venerdì 5 dicembre 2014

Rapporti tra P. Volpi e i Vescovi Italiani. Per non far incardinare i Francescani "usciti" dall'ordine. Replica di p. Volpi

Pensavamo di avere visto tutto, ma nella vicenda dei poveri Frati F.I. non si è ancora raggiunto il basso.
Proponiamo un articolo uscito su La Nuova Bussola quotidiana, che, tra tanti argomenti, tratta anche, in maniera giustamente critica, della presenza di P. Volpi, Commissario dei Frati Francescani dell'Immacolata, alla Conferenza Episcopale nella assemblea autunnale 2014. E soprattutto del suo atteggiamento nei confronti dei Vescovi interessati ad accogliere i frati ex F.I.. 

Proponiamo anche un botta e risposta epistolare tra il Commissario e  il direttore de La NBQ.
Concordiamo fortemente con la controreplica di Cascioli e la pubblichiamo con sottolineature nostre.

Roberto

 Il caso Forte, le tariffe... quani mugugni tra i Vescovi
di Matteo Matzuzzi, da La Nuova Bussola Quotidiana, del 25.11.2014
 
Mons. Galantino e papa Francesco
Molti di loro, in privato, si dicono “disorientati” dopo le durissime parole pronunciate venerdì mattina, a Santa Marta, da Papa Francesco. Un’omelia nella quale il Pontefice ha tuonato contro preti e segretari parrocchiali rei d’affiggere sulle porte delle chiese i tariffari per i sacramenti. A tutti questi, aggiungeva Bergoglio, «noi diciamo quello che dice Gesù: meglio essere buttati nel mare». Frasi che, non appena venivano diffuse dalla Radio Vaticana, facevano sobbalzare più d’un presule (non solo italiano). «Passa l'idea che battezziamo solo se vediamo l'obolo in busta», dice uno di loro. 
Certo, c'è il caso del sacerdote che a Cagliari affittava la chiesa per «non meno di 300 euro» e del parroco di Pistoia che battezzava i bambini alla modica cifra di 90 euro (sconto del 30 per cento per i gemelli). Eppure, si tratta di casi isolati, chiariva nello stesso pomeriggio di venerdì il cardinale Angelo Bagnasco: «I sacramenti non sono pagati in nessun modo. Le offerte che i fedeli intendono dare in forma libera sono un modo per contribuire alla necessità materiali della Chiesa». Parole che venivano lette come una risposta esplicita a quanto detto dal Pontefice qualche ora prima, ancor più rilevanti per il fatto d’essere state pronunciate dal presidente (confermato) della Conferenza episcopale italiana. E a conferma che il dubbio fosse lecito, interveniva poco dopo il portavoce della Cei, monsignor Domenico Pompili a tentare di gettare acqua sul fuoco: «Qualsiasi lettura che contrappone le parole del Presidente della Cei al Papa è fuorviante». 
Eppure, che qualcosa non vada nel rapporto tra il centro e la periferia, tra Roma e la base, appare ormai un dato assodato. Ha fatto scalpore, qualche settimana fa, la sonora bocciatura di monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, in lizza per il posto di vicepresidente dell’episcopato italiano per il settore Centro. Al ballottaggio, Forte è stato travolto: sessanta voti per lui, centoquaranta al vescovo di Fiesole, monsignor Mario Meini. Dal parterre dei vescovi riuniti ad Assisi, subito si tentava (blandamente) di sdrammatizzare: «Si è voluto individuare e proporre nuove figure dell’episcopato italiano». Sarà così, anche se Forte fu bocciato – quasi con gli stessi voti – già cinque anni fa, quando eletto risultò essere Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia, poi creato cardinale nel primo Concistoro di Francesco. Stavolta, poi, Forte godeva delle luci della ribalta del Sinodo, che lo aveva visto protagonista come segretario speciale e autore della controversa relazione intermedia ampiamente emendata dai circoli minori. 
Qualche osservatore ha notato come il voto, al di là della carica di vicepresidente territoriale della Cei, abbia anche indicato l’orientamento dell’episcopato italiano in merito a una possibile promozione di Forte ad arcivescovo di una delle due diocesi cardinalizie che si libereranno nei primi mesi del 2015, Bologna e Firenze. Il teologo napoletano era già stato indicato in passato nelle terne sottoposte dalla Congregazione per i Vescovi al Papa per le cattedre di Venezia, Firenze e Milano. 
Ma all’assemblea autunnale di Assisi sarebbe accaduto anche qualcos’altro, scrive il vaticanista Marco Tosatti: nella prima votazione, indicativa, ben ventisette voti sarebbero andati a monsignor Mariano Crociata, vescovo di Latina ed ex segretario generale della Cei, rimpiazzato dal vescovo di Cassano allo Jonio, monsignor Nunzio Galantino. Sarebbe stato proprio Crociata, stando alle ricostruzioni, a dissuadere i confratelli dal continuare a votarlo, perché ciò sarebbe apparso come un chiaro dissenso rispetto alla decisione papale di un anno fa di rimuoverlo dall’incarico e di destinarlo a una diocesi di secondo piano. Un dissenso anche nei confronti della nuova gestione Galantino, caratterizzata da una sovraespozione del segretario generale che raramente s’era vista nei quartieri sulla via Aurelia, tanto da mettere spesso in ombra il cardinale presidente. E ancora tutt’altro che riassorbita la ferita provocata dall’intervista del vescovo di Cassano allo Jonio dei mesi scorsi in cui il vescovo rivelava di non identificasi «con i visi inespressivi di chi recita il rosario fuori dalle cliniche che praticano l’interruzione della gravidanza, ma con quei giovani che sono contrari a questa pratica e lottano per la qualità delle persone, per il loro diritto alla salute, al lavoro».
E proprio a Galatino si imputa l’aver invitato all’assemblea autunnale padre Fidenzio Volpi, commissario nominato da Roma per la Congregazione dei Francescani dell’Immacolata. Qualche vescovo, avvicinato da padre Volpi, si sarebbe sentito chiedere di non incardinare nella propria diocesi i frati dell’Immacolata decisi a uscire dalla Congregazione. Nulla si sa del perché il commissario abbia fatto tale raccomandazione a dei vescovi – lui che vescovo non é –, visto che accade di frequente in ogni diocesi del mondo. Fatto ancor più strano se si aggiunge che a tale visita sarebbe seguita una lettera circolare inviata dal segretario generale all’episcopato italiano in cui si domandava, a fronte di richieste di incardinamento dei francescani nelle singole diocesi, di mettersi al più presto in contatto con il commissario straordinario.

 La replica di p. Volpi e, a seguire, la controreplica del direttore di La nuova Bussola, del 28.11.2014




   Egregio Direttore,
p. Volpi e papa Francesco
faccio seguito all'articolo riferito alla mia persona e intitolato "Il caso Forte, le tariffe e… Quanti mugugni tra i vescovi", pubblicato a firma di Matteo Matzuzzi il 25 novembre 2014 sul sito da Lei diretto per esercitare al riguardo il mio diritto di rettifica a norma delle vigenti Leggi sulla Stampa.
Al riguardo chiarisco quanto segue:
I) La mia presenza all’Assemblea autunnale della Conferenza Episcopale Italiana, come a tutte le altre Assemblee, è dovuta al fatto che vengo convocato in ciascuna di tali circostanze nella mia qualità di Segretario Generale della Conferenza Italiana dei Superiori Maggiori, a prescindere da chi mi indirizzi la relativa convocazione;
II) In tale circostanza, alcuni Ordinari mi hanno avvicinato per consultarmi in merito alla vicenda dell’Istituto dei Frati Francescani dell’Immacolata, di cui sono Commissario Apostolico;
III) E’ opportuno, e rientra nella prassi prudenziale della Chiesa, che ciascun Moderatore Supremo di un Istituto di Vita Consacrata venga consultato dall’Ordinario prima che questi decida in merito all’accoglienza da accordare ad un Religioso suo suddito, specie se Sacerdote.
IV) Qualora Monsignor Galantino abbia raccomandato ai Vescovi di conformarsi con tale prassi, ciò rientra nelle sue competenze di Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana.
Con ossequio.
                             Padre Fidenzio Volpi OFMCapp.
                                  Commissario Apostolico

la risposta di Riccardo Cascioli a p. Volpi


    Egregio padre Volpi,
la ringrazio anzitutto per l’attenzione che ha per il nostro quotidiano.
Quanto ai suoi chiarimenti riguardo all’articolo citato che – fra le altre cose – faceva riferimento alla sua presenza all’ultima Assemblea generale della CEI svoltasi ad Assisi, mi permetta di precisare alcune cose.
Che lei sia stato invitato nessuno l’ha messo in dubbio, è sui motivi dell’invito che nascono delle domande, soprattutto in relazione al suo atteggiamento verso alcuni vescovi.
Mi spiego: dalle sue parole si potrebbe ritenere che come Segretario Generale della Conferenza Italiana dei Superiori Maggiori (CISM), lei abbia il diritto di partecipare alle assemblee della CEI o, quantomeno, che questa sia la prassi. Ma questo non consta leggendo statuto e regolamento della CEI, dove mai si cita una eventuale partecipazione del segretario CISM. Invece lo Statuto afferma che «A giudizio del Consiglio Episcopale Permanente, possono essere invitati a intervenire alle stesse sessioni, per la trattazione di questioni determinate e con voto consultivo, presbiteri, diaconi, membri di istituti di vita consacrata o di società di vita apostolica, laici» (art.14 §2). E l’art. 10 del Regolamento dice che lo stesso Consiglio permanente «ne stabilisce le modalità di partecipazione». Quindi la sua eventuale partecipazione dovrebbe essere decisa di volta in volta e circoscritta ad alcuni argomenti particolari che la coinvolgono.
Da qui si può comprendere lo stupore di molti vescovi che invece l’hanno vista partecipare ai lavori, senza che peraltro sia stato spiegato il motivo. Inoltre, diverse fonti sono concordi nel sostenere che la sua presenza ai lavori dell’assemblea CEI sia piuttosto recente. Sono certo che ci sia un motivo ragionevolissimo alla sua presenza, ma la sua lettera purtroppo non lo chiarisce.
Quanto poi ai suoi contatti con singoli vescovi, può darsi che qualcuno sia venuto da lei a informarsi (non ho motivo di dubitarne e comunque è cosa di cui non abbiamo parlato), ma ciò che abbiamo stigmatizzato nell’articolo è il fatto che lei abbia affrontato alcuni vescovi con fare e dire intimidatorio, per indurli a non accettare le richieste di incardinazione in diocesi di ex frati Francescani dell’Immacolata. Nella sua lettera lei non smentisce questa affermazione, e del resto le testimonianze che abbiamo in proposito sono varie. Al che ci si chiede fin dove si estendano i poteri del Commissario di un ordine religioso. Non consta di aver mai assistito a qualcosa di simile prima di ora.
Lei afferma che è prassi prudenziale che un vescovo consulti il superiore dell’ordine religioso da cui proviene un sacerdote che voglia essere incardinato in diocesi. Il che è puro buon senso, ma è appunto una consultazione. Ciò che sta avvenendo invece è una forte pressione - che arriva alle minacce – nei confronti dei vescovi per impedire che alcuni frati possano trovare “rifugio” in qualche diocesi o altro ordine religioso. O Francescani dell’Immacolata secondo la “regola” di padre Volpi, o nulla. Anche qui mi pare sia un fatto senza precedenti che mi sembra contrastare con il più elementare diritto alla libertà di coscienza, prima ancora che con il Codice di Diritto Canonico.
Nasce spontanea la domanda sul motivo di tanto accanimento, visto che tuttora i motivi del commissariamento dei Francescani dell’Immacolata - e le sue modalità e limiti temporali – non sono affatto chiari. Né grande aiuto viene dal sito ufficiale.
Qualcosa in più si capisce invece da un blog che si presenta come prossimo a lei, tanto che si chiama “In comunione con il commissariamento dei Frati Francescani dell’Immacolata” e che, peraltro, all’articolo di Matzuzzi succitato dedica un post semplicemente delirante. Ma in un altro post del 17 novembre, l’anonimo autore  spiega il perché lei sia tanto preoccupato di evitare l’incardinazione di ex frati in diocesi: «Lo scopo finale delle richieste d’incardinazione in Diocesi appare chiaro: è la costituzione di una piattaforma di lancio, magari off shore come quella dell’Arcidiocesi di Lipa nelle Filippine o in diocesi di minoranza cattolica come in Inghilterra,  per raggruppare chierici ordinati in sacris ed ex seminaristi FFI nella speranza di un ribaltone nell’attuale governo della Chiesa universale».
Insomma, dice il blog, lei agirebbe così – di concerto con chi l’ha invitata ad Assisi - perché sarebbe in atto un complotto per rovesciare papa Francesco ad opera di chierici ed ex seminaristi Francescani dell’Immacolata in combutta con alcuni vescovi che li accolgono in diocesi. Sarebbe veramente da ridere se non fosse che si presenta come spiegazione ufficiosa della vicenda.
Spero che lei voglia chiarire anche su questa ricostruzione e sulla precisa natura del blog che parla a suo nome.

Riccardo Cascioli

31 commenti:

  1. Tanto Padre Volpi non ascolta...ha le spalle ben coperte...dal demonio!

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  2. I FFI sono buoni ed ubbidienti, ma non stupidi. Come potrebbero pensare, pur rilanciati come nuovo ordine (non commissariato ma commissariabile) e facendo leva su qualche diocesi accogliente, di defenestrar il Papa? Quando il maligno vuol screditare i santi ne inventa di tutti i colori. Ma, come dicono a Napoli, accà nisciuno è fesso. Sappiamo e non da oggi dove sia il bene e dove il male.

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  3. Sono sempre più sconcertato da una constatazione: contro la Messa di sempre si muovono delle forze formidabili! La stessa disgrazia mediatica prima e le dimissioni poi di Papa benedetto XVI mi sembra vadano lette come conseguenza del suo Motu Proprio. Il tentativo rilancio della cd "Messa in Latino" deve aver toccato un tasto che assolutamente non doveva essere toccato. Quello che accade ai FFI è dovuto sempre a questo.
    Lo stesso Begoglio è stato scelto perché nemico della Messa di sempre. Su questo fronte si muovono delle forze metafisiche ed occulte di micidiale portata, da far perdere i sensi se ci si ragiona troppo.

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    1. Se leggete i miei posto ho sempre detto, e non da ora, che il problema immenso della Chiesa è la Messa di Sempre. L'attuazione del Concilio Vaticano II aveva come obiettivo principale, se non unico, quello di abbattere il Vero Caposaldo della religione Cattolica: La Messa. Per fortuna non sono il solo a pensarla così! Possiamo star qui a ragionare di tutta la dottrina che vogliamo ma il VERO PROBLEMA è il ripristino della Messa Tridentina.

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  4. Se continua questa "sagra dell'infamia" nei confronti dei F.I. è perchè è voluta e sostenuta dall'alto, che più in alto non si può (almeno su questa terra) ... Ma se continua va anche a finire che l'attuale Chiesa (ormai ex-cattolica) si spolpa ancor di più, e ci sarà un corrispondente rafforzamento nelle file dei lefebvriani (senza cripto) o addirittura degli Ortodossi, come ho già sentito e visto. Complimenti !

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    1. Ma mi chiedo io, perché i bravi FF I non emigrano nella FSSPX ? che senso ha restare con i tiranni, avallare le loro angherie? non vedono che disorientano ancor più il gregge dei veri cattolici? qui c'è bisogno di loro, ma con la testa ala e la schiena dritta, senza paura di Bergoglio o di chicchessia, che niente possono contro la nostra anima, quindi suerum corda, cari fratelli in Cristo, mettetevi alla guida del tradizionalismo. La FSSPX ha bisogno di voi, vedete se riuscite a trascinare fuori anche i cardd. Burke, Piacenza, Caffarra, e a creare altrove la Vera Chiesa Cattolica - Laudetur Jesus Cristus

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  5. La Chiesa Cattolica, una ed unica, è di Cristo. E' Lui che la sosterrà e la farà rivivere e fiorire in questo ed eventuali altri momenti di decadenza e pericolo. Indubbiamente questa certezza inconfutabile non ci autorizza alla passività, al contrario ci deve incitare alla preghiera ed alla resistenza al male, da qualsiasi parte provenga, con cautela, prudenza, ma con fermezza.
    E con fermezza, guardando le foto della visita del papa alla moschea e all'incontro con il patriarca Bartolomeo, dico che Bergoglio ha umiliato la Chiesa. E' doloroso notare il contrasto tra il papa vestito con la semplice talare bianca ed il patriarca splendido nelle insegne della sua autorità spirituale. E questa non è questione di stile, ma di sostanza: i segni del supremo sacerdozio devon esser visibili. E' doloroso veder il papa scalzo che prega volto a La Mecca.
    Dialogo? Ben venga. Ma su cosa e con quali esiti?

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    1. Caro Dante,
      Bergoglio?!?
      Altro che “papa”…
      Tal persona è semplicemente un “signor nessuno”!!!
      Il vero Papa – questo sì con la “P” maiuscola –
      è Benedetto XVI!!!
      L’unico degno a portare le insegne dell’Autorità Petrina!…
      Un Papa la cui sola colpa è stata il fermo tentativo di far
      rientrare la Santa Chiesa Cattolica nel solco tracciato dal
      Suo Fondatore Nostro Signor Gesù Cristo!...
      Uno sforzo immane che con il motu proprio
      “Summorum Pontificum cura” l’ha costretto
      all’incomprensibile, triste e funesto ritiro!…
      Un gesto, però, che prima o poi sarà ricompensato!!!

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    2. Condivido a pieno

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    3. Non son per nulla d'accordo, Giampaolo
      Bergoglio è stato eletto legittimamente, perché in conclave tutti i cardinali - anche gli eventuali oppositori - hanno accettato la sua nomina e gli si son sottomessi. E così i cardinali ultraottantenni che al conclave non han partecipato. Se vi fossero stati motivi per invalidar l'elezione, non solo gli oppositori ma soprattutto il secondo e terzo ecc. tra i votati non l'avrebbero avallata. Compresa la presunta invalida votazione di cui parla Socci.
      Che poi il giudizio sul suo insegnamento - mai obbligante e sempre da dottore privato - ed i suoi atteggiamenti possano esser giudicati positivamente o negativamente, è un altro discorso.
      Quanto a Benedetto, la sua rinuncia è stata pubblica ed è stata ribadita dall'interessato. Male ha fatto ad abdicare e male ha fatto a restare a Roma, in Vaticano.
      Questa è la realtà. I retroscena sono, allo stato, solo frutto di complottismi che non mi convincono e mi lasciano indifferente. Che possano esserci state pressioni su di lui, non mi sorprenderebbe. Le curie, anche diocesane, spesso se non sempre son nidi di vipere. Ma lui era il Papa e tale doveva restare sino alla fine. Se poi, come si bisbiglia, è stato ricattato ed ha ceduto, perché era ricattabile? Io non lo so. Problemi personali? Minacce di scisma? Non entro nel primo dei casi. Ma riguardo al secondo a maggior ragione avrebbe dovuto restare al suo posto e deporre i ricattatori scomunicandoli e riducendoli allo stato laicale.

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  6. Mi sembra la sede opportuna per dichiarare una mia novità: quest'anno, niente bonifico "detraibile" alla CEI, e l'anno prossimo niente firma sulla scelta dell'8 per mille alla chiesa cattolica.
    Cercherò altri modi per "soccorrere alle necessità della Chiesa contribuendo secondo le leggi e le usanze", ma senza far passare i miei soldi dalle mani dei Galantino e dei Forte.

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    1. Concordo! Firmerò l'8 x mille agli Ortodossi in Italia, mentre il 5 per mille, come sempre, all'ICRSS.

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    2. Concordo a pieno

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    3. Purtroppo gli ortodossi che usufruiscono del 8 per mille sono ecumenisti quanto il vaticano

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  7. E certo!
    Vorresti mica andare a finanziare le operazioni di chirurgia estetica di Vladimir Luxuria!!
    Si vergognasse la Cei ad ospitare un essere del genere!
    Gia` il nome e` osceno!
    E gia` solo a partire da questo non andava proprio preso in considerazione!

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  8. http://veritacommissariamentoffi.wordpress.com/
    sito ufficioso da cui si evincono molte presunte giustificazioni all'assurdo e crudele commisariamento

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  9. Io ho partecipato ad una messa tridentina sabato scorso per la prima volta e sono rimasto impressionato.
    Nessun protagonismo da parte del sacerdote o dei fedeli, compostezza, omelia breve, comunione in ginocchio.
    Di solito quando esco da messa sono in stato confusionale.Tra letture, salmi, acrobazie esegetiche nell'omelia per legare VT a Vangelo, preghiere dei fedeli, mi devo sforzare per ricordarmi il Vangelo del giorno. Di quello che ho sentito alla messa in latino mi ricordo tutto ancora oggi dopo quasi una settimana . Perché?

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    1. Semplice, caro Luigi...
      Perché è la vera e unica Santa Messa!!!

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    2. Non caro Gianpaolo, la Messa detta di Paolo VI il Cardinal Mindszenty l'ha Concelebrata con l'stesso Paolo VI nella Capella Sistina all Sinodo del
      1971. E se celebrata secondo i Sacri Canoni e santissima. Ma il vero problema e neanche nella Forma Ordinaria del Rito Romano si osservano le Sacre Rubriche. Per me, come anche diceva l'altro giorno Don Nicola Bux il vero problema si trova nella indisciplina sacramentale e liturgica. Qui deve attuare presto il Cardinale Roberto Sarah, eminentissimo Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la
      Disciplina dei Sacramenti.
      JOSE RICARDO

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    3. Luigi, che meraviglia, vero? La più grande sorpresa è scoprire che per essere cattolici non è affatto obbligatorio apparire come dei pagliacci! Anzi, il Rito Cattolico era un tempo di una sacralità impareggiabile. Ed era serissimo. Oggi le persone serie o riscoprono la Tradizione o sono costrette a scappare dalle chiese per la vergogna!

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    4. Nel foglietto della messa di oggi 7 dicembre si presentava la messa come la "mensa della parola e del pane spezzato", altro che rinnovazione incruenta del sacrificio della Croce ! una imitazione della cena protestante, con omelie lunghe e moderniste, prevalenza di letture dal' A.T., offertorio ridotto, comunione sulla mano, scambio di strette di mano come al bar, ecc. NO, NO, NO questa non è la messa quella che io servivo al mio parroco in talare negli anni '50, e dopo lui mi insegnava il catechismo di s. Pio X. Quelli erano anni di vero cattolicesimo. Dpo c'è stata la rivoluzione, l'89 della Chiesa (il CV II e la nuova mesa) , come la chiamò Rahner, o Congar, non ricordo bene.

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    5. Tornare al Messale almeno del 1965 se non del 1962!! senza se e senza ma!!! SUBITO!! che danno la nuova messa!!!!

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  10. Il Papa Benedetto XIV Lambertini si lamentava nella Enciclica Annus qui del 1749 della indisciplina dei sacerdoti dello Stato Pontificio nell celebrare la santa Messa. E interesante leggere oggi gli abusi nell canto sacro, nelle preghiere liturgiche che i Pontifice lamenta. Sant'Alfonso de Liguori publica nello stesso secolo l'opusculo "La Messa strapazzata" dove si indicano gli abusi dell tempo. Nell secolo XVII, nella Francia di Anna di Austria, Richelieu e Mazarino San Vincenzo di Paoli inizia un apostolato liturgico "ante litteram" per la formazione dei sacerdoti che non sapevano neanche pronunziare le parole sacramentale. E siamo dopo il Concilio di Trento.
    Pertanto; niente nuovo sotto il sole. Solo i Santi, prima i Sacerdoti e dopo i laici, possono "instaurare omnia in Christo" come diceva San Pio X. E poi "Oboedientia et Pax" il motto tanto caro a San Giovanni XXIII. Faxit Deus.

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    1. La differenza è che prima esisteva un Messale Ortodosso!! Oggi esiste un messale simil-protestante che autorizza de facto gli scempi liturgici! C'è una bella differenza!!!

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  11. La Chiesa ha sempre guardato con vigilante cura la celebrazione el Sacrificio Augustissimo. Paolo VI,di beata memoria, fece aggiungere nel novissimo Messale da Lui rinovatto le indicazione che seguono, le quali riguardano le santissime Parole della Consacrazione:
    "In formulis quae sequuntur, verba Domini proferantur distincte et aperte, prouti natura eorundem verborum requirit".
    Cosi come nell C.I.C. 1983 i canoni risplendono per la sua belleza quando regolano la celebrazione della Messa.
    Ma la Riforma Liturgica, auspicata gia da San Pio X ha incontrato un mondo secolarizzatto e impio. Cosi come se dice nessuno ama quello che non conosce. E mi riferisco a tutti, anche alle piu alte dignita, come si vede. Solo Benedetto XVI ha capito il senso delle cose sacre. Ma il poverello ha rinunziato e non conta piu. Vedremo cosa fara il cardinal Sarah.

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  12. In quanto ai Francescani dell Immacolata, con tutto il rispetto dovuto al Romano Pontefice, si dimostra in quale mondo siamo. Non la Chiesa, la Chiesa e santa, ma i suoi membri, seguono le orme di questo mondo impio. Non si puo confidare in Padre Volpi. Hanno deciso gia la sorte dell Istituto. Perche come ho detto prima nessuno ama quello che non conosce.

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  13. E ricordate come San Giuseppe Callasanzio fu condotto all Sant'Uffizio all tempo di Innocenzo X , degradato del suo cargo di Fondatore e Generale e umilliato per le vie di Roma. Leggete la sua Vita. E furono i suoi Confratelli a acusarlo. E Innocenzo X consentiva tutto il male senza nessuna conmiserazione. Pertanto, niente nuovo sotto il sole.

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  14. La B.V. Immacolata (a cui i Francescani fanno voto) non è evidentemente nelle simpatie di Bergoglio: apprendo da un post stupito (e, traspare, deluso) che non si canterà più il "Tu es Petrus" all'inizio dell'omaggio alla statua dell'Immacolata in piazza di Spagna lunedì 8!!! Ma JMB riconosce di essere Papa o no???

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    1. Il post è nel Forum "Cattolici Romani" sezione Liturgia, nella "Sacrestia delle liturgie papali" in data di ieri sera...anche lì cominciano ad aprire gli occhi...

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  15. esplicitazione della nuova pastorale
    http://www.libertaepersona.org/wordpress/2014/12/don-rigoldi-e-la-sua-chiesa-in-uscita/#more-129852

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