giovedì 30 maggio 2013

Non piange più nessuno.



Così la Vergine è apparsa ai bambini di La Salette: seduta, in lacrime, con il volto tra le mani.
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NON PIANGE PIU' NESSUNO
Non piange più nessuno.
Se non ci sono più preti non piange quasi più nessuno. È questa la triste constatazione che ci tocca fare.
Assistiamo alla più grande crisi sacerdotale della storia della Chiesa, intere terre in Europa sono ormai senza sacerdote e tutto tace. Non sentirete nemmeno un vescovo gridare all'allarme, piangere con i suoi fedeli, domandare a tutti una grande preghiera per le vocazioni sacerdotali; intimare un digiuno e una grande supplica perché il Signore abbia pietà del suo popolo.
Sentirete, questo sì, vescovi e responsabili di curia descrivere i numeri di questo calo vertiginoso di presenza dei preti nella Chiesa, li sentirete elencare i dati pacatamente, troppo pacatamente, in modo distaccato, come se fosse una situazione da accettare così com'è, anzi la chance per una nuova Chiesa più di popolo.

Nella nostra terra italiana, terra di antica cristianità, assisteremo in questi prossimi anni alla scomparsa delle parrocchie, allo stravolgimento, impensabile fino a qualche anno fa, della struttura più semplice del Cattolicesimo, di quella trama di comunità parrocchiali dove la vita cristiana era naturale per tutti... ma l'assoluta maggioranza dei cattolici impegnati farà finta di niente, perché i pastori hanno già fatto così.
È un “cataclisma”, un “terremoto”... ma nessuno piange, si fa finta di niente.
Si fa finta di niente, perché bisogna che la favola della primavera del Concilio continui. Ci si sottrae a qualsiasi verifica storica, si nega l'evidenza di una crisi senza precedenti.

E si prepara un futuro che ci sembra poco cattolico.
Sì, perché si parla di “ristrutturare” l'assetto delle comunità cristiane, di fare spazio ai laici (come se in questi anni non ne avessero avuto a sufficienza), si inventa un nuovo genere di fedeli cristiani che diventeranno gli addetti delle parrocchie, che di fatto sostituiranno i preti. Fedeli laici “clericalizzati”, un nuovo genere di preti che terranno le chiese... e nell'attesa di una qualche messa predicheranno loro, come cristiani adulti, il Verbo di verità...

...ma nessuno piange, nessuno prega gridando a Dio.
Forse non gridano perché da anni qualcuno ha preparato questo terremoto nella Chiesa.
Hanno svilito il sacerdozio cattolico, trasformando i preti da uomini di Dio ad operatori sociali delle comunità. Hanno ridotto loro il breviario e la preghiera, gli hanno imposto un abito secolare per essere come tutti, gli hanno detto di aggiornarsi perché il mondo andava avanti... e gli hanno detto di non esagerare la propria importanza, ma di condividere il proprio compito con i fedeli, con tutti.
E come colpo di grazia gli hanno dato una messa che è diventata la prova generale del cataclisma nella Chiesa: non più preghiera profonda, non più adorazione di Dio presente, non più unione intima al sacrificio propiziatorio di Cristo in Croce, ma cena santa della comunità. Tutta incentrata sull'uomo e non su Dio, tutta un parlare estenuante per fare catechesi e comunità. Una messa che è tutto un andirivieni di laici sull'altare, prova generale di quell'andirivieni di signori e signore che saranno le nostre ex parrocchie senza prete.
E con la messa “mondana”, hanno inculcato la dottrina del sacerdozio universale dei fedeli... stravolgendone il significato. I battezzati sono un popolo sacerdotale in quanto devono offrire se stessi in sacrificio, in unione con Cristo crocifisso, offrire tutta la loro vita con Gesù. I fedeli devono santificarsi: questo è il sacerdozio universale dei battezzati. Ma i fedeli non partecipano al sacerdozio ordinato che è di altra natura, che conforma a Cristo sacerdote. E’ attraverso il sacramento dell’Ordine che Cristo si rende presente nella grazia dei sacramenti. Se non ci fossero più preti sarebbero finite sia la Chiesa che la grazia dei sacramenti.

Martin Lutero e il Protestantesimo fecero proprio così: distrussero il sacerdozio cattolico dicendo che tutti sono sacerdoti: sottolineando appunto il sacerdozio universale, il laicato.
Nella pratica della ristrutturazione delle parrocchie forse si finirà così: diverso sarebbe stato affrontare questa crisi con nel cuore e nella mente un'alta stima del sacramento dell'ordine, sapendo che il prete è uno dei doni più grandi per la Chiesa e per il popolo tutto; ma così non è: si affronterà questa crisi dopo anni di protestantizzazione e di relativizzazione del compito dei preti. Si affronterà questa crisi dopo anni di confusione totale nella vita del clero; dopo anni di disabitudine alla messa quotidiana e alla dottrina cattolica: così i fedeli faranno senza il prete, anzi già fanno senza. E quando un prete arriverà, non sapranno più che farsene, abituati a credere che il Signore li salva senza di loro e i loro sacramenti.
A noi sembra ingiusto far finta di niente.
Per questo chiediamo ai nostri fedeli di pregare con forza perché il Signore torni a concedere, come un tempo, tanti sacerdoti alla sua Chiesa.
Cari fedeli, in questo mese di giugno, che è il mese delle sacre ordinazioni, abbiamo il coraggio di chiedere, anche con le lacrime, questa grazia al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria.
E teniamo come dono preziosissimo la Messa di sempre, la Messa della tradizione, che sola saprà dare nuovi preti alla Chiesa di Dio.

9 commenti:

  1. Basta cercare scontri! Guardate a papa Francesco!!!!!

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  2. In merito a quanto da voi scritto nell’articolo “NON PIANGE PIU’ NESSUNO”, desidero segnalarvi l’iniziativa che un Vescovo ha intrapreso avendo a cuore il futuro della propria Chiesa. Da alcuni mesi sta implorando il dono delle vocazioni organizzando, il primo sabato del mese, un pellegrinaggio diocesano penitenziale per chiedere al Signore il dono di VOCAZIONI SACERDOTALI E RELIGIOSE. E’ Mons Francesco Cavina, Vescovo di Carpi, Diocesi duramente colpita dal terremoto dell’anno scorso in Emilia; oltre alla preoccupazione per cercare di non far mancare i luoghi dove le comunità cristiane possano pregare e celebrare i divini misteri, si preoccupa anche di far sì che ci siano i necessari ministri. Questo pellegrinaggio penitenziale è guidato personalmente dal Vescovo in persona che apre la processione portando la croce (cfr foto allegata); la lodevole iniziativa si è ripetuta appuntamento il 1 giugno alle ore 6,30 del mattino partendo dalla Chiesa del Corpus Domini a Carpi per raggiungere il Santuario della beata Vergine dell’Aiuto di Santa Croce. Durante il pellegrinaggio si è recitato il Santo Rosario e si è concluso con la celebrazione della Santa Messa. Il prossimo appuntamento è per il sabato 6 luglio. Segnalo volentieri questa bella iniziativa, voluta dal Vescovo e che vede una crescente e bella partecipazione del popolo di Dio...
    Cordialmente d.M.
    Sito diocesi Carpi: http://www.carpi.chiesacattolica.it/pls/carpi/bd_edit_app_dioc_css.edit_appuntamento?p_id=958346&p_pagina=14&rifi=&rifp=&vis=4

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  3. Da come ho inteso, non si cerca lo scontro :"pregare con forza perché il Signore torni a concedere, come un tempo, tanti sacerdoti alla sua Chiesa.
    Cari fedeli, in questo mese di giugno, che è il mese delle sacre ordinazioni, abbiamo il coraggio di chiedere, anche con le lacrime, questa grazia al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria." Come si fa a parlare di scontro?

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  4. Tutto quello che ci sta sopra l'hai letto? ahahah dai ma basta! Occorre essere più vivi e meno piegati sulle proprie idee... Cavoli, aprite la finestra, respirate aria briosa e frizzzante! Basta... basta.. basta!

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  5. Questo mi sembra quasi accanimento, juste pour faire; dopotutto non si cerca uno scontro con nessuno, anzi incoraggia la domanda di nuovi sacerdoti constatando l'attuale situazione.Il fatto che contro la normalissima tradizione della chiesa si opponga sempre l'andante affermato di aprire queste finestre mi sembra ormai stereotipato, chi nega questa situazione è davvero troppo immerso nelle sue idee. Nel mondo la chiesa celebra giornate, mesi, settimane di preghiera per le vocazioni quindi sono perfettamente in linea con papa Francesco. Le finestre sono bene aperte,quindi..

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  6. Sarà...ma i volti sono tristi!

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  7. "Chi semina nelle lacrime, mieterà con gioia"

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  8. Come mai Cavina nella sua diocesi non fa celebrare la messa in latino?

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  9. Tristiiiiiiiiiiiii

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