domenica 8 novembre 2009

Emergenza educativa nei seminari

Dall'Osservatore romano del 2 novembre scorso



Formatori da formare

di Nicola Gori

La formazione dei formatori nei seminari è la vera urgenza dei nostri tempi. In questo sforzo educativo va riconosciuto un ruolo preminente all'esperienza ecclesiale nel cammino vocazionale. Questo implica il coinvolgimento anche dei laici nella valutazione dei candidati al sacerdozio. Lo sostiene monsignor Giovanni Tani, rettore del Pontificio Seminario Romano maggiore, nell'intervista rilasciata al nostro giornale in occasione dell'Anno sacerdotale. L'Anno sacerdotale può diventare un'occasione per rivedere i metodi formativi applicati nei seminari? Credo che i metodi formativi siano costantemente verificati. In questi anni si avverte una forte attenzione, fuori e dentro i seminari, sulla formazione al sacerdozio. L'Anno sacerdotale è certamente una buona occasione per riprendere e approfondire la dottrina sul sacerdozio. Il Papa ha detto che questo anno deve "Aiutare innanzitutto i sacerdoti, e con essi l'intero Popolo di Dio, a riscoprire e rinvigorire la coscienza dello straordinario ed indispensabile dono di grazia che il ministero ordinato rappresenta per chi lo ha ricevuto, per la Chiesa intera e per il mondo, che senza la presenza reale di Cristo sarebbe perduto". Nel nostro seminario, e penso che accada in tutti i seminari, i programmi di quest'anno, a partire dagli esercizi spirituali e dai ritiri mensili, hanno come contenuto la riflessione sul sacerdozio di Cristo, sul sacerdozio comune di tutti i fedeli e sul sacerdozio ministeriale ordinato. [..]

Ritiene necessario un cambiamento dei criteri di valutazione dei seminaristi? In questi ultimi decenni, a partire dal concilio vaticano II, si sono precisati molti criteri di valutazione. Giovanni Paolo II nella Pastores dabo vobis ha indicato le quattro aree della formazione: umana, intellettuale, spirituale, pastorale. L'area umana è stata molto studiata, anche con l'apporto della psicologia e delle altre scienze umane. Non vedo necessari cambiamenti dei criteri di valutazione: è necessario chiarirli bene e saperli applicare nei singoli casi. Forse va accentuata la dimensione ecclesiale del cammino vocazionale attraverso un'autentica esperienza di Chiesa in cui anche i laici possano dare il loro contributo alla formazione e alla valutazione dei futuri sacerdoti. Va anche capito se questi giovani hanno fatto un vero incontro con Cristo, tale da giustificare una scelta come quella per il sacerdozio. Ciò che vedo come molto importante è che si realizzi una vera attenzione alla singola persona, in un dialogo costante che sappia illuminare, motivare e anche correggere, in una atmosfera di cordialità e di fiducia. Se un seminarista sa mettersi in una situazione del genere, mostra di avere la disposizione fondamentale per una formazione. Certo sono necessari formatori all'altezza del compito educativo: ritengo che la formazione dei formatori sia uno dei capitoli più urgenti dei seminari, perché anche nei seminari si vive un'"emergenza educativa": i nostri giovani spesso sono segnati dal soggettivismo, che rende difficile la docilità e la docibilità.

Considera il seminario un'istituzione al passo con i tempi o potrebbero essere possibili altre strutture o modalità per la formazione dei candidati al sacerdozio? Credo che si possa dire che la formazione al sacerdozio ha una struttura che non si può cambiare ed è la formazione comunitaria, anche perché deve portare a saper vivere in quella "fraternità sacramentale" che è il presbiterio. Il modello cui si fa riferimento è la comunità dei dodici apostoli costituita da Gesù: "Ne costituì Dodici - che chiamò apostoli - perché stessero con lui e per mandarli a predicare". Questo è il nucleo della formazione al sacerdozio: attorno a esso si possono trovare delle varianti che corrispondano di più ai tempi e ai luoghi. Ma al momento non vedo alternative valide allo schema di seminario indicato dal concilio vaticano II.

È possibile presentare alle nuove generazioni l'esempio di santità sacerdotale di san Giovanni Maria Vianney senza cadere nella semplice devozione? Abbiamo accolto molto volentieri l'indicazione del Papa a guardare al curato d'Ars come modello del sacerdote. È vero che la sua vita si è svolta in un contesto culturale molto diverso dal nostro, ma la sua santità mette in luce i valori fondamentali della vita sacerdotale (la preghiera, la dedizione completa, la predicazione semplice ed efficace, la confessione e la direzione spirituale, l'attenzione anche ai bisogni materiali delle persone) e questi colpiscono i seminaristi in modo forte. Lo scorso anno siamo andati ad Ars con gli ordinandi diaconi per gli esercizi spirituali in preparazione all'ordinazione: sono stati giorni molto belli e intensi. La figura del santo ha favorito in tutti, sacerdoti e seminaristi, un autentico momento spirituale. Quest'anno la nostra comunità sarà accompagnata da una icona con il volto di san Giovanni Maria Vianney e da una sua frase: "Il sacerdozio è l'amore del Cuore di Gesù".

Secondo lei i recenti scandali che hanno colpito alcuni sacerdoti rilanciati dai mass media hanno influito negativamente sui giovani che vogliono diventare preti? Come ricostruire nell'opinione pubblica l'immagine autentica del presbitero? Certamente quei fatti continuano a colpire e a far riflettere. Rendono più pensoso e attento il discernimento vocazionale. I giovani lo sanno, ma quando scelgono di entrare in seminario prevale in loro la luce e la bellezza della chiamata; sono a volte gli altri, parenti e conoscenti, a volerli contrastare dicendo che "i preti sono tutti così". A me sembra che l'opinione della gente che frequenta le parrocchie e le comunità, sia nella stragrande maggioranza molto positiva nei confronti dei loro sacerdoti. Per ricostruire l'immagine del prete nell'opinione pubblica non vedo altra strada che far conoscere figure valide di sacerdoti. A noi sacerdoti il compito e la responsabilità di condurre una vita coerente con la nostra vocazione.

23 commenti:

  1. ad Econe queste cose non accadono
    :P

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  2. chi li forma i formatori?
    non a Econe ;)

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  3. cara MIC .......

    mi viene da ridere !!!!!!!!


    ........ chi li forma i formatori !?!?!?!?!?

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  4. Finchè questi tipi, sessantottini, rimarranno alla guida dei seminari il Signore non donerà nuovi Sacerdoti alla Chiesa.
    Poveri noi !

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  5. e intanto leggo ora su internet

    in svezia .......''.eletta la prima donna vescovo omosex ,,

    avanti tutta , se è la prima ce ne saranno altre .....

    e d' altronde anche noi , con i seminari vuoti , qualche ozioso o disoccupato in giro di rimpiazzo lo si trova sempre !!!!!!!! .........

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  6. luterana !!!!!!.........

    ......tranquilli , tranquilli , ma fino ad un certo punto !!!

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  7. Il rettore (mi par che si chiama mons. Giovanni Tani) ha detto:

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    Va anche capito se questi giovani hanno fatto un vero incontro con Cristo, tale da giustificare una scelta come quella per il sacerdozio. Ciò che vedo come molto importante è che si realizzi una vera attenzione alla singola persona, in un dialogo costante che sappia illuminare, motivare e anche correggere, in una atmosfera di cordialità e di fiducia.

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    http://www.youtube.com/watch?v=c_o4raYyGWw

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    E' molto bello VEDERE come i seminaristi vengono educati! Complimenti per i formatori! Vabbè che la talare la mettono solo quando va il Papa in seminario, ma ricordo che l'abito talare rappresenta non una uniforme ma una "missione" come disse Giovanni Paolo II.

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  8. La Costituzione Apostolica...8 novembre 2009 23:34

    Off topic, ma importante: si chiamerà "Anglicanorum coetibus" , e uscirà forse già domani. Che cosa? ;)


    Alemno a sentire la redazione del pensionando Pater von Gemmingen SJ :

    http://www.oecumene.radiovaticana.org/ted/Articolo.asp?c=332884

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  9. Complimenti al Cardinale Vallini! Vedo che la riforma del Seminario da lui impostata porta i suoi primi frutti.... ma si sa...

    sazio delle decime dei neocatecumenali e appagato per i buchi che i preti del cammino gli hanno coperto nella parrocchie sprovviste di preti...

    le sue preoccupazioni pastorali ora sono tutte rivolte....

    ai lavavetri della città!

    EVVIVA VALLINI!

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  10. Anonimo delle 9,37, c'è un vecchio detto:" La mamma dei cretini è sempre incinta" !!

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  11. Venite a vedere a Brescia la città che ha appena accolto il Papa,guardate che seminario hanno ridotto e quanti rettori hanno cambiato e sempre in peggio fino all'attuale che è davvero il peggio che c i sia e psicologo .Povera città di Paolo VI con un seminario ridotto a neppure una trentina di Chierici al Maggiore.Ma va bene così.o no ?

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  12. Questo rettore l'ho conosciuto molto bene... fino a che non venisse eletto il nostro caro Pontefice massimo Benedetto XVI era un anti ratzingeriano per eccellenza e come lui tutti i formatori del seminario romano maggiore... i seminaristi più devoti erano costretti a tenere nascosti i libri del cardinale Ratzinger per paura di essere tacciati di tradizionalismo ed essere cacciati dal seminario... un formatore ad elezione avvenuta si espresse così: ora i lefebriani e i bigotti saranno contenti... bè morto un papa se ne fa un altro... .
    I seminaristi che andavano semplicemente al vaspro pomeridiano a San Pietro se scopoerti venivano vessati se poi andavi in talare alla SANTA MESSA venivi sicuramente punito se era poi tridentina eri cacciato dal seminario o ti avrebbero sicuramente consigliato di andare dallo psicologo perchè eri per loro uno squilibrato da curare... le sante reliquie dei Santi venivano con disprezzzo definite ossa di morto... e così via... lascio a voi il giudizio... preghiamo per loro affinchè quest'anno sacerdotale gli serva veramente per diventare dei Santi Sacerdoti... preghiamo per loro e anche per i seminaristi...

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  13. @ benedikt ha ragione!

    TUTTO VERO! psicologo per "matti" tradizionalisti compreso.

    Al Seminario si va avanti a pane e Enzo Bianchi tutti i giorni! E chi non si adegua o si nasconde facendo finta di "ballare la musica" o si è perseguitati e infine cacciati con relativa damnatio memoriae.

    Si dice che il Seminario del Papa è tradizionale perchè la domenica i chierici si mettono la talare, TUTTE BALLE... anche perchè la talare negli altri giorni della settimana la utilizzano per fare teatrini benedetti dai formatori.

    I quali formatori di ora sono ben peggio dei formatori presenti nel video... giovanotti inesperti, tutti orientati politicamente e religiosamente alla Enzo Bianchi - come tradizione - (almeno nel bouquet dei formatori nel video qualcuno si salvava) solo buoni a dire pubblicamente senza vergogna e senza paura di essere ripresi, che Benedetto XVI è un esagerato o che ha fatto malissimo a riproporre la MESSA DI SEMPRE, ASSOLUTAMENTE OSTACOLATA IN SEMINARIO!

    Circa il Rettore, TUTTO VERO, e si dice che, negli anni in cui nel Seminario del Papa si bruciavano a fregio le talari paonazze, fosse tra quelli che giocavano a frisby con il saturno...

    che belle cose!

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  14. Il seminario romano o meglio quel che ne rimane è un piccolo club di...mediocrità insulsa postconciliare.
    Cultura classica? Zero..solo sociologia.
    Speriamo che la tradizione sia ristabilita in tutto il suo splendore.
    Povero Laterano...

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  15. I pozzi sono stati avvelenati... da personaggi come Tani e Vallini.Chi vuol capire...
    Vallini ha affidato di recente la bella Chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio, un tempo parrocchia del Palazzo Apostolico del Quirinale, agli ortodossi bulgari.
    Con tutto l'affetto per i nostri fratelli ortodossi mi chiedo: come si fa a celebrare la messa su un medesimo altare se non si è ancora in comunione?
    Ricordo che in quella chiesa sono conservati i Praecordia e i cuori dei Papi da Sisto V a Leone XIII!
    La situazione nella nostra chiesa è paragonabile a quella della fine dell'impero romano...ma a parte Benedetto XVI e pochi vescovi nelle gerarchie lo sfascio è totale...non vedo nessun Stilicone e nessun Ezio ma solo degli Attila inebriati di un cupio dissolvi!

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  16. Sono molto dispiaciuto she la situazione al Seminario Romano sia peggiorata da quando l'ho lasciato poco tempo fa, anche se come già detto vi ho sofferto tanto... ma come dice San Paolo: tutto concorre al bene per coloro che amano Dio.... comunque ripeto che bisogna pregare tanto per monsignor Tani ed i suoi collaboratori... affinchè riescano a diventare Santi... sono pur sempre sacerdoti di Cristo ed è nostro dovere pregare per la santità anche dei nostri 'nemici' e abituarci al perdono... lo dobbiamo alla CHIESA e a CRISTO suo fondatore... da buoni cattolici dobbiamo pregare per questi poveretti che hanno smarrito la strada e che, ancor peggio, sono alla guida di un piccolo gregge di seminaristi... poveri seminaristi... quindi coraggio la migliore arma è la preghiera e il perdono... SANTI!!!

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  17. ho scritto poco fa ma non mi funziona l'account e ho dovuto firmarmi come anonimo al post precedente e non come benedikt...SANTI...

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  18. Benedikt ha ragione dobbiamo pregare per chi ha smarrito la fede...ma sia chiaro che i vescovi non sono gli autocrati della nostra fede non ne sono i padroni non possono fare quello che vogliono devono pascere le pecorelle di Cristo con amorevolezza ...e io vedo solo odio contro i fedeli alla Tradizione e al Magistero della Chiesa di sempre!

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  19. Imitiamo il coraggio di Santa Caterina da Siena... devota e sottomessa al pontefice ma coraggiosa e intrepida nel far vincere la causa della Fede in amore alla Santa Chiesa Cattolica... così dobbiamo comportarci con i nostri Vescovi... amarli e pregare per loro , sono pur sempre i successori degli apostoli, anche se vivono in una situazione di totale smarrimento... forse il Signore ce li ha messi vicino per aiutarli anche se ci vengono spesso contro rifiutandosi di capire... le porte degli inferi non prevarranno mai e anche loro prima o poi apriranno i loro occhi e si convertiranno... fede-speranza e carità... firmato benedikt

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  20. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  21. Monaci benedettini che stavano a custodia delle reliquie della Santa Croce... da 10 secoli!

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  22. QUEL VIDEO è AGGHIACCIANTE!

    MA E' UNA COPIA! Copia di un video messo da un seminarista (credo) che si vantava della bravata (tipico di una scuola media che di un seminario pontificio).

    E' un po' che circola (diversi mesi) e qualcuno sembra l'abbia visto scaricato e rimesso su youtube con annessi commenti contemporaneamente con quelli caricati dai seminaristi, ora (almeno per la versione italiana), frettolosamente occultati.

    Al di la della l'azione discutibile di chi ha ri-caricato il video, mi stupisce solo che i Superiori hanno permesso di metterlo su yuotube sia in italiano che in ungherese!

    Il problema è questo: se fosse rimasto come cosa interna sarebbe rimasta una cosa simpatica e basta, solo un bel ricordo, ma dietro c'è stata, credo, la volontà di mandare un messaggio:

    questo è quello che facciamo e quello che siamo!

    Forse un modo per attirare le vocazioni?... si sa che nel Romano ce ne sono poche e quelle poche so tutte con grandi magagne, ma credo che questo non sia un bel modo per promuovere vocazioni per la Diocesi!

    Mi stupisco di Vallini che in passato è stato pure rettore!

    Non voglio pensare che questo video sia stato messo senza il consenso del Rettore, sarebbe gravissimo dal punto di vista disciplinare... anche perchè aprirebbe scenari ancora più inquietanti:

    I seminaristi non sarebbero controllati, farebbero quello che vogliono!

    e di questi tempi dove anche il Santo Padre ha richiamato a più rigore e controllo, questo incidente, tutto sommato non grave, potrebbe diventare grosso come un elefante!

    Mi auguro che i video vengano rimossi URGENTEMENTE! Mi appello al buon senso sia del seminarista ( o chi per lui) ungherese che ha messo una riduzione:

    http://www.youtube.com/watch?v=Ac_Mu4vrpw0

    sia al sedicente "passionedicristo" che li ha catturati e riproposti entrambi con commenti!

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  23. Ma non vi vergognate di offendere un uomo di Dio come Vallini, arpìe sprucide!!!
    Voi siete la vergogna dei tradizionalisti, gente arida e menzognera!!!!

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