mercoledì 22 dicembre 2010

Il diario romano di mons. Eleuterio Favella

L'eroico ed arguto monsignor Eleuterio Favella, vescovo titolare di Sinossi, ci ha inviato nei giorni scorsi da Mugnano del Cardinale (AV) il suo Diario Romano, o forse dovremmo definirla Lettera Pastorale rivolta ai suoi fedeli, in quorum grege et nos numeramur. Se abbiamo tardato a pubblicare il testo, è stato per avere il tempo di procurarci, come c'era stato promesso, una rara e preziosa fotografia che ritrae un giovane don Favella al cospetto del Pastor Angelicus: eccovela qui sotto.
Il chirografo di Sua Eccellenza è assai lungo: pertanto lo pubblicheremo in più parti.




Diletti Figli,

in procinto di ritornare nel mio ameno ritiro, mi raggiungeva la convocazione al Sinodo dei Vescovi, essendo Sinossi di cui, sebbene indegnamente, porto il titolo episcopale, nell’Osroene.

In mezzo al Sinodo il S. Padre annunziava il Concistoro: la voce correva da qualche giorno fra i Padri, i periti, i minutanti.

Uno di questi, all’udire il nome di Bartolucci, disse sarcastico "A Liberto gliel’hanno fatto il servizio….."

La considerazione, ancorchè espressa in modo poco complimentoso ed irritante, sottintendeva una certa qual veridicità: in una settimana sollevato dall’incarico per far posto a don Massimo Palombella sdb, mons. Liberto vedeva elevato alla porpora il suo storico predecessore.

E nulla si sentiva, circa la ventilata nomina a un ufficio preposto alla musica sacra, anzi, la mattina seguente, in una pausa dei lavori, lo stesso minutante antipatico, con accento ancor più sardonico diceva ad un giovane francescano "… dovevano nominarlo arcivescovo titolare di Salamina, ma alla fine gli hanno soltanto dato … del salame!"

Stavo per chiedergli se fosse stato un religioso, ma in quel mentre veniva chiamato a gesti – poco cardinalizi, in verità! – proprio dall’Em.mo Segretario di Stato, cui ricambiava con zelantissima rapidità, e quindi ritenni inutile appurare…..

Certo, Liberto non avrà la statura artistica di Bartolucci, ma se lo paragoniamo a chi gli hanno sostituito è come comparare Palestrina a don Giosi Cento….!

A termine della Messa di chiusura del Sinodo mi avviai a salutare don Liberto, ma il mio passo non più agile e la distanza fino al pilastro di S. Elena non mi permise di parlare con il Maestro che era già andato via.

L’indomani mattina un mio vecchio collega mi cedette il suo invito alla premiazione che la fondazione Pro Musica Sacra conferiva ai Maestri Bartolucci e Ratzinger presso il Pims, oltre che ad altri magnati tedeschi, sicchè potevo omaggiare Ratzinger, mio coetaneo ma invero molto più malandato, e l’immarcescibile Bartolucci che vedevo accompagnato da un giovanotto imbronciato che gli faceva da segretario e famiglio: capivo così chi aveva consigliato al vecchio Maestro, tempo fa, e contro le indicazioni del suo storico segretario don Cilia, di presenziare ai concerti di Palombella ……

In quella stessa mattinata, mi riferiva un mio ex alunno presente, nella palestra della scuola della Cappella Sistina veniva inscenata una gustosa pièce.

Un ilare card. Segretario di Stato, ricordando che in gioventù aveva diretto il coro degli aspiranti dell’Oratorio di Valdocco e che, pertanto, avrebbe potuto per sé ben ritenere ad interim la direzione della Sistina, se non fosse stato – diciamo così - oberato di lavoro, presentava il nuovo maestro, accompagnato dal solito Piechota e da mons. Marini il Giovane (προσώπων κώφον!).

Completavano il corteo l’ultimo degli onnipresenti De Nicolò e mons. Guglielmo Alenia per conto …… dell’APSA.

Il povero Liberto dovette anche fare un discorso di circostanza, prima che don Palombella iniziasse a stupire i Sistini con i suoi ……effetti speciali.

La sera successiva, a cena da un mio vecchio compagno di studi, mons. Agostino Spiapeccati già officiale della Penitenzieria Apostolica, ritiratosi da tempo presso le Pie Madri della Pigrizia, ma sempre al corrente di tutto (forse proprio tramite queste ultime, ad onta del loro nome), apprendevo pure che nei giorni precedenti, a Genova aveva già lasciato l’uditorio di stucco, esprimendo idee sulla musica liturgica degne di quel quadernino che è diventato "Armonia di Voci" sotto la sua direzione.

Aggiungeva "Ma te l’immagini Rampolla che presentava Perosi ai Sistini! O Tardini, buonanima, che portava mano a mano Bartolucci….! Evidentemente l’Em.mo non ha nulla da fare!"

"Anzi, corre voce che sia stato proprio lui a togliere le castagne dal fuoco a Palombella in occasione della festa – quasi cardinalizia – che ha dato per la nomina: erano presenti alcuni personaggi! Direttori di conservatorio…" "É tutto dire!" gli ho risposto.

"C’era anche Frisina, anni fa additato dal grande Palombella quale quintessenza della incompetenza musicale in liturgia, poi adescato non si sa per quale ragione"

"Ebbene, ai brindisi pare abbia detto che egli aveva sempre guardato a Frisina come modello, ma che ora lo aveva decisamente superato….Frisina pare sia letteralmente sbiancato, mentre Palombella continuava a brindare allegramente, e l’ilare Segretario di Stato aveva dovuto stendere un velo pietoso, fra gl’interuniversitari alquanto allibiti…"

La solerte suorina ci portò una coppa di crema catalana e mi ricordai di mons. Miserachs.

Visto che rimanevo a Roma, decisi di assistere alla Messa di chiusura delle celebrazioni per il sessantesimo del dogma dell’Assunzione, cui ero stato invitato: sul biglietto era previsto "servizio musicale liturgico curato dal M° don Massimo Palombella".

Lo avrei rivisto dai tempi in cui era all’Ist. Gerini, dove a volte mi invitava il buon direttore don Montanti, oggetto di aspre critiche da parte di un trio di irriguardosi chierici……… Tutti hanno fatto carriera!

Quella sera, pur arrivato tardi a causa del mio segretario, poco pratico dell’indemoniato traffico romano, notavo che però aveva dato forfait e nel salutare in sagrestia il card. Saraiva, chiedevo di chi fosse stata l’idea di affidargli il servizio, al che lui, con il suo faccione sorridente e la immancabile cadenza portoghese "Non so. Però a qualcuno ….. Piace."

Anche a me piaceva tanto Aurelio Fierro, ma non lo ho mai chiamato a cantarmi una Messa.

Il 1 novembre celebravo presso le Pie Madri della Pigrizia e don Agostino mi serviva la Messa.

Durante il pranzo mi ragguagliava sulle ultime.


Gli ho chiesto "E cosa ha trovato?" "Sembra poca cosa, devono aver conservato ben poco di ante-marcia lì; qualcosa di don Cagliero, di De Bonis, di don Grosso, di Bellone, forse di Perosi, ma di Bartolucci…..dubito"

Mangiando il secondo aggiungeva "Ho saputo anche che S.Em. il Segretario di Stato ha ricevuto una protesta da alcuni salesiani per la nomina, ma dichiara di non averla mai letta. Assieme a Piechota pare ci sia da qualche mese proprio don Mantelli a sbrigargli la corrispondenza…. "

Aggiungeva, strizzando un occhio.


La solerte suorina ci serviva la macedonia "Eh, siamo proprio alla frutta caro don Agostino"e lui serio "No, siamo ancora all’antipasto: il 4 canteranno in suffragio dei cardinali defunti".ha seguitato ingoiando una fetta di ananas.

"Ahiloro!"

"Ahiloro chi?"
concludeva don Agostino con aria serafica.

"Ma i cardinali defunti, Eccellenza!"


Fine I parte

56 commenti:

  1. Pagina incomprensibile.

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  2. Effettivamente... stavolta nemmeno io (che bene o male so tanti retroscena di questo fatto) ci ho capito effettivamente molto... troppo ermetico direi... Chiediamo lumi!!! ^_^

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  3. HE SI...momons. Miserach..dica a padre Zorzi di essere meno ermetico quando scrive sotto il falso nome di Favella!...perche' cosi si capisce solo che le sono rimaste poche cose da "rosicchiare"....i gomiti li ha finiti..le mani pure....gli dica di essere piu' chiaro!!...che tristezza fate..ma ancor di piu' chi ancora crede nell'esistenza di un certo Favella!...che non ha di meglio da fare a piu' di 80 anni che scrivere su internet!!...poverini...

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  4. Con il suo untuoso stile da sacrestia fa solo pietà.

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  5. ma cosa sta accadendo a questo sito?? è sotto attacco?? chi è questa gente? cosa vuole? ma aveva davvero ragione Do Camillo quando diceva dello sbando seguito al libro intervista del papa?

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  6. ESATTO!FA SOLO PIETA'!!...E' UNA VERGOGNA!! TUTTO QUESTO PERCHE' NON HANNO NOMINATO LUI!!E CHI E'??L ONNIPOTENTE??E' UN OTTIMO MAESTRO,MA SE HANNO PREFERITO PALOMBELLA COSA VUOLE! STA FACENDO UNA FIGURACCIA! ALLA FINE LO RIMANDERANNO IN CATALOGNA!!

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  7. giulia de simini22 dicembre 2010 12:57

    CONCORDO!..CHE PENA!

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  8. ma chi è che crede nell'esistenza di un mons. favella?? ci ha presi tutti per scemi o è lei l'unico a non aver capito che si tratta di uno pseudonimo e che non comprende l'ironia dell'autore?

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  9. ecco qua un altro che ha capito tutto...

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  10. Redazione di Messainlatino.it22 dicembre 2010 13:18

    Forse è il caso di precisare che dietro "mons. Eleuterio Favella" non si cela né il Maestro Miserachs né P. Zorzi. Quindi, calmatevi.
    Enrico

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  11. Redazione di Messainlatino.it22 dicembre 2010 13:20

    ??

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  12. è lo stesso di prima ha solo cambiato nome, siccome è l'unico che non ha capito niente fa finta di essere in compagnia

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  13. Tu hai problemi d'identità, prima sei don magnifico, poi diventi marco e ora giulia!!!!! decidi chi essere!!!!

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  14. ma redazione mi sembra che qui si stia riempiendo di gente che si diverte a portare zizzania....PIU' DEL SOLITO!

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  15. ...o almeno non scrivere sempre tutto maiuscolo...

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  16. Simone da Varagine22 dicembre 2010 13:53

    Enrico...ma quanto viene letto questo blog tra le mura leonine!!... e quanti si adontano...

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  17. Secondo me dietro a don Magnifico, Marco e giulia de simini si nasconde IL volatile...

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  18. Medea di Euripide22 dicembre 2010 16:10

    Beh! Che c'è di così trascendentale? Le anime dilette possono assumere diverse sembianze, come gli dei, ed essere "uno" "nessuno" o "centomila"!
    Solo uno è e resta una mezza tacca: Palombella! Cento dei quali non fanno un solo Miserachs!

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  19. Medea di Euripide22 dicembre 2010 16:16

    ma li lasci stare Enrico, non capiscono niente! Insinuare su mons Eleuterio poi, è veramente il colmo! altro che alla frutta, siamo proprio con le natiche a terra! Possibile non possiedono un minimo di perspicacia!? di intuizione.!? ..se mangiassero un po' di "pane e volpe", forse, sarebbere meno ottusangoli!

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  20. Medea di Euripide22 dicembre 2010 16:17

    <span>ma li lasci stare Enrico, non capiscono niente! Insinuare su mons Eleuterio poi, è veramente il colmo! altro che alla frutta, siamo proprio con le natiche a terra! Possibile non possiedono un minimo di perspicacia!? di intuizione.!? ..se mangiassero un po' di "pane e volpe", forse, sarebbero meno ottusangoli</span>

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  21. Medea di Euripide...Che ricordi del Liceo Classico! E come ho pianto per questo personaggio, visto che Giasone la faceva così tanto soffrire!

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  22. E forse che questo utente multinome che commenta solerte sia un giovane sdb da poco diventato...ehm...bocca taci...

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  23. ma sì caro dillo pure! viste le sue precedenti uscite potrebbe essere benissimo massimo palombella a postare quegli infantili commenti.. tanto...

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  24. Appunto! Non si capisce perchè non è a noi che parla Mons.Favella. Evidentemente sa che c'è chi lo legge "LA"! Speriamo che sia vero, non solo per la palombelliade.

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  25. Simone da Varagine22 dicembre 2010 20:10

    Ohhh...ecco il problema! Molto semplicemente a qualcuno non piace che qualche fruscio di seta paonazza o porpora, sempre gelosamente conservati, vengano uditi fuori dai Sacri Palazzi... e che facciano assomigliare qualcuno, più che ad un servo di Cristo, ad un intrallazzatore,consumato, marcio, voltagabbana,falso,sepolcro imbiancato,concusso con chi è meglio non saperlo,ai limiti del mafioso e ricompensatore con cariche tipo politico da prima repubblica...ma vorrei esporlo meglio questo mio pensiero...chissà che non mi venga la voglia di scrivere...

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  26. Medea di Euripide [Μήδεια] è la madre di tutte le tragedie! Rappresenta Il "pericolo" che viene dall'essere "straniero" o "estraneo" al contesto. E' spressione di una debolezza che diventa forza, dignità, che all'egida del compromesso, dell'arroganza e del raggiro preferisce la solitudine più oscura piuttosto che vedere calpestata la propria dignità, i propri ideali costi quel che costi! E' l'emblema dell'inganno,Medea, del risveglio dalla cecità che sovente sorprende coloro che credono fortemente in un ideale e che [ Giasone ] si rivela a sorpresa incarnazione dell'immoralità, della pusillanimità e del doppiogiochismo! Illuminante l'atteggiamento degli dei (e unico in tutta la storia della tragedia Greca] i quali...volgono lo sguardo altrove incuranti e muti, pieni di sdegno allorquando Giasone invoca giustizia: gli dei odiano l'umana meschinità!  Deprimente constatare come, a quasi 2500 anni , il genere umano sia rimasto nel medesimo stagno, di come, codesto "filone umano" sia ancora nel pieno del vigore: creature, o  "ibridi" che venderebbero la propria stessa carne pur di arrivare al vertice, calpesterebbero Dio e i fratelli pur di raggiungere uno scranno! Purtroppo, su questo versante siamo ancora all'ipogeo!

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  27. Medea di Euripide23 dicembre 2010 06:12

    <span>Medea di Euripide [Μήδεια] è la madre di tutte le tragedie! (ecco perchè accorsi direttamente da Corinto quando ebbi sensire della tragedia che stava per abbattersi sulla Chiesa per via di questo "pennuto", altro che Eschilo; tragedia, il pennuto alla CS, che supera di gran lunga peggiore che sia mai stata scritta da mano d'uomo))</span>
    <span> Traete insegnamento da "Medea": tragedia che rappresenta Il "pericolo" che viene dall'essere "straniero" o "estraneo" ad un contesto. E' espressione di una debolezza che diventa forza, dignità, che all'egida del compromesso, dell'arroganza e del raggiro preferisce la solitudine più oscura piuttosto che vedere calpestata la propria dignità, i propri ideali costi quel che costi! E' l'emblema dell'inganno,Medea, del risveglio dalla cecità che sovente sorprende coloro che credono fortemente in un ideale e che [ Giasone ] si rivela a sorpresa incarnazione dell'immoralità, della pusillanimità e del doppiogiochismo! Illuminante l'atteggiamento degli dei (e unico in tutta la storia della tragedia Greca] i quali...volgono lo sguardo altrove incuranti e muti, pieni di sdegno allorquando Giasone si rivolge a loro invocando giustizia: gli dei odiano l'umana meschinità!  Deprimente constatare come, a quasi 2500 anni , il genere umano sia rimasto nel medesimo stagno, di come, codesto "filone umano" sia ancora nel pieno del vigore: creature, o  "ibridi" che venderebbero la propria stessa carne pur di arrivare al vertice, calpesterebbero Dio e i fratelli pur di raggiungere uno scranno! Purtroppo, su questo versante, siamo ancora all'ipogeo!</span>
    <span><span><span>–</span></span></span><span></span><span></span><span></span><span></span><span></span><span></span>

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  28. Medea di Euripide23 dicembre 2010 06:23

    <span><span>Medea di Euripide [Μήδεια] è la madre di tutte le tragedie! (ecco perchè accorsi direttamente da Corinto quando ebbi sentore della tragedia che stava per abbattersi sulla Chiesa per via di questo "pennuto". Altro che Eschilo; tragedia, il pennuto alla CS, che supera di gran lunga la peggiore che sia mai stata scritta da mano d'uomo))</span>  
    <span> Traete insegnamento da "Medea": essa rappresenta Il "pericolo" che viene dall'essere "straniero" o "estraneo" ad un contesto. E' espressione di una debolezza che diventa forza, dignità, che all'egida del compromesso, dell'arroganza e del raggiro, preferisce la solitudine più oscura costi quel che costi! E' l'emblema della pugnalata alle spalle, Medea, del risveglio dalla cecità che sovente sorprende coloro che credono fortemente in qualcuno o qualcosa e che [ Giasone ] si rivela "tradimento", incarnazione dell'immoralità, della pusillanimità e del doppiogiochismo! Illuminante l'atteggiamento degli dei (e unico in tutta la storia della tragedia Greca] i quali...volgono lo sguardo altrove incuranti e muti, pieni di sdegno allorquando Giasone si rivolge a loro invocando giustizia: gli dei odiano l'umana meschinità!  Deprimente, e al contempo da monito, constatare come, a quasi 2500 anni , il genere umano sia rimasto nel medesimo stagno, di come, codesto "filone umano" sia ancora nel pieno del vigore: creature, o  "ibridi" che venderebbero l'anima pur di arrivare al vertice, calpesterebbero Dio e i fratelli pur di raggiungere uno scranno! Purtroppo, su questo versante, siamo ancora all'ipogeo!</span>  </span>

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  29. Medea di Euripide23 dicembre 2010 06:37

    <span><span><span>Medea di Euripide [Μήδεια] è la madre di tutte le tragedie! (ecco perchè accorsi direttamente dalla Colchide quando ebbi sentore della tragedia che stava per abbattersi sulla Chiesa per via di questo "pennuto". Altro che Eschilo; tragedia, il pennuto alla CS, che supera di gran lunga la peggiore che sia mai stata scritta da mano d'uomo))</span>    
    <span> Traete insegnamento da "Medea": essa rappresenta Il "pericolo" che viene dall'essere "straniero" o "estraneo" ad un contesto. E' espressione di una debolezza che diventa forza, dignità, che all'egida del compromesso, dell'arroganza e del raggiro, preferisce la solitudine più oscura costi quel che costi! E' l'emblema della pugnalata alle spalle, Medea, del risveglio dalla cecità che sovente sorprende coloro che credono fortemente in qualcuno o qualcosa e che [ Giasone ] si rivela "tradimento", incarnazione dell'immoralità, della pusillanimità e del doppiogiochismo! Illuminante l'atteggiamento degli dei (e unico in tutta la storia della tragedia Greca] i quali...volgono lo sguardo altrove incuranti e muti, pieni di sdegno allorquando Giasone si rivolge a loro invocando giustizia: gli dei odiano l'umana meschinità!  Deprimente, e al contempo da monito, constatare come, a quasi 2500 anni , il genere umano sia rimasto nel medesimo stagno, di come, codesto "filone umano" sia ancora nel pieno del vigore: creature, o  "ibridi" che venderebbero l'anima pur di arrivare al vertice, calpesterebbero Dio e i fratelli pur di raggiungere uno scranno! Purtroppo, su questo </span></span></span>

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  30. Medea di Euripide23 dicembre 2010 06:39

    <span><span><span><span>Medea di Euripide [Μήδεια] è la madre di tutte le tragedie! (ecco perchè accorsi direttamente dalla Colchide quando ebbi sentore della tragedia che stava per abbattersi sulla Chiesa per via di questo "pennuto". Altro che Eschilo; tragedia, il pennuto alla CS, che supera di gran lunga la peggiore che sia mai stata scritta da mano d'uomo))</span>      
    <span> Traete insegnamento da "Medea": essa rappresenta Il "pericolo" che viene dall'essere "straniero" o "estraneo" ad un contesto. E' espressione di una debolezza che diventa forza, dignità, che all'egida del compromesso, dell'arroganza e del raggiro, preferisce la solitudine più oscura costi quel che costi! E' l'emblema della pugnalata alle spalle, Medea, del risveglio dalla cecità che sovente sorprende coloro che credono fortemente in qualcuno o qualcosa e che [ Giasone ] si rivela "tradimento", incarnazione dell'immoralità, della pusillanimità e del doppiogiochismo! Illuminante l'atteggiamento degli dei (e unico in tutta la storia della tragedia Greca] i quali...volgono lo sguardo altrove incuranti e muti, pieni di sdegno allorquando Giasone si rivolge a loro invocando giustizia: gli dei odiano l'umana meschinità!  Deprimente, e al contempo da monito, constatare come, a quasi 2500 anni , il genere umano sia rimasto nel medesimo stagno, di come, codesto "filone umano" sia ancora nel pieno del vigore: creature, o  "ibridi" che venderebbero l'anima pur di arrivare al vertice, calpesterebbero Dio e i fratelli pur di raggiungere uno scranno! Purtroppo, su questo versante siamo ancora all'ipogeo!</span></span></span></span>
    <span><span><span><span>Buon Natale a tutti! </span></span></span></span>

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  31. O lui o il suo alter ego.

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  32. E' penoso. Sembra lo stile di Via col vento in Vaticano. Anche se avesse ragione, si esprime con la peggiore perfidia clericale. Fa quasi diventare simpatico quella nullità del pennuto.

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  33. Non dire cretinate! La madre di tutte le tragedie è Agamennone di Eschilo o, se proprio vuoi una donna, Antigone di Sofocle.

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  34. In ogni caso si esprime in modo patetico.

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  35. uno che ne sa abbastanza!23 dicembre 2010 10:29

    Macché Zorzi.... siete fuori strada.

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  36. uno che ne sa abbastanza!23 dicembre 2010 10:31

    e a te ti mandiamo da un'altra parte...

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  37. uno che ne sa abbastanza!23 dicembre 2010 10:34

    Chi è il suo alter ego? Sono curioso...

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  38. Come osa lei ...11) !? Piuttosto non le dica lei le cretinate! Dal punto di vista del dramma sia Medea che Ecuba non sono paragonabili a nessuna figurafemminile della tragedia greca. Soprattutto per la complessità, la scissione, il dramma interiore che vive Medea ragione per la quale diviene figura esemplare... e non della rivendicazione femminista -come potrebbe essere Antigone- e neppure per la sdolcinata passione di natura narcisistica ed egoista rintracciabile in  Elena, non ha neppure nulla a che vedere con  Fedra , o Elettra. Medea, è il simbolo del dramma che vive la ragione quando è sottoposta, stritolata dagli impulsi della passione, è l'unica donna capace di commuovere gli dei. Perciò, non dica cretinate lei ...11)...poi uno che ha per ninck 11)...cosa cosa potrebbe capire dell'animo femminile!?? Niente!

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  39. allora non ne sai veramente abbastanza...!! a parte le battute credo parli di bertone...

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  40. Caspiterina!

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  41. Redazione di Messainlatino.it23 dicembre 2010 15:26

    Anch'io, che portai proprio Medea all'esame di maturità, concordo. Antigone, nel suo algido senso del dovere, è più una maschera  che un personaggio (e non replicatemi che i due termini sono identici, in greco...).
    Medea: personaggio scostante, orrendo (nel senso etimologico), commoventissimo proprio allorché si accinge ad uccidere bestialmente i figlioletti. Ma lasciatemi spezzare una lancia per il povero Giasone, nella cui mediocrità benpensante e nel cui opportunismo utilitaristico tutti potremmo a tratti riconoscerci.
    Enrico

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  42. Medea di Euripide23 dicembre 2010 15:53

    <span>Come osa lei ...11) !? Piuttosto non le dica lei le cretinate! Dal punto di vista del dramma sia Medea che Ecuba non sono paragonabili a nessuna figurafemminile della tragedia greca. Soprattutto per la complessità, la scissione, il dramma interiore che vive Medea ragione per la quale diviene figura esemplare... e non della rivendicazione femminista -come potrebbe essere Antigone- e neppure per la sdolcinata passione di natura narcisistica ed egoista rintracciabile in  Elena, non ha neppure nulla a che vedere con  Fedra , o Elettra. Medea, è il simbolo del dramma che vive la ragione quando è sottoposta, stritolata dagli impulsi della passione, è l'unica donna capace di commuovere gli dei. Perciò, non dica cretinate lei ...11)...poi uno che ha per ninck 11)... cosa potrebbe capire dell'animo femminile!?? Niente</span>

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  43. Medea di Euripide23 dicembre 2010 15:55

    Grazie gentile  Enrico, lei si che è preparato!

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  44. Medea di Euripide23 dicembre 2010 16:32

    Grazie Enrico, lei si ch è preparato, inoltre dice il vero riguardo a Giasone: purtroppo rappresenta una categoria umana difficilmente estirpabile. Mi permetta una piccolissima chiosa : mentre per Meda le cose andarono vieppiù sistemandosi, recuperando dignità, addirittura risposandosi e tornare libera in patria, Giasone restò solo, senza affetti né onore! Inoltre, lo stesso Dante lo colloca nell'VIII girone dell'inferno tra i ruffiani e seduttori. Eh già, perché il signorino era recitivo, aveva già ingannato Ipsipile prima di Medea lasciandola gravida ("Lasciolla quivi, gravida, soletta; tal colpa a tal martirio lui condanna; e anche di Medea si fa vendetta) ...e dunque lui e quelli come lui sono destinati ad essere azzannati per l'eternità. i

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  45. Medea di Euripide23 dicembre 2010 16:53

    <span>Grazie Enrico, lei si che è preparato, inoltre dice il vero riguardo a Giasone: purtroppo rappresenta una categoria umana difficilmente estirpabile. Mi permetta una piccolissima chiosa : mentre per Medea le cose si aggiustarono addirittura si risposò e tornò libera in patria, Giasone invece, rimase solo, senza affetti né onore! Inoltre, lo stesso Dante lo colloca nell'VIII girone dell'inferno tra i ruffiani e seduttori. Eh già, perché il signorino era recitivo, aveva già ingannato Ipsipile prima di Medea lasciandola gravida ("Lasciolla quivi, gravida, soletta; tal colpa a tal martirio lui condanna; e anche di Medea si fa vendetta) ...e dunque che serva da monito a voi maschietti: quelli come lui sono destinati ad essere "azzannati"in quel luogo orribile per l'eternità. </span>
    <span><span>l</span></span>

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  46. uno che ne sa abbastanza!23 dicembre 2010 19:53

    evidentemente questa volta non ne so abbastanza ehehhehe....

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  47. uno che ne sa abbastanza!23 dicembre 2010 19:54

    e lei, Madame Juliette... da quale corte arriva?

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  48. Mons. Vasco Giuseppe Bertelli ?

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  49. Signori!
    Un guasto al mio pc ha permsso ad un mio imitatore di bassa lega di scrivere cose ignobli sotto falso nome.
    Sarà quache sodale di Palombella!
    IO cò che scrive S.E. l'ho capito benissimo!
    E per favore diffidate delle mie imitazioni!
    Comunque so che il blog è molto letto ni sacri palazzi...

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  50. Medea di Euripide25 dicembre 2010 16:27

    che fosse una volgare imitazione si era fiutato lontano un miglio!

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  51. La mia consorella suor Blimunda è stata in noviziato dalle Pie Madri della Pigrizia, e conosce molte di loro.
    Ci diranno chi è mons. Favella.
    Frattanto teniamoci pronti a sovvenire mons. Marini: dopo Palombella potrebbe chiamarsi anche Parisi in Vaticano.....

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  52. Caro Marco !! non conosci mons miseracks !!! ma figurati se va perdere del tempo con queste stupidate con tutte le cose più importanti che ha da fare !!che pensare di una persona( palombella ) che va a dire in giro che è stato suo allievo !!!!!sono contento che palombella è in sestina è un divertimento

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  53. Sono D accordo!!!

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  54. Caro don ..... mi sa che non hai capito niente !!!!mi viene da dirti tante cose ma è meglio che non parlo

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  55. Mamma mia!!! Sono allibito !!! E' questa la Chiesa di Cristo??? aveva ragione Gandhi "Se fosse solo per Cristo sarei un cristiano ma ... non lo sono per i cristiani" e poi...certo clero, che danno, che danno apporta alla Chiesa. SI convertano e amino con umiltà e servizio ... insomma, diventino cristiani.

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