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giovedì 26 febbraio 2009

"Un'attitudine anticattolica alberga nel clero di Linz"

Don Joseph Bauer, portavoce del Circolo presbiterale di Linz (costituitosi due decenni orsono tra una trentina di preti, in reazione al Consiglio presbiterale ufficiale del quale non condividevano la deriva progressista) ha rilasciato un'intervista al Kirchenzeitung (=gazzetta della Chiesa) nella quale critica l'attitudine del vescovo di Linz, che non ha saputo difendere l'ausiliario appena nominatogli, Wagner appunto, dimessosi per le proteste sollevate in merito a sue controverse osservazioni su Harry Potter e sull'uragano Katrina e lo tsunami come punizioni celesti.
Bauer osserva come ci siano cartelli di potere a Linz, dove vescovo dopo vescovo sono costretti a seguire la linea. E se uno non è d'accordo, viene fatto secco come è avvenuto a don Wagner.
L'opposizione a Wagner ha mostrato, aggiunge, "che nella diocesi di Linz nelle ultime tre o quattro decadi ha albergato un'attitudine anticattolica" Come fondamenti specifici del cattolicesimo, Bauer ha citato l'amore per l'eucarestia, l'amore di Maria e l'amore per il Papa [i tre candori di S. Giovanni Bosco]. Infine, ha parlato dei vicariati che hanno fatto mattane, rifiutando di riconoscere Wagner come vescovo, e ha parlato di un "indurimento contro il Papa"
Wagner sarebbe rimasto, conclude, se il vescovo Ludwig Scharz non l'avesse lasciato solo.



Fonte: Cathcon

7 commenti:

  1. queste notizie mi rattristano assai. Preghiamo e digiuniamo in questo tempo di quaresima perchè Dio difenda i preti fedeli al Papa.

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  2. "Wagner sarebbe rimasto, conclude, se il vescovo Ludwig Scharz non l'avesse lasciato solo". APPUNTO!
    Lasciamo perdere le critiche, i media, le rivolte...Se il Vescovo diocesano avesse richiesto e approvato la nomina di Wagner come suo ausiliare niente di questo sarebbe successo. Il punto è che un vescovo ausiliare NON e' un vescovo diocesano. Va nominato, come è ovvio e come è legittimo, con il benestare del richiedente vescovo diocesano. Altrimenti succede quel che abbiamo visto, oppure, lo si accoglie con il sorriso e lo uccide piano piano senza far rumore....
    Il papa queste cose le sa benissimo perchè, non dimentichiamolo, prima di essere papa è stato vescovo diocesano e rispetta i ruoli. Forse i suoi collaboratori, un po troppo presi dal loro potere, non guardano con la stessa delicatezza le persone coinvolte nelle nomine.
    Al di là di ogni giudizio sulle qualità episcopali di Wagner (anzi!).

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  3. Probabilmente lo stesso Wagner non ne avrà più voluto sapere.
    Mi metto nei suoi panni, andare dove non son bene accetto, e so che faran di tutto per neutralizzare e boicottare tutto ciò che farò.
    Avrà pensato che si può lavorare per il Regno e per la Chiesa anche fuori da Linz.

    Guido

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  4. Ovviamente, nella carenza di più puntuali ed obiettive informazioni (che, assai probabilmente, non potremo mai avere per le vie ufficiali) può essere vero il tutto ed il contrario del tutto; è quindi, altrettanto verosimilmente possibile, proprio poiché, come è stato correttamente osservato, Benedetto XVI "... prima di essere papa è stato vescovo diocesano e rispetta i ruoli ...", che anche gli Uffici preposti abbiano operato in conformità di questo principio.

    Se ciò è stato, può essere altrettanto verosimile che il Vescovo di Linz, in un primo momento, abbia manifestato il suo apprezzamento sulla figura di Mons. Wagner e, quindi, a fronte dell'inconsulta reazione di parte del suo clero (e di quella frazione di fedeli aggregati da questa fazione) si sia successivamente defilato, lasciando la patata bollente in altre mani.

    Allo stato attuale delle cose, non ci è dato davvero di sapere quale mai sia stata la reale verità dei fatti; in ogni caso (e sia pure tralasciando l'aspetto, non certo secondario, dell'evidente infrazione, consumatasi rispetto al principio della "comunione"), tuttavia, a mio modesto avviso, se corrispondesse al vero quanto rilevato circa la diffusa "attitudine anticattolica" del clero di quella Diocesi, opinerei che il Vescovo di Linz, quanto meno nel superiore (e, per lui, addirittura "istituzionale") interesse al mantenimento ed alla restaurazione dell'integrità della Dottrina della Fede, avrebbe dovuto in ogni caso assumere un ben diverso atteggiamento di caritatevole e salda solidarietà, nei confronti di un confratello, la cui sola presenza nel ruolo di Ausiliario, di per se stessa, avrebbe costituito un esempio ed un eloquente monito, nei confronti di tutti i "border lines" (per non voler pensare di peggio) dell'ortodossia cattolica.

    Pertanto, opinerei che, se si volesse (sia pure impropriamente) ricondurre l'atteggiamento del Vescovo di Linz all'interno delle categorie giuridiche, nella più benevola delle interpretazioni, dovremmo parlare di "omissione colposa"...

    Cordialmente.

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  5. In effetti non è ben chiaro se il vescovo di Linz avesse dato o meno un espresso consenso alla nomina di Wagner. Se non è stato così, ha ragione fr. A.R.: un vescovo ausiliare dev'essere scelto di concerto col titolare (anche se vi sono stati casi in passato di ausiliari appioppati al titolare per moderarlo: era successo al famigerato Weakland, che alla fine era riuscito a liberarsi del troppo ortodosso ausiliare).

    Se però fosse stato così, ha ragione Imerio.

    La nostra personale impressione è che un consenso, se non proprio una scelta, da parte del vescovo dei Linz ci fosse stata, pare per controbilanciare l'eccessiva forza del movimento ultraprogressista Wir sind Kirche, troppo perfino per il progressista vescovo Schwarz.

    Il brano sopra pubblicato, rimproverando al vescovo di aver lasciato solo Wagner, parrebbe confermare questa visione (che è d'altronde anche la più logica: questo Papa non sembra il tipo da imporre le cose e le persone). Ed è anche assodato che la rivolta è partita dai "decani", ossia in pratica i vicari episcopali.

    Ma al momento non se ne sa di più.

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  6. Perfettamente d'accordo con IMERIO e con la Redazione.
    Ma... il papa non può nominare un vescovo ausiliare di sua fiducia, come può nominare un vescovo coadiutore?
    Non mi risulta che il Diritto Canonico lo vieti.
    Il Can. 403 parla di "richiesta" da parte del vescovo e di "nomina" da parte del Papa.
    Al secondo comma, si legge che in casi particolarmente gravi, "anche di carattere personale" al vescovo diocesano può essere "assegnato" un vescovo ausiliare provvisto di speciali facoltà. Chi ci dice che il vescovo di Linz, oltretutto, non sia un caso particolare?
    Mi sa che si voglia troppo imbrigliare il Papa nella nomina dei vescovi. Se egli deve chiedere l'autorizzazione dei preti d'una diocesi per la nomina episcopale, tanto vale far tabula rasa della divina costituzione della Chiesa e ridurla ad una federazione di comunità di base. In fondo, se si continua di questo passo, ad una simile deriva ci si arriverà. La frammentazione della Chiesa in chiese locali più o meno de facto autocefale, nella loro disobbedienza al Sommo Pontefice, è già pressoché una realtà.
    Comunione apparente, autonomia reale.

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  7. Il grande Dante ha "centrato" il goal,com'e' suo costume.Il fine ultimo dei modernisti,sul piano meramente ecclesiologico,e' SEMPRE E SOLO QUESTO:arrivare all'elezione dal basso degli Ordinari.Il loro,falso,amore per l'archeologismo liturgico intende ricreare nella Chiesa quel clima che renda possibile portare con se',come effetto a ruota,il grande goal(e' noto agli esperti il modo di elezione vescovile dell'antichita').Per il resto,a loro non frega niente della posizione dell'altare e dei pizzi e dei merletti.L'uso del volgare,la partecipazione actuosa del laicato,l'ipertrofia dell'oratio fidelium,l'abbassamento delle mitre,la stessa riduzione numerica del clero ed il corrispondengte aumento degli"ausiliari del traffico" nella Casa di Dio,il rito collettivo della Penitenza,la ricreazione di fatto di riti diocesani,l'insistere sull'espressione "le Chiese"(donde la sciaguratissima blasfema ingiuriosa ereticissima espressione del defunto Pontefice di "chiese sorelle"usato coi greco-scismatici, che diede del bigamo a N.S.G.C.e molto lavoro di arrampicamento sugli specchi e di "toppe a colori"al povero Ratzinger),le conferenze episcopali,le chierichette,la protestantizzazione forzata,il nuovo codex, ed infine la cassazione verbale e mentale del Corpo Mistico al cui posto erigere il nuovo Moloch:il popolo di Dio!Ebbene tutte queste cose,ed altre ancora,hanno,come le perle della collana(l'analogia colle Avemarie della Corona mi e' qui parso del tutto irriverente,data la scabrosita' del tema),un FILO di sostegno:l'elezione del Vescovo da parte della base ecclesiaLE,badate bene non ecclesiaSTICA.E fin qui mi potreste dire:hai scoperto l'acqua calda.Il problema,quanto meno sul piano storico(studio delle cause)e morale(ricerca delle responsabilita'),e'semmai riscontrare il comportamento del Timoniere della Nave.Purtroppo,in un diabolico "gioco al rilancio",dobbiamo,sine ira ac studio,confessare che c'e' stato un sostanziale e ben architettato SINCRONISMO tra il petitum ed il judicatum.Diciamocela tutta,questa scomoda verita',che ha sinora "evirato" quasi tutti noi tradizionalisti moderati:il Papato ha fatto da sponda a questa manovra.Una cosa analoga(e poi dicono che non esiste il genius loci!)avvenne,sempre a Roma,tra Casa Savoia ed il Fascismo.Quante volte(troppe!!!)siamo stati li' a cercar di cogliere un cenno di dissenso,di disapprovazione,di inversione di rotta nel Vicario di Cristo.Quante docce fredde ha ricevuto la nostra coscienza!TUTTE ma proprio TUTTE le riforme,dalla numero "uno" alla numero "diecimilaotto" ,portano la Sacra Firma del Pontefice.Il Concilio,poveraccio,ha sempre funto,fin dal giorno dopo, o da "prestanome" o da "capro espiatorio"a seconda della situazione:in una parola e' stato "lo specchietto delle allodole"..Il grande equivoco continua ancora.Una volta andai dal medico con catastrofiche analisi del sangue(si era a meta' gennaio)."Sono gli stravizi delle feste"mi difesi.Il medico mi rispose"Non sono quelli tra Natale e l'Epifania,che pur ci sono stati,ma quelli tra l'Epifania e Natale"!Ossequi a tutti.Pietro

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