sabato 2 aprile 2016

La domanda di Mons.Zuppi: "ripensare gli spazi". Quel che è avvenuto in Francia nel giorno di Pasqua

Abbiamo purtroppo letto che l' Arcivescovo S.E.R. Mons. Matteo Zuppi avrebbe rilasciato alcune dichiarazioni pro-Islam :Sì ad una moschea nel capoluogo emiliano e sì alle feste islamiche nelle scuole»)  subito rimbalzate, in modo inesatto, sui media nazionali. 
La Curia bolognese ha  smentito, privatamente, definendo non veritiere quelle amplificazioni giornalistiche.
Ora ad aumentare le cefalee primarie dei bolognesi-doc è arrivata anche l'ultima "riflessione a voce alta" del nuovo Arcivescovo  bolognese che,riferendosi ai tanti luoghi di culto (senza preti) della sua vasta Arcidiocesi, ha scagliato come una lancia la frase  "dobbiamo ripensare agli spazi".
Che fine faranno le chiese che hanno resistito alle soppressioni, ai disastrosi bombardamenti e al furore iconoclasta post conciliare? 
Che può significare la frase "dobbiamo ripensare agli spazi" ?

Mons. Zuppi e tutti i suoi "colleghi" vescovi italiani sanno benissimo che  nel territorio nazionale esiste una sola categoria di fedeli (capace anche di sborsare soldi di tasca propria)  in grado di assicurare l'utilizzo a scopo devozionale   degli edifici di culto:  sono i cattolici  legati alla sana tradizione liturgica.

Vedremo come si comporteranno nel prossimo futuro i Vescovi incominciando da quello di Bologna : se imiteranno cioè i loro confratelli francesi che pur di NON concedere gli spazi di culto ai fedeli tradizionali preferiscono affittare le chiese ad uso profano oppure farle distruggere dalle ruspe. 

A proposito della Francia, visto che stiamo in tema, postiamo alcune foto che si riferiscono alla dissacrazione avvenuta nel Pasqua di quest'anno a Metz: che queste immagini siano di monito ai Chierici e ai fedeli ! 
( v. sotto la nota informativa del sacrilegio del giorno di Pasqua a Metz )

AC


Dal Corriere della Sera la recente dichiarazione di Mons. Zuppi :  


«Dobbiamo ripensare gli spazi» 

«Se il destino fosse venderle, come fanno nel nord Europa, questo mi metterebbe molta tristezza. Ma la città è cambiata, dobbiamo preoccuparci di cosa fare» 
...
Ma allo stesso tempo, anche «di molte chiese dovremo preoccuparci cosa fare». 

( Singolare l'accostamento chiese/case N.d.R.) 

È il vescovo di Bologna, Matteo Maria Zuppi, a sollevare il tema, aprendo il seminario internazionale sull’architettura sacra organizzato dal centro studi Dies domini (sic!) della Fondazione Lercaro, a Bologna.

IL PROBLEMA 

- Vista la crisi economica in generale e la crisi dell’edilizia in particolare, sostiene Zuppi, «continuare a costruire case non so se è un investimento intelligente»

Meglio sarebbe «ristrutturare e riqualificare quello che abbiamo», suggerisce il vescovo. 

Allo stesso modo, avverte Zuppi, anche «di molte chiese dovremo preoccuparci cosa fare». 

Il problema è legato alla crisi delle vocazioni e alla mancanza dei preti, spiega il vescovo a margine del convegno, sottolineando i tanti parroci che hanno la responsabilità anche di tre o quattro chiese contemporaneamente, soprattutto in montagna o nella bassa. 

Ma così come scarseggiano i preti, anche le comunità intorno alle parrocchie si diradano. 

Da qui nasce il problema, anche pratico, di chi si prende cura e fa manutenzione alle chiese, che rischiano di fatto di restare almeno in parte abbandonate
«RIPENSARE GLI SPAZI» 
- «Chiuderle? Speriamo proprio di no», mette in chiaro il vescovo. 
«Se il destino fosse venderle, come fanno nel nord Europa, questo mi metterebbe molta tristezza», afferma Zuppi, che mette in chiaro la necessità per il futuro di cambiare l’assetto della Chiesa bolognese sul territorio. 
Durante il suo episcopato, il cardinal Giacomo Lercaro avviò un piano per la costruzione di nuove chiese a Bologna, soprattutto in periferia. 
«Dobbiamo tantissimo alla stagione del cardinal Lercaro- sottolinea Zuppi- ma dopo 50 anni dobbiamo ridisegnare la presenza di una chiesa, che è molto cambiata, in una città che è cambiata. Dobbiamo ripensare gli spazi, anche in parrocchia». 

Foto 2-3-4 : Domenica di Pasqua 2016 a Metz, Francia, nella chiesa abbaziale di San Vincenzo , elevata da Pio XI Basilica minore dal 1933, proprietà del Comune di Metz ( Basilique Saint-Vincent de Metz ) è stato ospitato un singolare festival di musica elettronica denominato "Le mélange de la tradition et de la modernité" ( "Miscela di tradizione e modernità"). 
I video e le foto in circolazione su internet mostrano giovani che ballano a ritmo di rock nella navata e nel presbiterio  avendo come sfondo il ciborio con il tabernacolo e le statue di due santi che fanno da corona all'altare.   
La Basilica pare che sia stata "sconsacrata" nel 2010 per la mancanza dei fedeli. 
A protestare per la profanazione dell'ex Basilica di San Vincenzo,nel giorno di Pasqua, sono state solo alcune associazioni laicali che occupano della valorizzazione artistico/culturale dell'insigne monumento di origine medioevale.
Non abbiamo trovato alcuna dichiarazione ne' da parte della Curia ne' da parte delle parrocchie territoriali competenti.
Questa è la Francia "laica" del 2016 : degna erede di rivoluzionari del 1789 che  abbattevano le statue della Madonna Santissima nelle Cattedrali e nei Santuari onde trasformarli  in templi della dea Ragione! Si arrivò persino ad organizzare un ballo sacrilego di un'attrice-prostituta sull'altare maggiore di Notre Dame a Parigi!

6 commenti:

  1. Le daranno agli islamici. Pecunia non olet.

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  2. E' una vergogna vedere come in Francia sono ridotti i monumenti ecclesiali!
    Succeederà anche in Italia?

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  3. Non meraviglierebbe una collusione di quel prelato con l'Islam visto che viene dalla Comunità di S. Egidio e da uno spirito paolosestino.

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  4. Perché non darle agli ortodossi.

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  5. In Italia sta già succedendo. Chiese bellissime lasciate chiuse o in eterno restauro e largo a "garages" travestiti da chiese....se poi qualche istituto tradizionale si fa avanti per avere una "chiesa" sia mai che la abbiano! Piuttosto li rinchiudono da qualche parte poco accessibile. Parlo con cognizione di causa....

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  6. Enquanto se pensa desfazer-se das igrejas em Itália, aqui no Brasil se procura construi-las praticamente sem recursos. Na minha Paróquia são dezesseis comunidades para um só sacerdote. Se pretendem espoliar as igrejas, façam chegar a quem nada tem! Tenho certeza que fará um bem enorme à gente pobre que crê.

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