venerdì 6 novembre 2009

La Messa d'Ognissanti a San Remo


Questa è la Messa (mensile...) dei vostri affezionati redattori di Messainlatino.it

Le fotografie sono un dono fantastico di Maranatha.

Enjoy!

26 commenti:

  1. e il manipolo?
    ah scusate, forse sarà stato bruciato da qualche genio molti anni fa

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  2. bellissime foto! bellissima chiesa! e, mirabile visu, i ministranti son giovanissimi!!!! (ma qualcuno non andava dicendo, malignamente, che questa Messa "è roba per vecchi"?)
    Un plauso ai redattori del Sito per la "loro messa".
    (ma c'era anche una delegazione della Croce Rossa? magnifico!).
    grazie per la pubblicazione delle foto e complimenti! ad astra per aspera!

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  3. Bellissime!!!! Grazie per condividerle con noi. Anche la vostra chiesa è un capolavoro!

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  4. Che bella chiesa!

    E che bella la nostra messa! :)

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  5. Che dirvi?
    Beati voi!

    "...
    Oh dolente per sempre colui
    che da lunge, dal labbro d’altrui,
    come un uomo straniero, le udrà!
    Che a’ suoi figli narrandole un giorno,
    dovrà dir sospirando: «io non c’era»;
    ...."

    Aprutiensis adflictus
    (in diocesi teatina)

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  6. come comprendo il post dell'amico che mi precede, Lui diocesi di Chieti, io di Lanciano - Ortona: una bella gara tra due vescovi che mamma mia se ODIANO la messa di sempre. Per fortuna almeno il mio grazie alla sua età è in pre pensionamento.

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  7. E chi sarà il successore di Mons. Ghidelli? chi ci assicura che non sia della sua stessa forma mentis?
    Se qualcosa potesse cambiare, in queste diocesi abruzzesi schiacciate dalla tirannide modernista, allora chietini, pescaresi e lancianesi di buona volontà potrebbero prendere contatto per formare un gruppo...
    ma se almeno UN solo Vescovo in Abruzzo non avesse dichiarato guerra a oltranza alla Messa di S. Pio V, uno solo!
    E ci sarà, in qualche angolo remoto di questa regione, un sacerdote che abbia un po' di Fede e di coraggio da spostare queste montagne...?

    (più facile sarebbe spostare il Gran Sasso, ahimè!)

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  8. Caro ultimo anonimo un sacerdote che ha il coraggio di celebrare la Messa tridentina c'è.
    Anche se ai confini della regione nella parte della diocesi di Sora che si trova in Abruzzo.
    don Bernardo

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  9. Sì, don Bernardo, so bene che lei merita immense benedizioni dal Signore, al Quale ha avuto il coraggio di rispondere:
    "Eccomi, io vengo, Signore, per fare la Tua volontà!".
    La seguo qui da tempo e ho letto con stupore che la diocesi di Sora (FR) rientrasse nel territorio d'Abruzzo.
    Non mi è facile venire fin lì...
    ma prego e spero che il suo coraggio sia il granello di senapa che fa crescere l'albero enorme e frondoso, felice dimora di tanti uccelli in cerca di rifugio; Dio la benedica e la ricompensi per il suo personale sacrificio, e faccia sì che tanti confratelli seguano il suo esempio, in questo tempo (e luogo) così buio, dove la lotta per fare la Volontà di Dio appare come la fatica di Sisifo, sia per i fedeli che per i Sacerdoti!

    Aprutiensis

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  10. Grazie per le parole di incoraggiamento e del suo ricordo nella preghiera
    don Bernardo

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  11. Bellissime foto !
    Come mai non portava il manipolo il Celebrante?
    Il Santo Vangelo proclamato dall'ambone ?
    Comunque complimenti !!!

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  12. ma davvero c'è ancora qualcuno che si fa problemi se il sacerdote non ha il manipolo?? con tutte le difficoltà che si hanno per avere sacerdote e chiesa, stiamo a vedere queste "inezie"? sicuramente non ci sarà stato, il manipolo (ma la busta e il velo sì). a volte capisco perchè i tradizionalisti siano fumo negli occhi per certi vescovi, che si appigliano a questi rubricismi (che sfiorano la mania) per accusare i tradizionalisti sinceri di formalismo e ritualismo.
    IL santo Vangelo proclamato all'ambone? sì, perchè, non si faceva anche nelle messe solenni? è forse meno "santo" se proclamato da lì? no a me ste questioni non toccano minimamente! se si può seguire il rito alla perfezione lo apprezzo, ma alcune piccole varianti (senza stravolgimenti, nè arbitrarie creazioni del prete, e magari dovute a motivi di varia natura) non mi scandalizzano affatto.
    e mi dispiace che qualcuno si "stupisca" (se non addirittura scandalizzi).
    con questo non dico di dover modificare il rito antico a proprio piacimento eh. ma adattarlo con garbo e prudenza può essere un buon modo diplomatico per sormontare difficoltà ben più gravi e ottenere la celebrazione della messa tridentina, che in una situazione come la nostra in italia, non è poca cosa!!!!

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  13. Si puo` discutere sulle rubriche, anche sulle piu` minute. Basta che chi le ritiene importanti e chi no lo facciano in spirito di carita`.

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  14. Non c'ero ad Ognissanti. Ricordo però bene che alla S. Messa di settembre l'Epistola fu letta da una donna ed il Canone, sia pur in latino, letto ad alta voce.
    Ciò detto ci tengo a precisare che è comunque un passo avanti!

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  15. Non è bene fare delle mescolanze dell'uno e l'altro rito. Nel Vetus Ordo non si prevede che un laico legga l'epistola. Così come il manipolo è obbligatorio, le rubriche erano precisissime e inderogabili, mentre a quanto mi è stato detto, alcune deroghe anche vistose sono state fatte. Questo è una cosa che non va. Se si vuol celebrare nel Vetus Ordo occorre farlo esattamente come si faceva nel 1962. Altrimenti, se è solo questione di lingua si può celebrare benissimo nel rito latino (editio typica) del Novus Ordo, anche non verso il popolo (che perlatro non è obbligatorio). Le mescolanze dei due riti, un po' dell'uno e un po' dell'altro non vanno assolutamente bene, e non è questo che il Papa ha voluto con il Motu Proprio.

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  16. Una precisazione. Il celebrante, sacerdote santo, gentile e dotato di un grande sense of humour, è nondimeno poco entusiasta del vetus ordo e 'coatto' dal vescovo, che l'ha designato a concedere una messa al mese. Non di più. E in un santuario che, per quanto splendido, è discretamente fuori mano...

    Ovvio quindi che non si possa imporre ad un venerando sacerdote tutto quel che ci vorrebbe. Quanto alla lettura della traduzione in italiano dell'epistola da parte di un laico (o di una laica, che comunque non accede al presbiterio), non costituisce abuso visto che il prete la legge in latino all'altare.

    E comunque, signori, ricordate bene: l'ottimo è nemico del bene. O si comincia come si può, o si aspettano tempi migliori alle calende greche...

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  17. C'è un certo tradizional-ISMO che è veramente negativo. Stiamo uscendo lentamente dalle catacombe e non si capiscono questi atteggiamenti tipici di un certo ambiente che sono deleteri al ricupero della nostra tradizione cattolica.
    Non c'è solamente l'impegno individule di ricuperare la Tradizione, c'è anche il dovere di essere missionari verso i nostri fratelli che non si rendono conto di quello che è avvenuto in questi 40 anni.
    Non sarebbe meglio prendersi l'onere di richiedere personalmente al proprio parroco la messa di sempre in parrocchia? Oppure di presentarsi al vescovo in caso di rifiuto?
    Ringraziamo gli amici di SanRemo che ci hanno permesso di assistere ad una edificante Santa Messa di Sempre ed un pensiero è rivolto anche a tanti altri fratelli che in solitudine e nella sofferenza, senza alcun aiuto del clero, anzi osteggiati e diffamati fanno il possibile per ricuperare la nostra tradizione cattolica.
    Paolo e Giovanni

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  18. Siamo tolleranti certamente nei confronti dei sacerdoti santi e anziani. Così come nel 1969 vi furono delle deroghe nei loro confronti quando si trattò di imporre il N.O.
    Lungi da me pertanto l'intenzione di fare il "censore" amaro. Va bene così dunque ma basta essere consapevoli che ci sono delle cose che non vanno! La comprensione nei confronti delle persone non può costringerci a negare la Verità.
    Nutro tuttavia qualche dubbio sulla liceità affermata dalla Redazione circa la lettura dell'Epistola. La lettura in latino, neppure il Suo incipit, non si sentì proprio e la formula conclusiva adottata dalla pia donna "Parola di Dio" faceva chiaramente riferimento alla proclamazione nel N.O. Tutto quì!

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  19. letteral-ISMO, legal-ISMO......
    la fiera degli -ISMI.......
    N E G A T I V O
    N O -B U O N O N O -B U O N O

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  20. Bellissimi gli interventi della Redazione e di Maranatha !
    Li ho letti con interesse e con commozione perchè sono pervasi da profondo senso ecclesiale e da quello spirito di carità che dovrebbe essere preminente in ogni nostra azione anche cultuale.
    Fatta eccezione per l'uso del manipolo, che credo sia preferibile usare sempre il resto dei vostri l'ho codivido totalmente e lo faccio "mio" .
    Grazie per queste testimonianze di fede e di liturgia "vissute" .
    Andrea Carradori
    www.missaleromanum.it

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  21. Scusate gli errori " Il resto dei vostri interventi lo condivido pienamente..." ecc ecc
    Quando scrivo sul blog squillano i telefoni...
    Abbiate pietà !
    Andrea Carradori

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  22. Non è una questione di lingua. Mi sembra che la Redazione abbia ben dato ottima e ferma testimonianza della bontà del rito antico, prediligendolo a quello nuovo (in ordine al contenuto del rito stesso, alle preghiere, alla liturgia). Non mi pare onesto nè delicato il suggerimento di celebrare il N. O. in latino. E' chiaro che gli amici di messainlatino non siano attaccati alla lingua. Ma al contenuto.
    Circa la donna che legge, cosa pensate, che una volta i laici mai leggessero le letture in vernacolo mentre le leggeva il prete all'altare?? io ho testimonianze in tal senso. Forse sbagliavano allora? bè se erravano a tal tempo, possono errare anche i nostri amici, seguendo la tradizione popolare.
    Sul fatto del "parola di Dio", secondo me è stato detto per abitudine! viene quasi automatico. Non credo che la pia donna, nel terminare la lettura dell'epistola avesse la volontà di commettere una commistione di riti.
    Orsù signori siamo ragionevoli.
    Sul canone a voce alta, letto mentre l'organo suonava, non sarà forse perchè il sacerdote, anziano, e troppo intento a ricordarsi tutti i segni di croce da compiere durante la lettura, si sarà dimenticato di spostare il microfono, utilizzato per cantare il prefazio?
    e cmq, secondo me, sentire sommessamente le parole del canone, aiuta a seguire meglio la celebrazione dei divini misteri.
    Il papa, lo ricordo, non ha voluto una commistione di riti, certo, ma ha auspicato che entrambi si arricchissero vicendevolmente.
    E allora ciò sia, se vuol dire leggere il vengelo in italiano (cosa che tra l'altro avveniva anche allora, dal pulpito) e altre LIEVI adattamenti formali.
    Da parte mia, mi rifiuto che il termine "tradizionalista" sia necessariamente e inevitabilmente sinonimo di "leguleio", di "formalista", "rubricista", ecc.
    E mi consolo nella certezza che anche un tempo vi erano imprecisioni e adattamenti dell'allora unico rito tridentino (e non un solo prete l'ha ammesso o confidato).
    Spero che il messaggio che mi sta a cuore sia chiaro: secondo me è importante e fondamentale celebrare correttamente la santa messa tridentina in ciò che la contraddistingue nella sua peculiare sostastanza dottrinale e nel suo imprescindibile contenuto teologico (dall'offertorio alla comunione compresa, la così detta massa dei fedeli).
    A parer mio, se pur sia importante seguire quanto prescritto anche per la messa dei catecumenti qualche modifica opportuna e prudente (ripeto: prudente e ragionata (letture in particolare) può solo che fare del bene, essere d'aiuto ai fedeli, e sormontare difficili pregiudizi che altrimenti persistenti impedirebbero in toto la celebrazione della messa tridentina.

    Con questo il mio particolare senso di gratitudine agli amici di San Remo, un incoraggiamento per continuare nonostante il vescovo e i sacerdoti ostili, e un pro memoria ai lettori: invece di interpretare gli errori durante la messa V.O., come terribili abusi, e gridare allo scandalo, provino a vederli come piccole difformità (tra l'altro pur sempre compatibili con il V. O.) dovute a ragioni di estrema necessità (come già altri lettori hanno fatto).
    QUesto non potrà che far bene alla nostra causa di tradizionalisti sinceri. Ai rubricisti ricordo un detto evangelico: è forse fatto l'uomo per il sabato, o il sabato per l'uomo?
    Meditate.

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  23. errata corrige: " e non un solo prete lo ammesso" si legga: "e non solo un prete lo ha ammesso."

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  24. Io sono daccordo con coloro che dicono che le rubriche vanno osservate. Ma penso anche il Papa potrebbe mutarne alcune. Ad esmpio la recita del Canone a voce non alta ma percettibile. Ritengo infatte che le più belle preghiere della Messa si trovino proprio in Esso ed è un peccato privarne i fedeli dell'ascolto: Credo che ci sarebbe più partecipazione ed arricchimento interiore. Come pure per il canto del Pater noster. La recita è comunitaria ed il canto no. Non credo che se il papa dettasse queste nuove regole il Vetus Ordo ne verrebbe inficiato o vi fosse commistione fra i due riti.

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  25. non ci posso credere...quanta bellezza e umilta' a celebrare questa messa...non c'e' paragone....

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  26. Mi sento particolarmente in comunione di intenti nelle parole che Anonimo del 7 novembre 2009 17.37 ha scritto.
    Ripeto fino alla noja : non è una questione di lingua ma di rito !
    La liturgia non è una cosa da museo ...
    Bravo Anonimo del 7 novembre 2009 17.37 che ha saggiamente citato il Santo Vangelo " è forse fatto l'uomo per il sabato, o il sabato per l'uomo" ?
    Meditiamo : il nostro è un periodo storico assai dinamico : stiamo riscoprendo, grazie al Magistero, ispirato dallo Spirito Santo, la Santa Tradizione dei nostri padri.
    Andrea Carradori
    www.missaleromanum.it

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