giovedì 3 dicembre 2009

Le omelie di Benedetto XVI: un modello per una Chiesa confusa

di Sandro Magister (vedi qui)

È in libreria un volume con la predicazione di papa Ratzinger nell'ultimo anno liturgico. Ad essa egli si dedica con crescente intensità. Come volesse offrire una guida a vescovi e preti.

Alla vigilia dell'Avvento è uscito in Italia un libro che raccoglie le omelie di Benedetto XVI dell'anno liturgico appena trascorso.

Ogni anno liturgico va da Avvento ad Avvento. È una grande narrazione sacramentale che, di messa in messa, ha questa particolarità: realizza ciò che dice. Il protagonista della narrazione, Gesù, non è semplicemente ricordato, ma è presente ed agisce. Le omelie sono la chiave di comprensione della sua presenza e dei suoi atti. Dicono chi egli è e che cosa fa oggi, "secondo le Scritture".

Questo, almeno, è ciò che si apprende ascoltando papa Joseph Ratzinger, straordinario omileta.Le omelie sono ormai un segno distintivo del pontificato di Benedetto XVI. Forse ancora il meno noto e capito, ma sicuramente il più rivelatore. Le scrive in buona misura di suo pugno, a tratti le improvvisa, sono quanto di più genuino esce dalla sua mente.Ad esse si dedica in misura preponderante e crescente. Le omelie del penultimo anno liturgico – anch'esse pubblicate in un volume un anno fa dallo stesso editore – erano state ventisette; in questa nuova raccolta sono quaranta.

E ad esse vanno aggiunte le "piccole omelie" che il papa pronuncia la domenica all'Angelus di mezzogiorno, sulle letture della messa del giorno: tutte inconfondibilmente di suo pugno, anch'esse riprodotte in appendice a questo volume.

Per facilitare la lettura, nel volume ogni omelia è seguita dai testi delle letture bibliche della relativa messa. Benedetto XVI, infatti, fa riferimento sistematico a questi testi. E non solo. Quando serve, il lettore trova riprodotti anche altri testi liturgici commentati dal papa nell'omelia: dal "Magnificat" del vespro al "Te Deum" dell'ultimo dell'anno, dal "Victimæ pascali laudes" del giorno di Pasqua al "Veni Sancte Spiritus" di Pentecoste.

Lo scorso Giovedì Santo papa Ratzinger commentò a lungo il canone – cioè la preghiera centrale della messa – che si legge quel giorno nella liturgia di rito romano. E anche questo canone il lettore trova trascritto nel libro, sia in latino che in lingua moderna.

Le omelie papali sono ordinate secondo la scansione dell'anno liturgico, di domenica in domenica e di festa in festa, dall'Avvento al Natale, alla Quaresima, a Pasqua, a Pentecoste e oltre. Ma sotto ogni titolo è sempre specificato dove e come il rito è stato celebrato: ad esempio nella Cappella Sistina battezzando alcuni bambini, oppure a Gerusalemme, a Betlemme, in Camerun, in Angola, nell'uno o nell'altro dei viaggi papali.In ogni omelia, infatti, Benedetto XVI "situa" la sua predicazione, la applica alla comunità alla quale parla, oppure ricava dal contesto una lezione per tutti.

Un esempio lampante è l'omelia riprodotta qui di seguito, che nel libro non c'è perché pronunciata mentre esso era già in stampa.Benedetto XVI l'ha letta durante la messa da lui celebrata lo scorso 8 novembre a Brescia, nella diocesi natale di papa Giovanni Battista Montini, Paolo VI. E a questo papa egli quindi fa riferimento, oltre che alle letture bibliche della messa del giorno.Un secondo esempio recente della predicazione di papa Ratzinger – per ragioni di data assente dal libro – è la "piccola omelia" dell'Angelus di domenica 15 novembre, anch'essa riprodotta più sotto.

Se è sempre più evidente che Benedetto XVI, col suo "stile" nel celebrare la messa, intende offrire un modello a una Chiesa liturgicamente confusa, lo stesso si può dire per la sua arte omiletica.


5 commenti:

  1. Il Santo Padre è veramente un profeta dei tempi e un grande maestro di bontà e umiltà... di recente mi sono trovato ad un convegno di preparazione per il congresso eucaristico nazionale di Ancona del 2011, ad un tratto, su invito di uno degli organizzatori di questo, è salito all'ambone un tizio che ha cominciato a parlare male prima del Summorum Pontificum poi del Santo Padre definendolo il più grande relativista della Chiesa... colui che genera e ha generato solo confusione e tutto per accontentare un piccolo branco di reazionari nostalgici all'antica Messa... queste castronerie hanno dato seguito ad un applauso condiviso anche da tanti sacerdoti e laici dell'ultimo grido presenti in aula... io rimasi indignato ma ringraziando Dio dopo di lui si è manifestata la bontà di uno dei relatori sacerdote cappuccino,tra l'altro anch'esso accusato da quell'energumeno,che ha difeso il Santo Padre, di li io sono esploso in un applauso rischiando di non essere seguito ma fu così lungo all'inizio solitario da strappare dalla timidezza l'altra metà dei partecipanti al convegno, poveretti intimiditi da 40 anni di violenza sulle coscenze, un applauso... in quel momento il mio cuore si è risollevato e tra me e me ho pensato che è ora di risollevare le coscenze e combattere per il bene della Santa Chiesa e per l'onore del Pontefice che tante e tante volte viene dilipeso e calugnato come Gesù lo è stato dai suoi carnefici.... se si alza una croce di sicuro, ho capito, che tanti si uniscono e la difendono. VIVA BENEDETTO XVI E VIVA LA CHIESA CATTOLICA!!!!

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  2. Leggo sul finale dell'articolo:

    Se è sempre più evidente che Benedetto XVI, col suo "stile" nel celebrare la messa, intende offrire un modello a una Chiesa liturgicamente confusa, lo stesso si può dire per la sua arte omiletica.

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    Faccio fatica a capire se questa è una critica alle omelie di Benedetto XVI o il contrario....la Redazione può illuminarmi a proposito?
    ^__^
    Grazie

    P.S.
    ricordo che della stessa serie c'è appunto il primo volume delle omelie...

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  3. A Caterina:
    mi pare chiaro che Magister vuole difendere ed apprezzare Benedetto XVI.
    AMDG
    Luigi C

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  4. Criticare Papa Benedetto XVI è una moda molto diffusa, purtroppo anche in moltissimi commenti ai post di questo blog. Naturalmente questo è uno dei tantissimi indizi che fanno capire la grandezza di questo Papa. "Guai a voi se tutti gli uomini parleranno bene di voi" ammonisce Nostro Signore, e il Santo Padre non corre certo questo rischio. E se in campo "progressista" è naturale che fiocchino i malumori, non riesco a capacitarmi come ci si permetta di criticare, e spesso anche offendere, il Sommo Pontefice da parte tradizionalista. Le capacità e conoscenze teologiche e pastorali di questo Papa sono immense, eppure non mancano le mezze tacche autodefinitesi "veri cattolici" che non perdoo occasione di insegnargli il mestiere.

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  5. luigic ha detto...
    A Caterina:
    mi pare chiaro che Magister vuole difendere ed apprezzare Benedetto XVI.

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    ^__^ ottimo, avevo capito bene....ma poichè su un blog qualcuno interpretava contrariamente, ho voluto essere più sicura....^__^

    a dimostrazione di come certe persone estrapolando le frasi pretendono di fargli dire il contrario...

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