venerdì 17 aprile 2009

La Fraternità San Pio X espelle un altro prete


Dopo l'italiano don Abramowicz, cacciato dalla Fraternità per le sue stolte affermazioni negazioniste (tra l'altro pronunziate nel bel mezzo della tempesta Williamson, quindi con l'intento di nuocere al massimo grado), il Superiore dei lefebvriani Mons. Fellay (nella foto) ha ora espulso dalla Fraternità Basilio Méramo.

Questa volta gli Ebrei non c'entrano affatto: Méramo si è distinto per le forti proteste contro i tentativi di mons. Fellay di riavvicinare la Fraternità "alla Roma modernista e liberale": ha considerato la lettera di ringraziamento al Papa per la revoca delle scomuniche un tradimento, poiché equivarrebbe a suo dire a riconoscere che quelle scomuniche erano effettivamente valide; infine ha proposto una mozione per far dichiarare le decadenza di mons. Fellay dal suo incarico di Superiore Generale.

La tesi di fondo del rev. Méramo è che Benedetto XVI stia ordendo una sorta di complotto per riassorbire e neutralizzare gli ultimi difensori della tradizione, ossia la Fraternità: di qui la sua rumorosa opposizione (per chi volesse approfondire queste tesi deliranti, questo è il link al suo sito, in castigliano e in francese).

Pur nella drammaticità del caso umano, riteniamo salutare e positiva quest'opera di eliminazione, all'interno della Fraternità, degli elementi più estremisti e refrattari. Già mons. Lefebvre aveva allontanato decine di sedevacantisti, palesi o meno, dai ranghi della Fraternità; è giusto che mons. Fellay ne segua l'esempio. La Tradizione, minoritaria e pesantemente sotto attacco, non può permettersi di offrire ai progressisti il fianco, con fin troppo facili argomenti, mostrandosi compromessa con cripto-sedevacantisti, estremisti privi di elementare buon senso e spirito di carità, negazionisti e complottisti lunatici di vario genere. C'è già Williamson, basta ed avanza...

36 commenti:

  1. DANTE PASTORELLI17 aprile 2009 13:03

    A quando provvedimenti del genere
    da parte delle autorità romane nei confronti di cardinali, vescovi e preti?

    RispondiElimina
  2. sono contento che la fraternità dimostri buon senso espellendo cripto-sedevacantisti e chierici fanatici e privi di ogni carità ecclesiale ed anzi prego perchè anche questi sacerdoti ritrovino la luce e non si facciano obnubilare da tesi teologiche francamente insostenibili....tuttavia io continuo a ripetere che Mons Williamson non faccia parte di queste categorie.
    sul suo blog, tempo addietro, lessi un pregevolissimo commento alle opere di J. Keats...
    se non crede all'unicità (quello neanche io) e/o alla dimensione dell'olocausto, peraltro sulla base di un rapporto redatto da un chimico inizio anni '80, sono affari suoi! reputo peggio non credere all'esistenza dell'inferno o alla Verginità post parto della Madre di Dio....

    RispondiElimina
  3. Raoul de Gerrx17 aprile 2009 13:56

    Attention avec les termes qu'on emploie:

    riteniamo salutare e positiva quest'opera di eliminazione…
    elementi più estremisti e refrattari…
    cripto-sedevacantisti, estremisti privi di elementare buon senso e spirito di carità, negazionisti e complottisti lunatici di vario genere
    etc…

    Ces mots rappellent un peu trop… enfin… suivez mon regard… là-haut, du côté de Moscou, vers 1930… Vous voyez ce que je veux dire?

    Le père Congar, vedette théologique des années 50 et 60, avait raison de d'écrire (pour s'en féliciter!) que le concile Vatican II avait été «la révolution d'Octobre de l'Église».

    La révolution d'Octobre de l'Église!

    Il a d'ailleurs été fait cardinal par Jean-Paul II…

    RispondiElimina
  4. Sono d'accordo con Dante, anche il Vaticano si deve muovere allo stesso modo di Mons. Fellay. Se si continua a subire da questi vescovi, cardinali e sacerdoti pressioni non si riuscirà a fare nulla.
    Matteo

    RispondiElimina
  5. Cher Raoul,
    vous n'avez pas tort, nous avons employé des mots un peu trop forts. Qui manquent, eux aussi, de charité, dont il faut que nous nous excusions. Mais, voyez, c'est ce qu'inspire sur le coup la lecture de la prose du site de l'abbé Méramo.

    Per Barbalbero: Williamson è persona colta, si sa. E non mette in dubbio alcun articolo del credo. Ma a parte la ben nota questione delle camere a gas, tante altre sue "idee" pur non inerenti la Fede (ad es., il fatto che l'attentato dell'11 settembre sia opera della CIA; o, per scendere a questioni insignificanti, ma rivelatrici di una mentalità un po' fanatica, aver tacciato di "anticristiano" un film innocente - e mieloso - come "Tutti insieme appassionatamente- The sound of music") rischia quasi di far più danno di un'opinione eretica, perché inevitabilmente fa pensare al quivis de populo che anche la posizione che (giustamente) difende in materia di Fede sia bislacca come le sue altre opinioni. In altri termini: se io sostengo che gli alieni sono tra noi e ci comandano, divento poco credibile anche quando dico "Dio è uno e trino".

    Senza contare che è opinione ribadita di mons. Williamson che Ratzinger sia oggettivamente eretico (anche se, forse, non soggettivamente, nel senso che egli non si renderebbe nemmeno conto di esserlo).

    RispondiElimina
  6. Raoul de Gerrx17 aprile 2009 15:04

    A Messainlatino.it:

    Il y aura toujours des extrémistes et des hurluberlus dans l'Eglise, qu'il faut supporter avec patience et gentillesse, un peu comme on supporte les idiots de village qui viennent vous caresser la barbe ou déclament au coin des rues… Après tout, ils mettent de la couleur dans le paysage! Il faut les laisser tranquilles. Et, surtout, pas de chasse aux sorcières!

    Le problème — je dirais: l'unique problème, au fond — dans l'Eglise, aujourd'hui, c'est en haut, avec les responsables, ceux qu'on nomme aux postes de commande.

    Il faut nommer aux responsablités des hommes dignes à tout point de vue. Et compétents. Il semble que ce soit devenu très difficile.

    RispondiElimina
  7. L'unica soluzione alla difficilissima questione della Fraternità è la completa riconociliazione con Roma.
    In questo modo la Fraternità risolverebbe il problema del sedevacantisimo , da tempo componente rilevante, e quello disciplinare.
    Ormai non si può più attendere oltre : le due questioni sono diventate più urgenti che mai.
    Solo l'union con Roma potrà favorire la sloluzione dei due problemi.
    Che il Signore aiuti quei bravi Sacerdoti della Fraternità che vogliono proclamare solo Cristo !
    A.C.

    RispondiElimina
  8. DANTE PASTORELLI17 aprile 2009 15:55

    Più che le pressioni, son perniciose per la Fede le posizioni dottrinali di cardinali, vescovi e preti, oltre, ovviamente, alla loro continua e pubblica non condivisione (e non solo messa in discussione che sarebbe già imperdonabile) del Magistero Pontificio che mina l'autorità del Papa anche in materia dogmatica.
    Questi pericolosi individui, che il rabbino Levin stigmatizza come persone inaffidabili poste in ruoli rilevanti nella Chiesa, restan dove sono e dividon la Chiesa perché trovan seguaci e crean confusione anche a livello di semplici fedeli.

    Io credo faccian più male costoro di un Williamson che pensa (ma non è solo in tal visione) alla CIA come autrice dell'attacco alle torri americane.
    La confusione nella Chiesa, l'abitudine a non dar peso alle parole dei pontefici in materia dogmatica e morale non son certo frutto delle idee balzane di Williamson o di preti come lui. E' opera di ecclesiastici a vari livelli non solo tollerati ma perfino ritenuti degni d'onore.
    Ricordo, da bambino e ragazzo, l'indice dei film proibiti e sconsigliati affissi alle porte delle chiese: non erano certo più dannosi di "Tutti insieme appassionatamente". Forse i censori esageravano. E forse Williamson esagera.
    Resta la verità che il senso morale è venuto meno, col senso del pudore e del peccato. E qualche voce che s'alzi a difenderlo male non fa anche se suscita sorrisi di scherno.
    Magari cogliendo un po' pià nel segno.

    RispondiElimina
  9. La FSSPX sta dando a Roma un esempio strepitoso: via coloro che fan danno.
    Ma loro sono una realtà agile e atletica, la Chiesa, dopo il Vaticano II, è un carrozzone gigantesco in preda all'anarchia e i vescovi si comportano non da padri ma da padroni e feudatari per diritto divino.

    C'est la collégialité épiscopale!

    Antonello

    RispondiElimina
  10. Anche se c'entra poco...
    Avete visto sul TG1, il Tg che ben due volte ha sbagliato di riportare la data di elezione di Papa Benedetto XVI ... il servizio sull'incontro dei Frati Minori ad Assisi?
    Alla fine dell'intervista al ministro generale l'ecclesiastico, senza che c'entrasse nulla, afferrato il microfono del giornalista, che lo stava ritraendo, essendo terminata ha detto : "Voglio sottolineare che tutto questo ( la riunione dei padri in sinodo NDR) è possibile grazie al Concilio Vaticano II"
    Il classico cavolo a merenda...
    Che c'entrava ? ( ???)
    Andrea Carradori

    RispondiElimina
  11. Alla Fraternità si chiede molto più che a qualsiasi altro soggetto.
    Spero che alla fine si arrivi ad una soluzione.

    RispondiElimina
  12. Il buon Andrea Carradori vuol dire che il Vaticano II è come i cavoli a merenda?
    In effetti, a ben pensarci, c'entra poco con gli altri concilii!
    :))
    Antonello.

    RispondiElimina
  13. occorre avere pazienza e pregare perchè presto si possa conseguire la piena unità della Fraternità San Pio X nella Chiesa di Roma.
    Il Motu Proprio Summorum Pontificum cura e la revoca della scomunica sono segnali della Provvidenza che non vanno lasciati cadere.

    RispondiElimina
  14. DANTE PASTORELLI17 aprile 2009 20:38

    Nessuno sottovaluta certi segnali. E neppure la paterna buona volontà di Benedetto XVI.
    Il mio timore è che Levada ed altri pongano condizioni inaccettabili dalla Fraternità mentre accettano senza reazione alcun tutte le malefatte dottrinali, disciplinari e morali dei preti, dei vescovi e dei cardinali in finta comunione.
    E se la giornata si vede dal mattino le premesse del fallimento cominciano a spuntare all'orizzonte.

    RispondiElimina
  15. Raoul de Gerrx17 aprile 2009 20:46

    A titre de curiosité (mais pas seulement), à propos de la Révolution d’Octobre et du père Congar, je me permets de recopier ici quelques passages d’un ouvrage du grand journaliste suisse Robert Vaucher, envoyé spécial de "L’Illustration" à Saint-Pétersbourg et témoin direct des événements ("L’Enfer bolchevik", Paris, Perrin, 1919). Cet ouvrage n’a jamais été réédité.

    30 août 1917:

    Après le meurtre, par un social-révolutionnaire, de Moïse Salomonovitch Ouritzki, commissaire du peuple aux Affaires intérieures, préfet de police de Pétrograd et président de la Commission extraordinaire contre la contre-révolution, la fameuse Tchéka:

    «La Krasnaia Gazetta de ce soir, en annonçant le meurtre d’Ouritzki, donne déjà le ton des mesures de répression qui vont suivre. Sous le titre de «Sang pour sang», elle écrit: «Nous blinderons aujourd’hui nos cœurs d’acier, nous les baignerons dans le sang des lutteurs, nous les ferons cruels, durs et implacables. Nous les ferons tels pour qu’il n’y pénètre plus ni pitié, ni commisération et pour qu’ils ne bronchent pas même à la vue d’une mer de sang, et cette mer de sang nous la verserons. Sans merci, sans aucune pitié, nous égorgerons nos ennemis par dizaines et par centaines. Il en faut même des milliers pour qu’ils se noient dans leur propre sang. Nous en avons assez de colorer nos étendards dans le sang rouge de ceux qui luttent pour la cause du peuple. Ce n’est pas un massacre en masse que nous allons faire, car dans un tel massacre pourraient périr des gens qui n’ont rien de commun avec la bourgeoisie, et nos vrais ennemis parviendraient à s’échapper. Nous allons organiser le massacre méthodique […] Il faut beaucoup de sang!»

    1er septembre 1917:

    Aux obsèques de l’ancien chef de la terreur [Ouritzki], des orateurs inconnus prêchent le meurtre et l’assassinat immédiat.
    Les résultats de cette excitation se font bien vite sentir.
    Le jour même, des Anglais et des Français ont été arrêtés. Ce soir, dans les rues sombres, des groupes d’individus de tous âges, généralement très bien mis, hommes et femmes, s’en vont vers les différentes prisons, escortés par des soltats baïonnettes au canon. […] La folie des arrestations sévit plus fort que jamais.

    3 septembre 1917:

    Les journaux de ce matin annoncent que 500 personnes ont été fusillées cette nuit en représailles contre Ouritzki et Lénine et que d’autres listes de condamnés sont prêtes.
    C’est la terreur sombre, sans jugement, la fusillade, au hasard, dans la nuit sans témoins. Les anciens officiers envoyés à Kronstadt ont, paraît-il, été eux aussi exécutés en masse. […] Les arrestations qui continuent aujourd’hui deviennent un véritable cauchemar.

    4 septembre 1917:

    On annonce officiellement l’organisation de camps de concentration où seront envoyés les otages pris parmi la bourgeoisie. Le premier camp de concentration sera établi a Nijny-Novgorod, dans un couvent de femmes inoccupé. […] Le premier envoi d’internés sera de 5 000 personnes.
    […] Aujourd’hui commence la publication des listes d’otages. 512 personnes ont déjà été fusillées.

    7 septembre 1917:

    La deuxième liste d’otages vient d’être publiée en ordre alphabétique […].

    13 septembre 1917:

    A leur tour, les journaux de Moscou se mettent à publier des listes d’otages […].

    14 septembre 1917:

    Des amis français ont été incarcérés sans jugement. Emprisonnés le dimanche soir, ils n’ont reçu jusqu’au mercredi soir aucune nourriture.
    Entassés a 70 dans une cellule qui pouvait bien en contenir 20 au maximum, ils ont été dans l’impossibilité de se coucher ; ils sont restés debout trois jours et trois nuits.
    Hommes, femmes, jeunes filles, vieillards étaient pêle-mêle.
    Grâce à un billet transmis en cachette par un soldat, le ministre du Danemark, M. de Scavenius, apprit le détresse de ces malheureux. Il put, le soir même, leur faire parvenir des paquets de provisions que Mme de Scavenius, avec la bonté inépuisable qui l’a fait aimer de toute la colonie française de Pétrograd, s’était hâtée de préparer. C’est grâce à ces vivres que les Français et les Anglais ne sont pas morts de faim; mais, dans les cellules voisines, où ne se trouvaient que des Russes, il y a eu des scènes terrifiantes: des vieillards sont morts d’épuisement et quelques prisonniers sont devenus fous.

    16 septembre 1917:

    Une odeur pestilentielle règne dans ces cachots où les malheureux ne peuvent ni se laver, ni changer de linge, ni même sortir pour leurs besoins intimes. A chaque instant, me raconte un Américain qui y vécut huit jours, des prisonniers se sentent mal. Des vieillards sont mort de faim et, pendant des jours entiers, leur cadavre est resté au milieu des vivants. D’autres sont devenus fous et sont restés parmi leurs compagnons de captivité épouvantés.
    Après quatre jours de jeûne complet, un soldat entra dans une cellule contenant une cinquantaine de prisonniers avec un récipient dans lequel une vingtaine de harengs saurs nageaient dans de l’eau. Il jeta les poissons au seuil de la porte aux malheureux qui se précipitèrent comme des bêtes fauves pour attraper leur part. Des batailles sanglantes s’engagèrent entre affamés, pour un morceau de hareng…


    Le Concile Vatican II fut «la révolution d’Octobre de l’Église», a écrit le père Congar.
    On voit que ce futur cardinal (créé par Jean-Paul II) n'était pas seulement un théologien célèbre (à qui, à quoi devait-il d'ailleurs sa célébrité?), c'était aussi un homme de goût raffiné!
    Mais si le Concile Vatican II fut «la révolution d’Octobre de l’Église», on comprend aussi la suite… qu’on aimerait oublier — ainsi que le Concile —, mais comment faire?

    RispondiElimina
  16. Non sottovaluterei, bollandolo come delirante, il sedevacantismo. Io non condivido tale teoria ma certo, nella tempesta post-conciliare, quando mancavano guide sicure al gregge dei fedeli, tale posizione poteva apparire assolutamente razionale, forse più razionale di quella della FSSPX che in teoria riconosceva l'autorità dei Papi ed in pratica si opponeva ad essa.
    Dico ciò perchè noi spesso lamentiamo la poca carità esercitata nei nostri confronti da Vescovi e Cardinali ma poi noi stessi bolliamo in modo sprezzante chi si trova, mi si passi il termine improprio, più a "destra" di noi.
    Credo in definitiva che vada tentato in qualche modo anche il recupero dei cosiddetti sede-vacantisti che annoverano anche intelligenze di tutto valore come un don Francesco Ricossa.

    RispondiElimina
  17. DANTE PASTORELLI17 aprile 2009 23:36

    I sedevacantisti son divisi in vari rivoli: un esercito di vescovi, alcuni validamente ma illecitamente consacrati, altri assai dubbi. La S. Sede, ove abiurassero le loro eresie ed uno scisma formale, li ridurrebbe allo stato in cui si trovavano prima dell'adesione all'eresia ed allo scisma.
    A parte i preti ordinati da mons. Lefebvre, sugli altri pende la riduzione allo stato laicale.
    Riguadagnarli per chiunque di noi è impossibile: può farlo solo lo Spirito Santo.
    Qualcuno s'avvede dell'errore, come don Nitoglia, anche se non so perfettamente qual sia ora la sua posizione, ma ha rigettato il sedevacantismo. Altri, anche qualche vescovo, hann'abbandonato la tonaca alle ortiche.
    Aiutati che Dio t'aiuta.

    RispondiElimina
  18. Sito Web Abbé Basilio Méramo Chaljub
    www.meramo.net

    RispondiElimina
  19. La teoria sedevacantista non è mai stata razionale, ma totalmente irrazionale: può forse essere razionale cercare una "via di fuga" entramdo in quello che già si sa essere un vicolo chiuso?
    Mons. Lefevbre diceva propio questo quando rifiutò fermamente tale teoria espellendo chi la ideò o la difese: se non c'è più un papa ne consegue che non ci son più cardinali; e se non ci son cardinali chi eleggerà, un domani, un nuovo papa? Il sedevacantismo sembra risolvere un problema immediato ma ingarbuglia tutto il futuro.

    Non si può confondere la giusta critica e il doveroso rigetto verso le posizioni sedevacantiste con l'atteggiamento "disubbidiente" di mons. Lefebvre, il quale, per dirla con un cardinale, fu disubbidiente per troppa ubbidienza!
    Antonello

    RispondiElimina
  20. Ringrazio Antonello della chiarezza. Mi permetto di raccomandare a tutti una conoscenza diretta della luminosa e cattolica posizione della Fraternità S.Pio X, che è la posizione di Mons. Lefevbre. E' necessario capirla, e indispensabile per districarsi in tutte le crisi interne alla Chiesa. Certo mondo cattolico-conservatore purtroppo restando impreciso può fare disastri.

    RispondiElimina
  21. ...si ma se continuano ad espellerli resteranno a breve senza sacerdoti ^__^
    sarà il caso magari di rieducare questi taluni alla corretta visione delle scelte operate da mons. Fellay anzichè espellerli come del resto fa la Chiesa che non espelle, li lascia fare...anche se spesso i risultati sono nocivi, è un rischio che si può correre specialmente per non espellere alcuni solo per dare magari il contentino a chi poi odia di fatto la stessa FSSPX e vuole vederla perire...

    eh!

    RispondiElimina
  22. DANTE PASTORELLI18 aprile 2009 13:16

    Caterina, alcuni sono irrecuperabili. Se via via vengon espulsi è perché proprio non si sa come aiutarli a ritrovar la retta ragione.

    RispondiElimina
  23. La posizione della FSSPX (salvo qualche dettaglio secondario e certi toni un pò sopra le righe che non son sempre condivisibili) non è una posizione cattolica; è LA posizione che tutti i vescovi avevano fino a qualche decennio fa. Come mai oggi la FSSPX dice oggi ciò che, per fare un semplice esempio, Pio XII diceva a suo tempo? Come mai gli altri vescovi trovano oggi da ridire e condannare le posizioni dottrinali dei "lefebvriani"?

    A chi non ha ancora portato il cervello all'ammasso ideologico attuale non sarà difficile trovare una risposta.
    Antonello.

    RispondiElimina
  24. Raoul de Gerrx18 aprile 2009 13:54

    Dans mes citations du livre de Robert Vaucher, "L’Enfer bolchevik" (Paris, Perrin, 1919), c'est 1918 et non 1917 qu'il faut lire. Je m'excuse de cette erreur de frappe — qui ne retire rien, du reste, au caractère effarant, et tellement révélateur, de la comparaison du père Congar.
    Là, vraiment, on peut dire que «l'inconscient a parlé».
    Au Concile, non seulement on n'a pas dit un mot sur le communisme, fait majeur du siècle (dont le nazisme n'aura été qu'un appendice monstrueux), mais les pères conciliaires reçurent l'ordre — je dis bien l'ordre — de ne pas en parler.
    Quand au sédévacantisme, c'est, bien sûr, une aberration.
    La tragédie conciliaire (que Mgr Lefebvre a comparée au "brigandage" d'Éphèse), c'est que les Papes, sans cesser d'être Papes et très légitimement élus, se sont laissé manipuler. C'est d'ailleurs ce que prévoyait, et préparait, la Haute-Vente Romaine dans son document de 1820, publié par Crétineau-Joly à la demande de Pie IX. Je ne sais pas s'il existe une édition en italien de ce texte (bien que l'original ait été évidemment écrit en italien).

    RispondiElimina
  25. Pour Raoul de Gerrx: excusez mon français. Vous avez raison à propos du Concile e du silence sur le communisme. Notre Socci journaliste catholique a bien ecrit sur cet argument. C'est bien triste!

    RispondiElimina
  26. Non vorrei essere stato scambiato per un sostenitore dei sedevacantisti. Condivido l'analisi di Dante Pastorelli specialmente circa il fatto che tale teoria finisce per trasformarsi in un "vicolo cieco".
    Purtuttavia penso che anche i sedevacantisti abbiano diritto ad essere trattati con spirito di carità come tutti gli uomini. Molti di loro sono stati delle vittime del post-Concilio e dell'oscuramento spaventoso dell'Autorità nella Chiesa che ne è derivato.
    Quanto a don Curzio Nitoglia confermo che risulta aver abbandonato il sedevacantismo. Segnalo due suoi recenti articoli pubblicati sul sito: www.agerecontra.it.
    In essi, pur lamentando alcune riserve circa le più recenti prese di posizione della FSSPX nei confronti degli ebrei, esorta tuttavia a rimanere uniti in questo momento cruciale per la Tradizione Cattolica. Mi sembra una posizione tutto sommato accettabile.

    RispondiElimina
  27. DANTE PASTORELLI18 aprile 2009 19:37

    Non ho capito, però, se Nitoglia sia tornato in seno alla Fraternità.
    In un momento cruciale come questo coi sedevacantisti non è possibile alcuna collaborazione. Per loro bisogna pregare e basta, come per tutti gli eretici e scismatici.
    Però è esatta l'osservazione che son frutto della crisi della Chiesa.

    RispondiElimina
  28. non è un problema se è passato da una quasi-setta all'altra; per tornare nella chiesa, non deve essere antisemita

    RispondiElimina
  29. DANTE PASTORELLI21 aprile 2009 13:32

    Il solito inopportuno coniglio anonimo (E TROVA IL CORAGGIO DI SCRIVER COPN NOME E COGNOME!) che perde tempo a scriver scemenze.
    Settario, senza quasi, da tutto quel che scrive, mi sembra proprio lui.

    RispondiElimina
  30. Orsù, Dante, lascia gl'inopportuni inopportunare, senza invettive. Non si deve mica essere tutti per forza d'accordo.

    E poi, ci possono essere i più svariati motivi per non usare il proprio nome, anche meritevoli di tutela (pensiamo a sacerdoti che rischierebbero, se mostrassero troppo interesse per la forma straordinaria; OK, quest'ultimo non pare essere il caso del nostro amico inopportuno...).

    RispondiElimina
  31. menos mal que los conservadores se estan acabando porque de nada nos sirve tener en la iglesia mentes cerradas que nada dicen a nuestro tiempo. Si quieres ser conservador, talvez este no es tu planeta para vivir, te equivocaste al nacer, jajaja. arrivederci....

    RispondiElimina
  32. Ci  penserei  dieci volte  prima di espellere qualcuno.  Facendolo,  si manca di carita'.  Fra l' altro, l' atteggiamento di  Meramo  e'  comprensibile.  Estremista  ma  comprensibile.  Riguardo agli appigli che si offrono  ai  cosi detti (chissa' perche' ) progressisti, tranquilli :  costoro odiano i cattolici doc per  partito preso.  O  meglio, su  ispirazione diabolica.

    RispondiElimina
  33. Conoscevo un sedevacantista all'Università cattolica, uno studente di oltre 40 anni che si vantava di essere gay e di praticare il metodo feldenkrais.Confesso che visto quello che faceva mi ero fatto una pessima opinione della tradizione cattolica perchè identificavo tradizionalismo e sedevacantismo.Col tempo ho capito che i sedevacantisti sono più vicini agli episcopali americani che non alla tradizione della Chiesa,sia per dottrine che per pratiche omoerotiche molto diffuse fra loro.

    RispondiElimina
  34. Et où sont les nouvelles séries !! C'est la rentrée série !

    RispondiElimina
  35. Le campane bisogna ascoltarle tutte prima di formularsi un giudizio personale e considerarlo verità assoluta o crogiolarsi sulle proprie personali convinzioni, perlopiù senza ampie basi

    http://nonavraialtrodiofuoridime.blogspot.com/2012/05/lettera-di-padre-basilio-merano.html?m=1

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.