mercoledì 28 gennaio 2009

Il nuovo Patriarca di tutte le Russie: amico di Roma e della Tradizione




Si aprono entusiasmanti prospettive ecumeniche: di un ecumenismo vero e sano, non di quello finora predominante alla "dialoghiamo tanto per dialogare" con la pastora luterana e l'imam; ma quello che può, a lungo termine, riportare all'incontro delle uniche Chiese sorelle, la Cattolica e la Ortodossa (le quali solo hanno diritto al titolo stesso di Chiesa, come ha chiarito la Congregazione per la Dottrina della Fede). Forse il Cristianesimo potrà un giorno tornare a respirare con due polmoni, l'orientale e l'occidentale, secondo la bellissima immagine di Giovanni Paolo II.

Ecco la bella notizia: Cirillo (nella foto, in visita al Papa nel 2007), Vescovo Metropolita di Smolensk e Kaliningrad (l'antica Koenigsberg), è stato eletto oggi dal Santo Sinodo nuovo Patriarca di Mosca e di tutte le Russie, assurgendo così alla guida della Chiesa ortodossa autocefala più importante per numero di fedeli (che per vero egli già governava come locum tenens dopo la recente morte del Patriarca Alessio). Egli ha ottenuto 508 voti contro i 169 voti del metropolita Clemente.


La notizia è positiva perché il nuovo Patriarca rappresenta l'ala della Chiesa ortodossa favorevole ad un riavvicinamento con Roma; è inoltre in ottimi rapporti personali col Papa: proprio Cirillo ha redatto nel 2006 la prefazione all'edizione russa della Introduzione al Cristianesimo di Joseph Ratzinger.


Ancor più interessante per questo blog, Cirillo apprezza gli sforzi del Pontefice per recuperare la Tradizione della Chiesa messa in ombra nel dopo Concilio. Abbiamo riportato tempo addietro in un post (leggilo qui) le sue chiarissime dichiarazioni sulla nocività delle riforme liturgiche, ricordando tra l'altro lo scisma dei "vecchi credenti" che divide l'ortodossia russa da quattro secoli, proprio per ragioni di lex orandi.


Ma soprattutto, ecco come nella prefazione al libro di Ratzinger (qui il testo integrale) il neo Patriarca dichiara la sua profonda consonanza con la ispirata visione ecclesiologica del Pontefiche che fa giustizia di quarant'anni di tensioni e rotture col passato:

Mi arrischio ad asserire qui che un grave fattore che ostacola la capacità di accogliere l’annuncio cristiano nel mondo secolarizzato di oggi è il fatto che noi cristiani, in Occidente come in Oriente, ci siamo preoccupati prevalentemente di trovare un linguaggio adeguato per dialogare con il mondo, dimenticandoci nel contempo i contenuti da comunicare

[..]

L’attuale pontefice ha sempre goduto di una solida fama di tradizionalista e conservatore, tanto da essere guardato con una certa diffidenza dagli ambienti liberali che, purtroppo, guadagnano sempre più posizione nel mondo cristiano contemporaneo. Per qualche ragione, infatti, la mentalità comune fa coincidere il conservatorismo con una ristrettezza di vedute, mentre questo in realtà non è assolutamente vero. Il tradizionalismo di Benedetto XVI è uno sguardo che va in profondità, una saggia capacità di cogliere l’essenza intima delle cose. Attraverso la preoccupazione che gli è propria di ritornare ai fondamenti del cristianesimo, egli non intende affatto sottrarsi ai gravi interrogativi che il mondo pone: al contrario, vi risponde con decisione, sempre fondandosi sull’eterna e immutabile Verità. Del resto, il mondo muta solo esteriormente, e gli interrogativi che pone sono gli stessi di mille anni fa; neppure il contenuto delle nostre risposte, quindi, deve cambiare.

Questo - è mia profonda convinzione - deve essere l’atteggiamento di tutti i cristiani che desiderino rimanere fedeli all’eternamente giovane Tradizione della Chiesa a fronte dell’ennesima offensiva del relativismo totalitario di cui siamo oggi spettatori.

Tale fedeltà alla tradizione è oggi professata con chiarezza dalla Chiesa ortodossa e dalla Chiesa cattolica. Questo avvicina le loro posizioni e lascia sperare in un superamento dei problemi che esistono attualmente fra di esse, affinché possano giungere a una feconda collaborazione nell’annuncio dei valori cristiani.

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