Echo

venerdì 18 dicembre 2009

La Basilica di San Pietro e i messali tridentini. Un felice intervento del card. Arciprete


Da quando il motu proprio di Sua Santità Benedetto XVI ha concesso, ai sacerdoti, massima libertà di celebrare le messe sine populo nella forma che meglio loro aggrada, ordinaria o straordinaria, numerosi sono stati i presbiteri che hanno cercato di solennizzare con il rito della Tradizione il loro passaggio in San Pietro. Ma un ostacolo pratico di non poco momento è stato frapposto a tale legittimo anelito: la Sacrestia di San Pietro non conservava nemmeno un Messale vetus ordo.

Strano, davvero. Non c'è pieve di campagna, parrocchietta di periferia, non parliamo di cattedrali, dove nei secoli non si siano accumulati, insieme a paramenti e suppellettili più o meno preziosi, i ponderosi volumoni indispensabili alla liturgia: spesso il Messale utilizzato era vecchio di decenni, o perfino secoli, ma non si buttava e si continuava all'occorrenza ad usare perché, fino agli anni Sessanta, bastava qualche minimo adattamento (o l'aggiunta di qualche foglio volante con nuove feste), per celebrare la Messa. I tomi si accumulavano e si conservavano col giusto devoto onore.

Figuriamoci quindi in San Pietro, ove non c'era sacerdote di passaggio che non anelasse celebrare in uno dei tanti altari laterali: quale ricchezza di tomi e messali, quale deposito di sacri libri liturgici doveva esserci! E invece, d'improvviso, tutto sparito. Chissà che ne è stato: ci vien da pensare che, ai tempi dell'immediato postconcilio, sia avvenuto un liberatorio Bücherverbrennung di sinistra memoria.

Tant'è, questa la situazione. Il reverendo don Stefano Carusi, dell'Istituto del Buon Pastore, ci trasmette per la pubblicazione la lettera che ha inviato al cardinal Arciprete, per lamentare il fatto e far presente come, dalle parole stesse raccolte in Sacrestia, apparisse chiaro che quell'assenza di Messali non era casuale (il che, come vedrete, è ben grave). Leggete la lettera molto attentamente: è di estremo interesse.





Alla lettera è seguita fattiva e positiva risposta. Siamo perciò lieti di render noto che il cardinal Comastri in persona, Arciprete della Basilica, si è impegnato per rendere disponibili quattro Messali del 1962. Diamo atto al cardinale di questo suo gesto molto positivo, col quale si impegna decisamente a favorire la forma straordinaria in San Pietro e, nel ringraziarlo per il gesto esemplare (se ogni cattedrale del mondo facesse altrettanto, i disegni del Papa procederebbero con ben maggiore speditezza!), invitiamo tutti i sacerdoti amanti del rito nella forma tradizionale ad approfittarne e a non lasciarsi sfuggire la preziosa occasione; tutti a San Pietro, quindi; ed è il caso di dirlo: Introibo ad altare Dei...

24 commenti:

Anonimo ha detto...

"Visto che Paolo VI ha fatto una riforma vogliono che si dica quella messa": è ancora Paolo VI il papa sedente?

Anonimo ha detto...

Notate il metodo usato per impedire la messa antica: le bugie, le falsità, la malafede. E ciò avviene ovunque: a san Pietro come nella più sperduta diocesi del mondo; ovunque bugie, ovunque malafede. Si, duole dirlo, ma i fautori del Novus Ordo non si vergognano di ricorrere alle menzogne, anzi è questo il loro metodo più usato; ma sarà propio questo loro modo di agire a determinare la loro sconfitta.

Anonimo ha detto...

La Madonna a La Salette aveva profetizzato l'apostasia di Roma.

vittorio ha detto...

la lettera è una vera barzelletta , spassosisima da leggere
prendiamola con humor che è meglio !!!!!!!!
...... tanto hanno sempre ragione loro ......

vittorio ha detto...
Questo post è stato eliminato dall'autore.
predetto nel 1917 ha detto...

"In nessuna parte del mondo vi è ordine, e satana regna nei più alti posti, determinando l'andamento delle cose. Egli effettivamente riuscirà ad introdursi fino alla sommità della Chiesa.
...
Anche per la Chiesa, verrà il tempo delle Sue più grandi prove. Cardinali, si opporranno a Cardinali; Vescovi a Vescovi. Satana marcerà in mezzo alle Loro file, e a Roma vi saranno cambiamenti."

Questo (ed altro) ha detto la Madonna a Fatima, ma non hanno voluto ascoltarla.
Tutto si sta avverando da 47 anni davanti ai nostri occhi.

Anonimo ha detto...

Come correttamente rilevato dal cortese anonimo delle ore 9,57:
" ... ovunque bugie, ovunque malafede. Si, duole dirlo, ma i fautori del Novus Ordo non si vergognano di ricorrere alle menzogne, anzi è questo il loro metodo ... " .
Ciò posto, tanto per fare un poco di maieutica, mi ritrovo a domandarmi: chi è mai il padre della menzogna? E, una volta rispostomi, per diretta conseguenza, ulteriormente mi chiedo : chi potrà mai essere, dunque, lo "spirituale patrono" dei suddetti neoterici pro NO ?
Ancora rispondendomi da solo, noto che il solo nome evocabile nel proposito, pur nella sua banale evidenza, parrebbe poter offrire un'adeguata ragione dell'agghiacciante realtà che ci ritroviamo quotidianamente a toccare con mano.

Anonimo ha detto...

Pius V Episcopus Servus Servorum Dei, Ad perpetuam rei memoriam… ha detto:

«Nulli ergo omnino hominum liceat hanc paginam nostrae permissionis, statuti, ordinationis, mandati, praecepti, concessionis, indulti, declarationis, voluntatis, decreti et inhibitionis INFRINGERE, VEL EI AUSU TEMERARIO CONTRAIRE. SI QUIS AUTEM HOC ATTENTARE PRAESUMPSERIT, INDIGNATIONEM OMNIPOTENTIS DEI, AC BEATORUM PETRI ET PAULI APOSTOLORUM EJUS, SE NOVERIT INCURSURUM»(“Quo primum tempore”, 1-VII-1570).

INDIGNATIONEM omnipotentis Dei, ac beatorum Petri et Pauli Apostolorum ejus…

INDIGNATIONEM…

Caterina63 ha detto...

Commovente la Lettera di don Stefano....filiale, composta, dolcissima e al tempo stesso dolorosissima nel descrivere mai con parole cattive e dure l'atteggiamento del padre sacrestano...
Ecco davvero una bellissima testimonianza di come dobbiamo avanzare in questa delicata situazione, mai rivendicando diritti, ma poggiandosi sui doveri spesse volte vietati a compiersi a causa di dolorosi ostruzionismi...

Coraggio don Stefano, le giungano le grazie di tanti Rosari che si dicono per voi Sacerdoti in questo Anno di Grazia....e un grazie al cardinale Comastri per la sua sensibilità alla giustizia...ed alla vera Carità!

Fraternamente CaterinaLD

Anonimo ha detto...

Confermo le difficoltà poste alla celebrazione della S.Messa tridentina in san Pieto. Oltre alla mancanza opportuna di Messali, occorre sottolineare l'assenza delle Carte gloria, così utili ai celebranti, del Manipolo e della borsa, il che pone una seria alternativa:
viaggiare costantemente coi bauli oppure compiere un oggettivo abuso liturgico in San Pietro, che pur non essendo la prima Chiesa del Mondo, non è neppure l'ultima!!!

Luisa ha detto...
Questo post è stato eliminato dall'autore.
Luisa ha detto...

.
E chi è colui che dalla Segreteria di Stato, impedisce che la Messa gregoriana sia celebrata in San Pietro?

Il cardinal Bertone? Non credo.
Mons. Filoni? Possibile e probabile.

E anche questo ignora Benedetto XVI?

Ignora il Papa che c`è chi in Curia, in modo palese e senza colpevolezza, rimorsi o dubbi, rema contro di lui, comportandosi come se le sue prescrizioni non esistessero?

Anonimo ha detto...

Confermo anch'io le difficoltà. A me mi è accaduto lo stesso due volte ed ho dovudo sentire anche un discorso di "rieducazione ideologica".
Si doveva mettere gente più cattolica alla sacrestia di San Pietro che capisca ed obbedisca quello che dice il Papa Benedetto XVI nel Motu Proprio Summorum Pontificum a rispetto del Messale del 1962: "deve essere tenuto nel debito onore per il suo uso venerabile e antico".
Comunque le cose sono migliorate. Ai tempi del Motu Proprio Ecclesia Dei si doveva dire la Messa di nascosto!
Grazie Don Stefano!

Areki ha detto...

Non mi capita di celebrare a Roma, ma in questo anno sacerdotale credo proprio che una mattina di queste mi recherò nella basilica di San Pietro e chiederò di celebrare.... naturalmente usando il venerabile rito gregoriano e il messale del 1962....
don bernardo.

Anonimo ha detto...

Strano davvero!
Circa quattro anni fa un noto sacerdote romano, fedele alla Tradizione liturgica latino-gregoriana, chiese alla Sede Magistrale della Milizia del Tempio a Poggibonsi il dono di un messale 1962 per la Basilica di S. Pietro perchè sprovvista.
Il Gran Maestro, meravigliato di questa richiesta (ma non hanno nemmeno 300 € per comprarselo?), ne inviò uno non senza aver scritto sulla prima pagina bianca "dono della Milizia del Tempio alla Basilica di S. Pietro", con timbro e firma.
E questo che fine ha fatto?

Anonimo ha detto...

Qualcuno ha notizie più precise circa questo Messale al costo di 25 euro? Chi lo edita? Quali sono le caratteristiche?

Anonimo ha detto...

Sono commosso e amereggiato per il trattamento subito da questi poveri sacerdoti e seminaristi nella basilica vaticana rei di aver desiderato semplicemente di celebrare il Santo Sacrificio della Messa con il messale del '62 e trattati in una maniera così tanto ingiuriosa da lasciarmi profondamente scandalizzato. Qui non si tratta del sagrista o altro funzionario... il problema va ricercato a monte... don Enrico lo conosco molto bene ed è una persona squisita e la sua dichiarazione mi ha lasciato al quanto impressionato poichè ha detto anche troppo e se questo si sapesse all'interno della cittadella....bè...., lui ha semplicemente eseguito le indicazioni provenienti dall'alto così come l'ha fatto e fa il cardinale Comastri e così come fanno tutti i preti prelati e dipendenti del Vaticano... tutti delle semplici pedine imopaurite e politicamente corrette; situazione che in piccolo si respira anche nelle diocesi in cui ci sono preti manipolati dalle curie e per questo impauriti e chiaramente non desiderosi di essere vessati minacciati o sbattuti fuori... questa purtroppo è la logica del mondo..., in Vaticano il bello e il brutto tempo lo fa la segreteria di stato, il burattinaio non è altro che il sostituto Sua Ecc. mons.Filoni famoso per la simpatia che nutre nei confronti dei movimenti.... modernisti... POVERO SANTO PADRE... POVERA CHIESA.

Filippo ha detto...

Il dono della Milizia del Tempio, sarà finito in qualche gabinetto della Segreteria di Stato.

Filippo ha detto...

I Sacrestani, la Segreteria di Stato etc....che figure che fanno questi preti!!!
Sicuramente avranno a disposizione tutti i messali in cinese, in lingua zulu, arabo etc.. Grazie ai preti San Pietro farà la fine di Santa Sofia.

Teofilo ha detto...

è curioso che nella mi parrocchia, una pieve di campagna, di messali tridentini ce ne siano 6! ed il mio parroco li ha esposti perchè tutti possono vedere come sono (belli)...e non l'ha fatto in un museo, ma in sagrestia!

Anonimo ha detto...

Nelle mie piccole nove chiese di montagna delle mie sei Parrocchie vi sono tutti gli antichi Messali Tridentini. Il bello è che ora dagli armadii tornano sugli Altari devo è il loro posto per la celebrazione del Santo Sacrificio.
Don Pietro

vittorio ha detto...

considerate dietro quelle espessioni sorridenti di PACE E BENE E AMORE E .......... cosa si cela dietro !!!!
che il buon DIO ci conceda questo PONTEFICE per molti anni ........... altrimenti '' dopo di noi il diluvio ,, .....

Anonimo ha detto...

Che schifo veramente che queste cose sucedano a san Pietro!E al Cardinale Comastri un sugerimento, per favore Eminenza meta un inginochiatoio quando celebri la Santa Messa cosi che i fedeli possiamo comunicare in ginochio, dia esempio di obedienza al Santo Padre nella sua Catedra.

judamore ha detto...

"trattato da straniero".... questo lo sento spesso nelle chiese in Brasile... terra di Boff! Chi comanda in chiesa sono i laici... il loro gruppo stretto di amici... gli "altri" sono trattati da pezzenti...

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