giovedì 30 agosto 2018

"Sono un Sacerdote cattolico: felice ed orgoglioso della mia vocazione" la lettera di un prete al New York Times che commuove

Un Sacerdote da 20 anni missionario in Angola il 28 agosto scorso ha scritto al prestigioso New York Times una lettera potrebbe essere indirizzata a tutti i giornali del mondo che in questi giorni in vario modo stanno mettendo in croce il Sacerdozio Cattolico: una persecuzione super mediatica che dura purtroppo da diversi decenni.
Il Missionario sottolinea: "non è mia intenzione fare un'apologia della Chiesa e dei sacerdoti.Il sacerdote non è né un eroe né un nevrotico".
Il Papa ricorda pure che «dietro ogni persecuzione, sia a cristiani sia agli umani, c’è il diavolo, c’è il demonio» QUI  
AC

La Lettera di un sacerdote cattolico al NEW YORK TIMES di Padre Martin Lasarte sdb

    "Caro fratello e sorella giornalista, 
sono un semplice sacerdote cattolico.
Sono felice ed orgoglioso della mia vocazione.
Da ventanni vivo in Angola come missionario.
Vedo in molti mezzi di informazione, soprattutto nel vostro giornale, l'ampliamento del tema dei sacerdoti pedofili, con indagini condotte in modo morboso sulla vita di alcuni sacerdoti.
Così si parla di uno di una città negli Stati Uniti negli anni 70, di un altro nell'Australia degli anni '80, e cosi a seguire di altri casi recenti...
Certamente questo è da condannare!
Si vedono alcuni articoli giornalistici misurati ed equilibrati, ma anche altri pieni di preconcetti e persino di odio.
Il fatto che persone, che dovrebbero essere manifestazioni dell'amore di Dio, siano come un pugnale nella vita di innocenti, mi provoca un immenso dolore.
Non esistono parole che possano giustificare tali azioni.
E non c'è dubbio che la Chiesa non può che schierarsi a fianco dei più deboli e dei più indifesi. 
Pertanto ogni misura che venga presa per la protezione e la prevenzione della dignità dei bambini sarà sempre una priorità assoluta.
Tuttavia, incuriosisce la disinformazione e il disinteresse per migliaia e migliaia di sacerdoti che si spendono per milioni di bambini, per tantissimi adolescenti e per i più svantaggiati in ogni parte del mondo!
Ritengo che al vostro mezzo di informazione non interessi che io nel 2002, passando per
zone minate, abbia dovuto trasferire molti bambini denutriti da Cangumbe a Lwena (in Angola), poiché né se ne occupava il governo, né le ONG erano autorizzate.
E neanche vi importa che io abbia dovuto seppellire decine di piccoli, morti nel tentativo di fuggire dalle zone di guerra o cercando di ritornare, né che abbiamo salvato la vita a migliaia di persone in Messico grazie all'unica postazione medica in 90.000 Km2, e grazie anche alla distribuzione di alimenti e sementi.
Non vi interessa neppure che negli ultimi dieci anni abbiamo dato l'opportunità di ricevere educazione ed istruzione a più di 110.000 bambini...
Non ha risonanza mediatica il fatto che, insieme ad altri sacerdoti, io abbia dovuto far fronte alla crisi umanitaria di quasi 15.000 persone tra le guarnigioni della guerriglia, dopo la loro resa, perché non arrivavano alimenti né dal Governo, né dall'ONU.
Non fa notizia che un sacerdote di 75 anni, Padre Roberto, ogni notte percorra la città di Luanda e curi i bambini di strada, li porti in una casa di accoglienza nel tentativo di farli disintossicare dalla benzina e che in centinaia vengano alfabetizzati.
Non fa rumore che altri sacerdoti, come Padre Stefano, si occupino di accogliere e dare protezione a ragazzi picchiati, maltrattati e persino violentati.
E non interessa che Frate Maiato, malgrado i suoi 80 anni, vada di casa in casa confortando persone malate e senza speranza.
Non fa notizia che oltre 60.000, tra i 400.000 sacerdoti e religiosi, abbiano lasciato la propria terra e la propria famiglia per servire i loro fratelli in un lebbrosario, negli ospedali, nei campi profughi, negli istituti per bambini accusati di stregoneria o orfani di genitori morti di AIDS, nelle scuole per i più poveri, nei centri di formazioneprofessionale, nei centri di assistenza ai sieropositivi...o, soprattutto, nelle parrocchie e nelle missioni, incoraggiando la gente a vivere e ad amare.
Non fa notizia che il mio amico, Padre Marco Aurelio, per salvare alcuni giovani durante la guerra in Angola li abbia condotti da Kalulo a Dondo e sulla strada di ritorno alla sua missione sia stato trivellato di colpi; non interessa che frate Francesco e cinque catechiste, per andare ad aiutare nelle aree rurali più isolate, siano morti per strada in un incidente; non importa a nessuno che decine di missionari in Angola siano morti per mancanza di assistenza sanitaria, per una semplice malaria; che altri siano saltati in aria a causa di una mina mentre andavano a far visita alla loro gente.
Nel cimitero di Kalulo si trovano le tombe dei primi sacerdoti giunti nella regione...nessuno è arrivato ai 40 anni!
Non fa notizia accompagnare la vita di un sacerdote "normale" nella sua quotidianità, tra le sue gioie e le sue difficoltà, mentre spende la propria vita, senza far rumore, a favore della comunità di cui è al servizio.
La verità è che non cerchiamo di fare notizia, bensì semplicemente cerchiamo di portare la Buona Notizia, quella che senza rumore iniziò nella notte di Pasqua.
Fa più rumore un albero che cade, che non un bosco che cresce. 
Non è mia intenzione fare un'apologia della Chiesa e dei sacerdoti.
Il sacerdote non è né un eroe, né un nevrotico.
È un semplice uomo che, con la sua umanità, cerca di seguire Gesù e di servire i suoi fratelli.
In lui ci sono miserie, povertà e fragilità come in ogni essere umano; ma ci sono anche bellezza e bontà come in ogni creatura...
Insistere in modo ossessivo e persecutorio su un tema, perdendo la visione di insieme, crea realmente caricature offensive del sacerdozio cattolico e di questo mi sento offeso.
Giornalista: cerchi la Verità, il Bene e la Bellezza. 
Tutto ciò la renderà nobile nella sua professione. Amico... le chiedo solo questo...
In Cristo, Padre Martin Lasarte sdb
"Il mio passato, Signore, lo affido alla tua Misericordia; il mio presente al tuo Amore; il mio futuro alla tua Provvidenza".
Speriamo che tutti noi cattolici possiamo fare un po' da contrappeso, non solo condividendo questo messaggio, ma con l'esempio della nostra vita. (Prima Pagina News)
Martedì 28 Agosto 2018
Fonte: Prima pagina news, PPN Agenzia Stampa Nazionale QUI

13 commenti:

  1. La lettera di quell'esemplare sacerdote dovrebbe essere inviata non solo ai mezzi di informazione faziosi e pagati per distorcere la verità ma anche alla gerarchia cattolica perché, quanto meno, non passi sotto il totale silenzio i meriti fino al martirio di tanti sacerdoti e laici senza difesa delle terre di missione. Il mondo e le autorità politiche latitanti che subdolamente e falsamente proclamano i diritti umani devono essere richiamati a contrastare le persecuzioni anticristiane.

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  2. Penso che questo intervento, molto bello e vero, sia peró in questo momento inopportuno. La gravità della situazione va affrontata con pugno di ferro, senza chiamare in causa il brne che i sacerdoti fanno.

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  3. complimenti a questo sacerdote

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  4. ATTENZIONE : HANNO CLONATO IL SITO DI RISACOSSA CRISTIANA : CLICCANDO SUGLI ARTICOLO SI APRE UNA FASULLA PAGINA DI ARUBA CHE CHIEDE DI INSERIRE UD E PW

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  5. Non c'è bisogno di gesta straordinarie per commuovere il pubblico, annunciare il Vangelo con fedeltà è già commovente. Ogni buon prete è un eroe,perchè scommette la propria vita su qualcosa che non vede .Beati quelli che non hanno visto ed hanno creduto….

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  6. "IL PAPA RICORDA CHE..." e ho smesso di leggere...

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    1. e hai fatto benissimo, caro amico, anch'io faccio sempre così, anche quando lo vedo appatire in TV, cambio subito canale; quando trovo in casa una rivista con la sua effige, la cestino subito. Coerenza ci vuole, coerenza e coraggio. Christus Vincit, J.M.B. perdit !

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    2. Ha fatto bene Anonio delle 11_18 a smettere di leggere: i vedevacantisti e i facinorosi non possono leggere le parole del Papa, il successore di Pietro e il segno visibile del nostro essere cattolici. Quanto scrive o insegna il Papa è cibo spirituale per i cattolici. Anch'io cambio canale immediatamente quando lo vedo in TV e metto da parte le riviste con la sua immagine ma leggo quanto egli insegna e dice cattolicamente (anche se questo termine non gli si addice appino). Si! ci vuole coerenza e coraggio: si dica che si è scelti la via del protestantesimo o del sedevacantismo... e voilà si è coerenti e coraggiosi fino in fondo.

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    3. Anonimo delle 08:32, puoi riscrivere correttamente quello che vuoi dire? Grazie.

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    4. Carissimo Anonimo 8:32, mi sa che lei ci ha un po' di confusione nella testa.

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    5. Quel scrive e insegna il Papa è cibo spirituale per tutti i cattolici. Si possono anche cambiare i canali televisivi quando si vede il Papa ( è legittimo farlo) ma è compito di un buon cattolico leggere, studiare e essere informati dell'insegnamento del magistero papale - ordinario-. Altrimenti si è protestanti o sedevacantisti . Non ci sono misure intermedie: o cattolici o protestanti. L'anonimo che ha scritto "IL PAPA RICORDA CHE..." e ho smesso di leggere..." non ha fatto obietttivamente bene perchè con poche parole ha espresso un concetto a-cattolico (protestante) dal sapore di una certa propaganda anticattolica marxista. peggio di così...

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    6. Si come no! Suvvia siamo seri....

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  7. Dopo tutto lo schifo dello schifo che sta venendo fuori è lecito sospettare, anzi più che sospettare, che l'andata in pensione di Ratzinger e l'irrompere di Bergoglio siano il frutto (marcio) di un disegno diabolico perseguito dai nemici della Chiesa che la deturpano e la insozzano dall'interno. Mi dispiace ma io della chiesa cattolica "ufficiale" (che non è più la Chiesa Cattolica) me ne fotto altissimamente.

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