sabato 25 marzo 2017

Mons. Favella si rivolge ai suoi dilettissimi figli con un Editto, affidandolo ai tipi della Redazione di MiL

Onorati, riceviamo da don. A. Fidato, segretario di S. E. Mons. Eleuterio Favella, il seguente editto, consegnato alla Cancelleria episcopale in data di ieri 24.03.2017, e, come richiesti, pubblichiamo, stante la momentanea impossibilità per l'Arcivescovo di emanarlo con altri propri mezzi.
Inginocchiati al bacio dell'anello, ci professiamo nuovamente servitori umilissimi
di Sua Eccellenza et figli devoti in Cristo, e imploriamo benedizione
Redazione




E l e u t e r i o    F a v e l l a

per grazia di Dio e della Sede Apostolica

Arcivescovo di Synossi in partibus

Assistente al S. Soglio

Giudice Ordinario della Curia Romana e suo Distretto

Abate comm. di S. Cecilia in Urbe

Editto
    Le forze avverse, che l’istigazione e l’impulso del genio malefico spingono a combattere il nome cristiano sotto le denominazioni di settari, carbonari, frammassoni, liberali, socialisti, progressisti di ogni bandiera, hanno sempre trovato certi uomini uniti fra di loro, intenti ad abbattere con la loro azione combinata le dottrine divinamente rilevate e a sconvolgere la comunità cristiana con funeste discordie, massimamente nei tempi nostri in cui tali nemici si nascondo fra i chierici e i religiosi, nonché fra i tanti che a parole si protestano cattolici, ma di fatto di tal consustanziale qualità hanno soltanto la forma apparente.
    Da qui i molteplici artifìci per attaccare questa alma Sede, da sempre voce libera e sicura da tutti gli influssi ereticali che nel secolo nostro affliggono la S. Madre Chiesa; da qui il disprezzo della Nostra  legittima libertà ed autorità a norma e presidio della santa e retta dottrina e della legge canonica.
    Da questa dottrina perniciosa e falsa, derivano molti mali, e specialmente il fatto che i continui attentati nel virtual agone al Nostro esercizio del munus docendi, regendi et sanctificandi, dopo innumeri tentativi di delegittimazione, infamia, sospensione e violenza, hanno raggiunto l’apice nella temporanea occupazione da parte di forze malefiche, animate dai più turpi propositi di separarCi dal Nostro amato gregge, della sede virtuale donde incessantemente profondemmo la Nostra pastorale sollecitudine in insegnamenti, orazioni e riflessioni, sempre circonfuse di quella eletta allegrezza e spirito ironico che il carattere santamente cattolico della Tradizione della Chiesa ha stimato, fino a pochi decenni addietro, connaturato con il cattolicesimo romano.
    Nell’ora presente apprendiamo altresì che, a motivo di tale vergognoso attentato, in molti nostri amatissimi Figli s’è instillato un sesto “Dubium”, dopo
quelli proposti dagli Em.mi sigg.ri Cardinali alla Santità di N. Signore papa Francesco, ovverossia è serpeggiata, come baluginare di fulmine minaccioso nella già procellosa tempesta di questi tempi sì calamitosi, l’infausta notizia del Nostro improvviso, ancorchè pio, decesso – “del che facciamo i dovuti scongiuri” (cit.) – che con il presente Editto intendiamo recisamente smentire e contestare, conservandoci la Divina Provvidenza, ancorchè nella massima tribolazione di queste ore, perfetta sanità di mente e di corpo, con la Diogratia!
    Parimenti con il presente Editto, essendo allo stato la sede impedita, Ci riserviamo “nunc pro tunc” a norma del diritto di adottare ogni provvedimento canonico e, contestualmente, infliggere le giuste pene sia medicinali, sia espiatorie, ivi compresi l’interdetto, la censura, la sospensione e la scomunica, nei confronti di coloro i quali, all’interno del virtual gregge oppure anche al di fuori di esso, abbiamo collaborato con le mentovate forze avversarie col favore dell’anonimato e della segretezza, riservandoCi altresì, all’esito del processo, di consegnarli al braccio secolare.
    Mentre in verità siamo obbligati a sguainare la spada della severità ecclesiastica, non trascuriamo assolutamente che, per quanto immeritevoli, siamo successori degli Apostoli di Colui il quale, anche quando esercita la giustizia, non si dimentica di essere misericordioso.
    Noi infatti, pur valendoci contro i nemici di quel genere di pena che Dio stabilì essere in Nostro potere, castigando tanto gravi ingiurie arrecate a questa alma Sede synossense, abbiamo soprattutto come obiettivo che si convertano e soffrano con Noi coloro che, nel separarci, ancorchè in via transitoria, dal gregge commessoCi dalla Divina Provvidenza, hanno arrecato sì grave nocumento alle prerogative e diritti di questa sede, se per caso Dio voglia accordare loro una penitenza che li illumini sulla verità (2Tm 2,25).
    Perciò, levando le mani al cielo, nell’umiltà del Nostro cuore, mentre rimettiamo a Dio e nuovamente raccomandiamo la giustissima causa – più Sua che Nostra – per la quale stiamo combattendo, ed ancora con l’aiuto della sua grazia Ci dichiariamo pronti a bere fino alla feccia il calice che Egli stesso si degnò di bere in favore della Sua Chiesa, Lo imploriamo e scongiuriamo affinché, per la Sua intima misericordia, ascolti ed esaudisca le preghiere e gli scongiuri che giorno e notte Gli rivolgiamo per il ravvedimento e la salvezza di tali nemici, massimamente se interni al popolo fedele, e per il ripristino dei Nostri diritti sacrosanti sulla Sede virtuale di Synossi, ora preda degli empi, dei settari e degli eretici.
    Per Noi certamente, tuttavia, non vi sarà alcun giorno più lieto e più giocondo di quello in cui Ci sarà concesso dalla divina misericordia di vedere rifugiarsi nel Nostro seno o ritornare, affrettandosi, all’ovile del Signore proprio quei figli che fino ad ora sono stati per Noi causa di tanta tribolazione, ed a tal fine disponiamo che da parte dei Nostri sudditi si reciti una Novena impetratoria a Maria Ss.ma Regina delle Vittorie, con inizio nel dì 25 del mese corrente, festa dell’Annunciazione della Beata Vergine, laonde ottenere sia la prefata conversione dei cuori, sia la sollecita liberazione dell’alma Sede synossense con il ripristino di tutti i suoi legittimi diritti, ragioni, azioni, prerogative, usi e privilegi, in persona ed in capo del titolare attuale della mensa episcopale.
   Decretiamo
ad ogni buon fine che il presente Editto, e tutto ciò che in esso è contenuto, in nessun momento possa essere tacciato, impugnato, infranto, ritrattato o controverso per surrezione, obrezione, vizio di nullità o di Nostra volontà o degli aventi interesse alla censura o per qualunque altro difetto di sorta, né possano essere ridotti a termini di diritto, né contro di essi potrà intentarsi, né impetrarsi alcun rimedio di restitutio in integrum, o di qualunque altro diritto, fatto o grazia.
    Le presenti norme dovranno durare sempre stabili, valide ed efficaci, ed avere ed ottenere il loro pieno e totale effetto; e da coloro cui spetta e spetterà in futuro, dovranno essere inviolabilmente ed intangibilmente osservate; così come emanate, e non diversamente, dovranno essere rispettate da tutti i giudici ordinari o delegati di questa Sede episcopale, uditori di cause del Tribunale ecclesiastico diocesano, canonici, dignità, legati a latere e vicarij, e da tutti gli altri funzionari di qualunque grado, presenti e futuri, laici ed ecclesiastici oppure ascritti ad una particolare religione, tolta loro ogni facoltà di giudicare ed interpretare altrimenti, dichiarando irrito e nullo tutto ciò che si sentenziasse diversamente, scientemente o ignorantemente, da qualunque autorità derivasse.
    Siccome poi la presente disposizione, come è noto, non può essere allo stato pubblicata con certezza nei luoghi virtualmente deputati, e soprattutto nei luoghi in cui sarebbe più necessario che lo fosse, vogliamo che l’originale del presente Editto sia pubblicato a ministero del benemerito Blog “Messainlatino”, a Noi fedelissimo; ed una volta affissi e pubblicati, tali scritti impongano l’obbligo dell’osservanza a tutti coloro cui compete, come se ciascuno fosse chiamato in causa personalmente e per nome.
    Nessuno pertanto si permetta di violare il contenuto di questo Nostro Editto, o abbia l'ardire temerario di avversarlo e di trasgredirlo. Se qualcuno, poi, osasse tentarlo, sappia che incorrerà nello sdegno di Dio onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo.

Mugnano del Cardinale,
dalla residenza arcivescovile, il 24 marzo 2017, nella vigilia della Festa dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria.

                                                                               + Eleuterio Favella, arcivescovo


Sac. Ambrogio Fidati
            Cancelliere

14 commenti:

  1. Il "castigat ridendo mores" dà più fastidio degli attacchi frontali. Agli argomenti si può rispondere con slogan, bufale, calunnie e altri argomenti capziosi; invece, davanti a una sana presa per il c... o si reagisce con altrettanto senso dell'umorismo o si subiscono gli sfottò, che comunque qualche risultato serio lo ottengono.
    Beata Emma Remma e servo di Dio Augusto Mascetti orate (anche spigole) pro nobis.
    Ad maiora Eccellenza.

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  2. Stavolta non sono riuscito ad arrivare in fondo

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  3. Puro onanismo. Vergogna.

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  4. Se la tradizione non riattecchisce è anche colpa delle fesserie di questi cialtroni.

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  5. Con pagliacciate di questo genere mandate in vacca anche le cose serie che sono scritte nel blog; e poi sarebbe meglio evitare di nominare invano i nomi di Cristo e di Dio e della Madonna inserendoLi in simili buffonate

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  6. Questo editto e' davvero stupendo; finalmente torniamo indietro nella storia di circa 100? 200 anni; ma e certo divertente.

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  7. Uhmmm... per me, non è lui ;)

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  8. Grande Monsignore!

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  9. Davvero deprimente!

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  10. Che pena le menti limitate che non apprezzano l'ironia garbata e intelligente di Mons. Favella! Vi meritate i veri personaggi da circo che purtroppo sono nella Chiesa!

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  11. Mimmo di Taranto28 marzo 2017 09:47

    Era molto più facile a Giuseppe Giusti mettere "le birbe alla berlina" che a Mons. Favella pseudonimo di un fervente cattolico.
    Mala tempora currunt.

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  12. I soliti modernisti amari, che non capiscono uno iota di ironia cattolica!
    Rivogliamo Sua Eccellenza su Facebook!

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