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giovedì 21 luglio 2022

Controstoria del movimento ligurgico #38 - "L'ariete della riforma liturgica: p. L. Beauduin OSB" di A. Porfiri

38° appuntamento con la nostra rubrica a cura del M° Aurelio Porfiri. 
Quest'oggi presentiamo un altro monaco benedettino: egli fu il vero precursore della sciagurata riforma post Vaticano II e fautore di un errato concetto di ecumenismo all'interno della Chiesa Cattolica, che criticava il concetto di "proselitismo" che prese però piede tra le fila del clero (e oggi sappiamo però poi come andò a finire...) 
Insomma una vera "bestia nera", assieme a Bugnini, per noi tradizionalisti. 
Qui i precedenti aritcoli.
Roberto 

L’ariete della riforma liturgica:
Lambert Beauduin (1873-1960)


Il movimento liturgico che ha preso il via dal diciannovesimo secolo ha avuto molte anime e molti protagonisti. Come abbiamo visto, non è stato un fenomeno monolotico in quanto ha conosciuto vari indirizzi. Diversi ne sono stati i protagonisti. Uno di primissimo piano fu il monaco Lambert Beauduin, che potremmo considerare come l’autentico precursore della riforma del Vaticano II.

Fu monaco a Mont César, attivista sociale ed autore di una influente conferenza a Malines in Belgio nel 1909, conferenza che alcuni vedono come l’inizio del Movimento Liturgico che porterà al Vaticano II.

Fu un alfiere della partecipazione attiva e della comprensione dei riti da parte dei fedeli, riprendendo in questo un famoso passaggio dal Motu Proprio di san Pio X del 1903 che recitava: “Essendo, infatti, Nostro vivissimo desiderio che il vero spirito cristiano rifiorisca per ogni modo e si mantenga nei fedeli tutti, è necessario provvedere prima di ogni altra cosa alla santità e dignità del tempio, dove appunto i fedeli si radunano per attingere tale spirito dalla sua prima ed indispensabile fonte, che è la partecipazione attiva ai sacrosanti misteri e alla preghiera pubblica e solenne della Chiesa”. 
Oltre al suo interesse per la liturgia fu anche forte l’interesse per l’ecumenismo, che lo porterà a fondare il Monastero di Chevetogne.

Un testo interessante su un sito della Fraternità di san Pio X (fsspx.news) inquadra l’attività di Beauduin: “Traduzione, semplificazione, ricostruzione della liturgia: questi sono i tre assi principali dell'approccio di Dom Beauduin, che egli nomina sotto il nome di "pastorale liturgica". Questo sarà il programma che sarà attuato nella Costituzione Sacrosanctum Concilium sulla liturgia (4 dicembre 1963) e dalla riforma liturgica postconciliare guidata da mons. Bugnini sotto lo stretto controllo di Papa Paolo VI. Ovviamente, era impossibile offrire subito un programma così rivoluzionario: la mentalità del tempo non l'avrebbe certamente accettato. Si è dovuto procrastinare, presentare le cose in modo sparso, lavorare dietro le quinte, sfruttare tutte le giuste opportunità. Ma è questo orientamento che sarà la linea guida dell'attività di Dom Beauduin, come dei suoi discepoli e imitatori. Dom Beauduin ha posto le basi del suo progetto nel 1909 in un discorso tenuto al Congresso delle opere cattoliche a Malines, che ha intitolato "La vera preghiera della Chiesa". I suoi biografi ufficiali riassumono questo intervento nel modo seguente: "Il punto di partenza dell'argomento è la tesi familiare tratta dal primo atto pontificio di Pio X (...): La prima ed essenziale fonte del vero spirito cristiano si trova nella partecipazione attiva di fedele alla liturgia della Chiesa. (...) Il rinnovamento liturgico è necessario, perché il popolo cristiano non attinge nella liturgia l'espressione della sua preghiera o il nutrimento della sua vita spirituale. I lavori di ristrutturazione saranno lenti e difficili. (…) È necessario diffondere tra tutti i fedeli i testi liturgici, con traduzione letterale. (...) La sua argomentazione porta logicamente alla sensazione di un'azione che deve necessariamente essere intrapresa"(I, pp. 80-81). 
Da quel momento Dom Beauduin dedicò tutte le sue forze per attuare questo programma di trasformazione della liturgia. Ma c'è stata la prima guerra mondiale che ha rallentato il lavoro. Quindi, già nel 1921, l'interesse principale di Dom Beauduin si rivolse all'ecumenismo, con un progetto di "Monastero dell'Unione" (oggi a Chevetogne, Belgio). Pur rimanendo la figura tutelare del movimento liturgico (pastorale), non vi partecipò più molto: i suoi discepoli e ammiratori avevano preso il sopravvento”. Insomma, il programma attivista e pastoralista di Beauduin diede un forte impulso ai riformatori che preparavano una riforma più radicale di quello che il primo Movimento liturgico avrebbe forse desiderato

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