lunedì 3 agosto 2009

Bugnini massone? Cambia qualcosa?


Nelle ultime settimane si è tornato a parlare della questione della presunta affiliazione alla Massoneria dell'Arcivescovo Annibale Bugnini (nella foto), principale artefice, anzi demiurgo della nuova liturgia. Lo spunto è stato dato da un articolo del noto mensile americano on line Inside the Vatican. Leggetelo tutto, se conoscete l'inglese (è in due parti). Noi ci risparmiamo la fatica della traduzione riproducendo un articolo riassuntivo apparso su Italia Oggi del 24.7.2009 di Andrea Bevilacqua

Sembra una cosa troppo lontana nel tempo per fare notizia. Ma non è così. Secondo quanto riporta l'ultimo numero della principale rivista cattolica in lingua inglese Inside the Vatican, Annibale Bugnini, il principale promotore all'interno della curia romana di quella riforma liturgica che nel post Concilio Vaticano II ha rivoluzionato in modo decisivo l'intero impianto liturgico della Chiesa, ovvero colui che anche a motivo delle sue idee in campo liturgico (ma non solo) venne mandato da Papa Paolo VI a terminare i propri giorni in Iran, era un massone.
Una rivelazione, quella di Inside the Vatican che, se confermata, darebbe notevole spago a tutti coloro che, all'interno del Vaticano, ritengono i cambiamenti liturgici avvenuti nel pontificato montiniano come un'opera perversa. Un'opera, insomma, voluta contro la Tradizione della Chiesa.
È il giornalista Robert Moynihan a raccontare la cosa su Inside the Vatican, spiegando di averla saputa da un monsignore anonimo indicatogli dal cardinale canadese, Edouard Gagnon, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia dal 1985 al 1990.
Che il monsignore sia anonimo è senz'altro un punto negativo per le tesi di Moynihan, ma quanto il monsignore dice getta comunque ombre, più che luci, su un momento della vita della Chiesa difficile. «Il monsignore è il depositario del mistero relativo all'affiliazione massonica di Bugnini», disse a Moynihan il cardinale Gagnon. E il giornalista si affrettò a incontrare l'anonimo presule per farsi raccontare ogni cosa. Non solo, Bugnini avrebbe avuto anche un codice di riferimento col quale veniva identificato: lo chiamavano «Buan».
Perché, si chiede Inside the Vatican, Bugnini venne mandato in Iran da Paolo VI? La tesi è una. Pare che Montini, è anche quanto riferisce il monsignore anonimo, si fosse convinto del fatto che Bugnini appartenesse alla massoneria. Una valigetta di proprietà di Bugnini contenente alcune lettere indirizzategli dal Gran Maestro della Massoneria Italiana, infatti, convinse il Papa della cosa.
Quando Bugnini era ancora a Roma, inoltre, fu il cardinale Gagnon a stendere una relazione molto dettagliata sulla massoneria. Gagnon stette per tre mesi impegnato a stendere la voluminosa relazione. Un dossier giudicato dalla stessa massoneria esplosivo: si facevano i nomi e le attività occulte di certi personaggi di curia.
Tuttavia il dossier venne rubato fra il 31 maggio ed il primo giugno del 1974 dalla scrivania di monsignor Mester, un collaboratore di Gagnon. Il cardinale dovette riscriverlo interamente ma non riuscì mai a divulgare la cosa come avrebbe voluto. Pare che fu anche per questo motivo, per l'impossibilità di far arrivare il dossier sul tavolo del Papa, che decise di ritornare in Canada e lì finire i suoi giorni.


Quest'articolo non lo riporta, ma Inside the Vatican riferisce anche (sulla scorta di uno studio di Michael Davis, l'indimenticato presidente di Una Voce Internationalis) che Bugnini era già caduto in disgrazia nel 1962, allorché era stato privato non solo dell'incarico di segretario della commissione liturgica preparatoria del Concilio (commissione che peraltro, a onor del vero, aveva terminato il suo compito) ma pure della cattedra all'Università Lateranense. Visto il rilievo del personaggio e dell'incarico, non poteva non esserci l'approvazione del Papa Giovanni XXIII in questo 'primo esilio'. Ma nel 1965 il nuovo Papa, Paolo VI, nominò Bugnini segretario del famigerato Consilium che si occupò della riforma liturgica. Il ritorno in auge vien messo in connessione col fatto che, nel 1963, Bugnini era entrato nella Massoneria, secondo quanto pubblicherà nel 1976 il giornalista Mino Pecorelli (in seguito assassinato: dell'omicidio è stato imputato, e alfine assolto, Giulio Andreotti). Finalmente nel luglio 1975, all'apice del potere e Segretario della Congregazione del Culto Divino, Bugnini fu improvvisamente allontanato e la sua congregazione addirittura fusa con quella dei Sacramenti. Non si seppe quale fosse la sorte di Bugnini finché, il 15 gennaio 1976, l'Osservatore Romano informò che egli era stato nominato pro-nunzio in Iran. Un posto chiaramente insignificante, per una personalità come la sua, e un esilio punitivo: fu un amoveatur privo di ogni promoveatur. Ma la notizia che l'allontanamento fosse dipeso dalla scoperta che Bugnini "serviva altri padroni" iniziò a girare e ad essere pubblicata sui giornali. Il Vaticano non confermò né (ed è più significativo) smentì.

Mons. Bugnini, nel suo libro La riforma liturgica, riferisce (pagg. 100-101) di avere bussato a molte porte per sapere quale fosse la ragione della sua disgrazia. Dice di aver saputo che un cardinale importante cui le riforme liturgiche erano invise (Gagnon, si presume) aveva fornito un dossier su di lui, e sulla sua massonicità al Papa. Sempre Bugnini riferisce di avere scritto al Papa, nell'ottobre 1975, per contestare le accuse nei suoi confronti di iscrizione alla massoneria ma - informa sempre l'interessato - il Papa nemmeno si peritò di rispondere. Dato lo stretto rapporto, anche di fiducia e confidenza, che vi era stato fino allora tra i due, questo è un ulteriore segno evidente, aggiungiamo, che il Papa si era convinto della veridicità delle accuse, al punto da non voler nemmeno ascoltare gli argomenti a discolpa.

P. Augé nel suo blog, essendo stato allievo di Bugnini ed avendolo anche assistito nel giorno della sua morte, nega, come è dovere per un amico, le accuse al suo mentore ed aggiunge che, secondo la testimonianza di un anonimo sacerdote, erano finiti indistintamente accusati di massoneria tutti i prelati che negli anni Sessanta-Settanta avevano firmato una petizione al Papa per la revoca della scomunica ai massoni (quindi anche Bugnini, si deduce, aveva firmato la petizione). Nega inoltre che la morte di Bugnini sia stata procurata dai Massoni, timorosi di una eventuale resipiscenza dell'Arcivescovo: la morte sopravvenne sì dopo un'operazione banale di ernia, ma il monsignore soffriva comunque di cardiopatia sclerotica ipertensiva, il che spiega un attacco di cuore.

Che dire di tutta questa vicenda? Sinceramente, a noi il complottismo convince sempre poco. Specie quando si invocano i pluto-giudaico-massonici... L'unico elemento fattuale che ci sembra importante, se non addirittura decisivo, è il fatto (sicuro, perché riferito dallo stesso Bugnini) che Paolo VI si convinse che Bugnini fosse affiliato alla Massoneria. Non è una prova definitiva (un papa non è infallibile, su questo tipo di giudizi) ma vi si avvicina molto, perché è da ritenere che il pontefice, che aveva praticamente dato carta bianca a quel suo collaboratore, abbia voluto veder molto chiaro, prima di giungere a conclusioni così sconcertanti e revocare una fiducia fino allora quasi illimitata.

Però l'argomento che vorremmo brevemente sviluppare, è questo: che cosa cambia, se Bugnini è stato o meno massone? Parlano i fatti, e i risultati di quei fatti. Più grave perfino della prova dell'obbedienza massonica di Bugnini, se mai sarà fornita, è questa sua dichiarazione incontrovertibile, poiché apparsa su L'Osservatore Romano del 19 marzo 1965:

"Dobbiamo togliere dalle nostre preghiere cattoliche e dalla liturgia cattolica ogni cosa che possa essere l'ombra di una pietra d'inciampo per i nostri fratelli separati, ossia i protestanti"; la riforma doveva farsi affinché "la preghiera della Chiesa non fosse motivo di malessere spirituale per nessuno"

58 commenti:

  1. Non infierisco su chi non è più. E la colpa del disastro non è tutta di Mons. BUAN: chi ha approvato il suo operato (in un campo tanto sensibile), facendo passare di tutto senza ascoltare consigli (che pure gli furono dati), ha una responsabilità ben maggiore, e di questo spero gli sia stato chiesto conto lassù. Poteva rimediare e invece per codardia ignava non l'ha fatto. Ma anch'egli non è più, pertanto Iddio abbia misericordia di questi due servi malvagi e infedeli: requiescant in pace. Come le loro pessime opere che, speriamo, possano passare presto nell'oblìo: vecchi ed inutili scartafacci destinati -e senza rimpianto- al macero della storia e la cui memoria è in maledizione.

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  2. la riforma doveva farsi "la preghiera della Chiesa non fosse motivo di malessere spirituale per nessuno"

    tranne che per i cattolici!

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  3. beh, naturalmente... per i conciliari i cattolici sono inferiori a tutto, a tutti e devono sempre scusarsi di esistere.

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  4. DANTE PASTORELLI3 agosto 2009 08:28

    E qual era la pietra d'inciampo più grossa nel dialogo coi protestanti? Il cuore ed il culmine della nostra religione: la Messa, il Sacrificio offerto dal sacerdote alter Christus a nome dell'intera Chiesa. l' "ABOMINIO" LUTERANO

    Di liste di prelati massoni s'è sempre parlato, e c'è chi continua a parlarne: mons. Villa, in Chiesa Viva, e nei suoi libri, cita nomi, sigle, numeri di matricola.
    Don Ennio Innocenti raccontò a Firenze, credo d'averlo già ricordato, nel corso d'una conferenza tenuta presso la Casa S. Sergio dei Figli di Dio, alla presenza del fondatore don Divo Barsotti, d'una lista in possesso di don Putti che, ingenuamente, la portò in Vaticano, dove gli restituirono una fotocopia che non servì più a niente.
    Vere, false? Non si può dire. Certo è che nessuno ha mai querelato né mons. Villa né altri
    autori che a queste liste hann'attinto.
    Di sconcertante resta lo spirito massonico penetrato nella Chiesa.
    E questo basta e avanza.
    In un mondo di tenebre è difficile decifrar i volti di ombre anche caudate. Atteniamoci a quel che possiamo toccar con mano e ch'è sotto i nostri occhi.

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  5. sì, bisogna stare attenti ai complottismi (il Dr. Introvigne, in questo, è un maestro di prudenza...).

    Eppur ci sono prove sufficienti che dimostrano l'esistenza di qualche "complotto".
    Ad esempio: un attento studio della letteratura massonica del Grande Oriente d'Italia (GOI), dall'Ottocento ad oggi, mostra chiaramente lo sforzo massonico di portare o almeno favorire nel "mondo profano" (la società): divorzio, contraccezione, aborto, eutanasia, laicità dello Stato in senso laicistico e (in ultimo) testamento biologico...
    Qualcuno dirà: ma alcuni massoni non condividono tale "cultura". Certo... ma è evidente che fanno ben poco per opporvisi (seppur lo fanno)e comunque non hanno grande voce in Massoneria.
    In effetti,il fondamento antidogmatico ed esoterico della MAssoneria porta ad attuare e favorire tali scelte laiciste.

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  6. massone non massone cambia poco .

    per me E' massone il BUAN . sono perfettamente convinto ma è solo un supposizione personale che si fa sempre più forte col passare del tempo , che arrivato il mento giusto , le persone giuste , la massoneria ha agito e come per far cadere una CHIESA BIMILLENARIA . questo con tempi risalenti a prima della REVOLUTION .

    la frase del BUAN la dice lunga è il risultato di quello che abbiamo oggi .

    nel post precedente su PAOLO VI , la redazione ha sottolineato in un suo commento che appunto , attraversava col suo pontificato tempi difficili .

    io allora mi chiedo se i tempi non dico DA PIO IX a PIO XII ,ma da PIO VI in qua fossero tempi '' tutto rose e fiori ,, per loro .
    hanno forse svenduto ? hanno cercato un cambiamento ? tentato di farlo ? e al fine di che ????

    come si dice DIO li fa e poi li accoppia .

    REQUIESCANT IN PACE

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  7. Poco importa.
    Se uno si comporta da massone, che importa che lo sia per davvero o meno?...

    detto questo
    Reqiescat in Pace.

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  8. Effettivamente, massone o no, i danni son sotto i nostri occhi.
    Ma mi dico anche che Bugnini non avrebbe potuto fare tutto quello che ha fatto senza il consenso di Paolo VI.
    Dire il contrario vorrebbe dire che il Papa era un essere debole, influenzabile....o massone pure lui...ciò che io preferisco non credere.
    Dai due discorsi leggibili più sotto del 1976 e 1977 mi sembra chiaro che Paolo VI ha voluto la rottura, ha voluto quella riforma e non un`altra.
    È Paolo VI ad essere stato fotografato con gli "osservatori" protestanti del Consilium!
    Che venivano a farci dei protestanti nella commissione incaricata della rifoma liturgica, dell`applicazione della Sacrosanctum Concilium??

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  9. Riporto qui, il contenuto della nota n°5, pagina 44 del libro di Annibale Bugnini, La riforma liturgica :

    "

Fra tutti i segretari delle commissioni preparatorie del concilio solo P. Bugnini non fu confermato segretario della commissione conciliare. Fu il primo sintomo che il nuovo presidente della commissione liturgica , card. Arcadio Larraona, seguiva un corso diverso da quello che aveva redatto la Costituzione; la quale stava facendo il suo iter normale per essere presentata in Concilio. Per raggiungere il suo scopo il Card. Larraona cominciò col licenziare il segretario, perno di tutto il lavoro preparatorio.
Primo esilio di P. Bugnini.

    Oltre che che dalla segreteria della commissione conciliare, P.Bugnini ricevette, negli stessi giorni, l`esonero da docente di liturgia al Pontificio Istituto Pastorale all`Università Lateranense, e si tentò anche di toglierli la cattedra di Liturgia della Pontificia Università Urbaniana.
.......


    Alcuni amici che conoscevano bene P. Bugnini, come il card. Lercaro e il card. Bea ,furono i buoni angeli che aprirono la strada prima verso Papa Giovanni, che fece qualche gesto, ma non approdò a niulla, stante la ferma intransigenza del card. Larraona, e poi verso il card. Montini, il quale divenuto Papa tra i suoi primi atti ebbe un gesto di giustizia, nominando P.Bugnini, segretario del Consilium per la rifoma liturgica(3 genanio 1964).

.....

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  10. Sono convinto, cari amici, che un pò di verità, un pò di luce bisogna farla sull'operato di mons Bugnini. Noi religiosi, membri degli Ordini Mendicanti, giovanissimi, vogliamo, anzi pretendiamo di sapere perchè mons Bugnini ha tanto insistito nell'imporre la "riforma", presentandosi lui stesso presso i nostri Prepositi Generali, i nostri superiori locali, le monache di clausura e le congregazioni religiose femminili aggregate ai nostri Ordini religiosi. Nei nostri Archivi, locali e centrali, si possono consultare ciò che rimane di quelle "pressioni e imposizioni" del Bugnini: bisognava fare in fretta, tutto in fretta, aderire senza batter ciglio alla..riforma. Cosa posso dire? Tra gli Ordini Mendicanti vi fu chi aderì con molta generosità, spazzato via il breviario, sostituito l'antico messale. Poi venne il momento di "aggiornare" le Costituzioni, e in alcuni casi si è trattato non di un aggiornamento ma di un rifacimento ex novo dei testi legislativi e di vita propri di ciascun Ordine. I nostri noviziati svuotati, l'abito religioso messo in cantina, via il Rosario..., pochi lo sanno, ma il Rosario era il bersaglio prediletto dai riformatori nei nostri Ordini religiosi, via tutto ciò che appariva vecchio, ripetitivo, logoro, incapace di comunicare con i "nuovi tempi".
    L'oggi, cari amici, è peggio di ieri per i nostri Ordini. Le riforme continuano ancora: svestite le nostre monache, via tutte le strutture legate alla clausura monastica, i nostri studenti indottrinati con le eresie dei teologi più gettonati, slogan e partecipazione a manifestazioni per la salvaguardia dell'ambiente, tutti dediti al servizio dell'uomo, protesi alla costruzione di un mondo migliore, di una umanità più fraterna, di una società meno globalizzata: scusate, ma in tutto questo il religioso incontra davvero Dio?
    Noi giovani frati lottiamo, ma siamo soli, anche Roma ci lascia soli, mi dispiace dirlo, ma è così.
    Nessuno interviene presso i nostri governi generali e locali (dei nostri Ordini), Roma non vuole sapere e se ne frega della vita religiosa.
    I controlli e le visite canoniche le mandano ai Legionari di Cristo..., già. Mentre gli Ordini Mendicanti continuano ancora a farsi del male, ad autoannientarsi.

    un carmelitano scalzo

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    1. Non dire così!
      Ci sono tantissime persone a tutti i livelli che mantengono chiaro l'orientamento. Moltissimi ordini e persone con atteggiamento profondamente tradizionale all'interno della Chiesa Cattolica. Roma non se ne frega... Ogni post-concilio crea terremoti, piano piano le fratture si aggiustano. Sono persuaso che tra due secoli vedremo con più luce l'atteggiamento della Chiesa verso il mondo. Molto abbiamo perso, ma molto altro abbiamo guadagnato: verrà il tempo in cui facendo i bilanci si capiranno gli errori.
      Non siamo soli e se anche dovessi sbagliarmi e lo fossimo davvero, ricordati che con noi (e con tutti quelli che amano Cristo e la sua Chiesa) è la Vergine Maria. Come potremmo dirci soli se con noi sta la Madre di Cristo!
      Esultiamo piuttosto!
      Sia la nostra una testimonianza ferma ma gioiosa, chiaro segno di una persona che ama la luce.
      Gloria!

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    2. Chissà se possa aiutarti, a te frate, sapere che queste parole non le dice un vecchio sacerdote ma un ventunenne studente di economia. Come me, nel mondo ordinario e nelle strutture laiche della società, ci sono tantissimi altri giovani, non protesi a illusorie utopie filantropiche, ma decisi a testimoniare con genuina coerenza la fede in Gesù Cristo. Ognuno a suo modo, secondo la propria vocazione.
      Sursum Corda caro frate, abbiamo grande bisogno delle tue preghiere. I numerosi santi del tuo Ordine ti sosterranno!

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  11. Le parole del giovane frate carmelitano scalzo mi hanno stretto il cuore.
    Posso dire solo questo.

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  12. Caro frate carmelitano, quanto sono vere le tue parole! ..e molto tristi!...soprattutto per chi condivide come te qeusta ansia di vero rinnovamento!

    "Madre Teresa incontra i giornalisti mentre ritorna da Oslo a Roma, dopo aver ricevuto il Premio Nobel per la Pace. Molti giornalisti vogliono parlarle. Non si sottrae, li accoglie come figli, dà a ciascuno una medaglietta dell'Immacolata. Un giornalista le dice:
    - Madre, lei ha settant'anni. Quando lei morirà, il mondo sarà come prima. Che cosa è cambiato dopo tanta fatica?
    Madre Teresa non reagisce negativamente, fa un sorriso divertito e risponde:
    - Vede, io non ho mai pensato di poter cambiare il mondo. Ho cercato soltanto di essere una goccia di acqua pulita, nella quale possa brillare l'amore di Dio. Le pare poco?

    Il giornalista non riesce a replicare e allora la Madre, nel silenzio pieno di emozione che si era creato, replica:
    - Cerchi anche lei di essere una goccia pulita e così saremo in due. Lei è sposato?
    - Sì, Madre.
    - Lo dica anche a sua moglie e così saremo in tre. Ha dei figli?
    - Tre figli, Madre.
    - Lo dica anche ai suoi figli e così saremo in sei...

    Non c'era bisogno di aggiungere altro. Madre Teresa aveva lanciato il suo messaggio: ciascuno di noi ha in mano un piccolo capitale di amore e la possibilità di riflettere l'amore di Dio. E' questo capitale che dobbiamo preoccuparci di investire e di far fruttificare nella nostra vita, senza preoccuparci se il mondo cambia o non cambia. Questo lasciamolo a Dio"

    Sono convinto che nella S. Chiesa ci sono molte piccole goccie, forse tentano di....asciugarci...:-) ma senza presunzione possiamo dire che il Signore è dalla nostra parte. Sosteniamoci a vicenda!

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  13. Il fatto che Bugnini appartenesse o no alla massoneria, effettivamente non ha grande importanza, perchè comunque, agì come se fosse effettivamente un massone. Anche se in realtà, non possiamo dimenticare che le colpe commesse da Bugnini per quanto gravi, non possono essere paragonate a quelle di Paolo VI. Perchè è vero, che Bugnini fece un disastro, con la riforma liturgica, ma fù Paolo VI, ad approvare quella riforma, quindi il papa, era il maggior responsabile della vicenda. E' probabile, che Paolo VI, essendo un uomo titubante e dal carattere debole, quando vide i frutti della riforma liturgica, pensò bene di allontanare Bugnini, scaricandogli addosso tutte le responsabilità, ma non fece nulla,
    per rimediare ai disastri che erano stati commessi.

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  14. Ma in tutta questa storia non vi pare di sentire il "silenzio assordante" di chi, se non ci si sbaglia, era il segretario particolare di Mons. Buan, cioè l'Ecc.mo Maestro delle Cerimonie Pontificie emerito?
    Roberto

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  15. caro carmelitano scalzo .......

    che orrrrrore e che orribile verita nel tuo commento e quanto è vero ....

    ... il tutto svenduto per non offendere i protestanti e qualcun altro ...
    noi catttolici abbiamo sempre qualcosa da farci perdonare e siamo sempre un gradino piu in basso rispetto a tutti ... persino ai massoni ...
    guarda che il N.O. inventato di sana pianta dal BUAN
    porta la firma ed è stato imposto da PAOLO VI in un clima di persecuzione e isolamento verso tanti sacerdoti ...
    PAOLO VI potra anche essere stato un GRANDE PONTEFICE con le sue encicliche , ma tra il dire e il fare ci sta di mezzo il mare ... mica sul TRONO DI PIETRO mi ci sedevo io all' epoca ...

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  16. e non mi venite a raccontare che PAOLO VI era il PAPA del dialogo ....... con chi gli pare !!!!!!!

    piuttosto ha fatto mettere , anzi ha messo diversi bavagli ......
    le responsabilita di un PONTEFICE non sono quelle di uno scopino ... con tutto il rispetto per loro

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  17. Ho avuto il privilegio di conoscere personalmente il cardinal Gagnon -persona squisita, coltissima, semplice, ironica- e di acoltare dalla sua viva voce il racconto della visita apostolica, durata alcuni giorni, che fece ad Econe nel 1977 su incarico diretto di Paolo VI. Giunto con qualche prevenzione, rimase edificato e commosso dalla santità di vita di mons. Lefebvre e dei suoi seminaristi. Tornato a Roma, si gettò in ginocchio davanti al Papa e lo supplicò di riammettere alla piena comunione della Chiesa la Fraternità San Pio X. Nel racconto, Gagnon non riferì la reazione di Paolo VI -presumibilmente positiva-, ma poi l'ebbe vinta qualcun altro...

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  18. domande annose3 agosto 2009 14:55

    Anch’io son rimasto di stucco quando ho scoperto solo pochi mesi fa, grazie ad Internet, che al Concilio furono invitati osservatori protestanti.

    E come ha potuto essere tranquillamente espressa, senza contestazioni, l’intenzione di un Papa di dare alla S. Messa una forma che piacesse ai protestanti?
    Come ha potuto prevalere un simile pensiero filo-protestante?
    C’era un nesso tra questo intento di Paolo VI e l’ispirazione iniziale che mosse Papa Giovanni XXIII ad indire il Concilio detto ecumenico (mentre le maestre elementari si arrabattavano per spiegare a noi bambini il vero contenuto di questo aggettivo...),
    oppure no?
    Perché non era mai stata divulgata prima questa notizia, ed è stata nascosta alla gran massa dei fedeli (così mi pare) per tanti anni?
    Come sono stati messi a tacere i cardinali più prudenti e conservatori di fronte a tali inaudite “novità” che palesemente
    tradivano il Mandato di Cristo a Pietro?

    Domanda cruciale di un fedele avvolto dal ghibli apocalittico:
    SONO FINITI i lunghi estenuanti giri a vuoto del popolo di Dio
    (reso bue da occulti poteri), in questi 40 ANNI DI DESERTO?
    Oppure no?
    … e ci aspettano altri 40 anni di divagazioni, con le anime che muoiono per fame e sete del vero Dio, che è stato cacciato via dai
    neo-protestanti entrati nella Chiesa di Cristo coi vari cavalli di Troia
    (regalati o no dalla Massoneria, non importa…)
    riuscendo a distruggerla dalle fondamenta, al di là di ogni
    più ardito progetto di Lutero?
    ----------

    Fedele esausto per fame e arsura
    di un "esodo" infinito
    (da quale Egitto?...)

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  19. tenebre fitte3 agosto 2009 15:06

    E se Gesù tornasse visibile oggi ad incontrare la Santa Chiesa,
    con quale appellativo dovrebbe rivolgersi alla sua Sposa?
    Com'è acconciato il volto che Essa
    offrirebbe allo Sposo Divino?

    (Il Signore sostenga la mite e umile mano del Benedetto Papa restauratore, liberandolo da ogni intralcio e paura di parlare e operare!)

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  20. DANTE PASTORELLI3 agosto 2009 15:13

    Che al Concilio fossero invitati rappresentanti di altre confessioni cristiane non solo era noto ma non è neppure scandaloso.
    Che i cristiani eretici e scismatici, pardon, i fratelli separati, assistessero ai lavori dell'assise ecumenica e sentissero da vicino quanto amore riservava loro l'unica e vera Chiesa è stato un bene: che poi n'abbian profittato è altro discorso.

    Tutt'altro giudizio va espresso sulla volontà di costruire a tavolino un rito eucaristico che togliesse le pietre d'inciampo nel cammino dell'ecumenismo, vale a dire un rito meno cattolico.

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  21. Il buon frate carmelitano ci racconta una triste e amara realta', ma nondimeno abbiamo molto bisogno delle preghiere sue e dei suoi confratelli.

    Rinunciare alla verita' per compiacere chi e' nell'errore non puo' portare che a un disastro.

    E, oltre al Nostro, che dire di Villot, Marcinkus, Baggio, ecc.?

    FdS

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  22. io dico sempre che la MESSA di PAOLO VI E' una MESSA DEFICIENTE .... nel senso etimologico della parola ........

    siete mai entrati in una chiesa protestante .... manca qualcosa è vuota si sente a pelle che NON C' E' la PRESENZA del SS .
    cosi E' la MESSA DEFICENTE DI PAOLO VI ...

    scusate ma io la chiamo LA MESSA DEFICENTE ...

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  23. ASSOLUTAMENTE PUR SEMPRE VALIDA , MA MANCA DI QUALCOSA !!!!!!!!!!!

    NON C'E' NIENTE DA FARE MA E' COSI ...

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  24. DANTE PASTORELLI3 agosto 2009 15:53

    PAOLO, una sciacquatina alla bocca proprio no?

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  25. ti riferisci a me?
    Nel caso IO le cose le chiamo con il proprio nome.

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  26. Dante, io continuo a trovare scioccante la presenza di osservatori protestanti non al Concilio ma nel Consilium, la commissione incaricata della riforma liturgica, di applicare la Sacrosanctum Concilium.
    E sappiamo da diverse testimonianze che il loro ruolo non fu solo passivo, di osservatori, come volle far credere Bugnini, ma al contrario attivo, negli incontri al di fuori delle riunioni ufficiali del Consilium.
    E quando si conosce le parole di Bugnini pubblicate dall`OR il 19 marzo 1965:

    "Dobbiamo togliere dalle nostre preghiere cattoliche e dalla liturgia cattolica ogni cosa che possa essere l'ombra di una pietra d'inciampo per i nostri fratelli separati, ossia i protestanti"; la riforma doveva farsi "la preghiera della Chiesa non fosse motivo di malessere spirituale per nessuno"

    È facile intuire il ruolo giocato da quegli osservatori.

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  27. Al giovane frate carmelitano.
    Caro fratello sono stato toccato dalla tua testimonianza, sono vicino nella preghiera a te e ai tuoi confratelli, mi hai aperto l'orizzonte su una realtà degli ordini religiosi che intuivo, ma che non conoscevo nei termini che tu ci hai descritto.
    Sono rimasto edificato dalla tua testimonianza e sono sicuro che fino a che tra le file degli Ordini Religiosi ci saranno religiosi come te non tutto sarà perduto; sono riconoscente allo Spirito Santo che suscita giovani così come questo carmelitano e come i seminaristi (moltissimi nei seminari tradizionali, altri che soffrono nei seminari semimodernisti)....
    Nella preghiera e nel Santo Sacrificio della Messa vi ricordo al Signore.
    don Bernardo

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  28. DANTE PASTORELLI3 agosto 2009 18:02

    Cara Luisa,
    io rispondevo ad altro amico, domandeannose, che parlava della presenza di osservatori non cattolici al concilio.
    La presenza di non cattolici al Consilium non posso giudicarla certo positivamente: non ho subito nessun shock perché ormai sapevo come si mettevan le cose e dove si arebbe arrivati. E' stata inopportuna, senza senso, priva di motivazione teologica e giuridica e dannosa per i motivi che tu ricordi e che ben conosco. Ed in questo son d'accordo con te.

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  29. DANTE PASTORELLI3 agosto 2009 18:09

    PAOLO, sì, parlo proprio a te. Il tuo linguaggio è oltraggioso e volgare.
    Tu dici di esser vicino alla Fraternità S. Pio X. Io conosco tanti sacerdoti di questa Fraternità: mai dalla loro bocca ho sentito le parole che tu pronunci.
    Son proprio i "fedeli" come te che gettan ombre sulla credibilità S. Pio X.
    Tu non hai parlato di cose, ma di persone e per giunta scomparse. Almeno davanti alla morte occorre il rispetto. Il giudizio storico, in questo caso in ambito religioso, può esser negativo, ma va sempre espresso in forma civile.
    Non è con la volgarità e le urla che si presentan le proprie ragioni, anche valide.

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  30. Piu' il tempo passa e piu' appaiono nitidi i contorni della dolomite di empieta'(che' non fu solo eterodossia...)che improvvisamente,a mo' di escrescenza cancerosa,ha invaso la Santa Chiesa e tuttora incombe.Molto "magma"-mai tutto-ne scopriremo nel futuro.Resta da capire-ci rifletto da anni-dove si nascondeva tutto questo male.Evidentemente,la "vecchia" Chiesa aveva gia',sotto sotto,qualche grosso problema...Resta ,consolante,la Grazia di Dio che aleggia PALPABILMENTE nei grandi e piccoli santuari,le folle fedeli al Santo Rosario,i sacrifici dei buoni.Sosteniamoci a vicenda,innanzitutto con la preghiera. Eugenio

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  31. Cito,non per amor di polemica,e nemmeno per "complottismo",estraneo alla mia mentalita'(bastano,e spesso avanzano,le azioni pubbliche per capire le persone),che in ben due romanzi di Roger Peyrefitte(les cles de saint pierre,les fils de la lumiere)Monsignor Roncalli e' candidamente presentato come massone.Ovviamente non si tratta di documenti di carattere storiografico,pero',a vantaggio della tesi,stanno tre elementi.Il primo che,all'epoca,Roncalli era un personaggio di second'ordine e nulla lasciava presagire quello che sarebbe poi avvenuto.Quindi cadrebbe il sospetto di "scoop".Il secondo,e' che Peyrefitte,a lungo in diplomazia,non risulta aver mai pubblicato cose risultate poi infondate.Cio' ad onta di una personalita' assai "originale" sul piano morale,ma estremamente rigorosa (per orgoglio volterriano e per quell'esprit de geometrie proprio dei Francesi di rango)a livello professionale.Il terzo,da non trascurare,e' la grande dimestichezza dello Scrittore con il mondo iniziatico ed i suoi esponenti.Questo non toglie che potrebbe essere un abbaglio.Chissa'.Eugenio

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  33. chi di voi ha notizie sull'uso dell'Ephod al posto della Croce Pettorale da parte di Paolo VI?

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  34. Tante volte,
    in questi anni tormentati, mentre lentamente si depositava il polverone causato dal crollo della Liturgia e della Fede, dopo il terremoto conciliare, e si cominciavano a scorgere, a stento, tra le lacrime e la "tosse" di rigetto per l'aria inquinata, i profili degli edifici diroccati della Santa Chiesa, una volta sicure e stabili dimore dei cristiani cattolici...
    mi sono chiesta
    se non sarebbe stato meglio per tanti fedeli al Magistero di sempre, sia pur nella pena e nell'orrore per gli accadimenti da osservare e subire,
    RESTARE dentro la Chiesa
    (e mi riferisco a Mons. Lefebvre e i suoi),
    continuando a combattere la buona battaglia, cum Petro e sub Petro, certi dell'aiuto di Dio in una prova così tremenda, di cui non si potevano prevedere i tempi e le conclusioni...
    continuando a pregare, soffrire e offrire il loro martirio silenzioso, ma non meno sanguinoso di quelli antichi,
    così come possiamo ascoltare qui dal cuore aperto e dolente del padre carmelitano, come si ricorda spesso la pena del card. Siri ed altri, di S. Escrivà e S: Padre Pio... e di tanti sacerdoti, religiosi e religiose, e fedeli laici, travolti da questa
    lunga tempesta post-conciliare che ha riempito di piaghe nascoste ed dolorosissime il Corpo Mistico, che ha da patire ancora una lunga Passione, fin quando il Signore permetterà!

    Si può forse affermare con certezza - come molti fanno - che se Lefebvre fosse vissuto nella Chiesa da martire dell'obbedienza come tanti altri,
    affidando al Signore lo "stato d'emergenza",
    con un atto di Fede e di suprema fiducia, il Signore non avrebbe permesso la salvaguardia del Depositum Fidei, contrastando con mezzi a noi inconoscibili ma infallibili l'assalto demolitore dei neo-protestanti alla Sua Chiesa?
    Fedele dubbiosa

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  36. no io credo che si puo parlare criticare chiunque e dire tutto ma con un linguaggio appropiato ...

    io sono allergico a
    PAOLO VI . ho preferito non fare nessuna esternazione diretta su di lui ........

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  38. per Fedele dubbiosa

    credo che l'atto di Fede e di suprema fiducia non possa mai prescindere da quello che ci dettta la nostra coscienza e il nostro cuore.

    Mons. Lefebvre ha vissuto un dramma non da poco, e conoscendo l'ambientino in cui si muoveva e la NECESSITA' di salvare il salvabile, ha esercitato la sua ragione e la sua volontà e penso lo abbia fatto davanti a Dio prima che davanti agli uomini

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  39. Concordo con Dante relativamente a Paolo.
    E te lo dico da partecipante alla messa della fsspx.
    Smettiamola con questi atteggiamenti!
    Per favore!
    Smettiamola...
    Per quanto mi riguarda dovrebbero chiudere tutti i portali dichiaratamente vicini all FSSPX. Fanno un danno tremendo all' immagine della Fraternità.
    Ma volete convertire la gente a NSGC o volete portare avanti la vostra idea?

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  40. @LUISA

    Relativamente alla commissione per la riforma del messale.

    Parteciparono a tale commissione 6 pastori protestanti.
    Nello specifico, i dottori Georges, Jasper, Sephard, Konneth, Smith e Thurian.

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  41. bravo MIC



    MONSIGNOR LE FEBVRE

    è morto con un cancro allo stomaco ... penso che sia il risultato di tanta sofferenza ...

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  42. concordo con CC

    qualche volta si ha l' impressione che simpatizzare per la FFSPIOX sia una questione di partito ....

    se c' è un '' ideologia ,, dietro , questa è vissuta nella realta ' .

    vedi la francia .
    da bravo '' simpatizzante ,,
    come posso comprendere in pieno la posizione dei '' lefreviani francesi ,con la questione della rivoluzione francerse , il legittimismo , , se io sono italiano ,, e vi assicuro che tutto cio non è nostalgia ..... e non ha senso una tale definizione .

    non so se mi sono spiegato o sono stato abbastanza chiaro

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  43. C.C ho letto il "mattone" di Bugnini, "La riforma liturgica"....ne sono uscita con il mal di stomaco e la nausea .
    Ho letto dunque anche le sue giustificazioni per la presenza di quegli osservatori protestanti.
    La lettura dei due discorsi di Paolo VI, che non conoscevo, mi hanno sconcertata, quasi scioccata.
    È come se si riaprisse una ferita, perchè quella violenza inaudita, quella decisione che piomba dall`alto e che viene da subito applicata senza mezzi termini, io le ho vissute, hanno influenzato il mio percorso di fede, tenendomi a lungo lontana dalla pratica.
    Oggi mi è chiaro che Paolo VI è il primo responsabile, l`autore di quella riforma.

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  44. DANTE PASTORELLI3 agosto 2009 23:11

    La circostanza che Bugnini ed altri prelati (vescovi, cardinali?) abbiano a suo tempo chiesto la revoca della scomunica alla massoneria è sintomatico del fumo di Satana entrato nella Chiesa.
    Con quali mai alte argomentazioni di carattere teologico (o pastorale come il concilio?) questi prelati sostenevano la loro richiesta?
    Il paolino p. Esposito almeno non si nasconde. Non mi risultano, però, provvedimenti presi a suo carico da parte dell'autorità ecclesiastica.

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  45. DANTE PASTORELLI3 agosto 2009 23:35

    C.C,
    purtroppo certi portali, certi "fedeli", certi gruppetti vengon considerati, da parte dell'opinione pubblica, come tipici esemplari dell'umanità che circola intorno alla S. Pio X e d'essa fanatico prodotto.
    Da qui una diffusa diffidenza e persino ostilità manifestata anche da gente seria ma non ben informata dell'effettiva realtà.

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  46. Non è necessario aderire formalmente alla Massoneria se già se ne condividono i principi.
    Per questo penso che difficilmente verrano trovati documenti che provino l'affiliazione di Bugnini o di altri nomi "eccellenti ed eminenti" alla stessa. Anzi collaborando dall'esterno hanno avuto maggior successo agendo con maggior libertà.
    Per quel che riguarda i gruppi a cui faceva riferimento Dante ,c'è da dire che i fanatici ci sono sempre in tutte la fazioni. Da color che vedono massoni e modernisti sotto il letto,che rilevano e prendono per vera ogni squallida diceria e calunnia sui Papi conciliari e postconciliari ( che pur riconoscono come legittimi Papi)a coloro che ,per eccessivo zelo, non tollerano che si usino più nel loro forum espressioni del tipo "Novus Ordo" e "Vetus Ordo", da sostituire obbligatoriamente con le nuove espressioni "Forma Ordinaria" e "Forma Straordinaria"; così come non si può utilizzare l'espressione "Liturgia Tradizionale" per indicare la Liturgia Romana ante riforma, giacchè, a dir loro, l'attuale Liturgia riformata sarebbe del tutto Tradizionale.

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  47. DANTE PASTORELLI4 agosto 2009 10:25

    Fazioni, appunto. Io non fo parte di fazioni: sono cattolico e solo cattolico.
    E quanto a forma ordinaria e straordinaria ho già detto quel che penso: se il rito antico non è mai stato abrogato, vuol dire che è sempre rimasto legittimamente in vigore, per cui non può esser considerato "straordinario", perché non ha senso.

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  48. Mi permetto di buttare una pietra nello stagno: la Messa che piace ai protestanti (sic!), le responsabilità di un Papa svenditore (non mi pare abbia svenduto con l'Humanae vitae, pur con il parere favorevole della commissione da lui creata in cui l'unica voce che lo sostenne fu un certo polacco divenuto Papa dopo di lui), etc. etc.: ma tutta la sicumera negativa sull'attuale Messa è fuori luogo. Ricordiamoci che lo stesso Benedetto XVI, quello del 'Summorum Pontificum' per intenderci, nella lettera di accompagnamento a questo motu proprio specifica che la forma ordinaria del rito romano è sempre una: quella attuale. Allora o tutti i Papi (Benedetto compreso) post-riforma del '70 sono eretici (e questo si chiama cryptosedevacantismo!) o si è eretici a pensare sia quasi eretica questa riforma (senza naturalmente voler negare che comunque l'uso antico di San Pio sia decisamente più bello e comunque assolutamente prezioso!). Consiglio la lettura di 'Novus Ordo Missae e Fede Cattolica' di p.Cantoni in cui si spiega come la Messa attuale non è certamente eretica alla luce della dottrina! Bisogna ricordare che si deve distinguere tra Liturgia e abusi (post-conciliari) della Liturgia...E non mi si obietti che nessuno qui pensa sia eretica perchè dire che questa Messa piace ai protestanti significa pensare sia eretica. Dalle mie parti (quelle del Catechismo) il cattolico ragiona così: cum Petro, sub Petro! E il laico nello specifico ragiona così (altrimenti diventa cattolico "adulto"): non insegno il mestiere ai miei pastori. Non scrivo con vis polemica: vorrei solo che si chiarisse.

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  49. Sulla tomba di Bugnini...neanche una croce o un simbolo cristiano!
    Ed era un vescovo! ...si anche se empio!

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  50. Che Bugnini - di cui fino a quel momento non sapevo niente- fosse massone lo appresi in un remoto numero di "30 GIORNI" che era il mensile di CL, anno X n.6 giugno 1992. La rivista veniva venduta nella mia città -Perugia- unicamente
    dalle "Ed.Paoline"; io seppi per caso dell'uscita di questo numero e lo prenotai; quando mi recai dalle suorine a ritirarlo seppi che tutti gli altri numeri erano stati acquistati e ritirati da un noto monsignore della Curia diocesana, parente dell'allora Gran Maestro della più importante loggia cittadina. Il Monsignore, anche se molto avanti con gli anni è ancora vivente, il Gran maestro è transitato alle Valli Celesti (come si dice in loggia: Perugia è piena di queste frasi quando muore un confratello) e si è fatto cremare. Seppi poi da fonte assolutamente certa ed attendibile - eattamente 10 anni dopo- per puro caso, di un episodio "illuminante" circa le propensioni di Mons. BUAN alla Corte Imperiale di Teheran ove era stato esiliato: coi soldi dello Scià e della moglie, l'Imperatrice Farah Diba, stava costruendo un "Tempio" sincretico ove adorare indistintamente tutte le denominazioni dell'Unico Architetto dell'Universo; per fortuna poi è arrivato Komeini e la faccenda ebbe fine.
    Comunque circa Paolo VI, che fino a quel momento ritenevo l'unico responsabile del disastro (data l'anagrafe lo conobbi bene: è stato il papa della mia infanzia e adolescenza; pieno di dubbi; degno amico di Aldo Moro: l'uomo delle convergenze parallele) mantengo la mia opinione: piscis de capite fetet!
    Requiescant in pace
    Bigius59

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  51. All'Anonimo delle 16,02 del 4 agosto.Meno male che sant'Atanasio non nascesse dalle tue parti.Oggi saremmo tutti ariani.Ricordati che il Capo della Chiesa NON e' il Papa MA Gesu' Cristo(chi ti parla e' un cattolico a 24 carati,e pure papalino!Ma non papista!).Il Papa e' un Vicario ed e' degno di ogni onore nella misura che assolva il suo munus con ogni scrupolo e FEDELTA' ASSOLUTA da delegato a Delegante.Per questo e' SERVUS SERVORUM DEI.Non Re,ma Prefetto!Chiaro?Eugenio

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  52. DANTE PASTORELLI4 agosto 2009 23:48

    L'anonimo delle 16.02 è evidente che non ha letto mai il blog. Nessuno, ch'io sappia, ha definito eretica o non valida la Messa di Paolo VI. Basta dare una scorsa anche al post su Paolo VI.
    Quanto poi al fatto che si pongono in ombra elementi essenziali della teologia della S. Messa definita a Trento, Cantoni o non Cantoni, è la triste realtà, è sufficiente leggere la lettera di Ottaviani e Bacci al papa. Erano eretici e criptosedevacantisti?
    Quanto alla definizione di forma ordinaria e straordinaria è chiara la posizione di compromesso: come si fa a definir straordinaria una messa di uso immemorabile che si dichiara non abrogata e pertanto sempre restata legittimamente in vigore nella Chiesa universale?
    Un colpo al cerchio ed uno alla botte. E nello stesso tempo si vuole riformare il mesale di Paolo VI - si leggano le interviste di Castrillon e Ranjith - per riportar sacralità e profondità dottrinale nel rito.

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  53. L'empietà di Bugnini continua ad infestare la Chiesa Cattolica...fino a che il suo messale resterà in vigore le cose non cambieranno ...come la peste continuerà a intossicare il popolo cristiano.
    Rex mirabilis...salvum fac populum tuum!

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  54. Al giovane carmelitano scalzo, la violenza di quegli anni fece vittime illustri: il rito certosino, il rito cistercense, il rito premostratense, il rito carmelitano, osservato solo dai calzati, ed il rito domenicano. Si racconta che Bugnini fosse penetrato persino nella Grande Certosa di Grenoble per farli smettere con la loro liturgia propria. La vita degli ordini religiosi immagino sia ancora molestata dalla violenza dei novatori ottusi ed aridi spiritualmente. Nei seminari si insegnano solo eresie, si distingue il Cristo delle fede dal Gesù storico,si denigrano i dogmi,si insinuano teorie che distruggono anzi azzerano la Sacra Scrittura riducendola ad incrostazione di testi simbolici, frutto di culture antiche,lo stesso Cristo dei Vangeli per loro è una costruzione teologica tarda. Dici bene caro frate,che fa Roma?

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  55. Dai frutti li giudicherete

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