superiore gerarchico che ha potere sui vescovi refrattari ad obbedire al santo Padre
    Il gruppo stabile dei fedeli è concepito nel modo più ampio possibile: possono essere di varie parrocchie, o fuori diocesi, può essere formato anche dopo il Motu Proprio,
    Si conferma che ogni sacerdote privatamente può celebrare nel rito che gli pare senza chiedere permesso a nessuno
    Si conferma che può essere usato liberamente dai sacerdoti il breviario romano (o i breviari del proprio ordine religioso all'anno 1962)
    in somma le buone notizie mi sembrano in forte maggioranza
    (segue)
    ......

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  17. Filippo Burighel13 maggio 2011 19:32

    Caro Areki (o don Bernardo, come preferisce?), il ragionamento che fa mi sembra corretto. Però è anche vero che questa istruzione ha sentito il bisogno di parlare ESPLICITAMENTE dei riti degli ordini religiosi. Uno Tettamanzi a caso potrebbe anche dire: "Non parla esplicitamente di quel che mi riguarda, quindi non mi riguarda." Resta questo "vuoto normativo", effettivamente.

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  18. Grande passo avanti, i sacerdoti ostili al VO sono sempre di più messi di fronte alla loro disobbedienza. Chi, invece di apprezzare, è ancora una volta negativo vada fraternamente a quel paese! :) :) :)

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  19. La Madonna certo ci aiutera' ma il coraggio è compito nostro. Vedrete che verra' paludato d'obbedienza e al primo no si torna tutti nei ranghi.Certo si potra' parlare ancora del punto 34 e 35.

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  20. Filippo Burighel13 maggio 2011 19:37

    Don Camillo, per pietà, la scongiurerei in ginocchio se potessi. Non infiliamoci nel solito "cul de sac" bugniniano.

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  21. (seguito e conclusione)

    Quando all'articolo 19 che invita ad accettare la riforma di Paolo VI e ad essere obbedienti alla Santa Sede, osservo che il Santo Padre non poteva scrivere diversamente. Sono convinto che è possibile criticare i libri liturgici di Paolo VI (quantunque i sacramenti con essi conferiti sono validi) e uno dei primi che ha criticato nelle sue opere la riforma liturgica del massone (?) Bugnini è stato proprio il Card. Ratzingher nelle sue opere liturgiche......
    Penso che di più il Santo Padre non poteva fare, avrebbe dovuto sconfessare pubblicamente Paolo VI, ma questo non è possibile..... Paolo VI e la sua riforma hanno gli "anni contati", dovranno avvicinarsi sempre di più al Rito Antico.....
    don Bernardo

    Grazie Santo Padre

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  22. Ospite speranzoso e non illuso13 maggio 2011 19:43

    Se persino Don Camillo vi ha trovato <span>qualcosa</span> di buono, allora questo documento vale davvero ;) !
    Certo ha dei difetti, e attenzione che probabilmente adesso i modernisti scateneranno una vera e propria guerra, appigliandosi a ogni cavillo per non rispettare il testo (oppure lo ignoreranno bellamente). Nè bisogna illudersi che adesso la situazione cambierà da così a così.
    Ma il documento stabilisce anche che i fedeli, tutti i fedeli, hanno non solo doveri, ma anche diritti, e c'è un organismo della curia vaticana, con mandato papale, che deve farli rispettare.
    Quindi 'i cattivi' attaccheranno in continuazione, ma i 'buoni' hanno la possiiblità di rispondere colpo su colpo (anche perchè possono contare su un grande Aiuto dall'Alto, non trovate?)

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  23. Ospite speranzoso e non illuso13 maggio 2011 19:49

    Ma dov'è il commento della Redazione? Dopo l'Istruzione, era quello che attendevo di più :-D .

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  24. Sono sostanzialmente soddisfatto del testo... tranne che per un passaggio:

    19. I fedeli che chiedono la celebrazione della forma extraordinaria non devono in alcun modo sostenere o appartenere a gruppi che si manifestano contrari alla validità o legittimità della Santa Messa o dei Sacramenti celebrati nella forma ordinaria e/o al Romano Pontefice come Pastore Supremo della Chiesa universale.

    Evidentemente i Vescovi nei loro rapporti hanno lamentato sicuramente l'atteggiamento anti-Messa Novus Ordo dei fedeli tridentini, dolendosi di allevare delle "serpi in seno", contro il Papa e contro il Vaticano II.

    Questi porporati pensano che la gente vada alla Messa Tridentina o frequenti i Sacramenti mossa esclusivamente dall'idea e dalla finalita' di andare "contro" qualcosa... questo articolo e' stata una concessione ai preoccupatissimi Vescovi modernisti, che vedono fiorire comunita' di persone "fuori" (sic) dalla Chiesa: che coraggio!!!

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  25. Questa sera andro' a letto felice. La Madonna di Fatima NON ci ha abbandonato e Papa Benedetto e' un grande!

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  26. Mi puoi spiegare, Placentinum? Grazie!

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  27. Un esempio piccolo piccolo potrebbe essere il seguente: Parte dell'istruzione ut sive sollicite non si dovrebbe applicare... oppure le norme circa la confezione della suppellettile sacra (anche paramenti ecc..) nonchè la loro benedizione o consacrazione... ma ce ne sono anche altri di esempi, molto più significanti, come per esempio se ancora qualcuno riceveva la comunione in piedi assistendo alla messa in forma extraordinaria, ora non potrà più...eccetera, eccetera, eccetera.... Questa norma ripristina di diritto tutto quello che i modernisti chiamano"inutile pompa" superstizione" "orpelli"... A ben vedere si dovrebbero ancora usare fiocchi, seta marezzata, cotte sopra i rocchetti ecc...

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  28. No don Camillo, non elimina le Parrocchie, infatti il dire che anche il Triduo può essere fatto nelle Parrocchie, appare evidente che se si trova il gruppo, o che anche il sacerdote voglia dirla da solo, la Parrocchia dovrà prestarsi..... ;)

    il punto DOLENTE è nell'ormai linguaggio conciliare acquisito che però è anche di natura evangelica, di Cristo: VUOI TU?
    Certo è che nel linguaggio del DOCUMENTO ECCLESIALE in quel VUOI TU? prevede una risposta AFFERMATIVA.... il problema è che ci vorrà ancora molto tempo prima che questa giunga, ma il Documento è buono....visti i tempi e il disastro cinquantennale, quasi, non ci si poteva attendere di più....

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  29. Caro don Bernardo! Quali nuove sul fronte Mons. Iannone? Che dice, possiamo provare con rinnovata lena ad organizzarci in diocesi?

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  30. Trappolone neomodernista perfetto! A norma del n. 19, i  fedeli (ed implicitamente, a maggior ragione, i sacerdoti) saranno obbligati a piegare il ginocchio davanti all'idolo bugniniano della "Chiesa Conciliare", e a dichiarare ufficialmente (con apposito giuramento?) che il rito di Paolo VI è pienamente legittimo.  Solo dopo essersi prostrati ed aver bruciato ciascuno il proprio granello d'incenso, ormai neutralizzati e saliti a bordo del treno conciliare, saranno lasciati liberi di divertirsi col loro gioco preferito, tra pizzi e merletti, per tutto il tempo che vogliono.   Buon viaggio verso l'abisso.               

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  31. Oggi è il 13 maggio...  Maria Santissima di Fatima, aiutaci tu!

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  32. Ospite speranzoso e non illuso13 maggio 2011 20:48

    Eh, Amicus, il punto 19 è pensato proprio per quelli come lei.

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  33. Ospite speranzoso e non illuso13 maggio 2011 20:52

    Eh, Amicus, il punto 19 è pensato proprio per quelli come lei.

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  34. Ospite speranzoso e non illuso13 maggio 2011 20:52

    Chi dice che non l'abbia già fatto? Lei forse, in quanto quarto veggente?
    Comunque, ecco il commento di Introvigne:
    http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-messa-in-rito-anticoistruzioni-per-luso-1867.htm
    Poi, un pensiero ad Antonio Pandiscia, bravo giornalista e biografo di Padre Pio (di cui era figlio spirituale) oggi tornato alla casa del Padre all'età di 74 anni.

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  35. Oggi sta succedendo di tutto: Rodari riporta stasera la cinquina ( e non la terna) sottoposta al Papa x la successione a Milano: Scola, Ravasi, Parolin, Lambiasi, Giordano

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  36. Don camillo ci prova ad essere critico come suo solito, ma non ci riesce. Questa volta, in fondo in fondo, non è convinto di ciò che scrive ...

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  37. Simon de Cyrène13 maggio 2011 21:28

    L'art.19 da anche un'altolà formale a tutte le forme di collaborazionismi ambigui e altre illecite alleanze tra cattolici fedeli alla Chiesa e al Santo Padre, tutti i Concili inclusi, ma amanti l'usus antiquor e quelli ormai fuori, negativamente critici verso il NO e il Magistero della Chiesa tipo FSSPX.
    Ormai è chiaro che qui il Santo Padre chiama il gregge a raggrupparsi intorno a lui e a lasciar perdere le sirene scimatizzanti e ereticizzanti in questa battaglia per la forma straordinaria nelle nostre diocesi.
    Mi aspetto quindi che siti come MIL ne prendano specificamente atto e che riconsocendosi come cattolici fedeli desiderosi di essere tra i beneficiari di Universae Ecclesiae rivedano certe alleanze ed impostazioni redazionali alfin di aiutare tutti gli amanti della liturgia nel solco della Tradizione fedeli al Magistero a conseguire questo scopo. 
    Che Viva S.S. Benedetto XVI che parla chiaro e che ci dice che chi non è con lui lo deve assumere senza doppiogiochismi.
    Che viva l'articolo 19!
    Ubi Petrus Ibi Ecclesia. I.P.

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  38. Filippo Burighel13 maggio 2011 21:31

    Più che inchinarsi al Rito "Antico" penso che si arriverà a un Rito "Rinnovato". Una sorta di "Editio Tipica 20XX" della Messa di Sempre spacciata per il "nuovo" Messale di Papa "Tizio Caio" (sostituire con eventuale nome di successore del Santo Padre regnante, ancora per molti anni speriamo). A volte ci vuole un po' di diplomazia, per il bene della anime.

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  39. Filippo Burighel13 maggio 2011 21:34

    Mah, penso che questo sia più una repetita juvant contro i gruppi sedevacantisti.

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  40. Filippo Burighel13 maggio 2011 21:41

    Direi che possiamo ridurre tutto a Scola e Ravasi (preferisco il primo, ma il secondo è meglio di tanti altri).

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  41. @ 'Ospite speranzoso e non illuso': guardi che il Novus ordo Missae bugniniano, come scrissero i Cardinali Ottaviani e Bacci a Paolo VI, "rappresenta, sia nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa".  Dopo di che, se lei vuole riconoscerlo come legittimo, si accomodi pure, sono affari suoi (dei quali dovrà però un giorno rendere conto a Dio). Del resto, lo riconoscevano pienamente legittimo anche i sei consultori protestanti (tra i quali il noto calvinista Max Thurian dei frères di Taizé) che avevano collaborato alla sua realizzazione, e che ne erano addirittura entusiasti.  Può consolarsi, è in buona compagnia...     

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  42. Eh No! Scola non si tocca! sono certo che a Milano potrebbe fare ottime cose ma in laguna ne abbiamo ancora bisogno.

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  43. E ti pare che il nostro fedele pseudotradizionalista non avrebbe messo l`accento sull`articolo 19! 8-)

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  44. Simone: 1) l'articolo 19, che ho il sospetto diventerà, dai modernisti come lei, il più citato, abusato e strumentalizzato della Universae Ecclesiae, non menziona affatto il concilio; 2) la validità o legittimità della Santa Messa o dei Sacramenti celebrati nella forma ordinaria e/o del Romano Pontefice sono ben riconosciute da tutti i tradizionalisti, FSSPX compresa, che nelle sue Messe prega "per il nostro Pontefice"; 3) l'uso che lei fa del termine "collaborazionismo" è semplicemente odioso; 4) il suo minaccioso "invito" a questo sito a "riconoscersi cattolico" è ridicolo, prima ancora che offensivo.

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  45. Ancora una volta: GRAZIE, PAPA!!!!!  ;)

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  46. Peter Moscatelli13 maggio 2011 22:20

    Rev.mo don Areki,

    il testo non potrà certamente aiutare ad estendere l'applicazione del motu proprio al rito Ambrosiano; va però detto che l'istruzione è molto chiara sui principi (coesistenza dei riti riformati e antichi, romano e degli ordini per il bene di tutti i fedeli) e ovviamente questo discorso si può estendere al contesto dell'arcidiocesi di Milano. Rimane vero che il Papa non prescrive niente in merito, ma niente vieta al Caporito di adottare le misure necessarie, seguendo la mens del Papa che risulta molto chiaramente dal motu proprio letto alla luce dell'istruzione. Non si è forse sempre detto che ubi Petrus, ibi ecclesia ambrosiana?

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  47. Carissima, non posso parlarti in questa sede perchè dovrei scrivere troppe cose....... comunque mi ha detto in un colloquio queste testuali parole: "Se c'è un gruppo stabile certamente io darei la possibilità di celebrare la Messa Antica". Ho avuto un colloquio con lui abbastanza positivo, ma non posso scrivere quì i particolari. Se hai il mio telefono chiamami e possiamo scendere nei particolari.....

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  48. l'astio del simonecireneo é uno splendido modo di ringraziare chi (la FSSPX) é all'origine del motu proprio e di questa stessa "Universae Ecclesiae" : la liberazione della messa era una delle condizioni sinequanon per attuare i colloqui, la fsspx l'ha voluta AMGD per il bene e la salvezza di tutte le anime (anche la tua cireneo...)

    inoltre precisiamo : 
    1) "chi non è con il papa lo deve assumere" solo se si chiama FSSPX, se invece ci si chiama KiKo si puo' dettare legge al papa.
    2 Il papa non parla chiaramente, il papa fa come sempre: il l<span>eone con chi ha ancora il senso dell'obbedienza e il coniglio coi prepotenti. come si fa in Vaticano da 50 anni a questa parte !</span>

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  49. Dei libri liturgici in vigore nel '62, l'unico davvero tradizionale è il Caeremoniale Episcoporum. Don Camillo ha perfettamente ragione.

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  50. Caro Simone di Cirene, l'articolo 19 è cartastraccia nella interpretazione che lei ne da.  
    La liturgia di Paolo VI non è un dogma di fede. Capito hai????
    Io la celebro ovviamente e sono certo che ci comunica la grazia, ma preferisco nel mio cuore la liturgia tridentina e non devo chiedere permesso a nessuno per questo.
    Ringrazio il Santo Padre e la Madonna di Fatima. E prego anche per te
    don Bernardo

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  51. si può essere una concessione, ma è un articolo con i piedi di argilla..... non ha nessuna vera forza e si può aggirare con grande semplicità.....

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  52. Queste banalizzazioni mi paiono sconvenienti e oltraggiose oltre che in qualche modo forzate. La liturgia non è fatta di pizzi o merletti. Ma sapete che le pianete potevano essere in sintetico già negli anni '40? Questa sarebbe una incompatibilità? I calici che vengono usati per la Messa Paolina non potrebbero essere utilizzati per la Messa tradizionale perchè benedetti e non consacrati? Suvvia, siamo seri e cerchiamo l'essenza del rito

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  53. Caro Amicus hai ragione, tuttavia mettiamoci nei panni del Papa....... ogni cosa a suo tempo....... il Papa stesso quando era cardinale ha criticato duramente la riforma liturgica del massone Bugnini ........ ma i miracoli non si possono fare dall'oggi al domani........ le vere riforme esigono lacrime e sangue....... coraggio caro fratello.........

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  54. Speriamo di no... Se già Bugnini fu in grado di partorire riforme così eclettiche quando il rito antico era praticato ovunque mi chiedo cosa potrebbe fare un liturgista di oggi

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  55. Ospite speranzoso e non illuso13 maggio 2011 22:37

    Hpoirot, non esageri. La vicenda della Fraternità ha certamente influito (e certo quando si parla di riconciliazione, loro sono assai inclusi), ma considerarla L'origine mi sembra esagerato. All'origine ci sono cause diverse, ma se fosse come dice lei, allora avrebbe ragione chi minimizza il MP dicendo che è solo un contentino per i tradizionalisti. La prospettiva del papa è più ampia.

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  56. Ospite speranzoso e non illuso13 maggio 2011 22:58

    Se dovessimo metterci a discutere sulla validità/legittimità del NO, ci metteremmo giorni. Davanti al Giudizio dovremo presentarci tutti, e nessuno ci garantisce la salvezza, possiamo solo affidarci alla misericordia del Signore. Il quale però, non ci chiederà quale messa preferivamo ma come ci siamo comportati con i suoi (e nostri) fratelli più piccoli.
    Ovviamente la liturgia è fondamentale in quanto corretta espressione della nostra fede e via per attingere alle grazie sacramentali. Ma per quanto riguarda quello in cui credo, direi che finchè credo in Dio Padre, in Suo Figlio Gesù Cristo fattosi uomo nel seno di Maria Vergine, morto e risorto per noi, nello Spirito Santo, nella Santa Chiesa Cattolica Apostolica e Romana guidata dal papa e dai vescovi in (vera) comunione con lui, nella remissione dei peccati, nella resurrezione e nella vita eterna... e finchè continuerò a credere nei 10 Comandamenti, come princìpi basilari di ogni morale, sostenendo inoltre la piena validità della messa tridentina.. direi che almeno come dottrina sono tutto sommato a posto.
    Lei invece, che sembra separare la Chiesa in due epoche come i modernisti, che oltraggia un rito imperfetto ma non per questo eretico o illegittimo (d'altronde cosa dovremmo dire allora delle messe dei primi secoli cristiani? Lo so, il succo è sempre stato il medesimo, ma nel I secolo non se le sognavano neanche liturgie come quella tridentina. Ma non per questo consideriamo quelle messe antiche illegittime o eretiche) e si mette contro il romano pontefice, che cosa dirà al Signore? "Signore, ho sempre seguito la messa in latino. E naturalmente ho insultato e sputato a zero contro tutti i miei fratelli che non la pensavano come me, incluso il tuo Vicario, disprezzandoli come meritavano. Fatto bene, vero? ;) ".
    Scherzi a parte, io mi auguro che un giorno ci ritroveremo in Paradiso a ridere delle nostre discussioni.
    In pace.

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  57. Comunque, se il punto c) dell'art. 8 ("favorire la riconciliazione in seno alla Chiesa") è un riferimento, come appare probabile e credibile, alla FSSPX, ciò dimostra, ancora una volta, che la Fraternità è considerata, anche dal Papa oltre che dalla Dottrina e dal buon senso, già in seno alla Chiesa. Altro che gli "atteggiamenti scismatici" proclamati da qualche imbecille.

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  58. Don Alfredo M. Morselli13 maggio 2011 23:18

    Qui bisogna sacrificarci tutti anche in vista del prossimo conclave. Anche se è vero che il Papa lo fa lo Spirito Santo, non bisogna tirare la volata a chi è assai diverso del nostro Benedetto XVI

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  59. Ospite speranzoso e non illuso13 maggio 2011 23:19

    Oh, su Fatima ci penso e ci medito. Tuttavia quasi 2000 anni fa, un certo Gesù Cristo disse che la Chiesa non sarebbe mai stata distrutta. Chi ha più valore dunque? So bene che non distrutta non significa che non verrà ferita, sconquassata, dilaniata, che l'apostasia dottrinale è ben presente in tutti i livelli della chiesa gerarchica. Eppure, da nessuna parte si dice che la Chiesa non sarà più Chiesa. E io continuo a seguire la Chiesa rappresentata dal papa (quel 'a partire dalla sommità' è un pò sbrigativo interpretarlo come riferito al pontefice direttamente. Santa Caterina da Siena diceva che i papi sarebbero stati vicari di Cristo fino alla fine dei tempi). Ritengo di essere in grado di accorgermene se inizierà a demolire i dogmi uno ad uno.
    Di nuovo in pace.

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  60. Filippo Burighel13 maggio 2011 23:19

    http://www.staugustineshouse.org/index.php

    Saint Augustine's House è un monastero luterano americano. Seguono la regala benedettina e adottano una liturgia derivante dall'Anglican Missal, ovvero una traduzione in inglese elisabettiano del MESSALE DI PIO V. Come dire che per i luterani è perfettamente conforme con la loro dottrina anche il Rito Antico.

    Vediamo di piantarla con questa minchiata del Novus Ordo pienamente legittimo per i protestanti, perché lo è pure il Vetus.

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  61. Dare a Simone di Cirene del "modernista" perché richiama il testo sulla dovuta obbedienza al Pontifice romano mi lascia più che sconcertato,,,veramente rimango scandalizzato  di tali parole...Ovviamente io sono cattolico romano e non riesco a capire come delle persone che si dic ono cattolici romani  si esprimono con tanto astio e mala fede.

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  62. Amicus, condivido i suoi timori e lo spirito che anima il suo messaggio, che condivido. Tuttavia l'ormai famoso (o famigerato) art. 19 non cita affatto il concilio. E riguardo alla messa conciliare anch'io, quando non posso andare alla Messa di sempre, la frequento. Certo, con molti mal di pancia e autoconvincendomi, per principio di prudenza, di una "presunzione di validità".

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  63. Non ne sarei così sicuro....

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  64. Mi sembra che a lei sfugga totalmente il senso del concetto di rito (che deriva da "ordine") e della concezione della forma come definizione e garanzia ontologica e giuridica della sostanza. La sua è una difesa della sciatteria, della superficialità e della volgarità. La liturgia è fatta anche di "pizzi e merletti", perchè il Bello, il Vero e il Buono sono intimamente co-esistenti.

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  65. <span>Amicus, condivido i suoi timori e lo spirito che anima il suo messaggio. Tuttavia l'ormai famoso (o famigerato) art. 19 non cita affatto il concilio. E riguardo alla messa conciliare anch'io, quando non posso andare alla Messa di sempre, la frequento. Certo, con molti mal di pancia e autoconvincendomi, per principio di prudenza, di una "presunzione di validità".</span>

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  66. Sono veramente stupefatto! La cosa che mi ha colpito è proprio il permesso di riutilizzare i venerabili riti dei religiosi, che nel 1962 erano di gran lunga più "sani" del Messale di Giovannone. Spero porti un risveglio per la vita consacrata.

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  67. Il parroco che ha in parrocchia i tradizionalisti e non li vuole li può cacciare con la scusa che nella parrocchia "destinata" ai tradizionalisti il sacerdote incaricato potrà celebrare più "dignitosamente" (?! che vuol dire???).

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  68. Sì, leggendo con più calma, fermo restando i punti descritti sopra, posso dire che questa istruzione aiuta enormemente i parroci e religiosi tradizionalisti a celebrare la messa di Sempre, ma nello stesso tempo da un appiglio ai più contrari a non far entrare questo rito nelle proprie parrocchie. Tutto dipenderà da voi cari fedeli laici, chi la dura la vincerà!

    Altra punto interessante e la possibile collaborazione con i sacerdoti  e fedeli della FSSPX.

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  69. Anna Rita Onofri14 maggio 2011 01:32

    ...Ma lei, Ospite speranzoso...
    crede veramente che se non ci fosse stato Mons. Lefebvre, il quale si è battutto come un leone per la difesa del Vetus Ordo, sopportando anche una ingiusta scomunica fino alla morte, e custodendo con amore e coraggio sia la Tradizione che i Consacrati ed i laici decisi a rimanere fedeli alla Dottrina e alla Liturgia di sempre....lei crede davvero che oggi avremmo un Sommorum Pontificum, una Universae Ecclesiae, e soprattutto la Messa Cattolica di sempre ancora celebrata?....

    Crede veramente che se, a ridosso del Concilio, "quel Grand'Uomo di Lefebvre" (come lo ha recentemente definito B. XVI) non avesse operato quel sacrosanto "scisma", di cui la Vergine Santa apparsa in Olanda come la "Signora delle nazioni" mandò ad avvertire Paolo VI della sua imminenza, se non avesse corretto tutte le tesi peregrine su dottrina e liturgia che stavano invadendo la Chiesa (avvertimento ovviamente inascoltato)...e se non avesse sollevato grazie a quell'azione tutto il polverone che ha condotto molti (compreso Rartzinger) ad interrogarsi seriamente....lei crede che oggi noi saremmo qui a parlare di questo, saremmo qui a vedere la "forma straordinaria liberata", o piuttosto non saremmo TUTTI a danzare giudaicamente attorno ad una mensa luterano-cabalista, o a tirar palloncini al soffitto della Chiesa, assieme a Schoenborn, fra chitarre elettriche e luci psichedeliche?....

    Davvero il sacrificio di Lefebvre e della sua FSSPX, ci hanno ottenuto questo giorno. Spero di vivere abbastanza per vedere la Chiesa canonizzare colui che aveva scomunicato.

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  70. Sì. Ora i canonici ed i protonotari potranno rimettersi la mitria, i cardinali potranno indossare la veste di seta marezzata, con mozzetta e mantelletta ( a Roma), e la fascia coi fiocchi d'oro!!!

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  71. Non considero l`istruzione perfetta,  penso ai seminaristi che dipenderanno da Ordinari che, possiamo esserne certi, diranno che non ci sono esigenze pastorali, per offrire loro la possibilità di apprendere la forma extraordinaria del Rito,  penso ai vescovi che non potranno conferire gli ordini minori e maggori con il Pontificale Romanum del 1962 , ma la considero comunque un  passo in avanti (Padre Lombardi permettendo...) , il Papa impegna la sua autorità per quella che è una legge universale per la Chiesa.
    Poi aggiungo una piccola nota in forma di sorriso,  se veramente le due forme dell`unico Rito Romano hanno pari dignità,  se sono espressione della stessa lex orandi della Chiesa, accanto all`articolo 19, avrebbe dovuto esserci un articolo 19bis:

    19 bis. I fedeli che assistono alla celebrazione della forma ordinaria non devono in alcun modo sostenere o appartenere a gruppi che si manifestano contrari alla validità o legittimità della Santa Messa o dei Sacramenti celebrati nella forma extraordinaria.

    Basta vedere la bile che sta travasando in certi blog, per avere la conferma dell`opposizione compulsiva e viscerale di molti alla Santa Messa Antica.

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  72. <span>Non considero l`Istruzione perfetta, penso ai seminaristi che dipenderanno da Ordinari che, possiamo esserne certi, diranno che non ci sono esigenze pastorali per offrire loro la possibilità di apprendere la forma extraordinaria del Rito,  penso ai vescovi che non potranno conferire gli ordini minori e maggori con il Pontificale Romanum del 1962, ma la considero comunque un passo in avanti importante (Padre Lombardi permettendo...) , il Papa impegna la sua autorità per quella che è una legge universale per la Chiesa.  
    Poi aggiungo una piccola nota in forma di sorriso,  se veramente le due forme dell`unico Rito Romano hanno pari dignità,  se sono espressione della stessa lex orandi della Chiesa, accanto all`articolo 19, avrebbe dovuto esserci un articolo 19bis:  
     
    19 bis. I fedeli che assistono alla celebrazione della forma ordinaria non devono in alcun modo sostenere o appartenere a gruppi che si manifestano contrari alla validità o legittimità della Santa Messa o dei Sacramenti celebrati nella forma extraordinaria.  
     
    Basta vedere la bile che sta travasando in certi blog per avere la conferma dell`opposizione compulsiva e viscerale di molti alla Santa Messa Antica.  
    </span>
    <span></span><span><span>– </span>Edit</span><span><span> – </span>Moderate</span>

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  73. "<span>Comunque, se il punto c) dell'art. 8 ("favorire la riconciliazione in seno alla Chiesa") è un riferimento, come appare probabile e credibile, alla FSSPX, ciò dimostra, ancora una volta, che la Fraternità è considerata, anche dal Papa oltre che dalla Dottrina e dal buon senso, già in seno alla Chiesa."</span>
    Questo mi pare un bel salto logico. In primis, il documento favorisce la riconciliazione con coloro che fanno parte della Chiesa e vogliono poter celebrare in VO (si pensi ai casi in cui queste persone si sono dovute purtroppo scontrare con i vescovi).
    Per la FSSPX il Papa ha già chiarito che non ha posizione nella Chiesa, attualmente.

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  74. Beh, non diciamo che non vengono dati motivi per scrivere una cosa simile... Basta leggere miriadi di commenti su questo sito...

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  75. "<span>e a dichiarare ufficialmente (con apposito giuramento?) che il rito di Paolo VI è pienamente legittimo."</span>
    O mamma, che sofferenza! Terribile! Chi pensava che per celebrare una messa cattolica servisse mostrarsi obbedienti al Papa?!

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  76. Amicus,
    ad un certo punto, il Papa ha detto e ridetto che è la legittima e ordinaria celebrazione della Chiesa in questo momento. Facciamocene una ragione, via...

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  77. Lei in "certi blog" non interviene?
    Magari le rinfacceranno le sue continue difese della FSSPX...
    o il fatto che ha sempre avuto da dire contro la Riforma liturgica...

    a. 19 ;) :) :-D O:-) :-P :*

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  78. Guardate soprattutto la foto scelta da Famiglia Cristiana ......

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  79. Chissà perché, il famigerato 'articolo 19' mi ricorda tanto un'altra scena, quella della terza tentazione di Gesù nel deserto: "Di nuovo il Diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse. 'Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai'. "    E qui è la stessa scena. Tutto sarà dato ai 'tradizionalisti': chiese, paramenti, i cardinali Burke, Canizares e Bartolucci, perfino - se necessario - il Papa in persona a celebrare la Messa Tridentina, purchè, prostrati, riconoscano la legittimità del Novus Ordo Missae: ovvero  la quintessenza della nouvelle théologie in versione divulgativa, veicolata dalla nuova liturgia del 1969\'70, che sta distruggendo la Chiesa e spegnendo la Fede.  Per favore, cercate di aprire gli occhi!   

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  80. Forse vi sfugge che si parla di incompatibilità con le rubriche, non con decreti, canoni ecc...

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  81. Tempo fa dissi che si sarebbe fatta "terra bruciata" intorno a certi "gruppi".
    Oggi a guardare i fatti la mia previsione risulta addirittura pessimistica...

    Si è scavata una tombale "voragine"...
    e l'epitaffio sulla lapide sono gli art. 6 e 19.

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  82. certo, come ha fatto in passato

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  83. l'ambrosiano tocca qualche milione di fedeli (italiani, quindi forse molti degli scriventi) e migliaia di preti, a differenza del mozarabico o del rito di Braga. Ergo mi pare LOGICO che ci si interessi in particolare a quello. Sciocchino te e chi mette mi piace

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  84. che però era amputato di un pezzo dalle nuove istruzioni sui riti pontificali della nuova settimana santa

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  85. seta marezzata solo per cardinali e nunzi, non cominciamo con le boiate

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  86. la FSSPX NON riconosce la legittimità della nuova Messa, GRAZIE A DIO

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  87. A parte quello che è regolato dal diritto canonico, se un decreto cozza con le rubriche del '62 è adesso nullo.Sia anche un motu prorpio.  Forse che, per esempio, le rubriche del 62 non prescrivono la cotta sopra il rocchetto per i privilegiati, e la ut sive sollicite lo proibisce?? E allora la ut sive sollicite dovrà piegarsi alla rubrica previgente!!

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  88. il commento di amicus non solum placet, sed multum placet et perplacet

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  89. ma meglio meglio meglio! "certi gruppi" avranno più facilità a difendersi e isolarsi dall'eresia che è OVUNQUE!

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  90. Ha ragione. Faccio ammenda per l'uso impreciso dell'endiade "validità o legittimità" riferito alla Messa modernista. Condivido il suo "Grazie a Dio".

    RispondiElimina
  91. Tripparolo: spiacente (beh, mica tanto) di dare una delusione a lei e ad altri ultra-progressisti, ma sia l'art. 6 che il 19 sono accettabili per la stragrande maggioranza dei fedeli tradizionali. Credo FSSPX inclusa. Ovviamente andranno interpretati....Quindi alle sue funebri e cimiteriali previsioni, posso solo rispondere con il più apotropaico dei gesti...

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  92. Si isoleranno nella propria...
    Da gruppi a "sette" :* .
    Buon isolamento!

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  93. Filippo: e allora? perchè no?

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  94. <span>andranno interpretati...</span>
    proprio lì è il problema: quella necessaria INTERPRETABILITA' di quei punti è la maglia lenta del tessuto che, come nei documenti conciliari tanto controversi, sarà TIRATA,  allargata e deformata a dismisura, ad usum et libitum del Regime,  per sostenere le sue persecuzioni  e repressioni molto soft -a termini di legge- contro i tradizionalisti di ieri e di oggi; chi controlla gli INTERPRETI   ?
    per aver posto queste obiezioni e perplessità, dati gli illustri precedenti risalenti agli anni 1962-65 (punti ambigui MAI CHIARITI, nenache in futuro) ieri ho dovuto figurare come "disfattista" e incontentabile !

    RispondiElimina
  95. Da una prima lettura tenderei ad interpretare questo punto "28" così: atteso l'esplicito e letterale riferimento a ciò che è contrario alle rubriche dei libri liturgici occorre chiedersi se la norma (successiva al 1962 e di cui si vorrebbe sostenere l'inapplicabilità nella forma straordinaria) è contraria alle rubriche dei libri liturgici per la forma straordinaria stessa.
    Occorre, pertanto, distinguere - a parer mio - su ciò che è contrario alle rubriche e ciò che (pur essendo contrario ad altre disposizioni) non è contrario alle rubriche stesse.
    Cercherò di spiegarmi meglio con qualche esempio:
    1) In Italia la CEI obbliga la festa dell'Ascensione (così come altre feste) alla Domenica successiva. Ciò è contrario alle rubriche del 1962? Sì, perché le rubriche del Messale si occupano largamente del Calendario liturgico e, in detto Calendario, la festa dell'Ascensione cade di giovedì. Dunque di giovedì va celebrata. Ciò non toglie che sia ammissibile, sempre a norma delle medesime rubriche, di celebrarbe la "festa esterna" pro populo ripetendone la Messa (non invece l'Ufficio, neanche i Vespri solenni) la Domenica successiva. Del resto sull'argomeno la Commissione Ecclesia Dei si era già espressa in tal senso.
    2) La Santa Sede ha semplificato via via nel tempo le vesti dei Prelati. Ciò è contrario alle rubriche del 1962? Tenderei a rispondere sì o, più precisamente, sì se il Caeremoniale Episcoporum in vigore nel 1962 è da intendersi come libro liturgico (e l'istruzione lo confermerebbe) il cui testo costituisce un corpus di rubriche. Via libera, dunque (e meno male) a pizzi e marezzature (salvo le riduzioni di code e altre semplificazioni già avvenute nel 1962, tra cui - se non ricordo male - anche l'eliminazione del climax discendente nelle vesti dei Prelati in tempo di penitenza). In teoria, se il ragionamento è valido, un Vescovo non diocesano o fuori dalla sua diocesi, recandosi a celebrare un Pontificale in forma straordinaria dovrebbe indossare la mantelletta in luogo della mozzetta.
    3) La Santa Sede ha reso nulli gli indulti che concedevano l'uso della Mitra e di altre insegne pontificali (canone, bugia, calzari ecc...) a Prelati non Vescovi. Ciò è contrario alle rubriche del 1962? Ritengo di no, perché le rubriche dei libri liturgici non trattano la materia. I Prelati non Vescovi indossavano le insegne per indulto o generico o specifico e un indulto non può essere considerato una rubrica dei libri liturgici, mentre l'istruzione si riferisce letteralmente solo a ciò che è contrario alle rubriche dei libri liturgici.

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  96. <span><span>andranno interpretati...</span>  
    proprio lì è il problema: quella necessaria INTERPRETABILITA' di quei punti è la maglia lenta del tessuto che, come nei documenti conciliari tanto controversi, sarà TIRATA,  allargata e deformata a dismisura, ad usum et libitum del Regime,  per sostenere le sue persecuzioni  e repressioni molto soft -a termini di legge- contro i tradizionalisti di ieri e di oggi; chi controlla gli INTERPRETI   ?  
    per aver posto queste obiezioni e perplessità, dati gli illustri precedenti risalenti agli anni 1962-65 (punti ambigui mai chiariti,  neanche in futuro) ieri ho dovuto figurare come "disfattista" e incontentabile !</span>

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  97. Anna Rita Onofri14 maggio 2011 17:00

    Le consiglio di studiarsi bene il significato dele parole "eresia" e "sette".

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  98. Prima di piangere, aspettiamo che ciò si verifichi!

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  99. Certo che sei disfattista e incontentabile, naturalmente insieme ad Amicus e ad altri.
    Oggi è il 14 maggio, l'istruzione è uscita ieri, e già le prefiche stavano ululando come sirene!
    Ora, che vi siano punti oscuri, non vi è dubbio; che siano interpretabili in maniera antitradizionali, è altrettanto chiaro; ma è altrettanto vero che in 4 anni abbiamo avuto due documenti che hanno legalmente liberalizzato e normativizzato la messa in latino, cosa impensabile negli anni '90. Proviamo a fare il confronto con i due indulti del 1984 e del 1988. Io direi che c'è un salto di anni luce!
    Lo so che vorreste anche di più, magari la deposizione di tutti i vescovi e preti contrari, l'abolizione sic et simpliciter del rito nuovo e magari la richiesta di scuse a proposito del Concilio. Non nego che tutto ciò piacerebbe anche a me. Ma sono sicuro di una cosa: anche in quel caso ci sarebbe una interpretabilità che verrebbe "tirata, allargata e deformata a dismisura" e sono sicuro che anche in quel caso le prefiche ululanti si lamenterebbero, perché ho proprio l'impressione che alcuni si siano innamorati del proprio ruolo di perdenti voces clamantes in deserto.
    Sentite: tirate un sospiro di sollievo, perché poteva andare molto peggio, rilassatevi e aspettate un mese in letizia. Preoccupiamoci della persecuzione quando arriverà: ad ogni giorno basta la sua pena; per adesso accontentiamoci (!) del dono che ci ha elargito la nostra Mamma celeste e cominciamo a farci forti dei nostri diritti di fedeli di sempre.

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  100. Vedo che la pensiamo uguale,avrei voluto dire le stesse cose.

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  101. no, Camminante, non sono d'accordo: non possiamo aspettare di vedere (similmente) l'empietà di Assisi3 per deplorare quello che è il GIA' manifesto spirito-di-Assisi-n   !
    La Madonna a Fatima non ha aspettato 100 anni per dirci ciò che STA ORA accadendo, punto per punto, dal 1962  ....oltre ai fatti catastrofici mondiali del 20.mo secolo, iniziando dalla rivoluzione d'ottobre in Russia, scoppiata proprio pochi giorni dopo la sua ultima apparizione, che era gravida di moniti alla Chiesa e a tutta l'umanità, imperniata attorno alla famosa richiesta di consacrazione della Russia al suo Cuore Immacolato, presentata come volontà stessa di Dio Padre, ma costantemente snobbata o sotto-stimata dai papi , in part. da papa Giovanni XXIII, che seppellì il 3. segreto, come se fosse di nessuna importanza per le sorti della Chiesa e del mondo.....alle soglie del mitico CV2, irrinunciabile e da non sottoporre a "controlli" o avvertimenti prudenziali da parte della Madre della Chiesa, forse....
    MA la Chiesa del 20.mo-21.mo sec. pare NOn voler imparare dagli errori già commessi, a ritornare a Dio "con tutto il cuore": sembra voler servire sempre a due padroni, Cristo e il mondo, in tutto e sempre    et-et,  ancora secondo stile e mens conciliare.
    E continueremo a subirne le conseguenze....

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  102. Sono d'accordo; tuttavia credo che, in un periodo di tempeste, fulmini, alluvioni, sia giusto ringraziare ed essere felici per l'ora di quiete e luce concessaci come pausa. Universae ecclesiae è questo. Insieme al motu proprio. Grazie a Dio, almeno per 4 anni ci è stato concesso, sia pur tra grandi difficoltà di vedere la messa di sempre celebrata un po' ovunque nel mondo. Non è molto, ma non è neppure poco.
    Non abbiamo vinto la guerra, ma due battaglie sì!

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  103. Comincio a pensare che sia solo questione di visuale: per me il bicchiere è mezzo pieno, per altri è mezzo vuoto. Questione di mentalità. Godetevi il vostro dolore; io mi godrò la mia gioia. Unicuique suum.

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  104. Redazione di Messainlatino.it14 maggio 2011 19:21

    Lei ha ragione. Ho già scritto in passato che su questo blog si dà del "modernista" troppo facilmente.

    FZ

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  105. Mi sento chiamato in causa. Allora come possiamo definire gli spregiatori della Tradizione e di chi la ama? Se uso il termine "progressista" verrò egualmente anatemizzato? E perchè la Redazione ha invece tollerato, senza condanne, l'uso e l'abuso dell'assurdo termine "tradiprotestante"? Spiacente, continuerò a definire "modernista" chi modernista è.  

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  106. ma se sarà Papa un Cardinale che adesso dici essere modernista, stai tranquillo che giustificherai tutto quello che farà, Morselli. Allora di cosa ti preoccupi? Per te è lo stesso

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  107. ma è esattamente quello che si è verificato, con l'indulto, con il MP, con l'Istruzione. Non c'è niente da aspettare, camminante

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  108. la setta modernista infatti si sta purgando di tutti i cattolici che credevano di poter convinvere pacificamente con essa. Meglio. resteranno solo quelli che sono d'accordo con loro e dicono la vecchia Messa solo per sport, sono loro la setta isolata, siano tanti o pochi

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  109. & the v.g. Dante15 maggio 2011 09:36

    Ottima istruzione. W BENEDETTO XVI

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  110. & the v.g. Dante15 maggio 2011 09:48

    Scusi, Simone, ma non le pare siocco giubilare per l'esclusione di qualcuno? Con tutto ciò che di positivo l'Istruzione contiene bisogna proprio andare a sottolineare, e in modo così discutibile, ciò che per alcuni è causa di sofferenza e di insoddisfazione? Non pensa che questi dovrebbero essere giorni di festa, dopo i molti timori che ci hanno tenuti con il fiato sospeso per lungo tempo? L'ostilità verso la FSSPX non è essa stessa una forma di monomania dalla quale sarebbe bene liberarsi?

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  111. & the v.g. Dante15 maggio 2011 09:52

    Be', adesso Areki, non diciamo "aggirare". E' bruttino. E' quello che pensano e cercano di fare sistematicamente gli oppositori del Motu Proprio: cercare sistemi per "aggirare le norme". E' cattiva fede, è fraudolenza. No, io non direi che l'obiettivo dev'essere quello di aggirare il punto 19. Credo che il Papa non potesse pronunciarsi diversamente sulla questione e penso che l'obiettivo siano soprattutto gruppi sedevacantisti et similia, con l'idea di scoraggiare contrapposizioni esasperate e poco cristiane.

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  112. & the v.g. Dante15 maggio 2011 09:55

    Giordano? Hahahaha, ma dài! Rodari chi? Gianni?

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  113. & the v.g. Dante15 maggio 2011 09:58

    Oh, bravo don Camillo! Un suo mezzo sorriso è già una grande grazia (almeno per chi, come me, la vorebbe sempre felice).

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  114. Sei un tradiprotestante15 maggio 2011 10:00

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  115. & the v.g. Dante15 maggio 2011 10:00

    Famiglia Cristiana? Ma che perdiamo tempo a leggere, quando ci sono ancora tutti gli arretrati di Tex Willer da finire... ;)

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  116. Ma scherziamo? Mettere al bando il NO? E già, chiediamocelo, perchè mai per celebrare una messa cattolica dovremmo dichiararci d'accordo con il Papa? (che non si è mai sognato di dire che il NO vada eliminato e anzi ha sottolineato come esso sia la forma ordinaria)
    Una cosa è dire che sia migliorabile, ma siamo seri, tornare al VO per tutti, per favore...

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  117. Blogger è la piattaforma ideale per i principianti.

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