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giovedì 3 marzo 2022

Controstoria del Movimento liturgico #19 - "La Chiesa delle origini: Ferdinand Probst (1816-1899)" di A. Porfiri

19° appuntamento della rubrica sulla storia del Movimento Liturgico a cura del M° Aurelio Porfiri.
Oggi ci presenta la figura del liturgista tedesco don Ferdinand Probst 
(Ehingen 1816-Breslavia 1899). che fu professore di teologia pastorale all'Università di Breslavia, della quale fu anche rettore. Studioso di liturgia antica e dei Padri, scrisse molte opere di erudizione critica e storica: Liturgie der drei ersten christlichen Jahrhunderte (1857; Liturgia dei primi tre secoli cristiani), Die ältesten römischen Sakramentarien und Ordines (1892; I più antichi Sacramentari e Ordines romani).

Qui i precedenti appuntamenti.
Roberto


La Chiesa delle origini: Ferdinand Probst (1816-1899)

Credo sia importante proseguire con la riflessione sul concetto di “Chiesa delle origini”. Ora, sembrerebbe che questo concetto dovrebbe essere amato, anzi venerato da tutti coloro a cui sta a cuore la tradizione. Certo è un concetto importante ma va ben compreso. Le origini sono una fonte della tradizione che cammina nel tempo adeguandosi alle varie epoche ma senza tradire sé stessa. In questo senso la tradizione guarda alla Chiesa delle origini cin grande attenzione e rispetto. Non è questo però il senso dato dai giansenisti di allora e odierni, che intendono tagliare i secoli successivi ai primi per imporre prassi liturgiche che spesso sono ammantate di mitologia.

Uno studioso importante della Chiesa delle origini e dei suoi usi liturgici fu il sacerdote Ferdinand Probst. Fu insegnante di teologia pastorale all’università di Breslavia di cui fu poi Rettore tra le sue opere più importanti Kirchliche Benediktionen und ihre Verwaltung, Sakramente und Sakramentalien in den drei ersten christlichen Jahrhunderten, Geschichte der katolischen Katechese, Die ältesten römischen Sakramentalien und Ordines.

Egli si occupò soprattutto dei primi tre secoli e in special modo in riferimento all’Eucarestia e i suoi studi sono ritenuti ancora importanti per chi si occupa dello sviluppo della liturgia primitiva.

L’errore che purtroppo viene ancora adesso fatto, in senso giansenistico, è quello di pensare che quello che viene dopo va disprezzato rispetto a ciò che c’era all’inizio. Alcuni possono accusare di questo anche coloro che hanno problemi con il novus ordo ma è diverso, perché nel caso degli sviluppi bisogna sempre chiedersi se sono un arricchimento o un tradimento. In fondo, il problema è tutto in questa risposta.

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La Redazione