mercoledì 22 aprile 2009

Il card. Cañizares ripristina la comunione in ginocchio


Nel giorno in cui il card. Antonio Cañizares, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha solennemente pontificato col rito antico in San Giovanni in Laterano, siamo lieti di riferire la notizia che egli, già Arcivescovo di Toledo ed ancora Amministratore apostolico di quell'arcidiocesi (in attesa dell'ingresso del nominato Braulio Rodrìguez Plaza, finora arcivescovo di Valladolid), ha ristabilito le balaustre per la comunione nella cattedrale ed incoraggiato i fedeli a comunicarsi in ginocchio e sulla lingua.

Egli spiega questa scelta in una lunga intervista al quotidiano spagnolo ABC, di cui traduciamo alcuni passaggi significativi

- Alcuni giorni fa, Lei ha invitato i fedeli a ricevere la S. Comunione in ginocchio. La Chiesa, riformando in questo modo la liturgia, si avvicina all'uomo?
La comunione in ginocchio significa il rispetto di Dio; è il cuore dell'uomo che si prosterna davanti a Colui che lo ama fino all'estremo. Sono dei segni. Non si tratta di cambiare per cambiare. Si tratta di coinvolgere tutti i sensi e sormontare la secolarizzazione del nostro mondo. Uno degli obbiettivi delle nostre Congregazioni è realizzare nel corso di questi anni una grande campagna di formazione liturgica.

-Lei è stato un rivoluzionario della liturgia. Da quanto è arrivato a Toledo ha cambiato tutto: il Corpus Domini, con due processioni; o l'ultima Settimana Santa, facendo entrare tutte le processioni nella cattedrale. La città è stata come un campo di prova per il suo nuovo ministero.
Credo che sia quel che Dio e la Chiesa ci chiedono. Il rinnovamento liturgico non è fare cose nuove ma entrare realmente nello spirito della liturgia. Per esempio, il Corpus Domini, è semplicemente una festa culturale del nostro caro popolo di Toledo, o è realmente l'espressione di ciò che è essere cristiano nella sua radice e fondamento?

- Immagino che anche quest'anno ci saranno due processioni e che Lei presiederà le celebrazioni del Corpus Domini. Crede che il suo successore farà altrettanto?
Perché no, perché non dovrebbe mantenere ciò che è bene? Perché questo è bene.

- Ha già parlato di questo con mons. Rodrìguez?
Non ne abbiamo parlato, tuttavia abbiamo molto tempo per parlare e vedere quali sono le motivazioni. Però in tutti i casi, che si dedichi all'Eucarestia il luogo centrale della città di Toledo, che è profondamente eucaristica e riposa su questa identità, è cosa molto buona.


E poiché il buon esempio è diffusivo, altre due diocesi spagnole a partire dalla Settimana Santa hanno disposto inginocchiatoi per la comunione: quella di Malaga e quella castrense (la cui cattedrale si trova a Madrid)



Fonte: Secretum meum mihi e Una Voce Malaga

31 commenti:

  1. DANTE PASTORELLI22 aprile 2009 09:37

    Dopo i segnali, la legge.

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  2. Era ora! Ce ne fossero di vescovi così. Qui ad Alessandria il 95% (novantacinque, avete letto bene) di chi si comunica prende l'Ostia in mano. E sempre qui solo da quando c'è il nuovo vescovo, G. Versaldi, è stata ripristinata una timidissima processione serale del Corpus Domini perchè quando c'era Charrier mai se ne vide neppure l'ombra. Auspico che il comportamento liturgico del card. canizares sia elevato all'ennesima potenza. Alessandro

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  3. Anche a Torino siamo su queste percentuali, ma quello che mi fa piacere vedere, è che quei pochissimi che ricevono l'Ostia in bocca, sono per lo più giovani.

    Guido

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  4. Aspettate la legge prima di esultsre. Ed una volta arrivata la legge aspettate a vedere se viene fatta rispettare. E infine aspettate a vedere se di fatto la rispettano. Di buoni propositi e di sante intenzioni son pieni pure i documenti conciliari......

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  5. Temo per Toledo che le cose cambieranno, purtroppo, coll'arrivo di Rodriguez Plaza, che non è certo vicino alle posizioni di Canizares sulla liturgia (e pare peraltro che abbia una pessima opinione sulla Messa di S. Pio V)

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  6. DANTE PASTORELLI22 aprile 2009 12:24

    Una volta varata la legge, cosa di cui dubito assai, si potrebbero intraprendere iniziative per farla rispettare. Con scarso successo? Probabilmente. Ma allora non ci sarebbero attenuanti per nessuno.

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  7. sarebbe buona cosa cambiare le cose con gradualità, iniziando magari a garantire sempre e ovunque la possibilità, non l'obbligo, di inginocchiarsi, prescrivendo l'uso della balaustra, dove c'è, oppure la sistemazione di un inginocchiatoio.

    Guido

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  8. ottima idea, Guido. Però tieni presente che in molte chiese (fra le tante ad Alessandria la chiesa di S. Rita costruita nel 1839 e a Vignole Borbera la parrocchiale costruita nel 1788) anche antiche la furia post conciliare ha fatto demolire le balaustre. Alessandro

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  9. Il problema è a monte: le nomine dei vescovi. Si possono fare leggi, sanzioni, ecc., ma se il materiale umano resta sempre lo stesso le leggi saranno sistematicamente ignorate. Perché non si cominciano a "pescare" i nuovi vescovi in ambienti seri invece che dal solito mediocre clero diocesano? Perché non elevare il livello medio scegliendo i nuovi vescovi tra i Francescani dell'Immacolata, i Legionari di Cristo, i Servi del Cuore Immacolato, ecc.?

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  10. 3 porpore (Groer benedettino, Martini gesuita e, perchè no?, anche il domenicano Schonborn) alla lunga si sono dimostrate per motivi molto diversi fra loro nomine sbagliate. Eppure nessuno dei 3 proveniva dal clero diocesano. Alessandro

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  11. Ringrazio Alessandro per la precisazione. Ciò non toglie che ci vorrebbero più nomine nei nuovi (e più ortodossi) ordini che avevo menzionato.
    Mi scuso per l'imprecisione

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  12. Premesso che sono nato e cresciuto con la Messa "nuova", e che la amerò e difenderò sempre, e premesso che prendo l'Eucaristia sulla lingua e non pià sulle mani, ho da poco scoperto la spiritualità gregoriana e bizantina, e a volte ricevo la Comunione in ginocchio...tuttavia, non penso sia l'inginocchiarsi o meno, il problema fondamentale (anche se non voglio sminuire la sua importanza)...perchè anche gli orientali, sia cattolici che ortodossi, ricevono l'Eucaristia rigorosamente in piedi....e non si può dire che gli orientali siani modernisti o increduli sulla Presenza Reale...il problema quindi sta, credo, nell'educazione catechetica, nell'apprendimento e nella omprensione di cosa realmente è l'Eucaristia (vero Corpo e Sangue di Cristo, vero Sacrificio incruento)...perchè si può ricevere Cristo in ginocchio, ma con freddezza e ignoranza, come si può ricevere Cristo in piedi, ma con amore e comprensione....spero di essermi spiegato bene....

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  13. Ho seri dubbi che si possa arrivare in tempi brevi a un ripristino della comunione in ginocchio o anche solo sulla lingua per tutti. L'indulto è troppo recente, e revocarlo sembrerebbe una critica verso Giovanni Paolo II che lo concesse (pare controvoglia, ma comunque lo concesse). L'unica speranza è che l'esempio e la predicazione dall'alto riescano a convincere sempre più fedeli (e sempre più preti, i quali a loro volta si adoperino a convincer fedeli) a preferire la comunione almeno sulla lingua. E, francamente, bisognerebbe anche che quando in televisione trasmettono le messe del papa non ci fosse un imbecille che all'eucarestia commenta: "Questo è un nuovo uso introdotto da Benedetto XVI, ci si deve inginocchiare davanti a lui per la comunione...". Ma forse non si tratta di un imbecille, ma di un indottrinato da qualcuno?

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  14. Io sapevo che ci si inginocchiava davanti a Cristo, non tanto davanti al sacerdote....comunque, ricevo il Signore sempre sulla lingua!
    :-)
    Roberto

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  15. Robdealb, è vero che la comunione in piedi o in ginocchio non è una differenza abissale, ma se si comincia a dire che tanto è lo stesso si scivola sempre più in basso, come è avvenuto. Fra un po' la comunione si troverà in un cesto all'ingresso delle chiese e ciascuno sarà libero di servirsi? (Non pensiamo che gli orientali facciano così perché quello che si vede nelle chiese orientali è l'evloghiòn, il semplice pane benedetto). Quanto alla comunione degli orientali, è vero che non si inginocchiano, ma per loro è un rito complicatissimo, devono fare un digiuno eucaristico molto lungo, poi la fanno con un cucchiaio sotto entrambe le specie, baciano il calice prima di riceverla... A una messa ortodossa non per nulla la fanno in pochissimi.

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  16. all'anonimo delle 15,10: bravo, sono d'accordo con te, hai scritto un bel post e hai centrato il problema anche se io preferirei fare la Comunione in ginocchio. Alessandro

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  17. Jacopo ha ragione, ma bisogna sottolineare un piccolo dettaglio: nelle messe papali è solo il papa a comunicare in ginocchio; gli altri sacerdoti che lo aiutano comunicano in piedi e sulla mano, e mentre le telecamere inquadrano il papa mentre comunica i fedeli inginocchiati subito dopo le medesime telecamere inquadrano questo o quel prete che pochi metri pi in là del papa comunica come stesse distribuendo nocciline. Un fedele medio (che oggi, senza voler offendere nessuno, vuol dire mediocre) cosa pensa di fronte a questo fatto? Pensa che i fedeli si inginocchino davanti al papa non per Lui (N.S.Gesù Cristo) ma per lui (il papa). Il papa possibile che non vi abbia pensato? Possibile che la Prefettura delle cerimonie non abbia valutato un fatto simile?
    Non so, ma a volte certe cose non le capisco propio: dare la comunione in ginocchio è un segnale forte, fortissimo, ma è altrettanto forte l'esempio contrario che vien dato nel medesimo luogo, nel medesimo tempo! Ma non è solo un esempio contraddittorio che viene dato (sarebbe il meno) quanto l'errore che viene insinuato: ci si inginocchia per il papa anziché per Cristo Signore!
    Svegliaaaa!
    Antonello.

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  18. Il fatto, Antonello, è che lo stesso speaker della Rai dice che il papa ha introdotto ecc. Io l'ho sentito in almeno due occasioni (credo fosse lo stesso speaker, ma non sono sicuro). Costui, se fa un simile mestiere, dovrebbe essere sufficientemente informato, e se non lo è qualcuno della sala stampa vaticana dovrebbe erudirlo, sul fatto che il papa non ha introdotto un bel niente ma fa quello che si è fatto per quasi duemila anni, e che non ci si inginocchia davanti al papa ma davanti a Gesù Cristo. Spero che qualcuno gli abbia tenuto un minicorso di storia della liturgia! Poi è vero che alla messe del papa gli altri preti danno ostentatamente la comunione in mano, così che quello del sommo pontefice finisce per apparire un ghiribizzo isolato. E' un po' sconsolante, non c'è dubbio.

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  19. A mio avviso paragonare il modo di comunicarsi di orientali e occidentali può esser fuorviante se non si specifica che ci sono differenze nella sensibilità "culturale"(oltre che nella liturgia). Non tutte le posture e gli atteggiamenti sono di egual significato in ogni parte del mondo, in ogni contesto sociale. Questo deve esser chiaro. Ciò premesso vorrei dire che oltre che in ginocchio è bellissimo comunicarsi alla balaustra, e non su un semplice inginocchiatoio; la differenza potrebbe apparire questione di lana caprina. Io credo di no perché inginocchiati alla balaustra si attinge fisicamente alla zona più sacra della chiesa, il presbiterio; e la Presenza Reale già La si vede mentre il sacerdote La porge ai vicini; l'occhio vede e l'anima s'innalza mentre il corpo rimane così, fermo in calma attesa,in introspettiva preghiera a gomito con gli altri figli di Dio, tutti uguali di fronte a Lui . Se ti muovi e aspetti comunque il tuo turno non è lo stesso, il movimento distrae e l'occhio vaga mentre l'anima timidamente si nasconde...
    A.H.

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  20. Rispondendo a Jacopo...sul primo punto, sulla prospettata Comunione fai-da-te (a nessuno è mai venuto in mente un distributore automatico, tipo quelli del caffè a scuola?), Dio ce ne scampi!
    So cos'è l'Antidoro, il Pane benedetto, e so dei lunghi digiuni e delle lunghe preparazioni degli orientali...hai ragione sul fatto che si rischia di scivolare nel relativismo, ma l'avevo chiaramente detto che non era mia intenzione sminuire la questione...
    Quoto invece Antonello, e ciò l'avevo scritto pure in un altro post...ci si inginocchia davanti a Cristo, non al Papa o al sacerdote...

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  21. Oltre a quanto è già stato detto, la balaustra ricoperta con una tovaglia rappresenta anche la mensa a cui il comunicando si accosta. Tutto questo è stato gettato al vento abbandonando e perfino eliminando fisicamente le balaustre.

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  22. L'inginnochiarsi al momento della Comunione è un atto di Umiltà che noi uomini dovremmo compiere nei confronti del RE dei RE, riconoscendo che Lui solo e solo Lui è il Signore dei nostri Cuori e della Nostra Mente. Tale atto dovrebbe rappresentare qualcosa di più che un puro formalismo, dovrebbe testimoniare la nostra interiore sottomissione e la nostra Gratitudine al PRIMO ed ETERNO SACERDOTE: CRISTO Signore

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  23. DANTE PASTORELLI22 aprile 2009 18:53

    La necessità d'inginocchiarsi alla comunione in atto di suprema adorazione è fin troppo evidente.
    Però non svalutiamo neppure l'inginocchiarsi davanti al sacerdote quando agisce in persona Christi. Alla comunione, il sacerdote è il Cristo che offre il Suo corpo. Al confessionale è il Cristo che assolve ecc.
    Ora non s'usa più: una volta non solo davanti al Vescovo ma anche davanti ad un sacerdote ci si genufletteva nel baciar la mano consacrata. Come non usa più inginocchiarsi neppure quando il vescovo dà la benedizione: tutti in piedi e qualcuno china il capo.
    Ed è già tanto questo inchino quando si passa davanti al tabernacolo. La cervicale spesso lo impedisce.

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  24. Per chi ha un po di dimestichezza su celebrazioni orientali dovrebbe sapere che nei riti delle chiese orientali non è previsto l'inginocchiarsi ma stare dritti "davanti al Signore " e inchinarsi segnadosi con il segno della Croce. Ciò in ricordo della Risurrezione di Cristo che prostrato e umiliato dagli uomini uscì dritto per potenza dello Spirito dal sepolcro.
    Tuttavia la Chiesa ortodossa, , sopratutto quella russa vede bene il ritorno alla tradizione nella liturgia da parte del papa Benedetto XVI. Alcuni anni fa ci fu proprio nei sinodi della Chiesa ortodossa l'idea di voler "riformare" le liturgie orientali ma in conseguenza di quanto successo nella Chiesa cattolica vi fu una levata di scudi da parte di moltissimi Padri Sinodali. E quindi ....lascio intendee come vedono i nostri fratelli orientali le nefaste liturgie pseudo post-conciliari con preti attori,battimani, girotondi, cartelloni,e canti di Delirium , di B. Dylan, etc.....

    E comunque per buona pace di tutti ...non tutte le nomine vengono secondo la volontà del papa, ma vengono sottoposte ad "altre autorità competenti....scrupolosamente osservanti di un certo filone liturgico (progressisti) con buona rassegnazione di Benedetto XVI.
    Questi ultimi hanno rimandato solo di qualche tempo il regolamento di conti:per adesso hanno una sola parola d'ordine : Resister, resistere, resistere.IL tempo sarà loro amico.

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  25. Desiero unirmi al coro di coloro che preferiscono comunicarsi in ginocchio. Non sono mai riuscito a conciliarmi con l'idea della comunione in mano.
    Di recente in Australia, ho assistito ad una messa NOM in cui il sacerdote aveva piazzato due inginocchiatoi per la comunione, che pero' si poteva ricevere in tutti i modi (anche sulla mano!). Inutile dire che oltre l'80% la riceveva in ginocchio.

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  26. Se si provasse a mettere un inginocchiatoio assisteremmo alla comunione ricevuta in ginocchio. Basta iniziare. Ma chi sono quei parroci ( a cui sta sullo stomaco il caro papa ed il suo cerimoniere) che vogliono adeguarsi ? Si contano sulle dita di una mano.

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  27. Penso che sarà alquanto improbabile che la Santa Comunione possa essere assunta nel futuro in ginocchio e sulla lingua.
    Il popolo, anche quello più fedele e devoto, pensa che sia "un diritto" prendere la Santa Comunione nelle mani ...
    Ne faranno una questione quasi sindacale, interverrà la CGL con cortei...
    Abbiamo provato , in una recente festa, di far uniformare i fedeli, dopo attenta ed opportuna catechesi, del modo di comunicarsi.
    I fedeli hanno accettato di buon grado.
    Le suore e i "laici impegnati" delle comunità ecclesiali hanno fatto il diavolo in quattro...
    Fin quando i laici impegnati la faranno da padroni nella chiesa...penso che sarà impossibile ogni cambiamento.
    Mi confermano imvece da Roma che il cardinale prefetto è bravissimo !
    In Domino
    A.C.

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  28. Leggendo la parola "suore" nell'ultimo post mi è venuto in mente che tra le religiose si registra un'altissima percentuale di comunioni sulla mano...
    Quelle ancora più impegnate poi praticano anche la "zuppetta" self-service

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  29. Una domanda: a chi mi chiede se l'Eucaristia e i Sacramenti siano un dono o un diritto, io risponod che sono un Dono di Cristo, e che anzi è Cristo che si dona per noi...le mie risposte sono corrette?

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  30. Diario di un giorno feriale .

    Alla celebrazione eucaristica saremo circa una ventina di persone. Al momento della Comunione non tutti partecipano. Nonostante ciò , assistiamo che ad una signora, sicuramente ministro straordinario dell'Eucaristia, viene consentito di aprire il taberncolo e distribuire la santa Comunione. IL sacerdote attende nell'altare edistribuisce poi la Comunione. Posso capire che davanti ad un numero elevatissimo di persone ( nemmeno alle messe domenicali) si possa ricorrere a questi "ministre",ma nei giorni feriali.......

    La Domenica , con la presenza di 4 religiosi francescani viene fatta distribuire la Comunione ad una "ministra". Sia nell'uno che nell'altro caso assistiamo ad una certa sofferenza da aprte dei laici.
    Canizares e il Papa, avranno bisogno di tempo ma il tempo è loro nemico. Più andremo avanti così più la gente si allontanerà.

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  31. purtroppo devo dire che sono teestimone diretto della comunione fai-da-te, io la definisco self-sercice.
    in pratica nel mio paese (2 parrocchie unite in Unità pastorale, cioè 1 solo parroco), il mio parroco ha inventato questo modo di distribuire:
    in pratica mette nei 2 lati laterali dell'altare calice e pisside, ed ogni fedele prende con le sue mani l'ostia la intinge nel calice e la sume, mentre il sacerdote sta comodamente seduto e questo x 15 anni.
    ho scritto al vaticano e al vescovo, a suo tempo, che hanno provveduto a rimettere a posto e ci sono riuscito, ma si aggiusta una cosa e si sfascia un altra cosa ecosi di nuovo nuove lettere, ... adesso a + di 10 anni di lettere varie le cose vanno deiversamente ma sempre con nuove stravaganze liturgiche ed eucaristiche, non riesco + ad andare avanti così ... sono un seminarista che rischia per questo di non continuare + il seminario xchè ho il parroco contrario, per questo vi chiedo preghiere, desidero essere SACERDOTE secondo il CUORE di CRISTO. Preagte per me!
    Enzo

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