sabato 15 gennaio 2011

Un libro sull'opposizione al Motu proprio


E’ successo nella storia che certi documenti del Magistero della Chiesa non siano stati subito accettati dalla gran parte dei fedeli, non solo laici ma anche consacrati, o magari siano stati criticati, disattesi e a volte anche se non apertamente boicottati, almeno tranquillamente ignorati. E’ un po’ quello che è successo a suo tempo con la Humanae Vitae di Paolo VI ed è quello sta succedendo con il Motu Proprio Summorum Pontificum Cura, che il 7 luglio 2007 ha liberalizzato l’uso del messale romano antecedente al Vaticano II, da cui ha poi preso le mosse il processo di riforma liturgica culminato con l’introduzione del Novus Ordo.

Ed infatti è proprio quello che si propone questo agile studio di Alberto Carosa, L’opposizione al Motu Proprio Summorum Pontificum: fornire un quadro di questa opposizione documentandone i casi più eclatanti anche con nome e cognome, cercando di risalire alle soggiacenti motivazioni, che non sempre sono del tutto chiare e univoche, e nel contempo sfatandone i relativi, soliti luoghi comuni.

Il saggio esce come terza opera della collana Lepanto, sotto l’egida del Centro Culturale Lepanto presieduto da Fabio Bernabei, per i tipi di Fede & Cultura. Si tratta di una valorosa casa editrice che recentemente ha ricevuto dal vescovo ausiliare dell’Aquila, mons. Giovanni D’Ercole, il premio speciale per l'editoria della IX edizione del Premio Internazionale Giuseppe Sciacca nella stupenda cornice della Pontificia Università Urbaniana, sotto l'alta presidenza del Cardinale Darìo Castrillòn Hoys e alla presenza del Segretario particolare di Sua Santità Papa Benedetto XVI, monsignor Georg Gänswein. Come si legge nella motivazione, il suo direttore Giovanni Zenone "ha dato impulso alla diffusione di una sana cultura teologica e storica, scevra da compromessi ideologici e unicamente orientata a superiori finalità spirituali nel rispetto della verità oggettiva, secondo il perenne insegnamento del Magistero della Chiesa".

Ma qual è invece la motivazione dell’opposizione al Motu Proprio papale, che spesso assume i tratti di una vera e propria resistenza e disobbedienza religiosa? Infatti, a differenza dell’Humanae Vitae, che riguarda i laici, nel caso del Summorum Pontificum, sono la gerarchia e specialmente i vescovi ad essere particolarmente coinvolti.

La loro resistenza veniva pubblicamente confermata da una fonte più che autorevole, l’ex-vice-presidente dell’Ecclesia Dei, mons. Camille Perl, nel corso di un convegno a Roma svoltosi il 16-18 settembre 2008, a un anno dall’entrata in vigore del Motu Proprio. Situazione comunque, puntualizzava l’insigne monsignore, comune ad altri paesi europei compresa la Germania, terra natale del Pontefice (pag. 43).

Il quale in un certo senso già denuncia indirettamente questa situazione nella sua lettera d’accompagnamento al Motu Proprio indirizzata ai vescovi, quando smonta previamente quelle che avrebbero potuto essere le eventuali obiezioni dei presuli recalcitranti.

"In primo luogo, c’è il timore che qui venga intaccata l’Autorità del Concilio Vaticano II e che una delle sue decisioni essenziali – la riforma liturgica – venga messa in dubbio", afferma il Santo Padre. "Tale timore è infondato… In secondo luogo, nelle discussioni sull’atteso Motu Proprio, venne espresso il timore che una più ampia possibilità dell’uso del Messale del 1962 avrebbe portato a disordini o addirittura a spaccature nelle comunità parrocchiali. Anche questo timore non mi sembra realmente fondato" (pag 33). Ma Benedetto XVI non esita a toccare un altro punto dolens, quando afferma che gli "sta a cuore sottolineare che queste nuove norme non diminuiscono in nessun modo la vostra autorità e responsabilità, né sulla liturgia né sulla pastorale dei vostri fedeli… Nulla si toglie quindi all’autorità del Vescovo il cui ruolo, comunque, rimarrà quello di vigilare affinché tutto si svolga in pace e serenità".

Inoltre il Santo Padre ha pure riconosciuto che la vecchia liturgia in latino attrae i giovani, laici ma anche sacerdoti, che evidentemente sono il futuro della Chiesa. "Subito dopo il Concilio Vaticano II si poteva supporre che la richiesta dell’uso del Messale del 1962 si limitasse alla generazione più anziana che era cresciuta con esso, ma nel frattempo è emerso chiaramente che anche giovani persone scoprono questa forma liturgica, si sentono attirate da essa e vi trovano una forma, particolarmente appropriata per loro, di incontro con il Mistero della Santissima Eucaristia" afferma sempre nella citata lettera ai vescovi. "Così è sorto un bisogno di un regolamento giuridico più chiaro che, al tempo del Motu Proprio del 1988, non era prevedibile; queste Norme intendono anche liberare i Vescovi dal dover sempre di nuovo valutare come sia da rispondere alle diverse situazioni".

Nell'autorevole opinione di monsignor Gilles Wach, superiore generale dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote (uno degli istituti di diritto pontificio che si avvalgono della liturgia tradizionale pre-conciliare), queste resistenze erano anche un riflesso dei differenti gradi di applicazione del Motu Proprio, che variava molto da paese a paese. "Il motu proprio è una grande grazia e benedizione per tutta la Chiesa", dichiara mons. Wach. "Ciò diventerà sempre più evidente negli anni, o meglio decenni, a venire". Ad esempio, "in America molti vescovi hanno capito immediatamente ciò che è il Santo Padre voleva e perciò lo hanno applicato nel modo in cui Giovanni Paolo aveva voluto che fosse applicato, e cioè in maniera generosa, consentendo la celebrazione della forma straordinaria della messa nelle loro diocesi", nota il Monsignore. "E per quanto ne so io, qualcosa del genere sta succedendo anche in Francia". Il problema, continuava, era che molti stavano resistendo perché non avevano compreso appieno le vere intenzioni del Santo Padre, così come era successo per l'indulto del 1984 o il Motu Proprio del 1988. "Il Santo Padre ha la missione di guidare la Chiesa e se lui ritiene che ciò sia di giovamento per le anime, la santificazione del clero e dei fedeli", sottolinea, "allora non mi è chiaro per quali motivi si dovrebbe eventualmente resistere alla volontà del Papa" (pag 37-38).

Quindi, come si vede, il Pontefice ha inteso mettere il tesoro spirituale dell’antica liturgia a disposizione di tutti i fedeli, e non solo di una "minoranza di nostalgici" (pag. 32). Per quanto possa sembrare paradossale, la liturgia gregoriana viene richiesta anche da normali fedeli non tradizionalisti, che si dicono scandalizzati per il poco o punto rispetto delle norme per una più che dignitosa celebrazione del Novus Ordo. Così come ad un libello particolarmente virulento, a dire il meno, contro il Papa e il Motu Proprio uscito "a caldo" all’indomani della sua promulgazione, risponde a tono con un altro scritto in difesa del Papa e del suo documento magisteriale non un agguerrito polemista tradizionalista, ma un semplice sacerdote paolino licenziato in teologia, sulla scia di una giusta e incontenibile indignazione per le ingiuriose espressioni usate contro Benedetto XVI e la sua iniziativa (pag. 28).

Del pari, la constatazione di questo paradosso non era frutto della mente esagitata di qualche fanatico ultra-tradizionalista, ma era stata rivelata sull’Osservatore Romano in un intervista all’allora arcivescovo (e ora cardinale) Albert Malcolm Ranjith Patabendige Don. In questa stessa intervista, l'arcivescovo non esitava a puntualizzare che gli abusi liturgici e lo scarso rispetto delle norme relative al nuovo rito aiutavano a spiegare i motivi che avevano indotto il Papa ha rimuovere le restrizioni sulla celebrazione dell'antico rito. "In tutti questi anni la liturgia ha sofferto troppi abusi che sono stati ignorati dai vescovi", ha affermato, e quindi "Benedetto XVI non poteva restarsene in silenzio".

E infatti non è rimasto in silenzio. "Questo avvenne anzitutto perché in molti luoghi non si celebrava in modo fedele alle prescrizioni del nuovo Messale, ma esso addirittura veniva inteso come un’autorizzazione o perfino come un obbligo alla creatività, la quale portò spesso a deformazioni della Liturgia al limite del sopportabile", ricorda il pontefice sempre nella sua lettera di accompagno al Motu Proprio. "Parlo per esperienza, perché ho vissuto anch’io quel periodo con tutte le sue attese e confusioni. E ho visto quanto profondamente siano state ferite, dalle deformazioni arbitrarie della Liturgia, persone che erano totalmente radicate nella fede della Chiesa". Non ci si può quindi stupire, nelle stesse parole del cardinale Ranjith, se le richieste per il rito antico "aumentavano nel corso del tempo" in diretta proporzione alla "mancanza di fedeltà e perdita del senso della bellezza" nella liturgia (pagg 33-34). Già in un'altra precedente intervista, questa volta al quotidiano online Petrus (5 novembre 2007) l’insigne porporato denunciava "critiche e prese di posizione contrarie, anche da parte di teologi, liturgisti, sacerdoti, Vescovi e persino Cardinali. Francamente, non comprendo queste forme di allontanamento e, perché no, di ribellione al Papa. Invito tutti, soprattutto i Pastori, ad obbedire al Papa, che e' il successore di Pietro. I Vescovi, in particolare, hanno giurato fedeltà al Pontefice: siano coerenti e fedeli al loro impegno". Il Cardinale arrivava addirittura ad accusare questi confratelli dissenzienti, tesi a vanificare gli sforzi del Papa di ripristinare la vecchia liturgia, di essere motivati da "odio" e "pregiudizi ideologici" (pag. 34), che si spera però riguardino solo un piccola minoranza. Nella maggior parte dei casi l’avversione al vecchio rito e al Motu Proprio che l’ha liberalizzato si manifesta in altre forme, ad esempio col silenzio. Quanti sono infatti i vescovi che hanno compiutamente obbedito, ad esempio diramando istruzioni a tutte le parrocchie della diocesi per informare i fedeli della possibilità offerta dal Papa e quindi invitando a farsi avanti quanti fossero interessati?

La Stampa ha accomunato vescovi inglesi, gallesi e italiani nel loro "clamoroso silenzio" circa la questione, accusando questi ultimi di condurre una "vera battaglia silenziosa contro il Motu Proprio di Benedetto XVI" (pag. 42). Riguardo agli altri presuli, v’è da dire che nessuno di loro era presente al solenne pontificale secondo il rito straordinario celebrato dall’allora presidente della Ecclesia Dei, il cardinale Dario Castrillon Hoyos, il 14 giugno 2008, nella cattedrale di Westminster a Londra, e salutato come la prima messa in rito antico dopo trent’anni, alla presenza di oltre 1500 persone, tra cui spiccavano molte giovani famiglie (pag. 40). Ma in compenso, negli stessi giorni più di 60 giovani sacerdoti provenienti da tutta la Gran Bretagna si erano iscritti ad una corso estivo tenuto al Merton College, Oxford, per imparare a celebrare secondo questo venerabile rito antico, al fine di riscoprire ciò che il Catholic Herald definiva "le ricchezze della forma straordinaria" (pag. 41). In una conferenza stampa prima del pontificale, il porporato aveva definito "dono" e "tesoro" l’antica liturgia, sottolineando il desiderio del Papa che ogni parrocchia offrisse la possibilità di entrambi i riti per la messa domenicale. "Il Santo Padre desidera offrire a tutti questa possibilità, e non soltanto a quei pochi gruppi che ne facciano richiesta, affinché ognuno conosca questa maniera di celebrare l'eucaristia nella Chiesa cattolica", aveva dichiarato Castrillon Hoyos. "Questo genere di celebrazione è così nobile, così bella, la maniera più profonda per esprimere la nostra fede…Il culto, la musica, l'architettura e la pittura formano tutto un complesso che è un tesoro" (pag. 41)

Fra i più noti oppositori del Motu Proprio figura anche il cardinale belga Godfried Danneels, arcivescovo emerito di Malines-Bruxelles, il quale durante un congresso internazionale di liturgia tenutosi a Barcellona se n’era uscito con la trita e ritrita argomentazione secondo cui la liberalizzazione del vecchio rito era tesa ad accontentare esclusivamente i seguaci di monsignor Lefebvre, al fine di facilitare la loro riconciliazione con Roma, ma che per il resto si fosse rivelato un fallimento. Se, a quanto risulta, il porporato si è sempre opposto all'attuazione del Motu Proprio nella sua diocesi di Malines-Bruxelles, come si può parlare di fallimento di una misura di cui è stata proibita l’attuazione (pag. 44)? D’altronde sulla scia delle note e tristi vicende che hanno riguardato l’episcopato belga e il conseguente irriguardoso, per usare un eufemismo, comportamento delle autorità di polizia, che hanno indotto alla protesta perfino la Santa Sede, è emersa in tutta la sua tragicità la situazione di una locale Chiesa cattolica ormai ridotta al lumicino. Non si può fare a meno di pensare al noto passo evangelico che paragona i ministri di Dio al sale della terra: "Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini" (Matteo 5,13-16).

Sarebbe poi interessante sapere se ci sono stati vescovi che nel loro rapporto alla Santa Sede dopo i primi tre anni dall’entrata in vigore del Motu Proprio, secondo l’invito loro rivolto da Benedetto XVI, avranno similmente parlato di fallimento, dopo averne impedito l’attuazione con tutti i mezzi, con il silenzio prima e opponendosi alle eventuali richieste dei fedeli dopo. Se si guarda a certe statistiche, infatti, l’interesse per l’antica liturgia appare tutt’altro che irrilevante. Su una campionatura di 40.000 fedeli italiani, ecco le conclusioni a cui giungeva il sondaggio online promosso dal Corriere della Sera: il 74, 4% si dichiarava a favore del ripristino della vecchia messa in latino, a fronte di un 25, 6% che invece si pronunciava a sfavore. Risultato più o meno in linea con un altro sondaggio, commissionato dal gruppo cattolico francese Paix Liturgique: il 65% dei cattolici francesi interpellati, se avesse possibilità di scelta, opterebbe per la vecchia messa in latino, mentre il 22% era indifferente e soltanto il 13% si dichiarava contraria. Esito che tra l'altro contrasta con la convinzione di molti esponenti del clero francese, che si oppongono al ritorno ufficiale del vecchio rito perché ai loro fedeli non piacerebbe. Ecco quindi la smentita di un altro mantra, secondo cui non il ripristino della liturgia contrasterebbe con i "desiderata" del popolo fedele (pag. 14).

E ancora una volta BenedettoXVI va al cuore del problema quando, in una domanda a pag. 48 del libro-intervista "Luce del Mondo", Peter Seewald gli rammenta di aver affermato che "la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici di fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa". In questo caso peccato di disobbedienza, per cui il cardinale Ranjith non ha esitato a parlare perfino di ribellione; il Santo Padre però non poteva essere più chiaro quando alla fine dell’art. 1 del Summorum Pontificum afferma: "Perciò è lecito celebrare il Sacrificio della Messa secondo l’edizione tipica del Messale Romano promulgato dal B. Giovanni XXIII nel 1962 e mai abrogato, come forma straordinaria della Liturgia della Chiesa".

A proposito: a distanza di tre anni e mezzo dalla promulgazione,  il testo italiano del Motu Proprio, rimosso quasi subito dal sito ufficiale del Vaticano, continua a non comparirvi. Vi è solo l'originale in latino e, chissà perché, l'unica traduzione presente è quella in ungherese. Forse perché è notoriamente la lingua più ostica, aliena e incomprensibile di tutta Europa...

109 commenti:

  1. "a distanza di tre anni e mezzo dalla promulgazione,  il testo italiano del Motu Proprio, rimosso quasi subito dal sito ufficiale del Vaticano, continua a non comparirvi. Vi è solo l'originale in latino e, chissà perché, l'unica traduzione presente è quella in ungherese. Forse perché è notoriamente la lingua più ostica, aliena e incomprensibile di tutta Europa..."
    Ci mancavano pure gli hacker modernisti! bah!!!

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  2. Tuttavia, della serie il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, il documento è rintracciabile su altri siti. ;)

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  3. Non è la reperibilità del testo italiano il problema, semmai il fatto che un testo promulgato dal Papa, ancora sovrano della Città del Vaticano non sia presente sul sito del suo (del Papa) stato!

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  4. E l'elenco completo dei vescovi italiani "nemici silenziosi" del MP? Sarebbe una lista lunghissima. Alcuni sono usciti apertamente allo scoperto altri...... come scorpioni stanno buoni, pronti a intervenire qualora"il nemico" pensasse solo di celebrar messa. 

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  5. Per esempio in Puglia non si sa niente del motu proprio! L'anno scorso ho stretto amicizia in una cittadina della diocesi di Bari con una studiosa di storia locale, ricercatrice di tradizioni locali e molto religiosa, la quale mi disse di non averne saputo niente e che io ero il primo a parlargliene! E stiamo parlando di una persona frequentatrice di chiese...

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  6. http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1346289

    ATAHANSIUS SCHNEIDER, Proposte per una corretta lettura del Concilio Vaticano II

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  7. <p><span>E non basta dire con Mons.Gherardini che “il Vaticano II è infallibile nella misura in cui si appella ai precedenti concili dogmatici e a definizioni dogmatiche o quando reitera una dottrina di fede definitiva“, ma bisogna riconoscere con franchezza che anche le dottrine nuove del Concilio sono infallibili, in quanto esplicitazione o sviluppo di dottrine dogmatiche già definite, anche se è vero, come disse Paolo VI, che il Concilio non contiene nuovi dogmi solennemente definiti, come avvenne per esempio con la proclamazione del dogma dell’Assunta o dell’Immacolata.</span>
    </p><p><span>Ma “infallibilità” non vuol dire altro che assoluta verità in materia di fede; per cui negare questa nelle dottrine di un Concilio ecumenico non è affatto conforme al dovere e al sentire del cattolico. Perché ci sia infallibilità non è necessaria la definizione solenne, ma basta semplicemente l’enunciato dottrinale in materia di fede del Magistero della Chiesa, specie poi se si tratta del Magistero solenne di un Concilio Ecumenico.</span>
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    <p><span>E’ vero che tutto il Concilio è pervaso da un linguaggio pastorale, ed è vero quello che dice Don Kolfhaus che si tratta di una specie di predicazione omiletica somigliante – io direi – a quello che è il linguaggio dei Padri della Chiesa, un linguaggio adatto alla gente comune del proprio tempo. Ora, anche le dottrine dogmatiche sono espresse con questo linguaggio e non con un linguaggio scolastico che fu proprio, per esempio del Concilio di Trento o del Vaticano I.</span>
    </p><p><span>Tuttavia questa modestia o popolarità del linguaggio del Concilio non deve portarci a sottovalutare il valore dogmatico delle sue dottrine, così come noi accettiamo ogni parola di Nostro Signore Gesù Cristo, anche se Gesù non si è espresso nel linguaggio di Aristotele o di Cicerone.</span>
    </p></span>


    </p>

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  8. <p><span>Per questo un insegnamento come quello, per esempio, circa la libertà religiosa, presente nel Vaticano II, oggi invocato con tanta insistenza e vigore dal Santo Padre, non può non considerarsi un insegnamento infallibile, ossia un insegnamento di fede. Ed altrettanto dicasi per altri insegnamenti nuovi del Concilio. Trovare qui una rottura o una contraddizione con la Tradizione non ha senso, dato che la dottrina di ogni Concilio è sempre una conferma, magari più avanzata e più progredita, ma sempre fedele e coerente, della Tradizione. Ogni Concilio fa fare un passo avanti alla Tradizione. Possiamo dire con il grande teologo domenicano Francisco Marin Sola, oppositore del modernismo, che nel Vaticano II si dà una “evoluzione omogenea del dogma”.</span>
    </p><p><span>Quindi, giudicare il Concilio “alla luce della Tradizione”, come era nello scopo del convegno, è giusto, ma a patto che si intenda per “Tradizione” non la fase precedente il Concilio, ma quella stessa più avanzata e più progredita, stabilita dalle dottrine dello stesso Concilio.</span>
    </p><p><span>Questo è il sano progressismo che il Concilio ha favorito e dal quale è stato ispirato, che non ha nulla a che vedere col modernismo, che è una falso e ingannevole accostamento alla modernità ed è un’eresia.</span>
    </p><p><span>Altro discorso è quello delle disposizioni o degli ordinamenti pastorali. Su questo piano certamente neppure il Magistero di un Concilio è infallibile. Per questo qui al cattolico è concesso esprimere, sempre con prudenza, riserve o critiche. Qui anche un Concilio può prendere provvedimenti meno opportuni o anche errati, che potranno essere corretti successivamente anche da un nuovo Concilio, come la stessa storia dei Concili dimostra.</span>
    </p><p><span>Per questo, quando si parla di “modernità” bisogna intendersi: è chiaro che se per modernità si intendono gli errori moderni, la modernità non può che essere respinta in blocco. Ma se per modernità, con maggior senso storico e più ampia e concreta veduta, si intende l’insieme delle dottrine dei tempi moderni, dovrebbe essere evidente che nella modernità ci sono anche dei valori, che come tali vanno assunti e integrati nella visione cattolica. E questo è stato uno dei grandi meriti del Concilio, al quale dobbiamo essere estremamente grati. Ciò che invece è da respingere è l’interpretazione modernistica, per esempio l’interpretazione rahneriana della modernità </span>

    </p><p><span>A proposito di Rahner, mi compiaccio della tua posizione critica nei suoi confronti, che, come sai, è anche la mia. Ma appunto per liberarci dal rahnersimo dobbiamo tener conto dei princìpi e dei criteri che ho enunciato in questa mia lettera, per non prestare il fianco alle critiche e non fare la figura di restare indietro rispetto agli insegnamenti del Concilio, cosa che sarebbe del tutto controproducente e al limite – vedi lefevriani – neppure conforme a un pieno cattolicesimo.</span>
    </p><p><span>Mi auguro che tu rifletta su queste cose insieme con coloro che condividono il tuo punto di vista. Dobbiamo ringraziare Riscossa Cristiana che ospita questo dibattito tra fratelli di fede, nella comune certezza che il rispettoso leale confronto delle opinioni conduce alla verità.</span>
    </p><p><span></span>
    <span>Padre Giovanni [...]

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  9. LETTERA APERTA DI PADRE GIOVANNI CAVALCOLI A PIERO VASSALLO
    <p><span>Caro prof. Vassallo,
    il suo articolo dedicato al dibattito sull'autorità del Concilio mi trova d'accordo nella sua critica ad Alberigo e a Dossetti. Riguardo a quest'ultimo, ho letto proprio di recente la critica che a Dossetti ha fatto il Card.Biffi in una sua pubblicazione.
    Diversa invece è la mia opinione riguardo ai coniugi Maritain, le cui figure e il cui pensiero conosco da più di quarant'anni. Per quanto riguarda Jacques, è vero che egli è stato un progressista, ma in senso integralmente cattolico. Il progresso è un fenomeno normale nella cultura e nella spiritualità cattolica. Ben altra cosa invece è il modernismo: questo è una vera e propria eresia, che lo stesso Maritain combattè con "Antimoderne", fin dagli inizi del secolo scorso. Del resto il pensiero maritainiano, già apprezzato da Paolo VI, è stato raccomandato da Giovanni Paolo II.
    Maritain manifestò ancora la sua opposizione al modernismo in "Le paysan de la Garonne", dove mette in luce le vere, accettabili novità del Concilio, mostrando la loro continuità con la tradizione, specie tomista.
    Concordo anche sul fatto che la neoscolastica fine '800-primi '900 trascurò la filosofia della storia; ma questo non è il caso di Maritain, il quale con notevole acribia, nella sua opera "Per una filosofia della storia", recuperò in senso cattolico la concezione hegeliana della storia, senza quindi cadere nello storicismo, che </span><span>invece è il difetto di molti teologi cattolici di oggi.</span>
    </p><p><span>Quanto al fatto che Raissa abbia appoggiato l'Unione Sovietica, è una diceria senza fondamento. Ella in realtà è stata una donna di grande virtù ed alta spiritualità, molto legata all'Ordine Domenicano, soprattutto al grande teologo Réginald Garrigou-Lagrange.
    Ella fu a Roma dal 1946 al 1948, insieme col marito Ambasciatore di Francia presso il Vaticano sotto il Pontificato di Pio XII, del quale conosciamo bene l'opposizione al comunismo. Non basterebbe un fatto del genere per smentire quella ingiusta accusa?
    Quanto poi alle dottrine dogmatiche del Concilio non è lecito dubitare della loro infallibilità e continuità con la Tradizione, perchè sarebbe come dubitare circa la dottrina della fede. Invece, come dico nelle mie parole che Lei gentilmente cita, è consentito muovere critiche per quanto riguarda certi aspetti pastorali del Concilio, i quali, ulteriormente estremizzati, hanno favorito il rugurgito modernista del quale oggi la Chiesa sta soffrendo.
    Ma questo male sarà vinto non con una critica alle dottrine del Concilio, come fanno i lefevriani, ma con la loro retta interpretazione come insegna il magistero e con la correzione delle carenze pastorali del Concilio, troppo indulgente nei confronti degli errori della modernità. Il Concilio si è dimenticato dell'Humani Generis di Pio XII!     Cordialmente </span>
    </p><p><span>P.Giovanni Cavalcoli,OP"</span></p>

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  10. Padre Cavalcoli ha le travegole: La libertà religiosa dottrina infallibile?????

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  11. La libertà religiosa sarà infallibile solo quando sarà dimostrato carte alla mano che non è in contraddizione col magistero infallibile dei precedenti pontefici!
    Se un Papa mi dice che una cosa e bianca e poi un concilio ecumenico mi dice che è nera non è possibile che abbiano tutti e due ragione.
    Ammiro i Francescani dell'Immacolata per il loro coraggio.
    L'Immacolata alla fine schiaccerà la testa ai nemici di Gesù.

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  12. Padre cavalcoli alla fine ha solo questo argomento: Bisogna accettare il Concilio Vaticano II per fede, perchè è impossibile che sia potuto cadere nell'errore.
    Caro Padre Cavalcoli non stai a parlare ai bambini dell'asili che devono per forza credere alla storia di Babbo Natale. Anche Nostro Signore ci ha dato chiari segni per credere: i miracoli, i frutti di salvezza, la conversione dei peccatori, il dominio sulle forze infernali.
    Il tuo è un dogmatismo che non fa onore ad un qualsiesi teologo cattolico

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  13. Mi associo alla vostra preghiera:siamo tutti sulla stessa barca,quella con Pietro al timone.
    E' importante che si remi col cuore,oltre che con le braccia,nella stessa direzione;credetemi,è possibile che si possa "convivere"(passatemi questo termine)nella stessa casa,pur se con caratteri e caratteristiche diverse,così come lo sono tra loro le persone nella loro totalità:intrinsecamente e oggettivamente tutte una diversa dall'altra.
    Spero che anche i Vescovi dell'orbe se ne convincano,ovviamente anche nei confronti di noi tradizionalisti poichè,fino ad ora,le cose non sono andate proprio così!Speriamo che cambi vento...

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  14. E così mentre vi sono teologi che mettono in dubbio la resurrezione, la perpetua verginità di Maria SS.ma, la presenza reale, la transustanziazione, il valore sacrificale della messa, canoni interi dei concili di Trento e vaticano I, e di Nicea, Efeso e Costantinopoli(alcuni infatti negano la divinità di Cristo) ecco che Padre Cavalcoli dice che la salvezza della Chiesa sta nell'accettare il nuovo dogma della libertà religiosa senza se e senza ma e magari accanto ad esso mettere il dogma della shoà, o il dogma dell'ecumenismo irenico, ecc....

    Se fosse vera per assurdo la libertà religiosa, noi cattolici ci appelliamo ad essa per rigettare tutte le teorie moderniste (prescindendo se siano o no dentro i testi del Vaticano II o siano solo una conseguenza di sue interpretazioni, alla fine poco cambia)

    Onore ai coraggiosi Francescani dell'Immacolata e agli ottimi relatori del convegno che hanno detto tante cose sapienti nelle loro conferenze (cfr. il sito TV Immacolata).

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  15. <span><span>Ma questo male sarà vinto non con una critica alle dottrine del Concilio, come fanno i lefevriani, ma con la loro retta interpretazione come insegna il magistero e con la correzione delle carenze pastorali del Concilio, troppo indulgente nei confronti degli errori della modernità. Il Concilio si è dimenticato dell'Humani Generis di Pio XII!</span> </span>
    <span></span>
    <span>Clap, Clap, Clap con standing ovation e tifo da stadio.</span>
    <span>Matteo Dellanoce</span>
    <span>PS logicamente il lefebvriano duro e puro inizia con un "Padre Cavalcoli ha le traveggole" .... Econe style! Ma quelli che si stracciavano sempre le vesti non erano mica i FARISEI?</span>

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  16. Le diro, Areki, la libertà religiosa, pur non essendo un dogma, può essere considerata parte integrante della dottrina cattolica se viene ben intesa. Sarà d'accordo che la Chiesa ha sempre rifiutato le conversioni forzate.  La libertà religiosa che la Chiesa ha difeso nel Vaticano II è 'libertà per...', ovvero per conoscere quella Verità che ogni uomo ha il diritto e il dovere di cercare per diventare veramente uomo. E che pertanto nessuno può permettersi di ostacolare. Il concetto intorno alla libertà religiosa che veniva fuori dal Sillabo del beato Pio IX diceva in soldoni: la Verità esiste. L'uomo ha il diritto/dovere di cercarla. Tale ricerca va effettuata con i giusti mezzi. E deve essere indirizzata verso la Verità autentica.
    Il Vaticano II aggiunge un nuovo punto che io collocherei tra il secondo e il terzo: nessuna autorità umana (tuttavia gli estensori pensavano nello specifico all'URSS) può permettersi di ostacolare tale ricerca, <span>costringendo</span> il cercatore a lasciare/abbracciare un'altra fede.
    Quindi la libertà religiosa proposta dal concilio è ben diversa da quella giustamente condannata da Gregorio XVI nella Mirari Vos e da Pio IX, una libertà basata sull'indifferentismo, sul 'credi a quello che ti pare, tanto tutte le fedi sono ugualmente valide/inutili'.

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  17. In che senso? Che sai?

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  18. er tripparolo (antonio)15 gennaio 2011 20:05

    Areki, e da dove incominciare?
    Guarda io penso che oramai le parole abbiano fatto il loro corso.
    Io personalmente sono stufo di stare a fare la parte continuamente del censore degli altri.
    Rileggiti i tuoi interventi e che ne so, speriamo che da solo riesci a distinguere
    ciò che è la realtà, dal luogo comune e una certa vulgata.

    Proprio volutamente ho voluto usare termini che in altre occasioni non ho usato.
    Spero bene pper te, perchè non c'è aiuto maggiore di te stesso per te stesso.
    E se continuo a muoverti guerra ti indurisci ancora di più.
    Spero per te.

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  19. Caro Ospite nel senso da te spiegato sono daccordissimo. Infatti la dottrina tradizionale dice che nessuno può essere forzato da forze esterne alla sua coscenza ad accettare una qualsiesi fede. Ciò non toglie che oggettivamente la fede cattolica rivelataci da Nostro Signore è l'unica vera e che nessuna autorità umana può ostacolarla e perseguitarla (come purtroppo avviene).

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  20. Inoltre la coscenza non può essere lasciata sola come arbitra in questa faccenda tanto importante, ma va aiutata, illuminata, penso al delicato compito dei genitori cattolici che hanno il diritto dovere di educare cristianamente i loro figli. Diritto dovere che accettano quando presentano i loro figli al battesimo.
    Infatti la Chiesa nel battezzare i bambini si attende che i loro genitori li educhino cristianamente.
    Lo stato (totalitario) non può sostituirsi in questa faccenda  (e in altre collegate: es. sessualità) alla famiglia che è libera di educare i suoi figli secondo i propri principi (cfr. alcune dichiarazioni recenti del Santo Padre Benedetto XVI: discorso al corpo diplomatico). 

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  21. Christe eleison15 gennaio 2011 20:28

    ATTENZIONE! si può convivere nella stessa barca quella con Pietro al timone, solo se le differenze sono le peculiarità di ognuno, che assunte dal Signore diventano ricchezze e doni reciproci... ma se non è Il Signore a creare l'unità e a fornire Vita alla Storia che scriviamo e se questa storia non la scriviamo in Lui con Lui e per Lui, le differenze sono macigni che possono schiacciarci o baratri in cui possiamo cadere.
    E' un discorso che può apparire criptico, ma è molto vero e molto concreto, perchè ci sono in giro troppi cattivi maestri e falsi profeti e, prima di lasciarsi ammaliare dalle parole, è bene cercar di capir meglio come stanno le cose... non sempre è facile; ma con l'aiuto del Signore e del Magistero di Sempre è possibile "rimanere" in Lui fino alla fine dei tempi 

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  22. Oh, anche io sono d'accordo con lei. Infatti mai la Chiesa ha detto di voler venire meno alla sua funzione di guida, di aiuto, dell'uomo in tale ricerca (Paolo VI definì la Chiesa 'esperta d'umanità'). E gli estensori del documento conciliare pensavano nello specifico all'URSS e ai paesi d'oltrecortina proprio perchè volevano aiutare la Chiesa del silenzio.
    Vecchia faccenda quella della pretesa totalitaria dello stato di sostituire la famiglia: ma la Chiesa non lo permetterà mai, grazie a Dio! A proposito dell'ultimo discorso del papa, immagino quanto avrà approvato Pio XI. ;)

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  23. Io chiedo:ma se Monsignor Shneider,nel recente convento dei francescani dell'Immacolata,arriva a chiedere un nuovo Sillabro per la corretta interpretazione dei testi conciliari,e se anche Padre Cavalcoli parla di "retta interpretazione" a 45 anni dalla fine del Concilio,qualche problema,questi documenti ce l'hanno o no? 

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  24. basti vedere le sue lezioni suil Concilio  su gloria tv. In 8 minuti ripete 5/6 volte la parola infallibile, per descrivere un concilio che ... non é infallibile.
    Anzi sapevate che la parola Concilio pastorale, é stata inventata per il CVII ? Non c'é mai stato un concilio ...pastorale!

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  25. The fact is that Pope John Paul did more to defend Catholic orthodoxy than Lefebvre could have in a thousand years: <span>[I can hear the howls of protest already...]</span> for, the fact is that Lefebvre, in separating himself from the successor of Peter in the name of orthodox Catholic belief and practice, did nothing but encourage the notion that orthodoxy, far from being the same thing as ultimate sanity, is on the contrary the mark of the extremist and the nutter. <span>[True.  The late-Archbishop, for whatever good he did, also left the looney left with a sturdy club with which to beat actually faithful Catholics.]</span>
    <span></span>
    <span>http://wdtprs.com/blog/2011/01/the-catholic-heralds-william-oddie-about-critics-of-benedict-xvis-assisi-confab/</span>

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  26. scusa Bartimeo &co, ma... se non ci sono ambiguità nel CVII come mi dicevate, anzi per essere più preciso se ambiguità le hanno inventate a Ecône
    come mai Cavalcoli e altri tengono ora cetti discorsi ...revisionisti ? evocando addirittura un nuovo Sillabo!

    Della serie cambia cappello se cambia il vento... ho l'impressione che piano piano tutti comincino a far proprie le idee di Mgr Lefebvre...
    ...non puo' essere, sicuramente mi sbaglio. Che strana impressione... ci dormo su va... che domani mi passa...

    RispondiElimina
  27. Scusa Bartimeo &co, ma... se non ci sono ambiguità nel CVII come mi dicevate, anzi per essere più preciso se (ti cito) le ambiguità le hanno inventate a Ecône 
    come mai Cavalcoli e altri tengono ora cetti discorsi ...revisionisti ? evocando addirittura un nuovo Sillabo! 
     
    Della serie cambia cappello se cambia il vento... ho l'impressione che piano piano tutti comincino a far proprie le idee di Mgr Lefebvre... 
    ...non puo' essere, sicuramente mi sbaglio. Che strana impressione... ci dormo su va... che domani mi passa...

    bonne nuit à tous, votre ami Poirot

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  28. Caro Christe eleison,quello che tu hai scritto mi ha fatto riflettere,sicuramente in positivo,ci sono tanti spunti belli di riflessione;ma ogni essere umano,oltre alle sue peculiarità,ha anche i suoi difetti,le sue debolezze e,purtroppo,anche le sue contraddizioni.
    Allora come poter coniugare tutto questo?La preghiera,i sacramenti e l'Eucaristia possono venirci in aiuto più di qualsiasi altra cosa(questo è il mio pensiero,che è sicuramente sindacabile,ci mancherebbe!).
    Forse,tramite i sacramenti e i sacramentali,speriamo che si possa giungere al felice e auspicato momento in cui,la tunica tutta ad un pezzo dell'Eterno e Sommo Sacerdote Gesù Cristo,non sia più stracciata...speriamo che si arrivi a mettere davvero in pratica il comandamento nuovo che il Signore ci ha lasciati.
    Chissà quando...!?Speriamo il più presto possibile.

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  29. Questo signore, con il suo bolso e tronfio comunicato stampa, ci sta come minimo prendendo in giro. L'espressione: "<span>CARA REDAZIONE E AMICI TRADIZIONALISTI SIETE INVITATI A PARTECIPARE E A GIOIRE..."</span>  è semplicemente insultante.<span></span>

    RispondiElimina
  30. Ulteriore precisazione: parlare ad ogni piè sospinto di "libertà religiosa", senza mai ricordare che la Religione Cattolica è l'univa Vera, l'unica che ha i mezzi della salvezza e che per tanto le altre religioni sono ogettivamente false (al di la della buona fede di chi le pratica) non mi sembra un fatto corretto......
    Perchè la Chiesa non ha più il coraggio di dire che solo in Gesù vi è la salvezza? e che non è dato agli uomini nessun altro nome sotto il cielo in cui essi possano trovare salvezza? ....... questo ebbe il coraggio di dire San Pietro dopo la Pentecoste e tutti i martiri questo hanno testrimoniato, senza naturalmente imporre niente, ma rendendo ragione della propria fede con carità e dolcezza. 

    Ancora molto, ma molto più equivoca è la faccenda della "laicità dello stato"........
    Concedo la separazione tra lo stato e la Chiesa, ma mi pare molto problematica l'autonomia e l'indipendenza dello stato dalla legge di Dio e dalla sovranità di Nostro Signore Gesù Cristo.......

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  31. P.S.ovviamente il mio non è e non vuol essere un post...per così dire..."ecumenico"!
    Le mie sono solo delle considerazioni che volevo condividere con i visitatori e con i sempre presenti di Messa in Latino.
    Io,grande convertito,ho trovato nella Tradizione il vero senso della mia vita,mai e poi mai è e sarà come qualcuno vuol far credere,cioè che possa essere considerato dannoso per le anime ciò che è stato santo e salutare per 1700 anni nella Chiesa;mi spiace molto aver constatato di persona,in più di una occasione,che molti prelati non la pensano così...NON SANNO CIO' CHE DICONO E NON COMPRENDONO CIO' CHE TRATTANO CON SUFFICIENZA!!!QUESTO E' UN VERO PECCATO!!!

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  32. Christe eleison15 gennaio 2011 21:57

    <span>Forse,tramite i sacramenti e i sacramentali,speriamo che si possa giungere al felice e auspicato momento in cui,la tunica tutta ad un pezzo dell'Eterno e Sommo Sacerdote Gesù Cristo,</span>

    i sacramenti e i sacramentali, caro amico, sono segni strumenti, ma se non c'è il Signore che li anima non è la Sua Grazia Santificante, la Sua stessa Persona che ci raggiunge ci 'tocca' e ci redime ci fa uomini e donne nuovi in Lui, ma qualcosa d'"altro" che non è solo un surrogato, ma anche un inganno tanto più subdolo quanto più avvolto nel 'segreto', pur se inopinatamente 'approvato'... 

    RispondiElimina
  33. Caro Bartimeo, non può, una volta tanto, rispondere in modo argomentato? Sul tema della "libertà religiosa", ad esempio, a chi dobbiamo credere? al "Quanta cura" e al "Sillabo" o al CVII?. E non mi risponda al CVII perchè "è venuto dopo", perchè il criterio "storicistico" è estraneo alla Dottrina.

    RispondiElimina
  34. Christe eleison15 gennaio 2011 22:04

    <span>ti comprendo, a anch'io spero e prego per l'unità, quella autentica, che è comunione nel Signore e non il volemose bbene, per di più a senso unico perché lascia fuori la Tradizione, che ci vorrebbero far ingoiare...   
    condivido la tua attesa e la tua speranza</span>

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  35. Apprezzabile il suo tentativo di conciliare, ma il problema rimane. Tra la inequivocabile condanna del principio della libertà religiosa nel "Quanta Cura" e nel "Sillabo" e la sua esaltazione nel CVII a chi dobbiamo credere?

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  36. Alla Chiesa nella sua continuità. Perchè nel 1832 e nel 1864 non venne condannata LA libertà religiosa, ma una determinata concezione di quest'ultima.

    RispondiElimina
  37. E perchè? Se la libertà religiosa è considerata positivamente perchè rende l'uomo libero di intraprendere la ricerca della Verità, allora il papa fa bene a chiederla: per i cristiani, perchè cosi possono vivere la loro fede e allo stesso tempo proporla agli altri. E agli altri perchè cosi sono liberi di cercare e di riceverla. Aggiungo poi che chi non rispetta la libertà religiosa, difficilmente rispetta le altre libertà dell'uomo.
    Infatti Wojtyla insisteva tanto sulla libertà religiosa in Polonia perchè sapeva che se veniva quella, poi sarebbero venute anche le altre.
    La Chiesa l'unicità di Gesù Cristo come salvatore non l'ha mai dimenticata (penso alla Dominus Jesus, ma anche a tutti gli altri riferimenti all'unicità salvifica del Nazareno) semmai possono averlo dimenticato alcuni uomini di Chiesa, che è grave ma non è la stessa cosa.
    Ed è stato sempre Wojtyla, con la Redemptoris Missio, a ribadire che quella missionaria è una caratteristica intrinseca alla natura della Chiesa.
    Sulla laicità dello stato.... be, quando vedo la Chiesa accusata di ingerenza perchè ricorda agli stati i fondamenti della legge naturale non mi preoccupo sul piano magisteriale: la Chiesa il suo dovere lo fa.
    Si preoccupassero quei politici che scambiano la laicità per laicismo e se ne fregano della legge di Dio.
    E preoccupiamoci pure noi se questi politici sono al comando.
    In Italia sono ancora ottimista, nonostante alcune nubi, ma in Spagna, in Inghilterra, poi in Svizzera...
    leggi innaturali=dolori.

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  38. Evidentemente questa tizia non legge i giornali e non guarda nemmeno i telegiornali, visto che all'epoca della promulgazione del suddetto motu proprio se ne parlò parecchio.

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  39. Tutti i concili sono pastorali. Come potrebbero i decreti di un concilio ecumenico non avere ripercussioni sul piano pastorale?? 

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  40. Il Sillabo (allegato del Quanta Cura, entrambe del del 1864) condanna la seguente espressione: "E' libero ciascun uomo di abbracciare e professare quella religione che, sulla scorta del lume della ragione, avrà reputato essere vera". La condanna della cosiddetta "libertà di religione" è, quindi, netta e radicale e non relativa soltanto a "una determinata concezione". Ripeto la domanda, a chi dobbiamo credere?

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  41. Il Sillabo afferma che la verità esiste, che la ricerca della Verità dev'essere condotta con giusti mezzi e questo per trovare la Verità autentica.
    In questa proposizione invece, unico criterio di giudizio è la ragione, e non la sana ragione, bensì la ragione idealizzata dall'Illuminismo, ritenuta infallibile.
    Sono ignorate le ragioni del cuore, e ci si culla nell'illusione che esistano uomini in stile Mr.Spock di Star Trek capaci di trovare la soluzione perfetta usando una logica pura, che non esiste. Qualunque logica infatti è influenzata dalla nostra interiorità, ferita dal peccato originale.
    Ci si può affidare ad una ragione divinizzata per stabilire quale fede è vera? Il fatto che noi siamo convinti che una cosa è giusta, la rende effettivamente giusta questa cosa?
    Non credo. Questa proposizione parla in senso oggettivo, la Verità esiste ed è quella indicata da Dio in Gesù Cristo, raggiungibile pienamente tramite la giusta unione di mente e cuore. La concezione condannata invece, pretende di rendere oggettivo il soggettivo.
    Se poi un uomo vuole fare cosi, faccia (il si a Dio ha valore proprio perchè è possibile dirgli anche di no), sono cavoli suoi, ma è ovvio che la Chiesa, che intende la libertà religiosa come libertà per trovare correttamente Qualcosa di oggettivamente giusto, non può approvare tale comportamento.

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  42. <span>aspetto con ansia queso momento: non vedo l'ora di fare la pace con il mio amico barti...</span>

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  43. chedi a Bartimeo, due giorni fa' mi diceva che le ambiguità le ha inventate Ecône
    Anch'io non capisco se certi blog-users sono almeno d'accordo sul fatto che ilCVII abbia un problema di continuità ...

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  44. n'importe quoi...

    RispondiElimina
  45. ...giudicare il Concilio “alla luce della Tradizione”, è giusto, ma
                     
                                           a patto che si intenda per “Tradizione” non la fase precedente il Concilio, ma quella più
                                                avanzata e più progredita, stabilita dalle dottrine dello stesso Concilio.

    Chiamate un ambulanza... Cavalcoli é impazzito.   Bell'esempio di doppio salto carpiato con arrampicata su vetri incorporata...
    Stai a vedere che adesso c'é una tradizione implicita nel CVII e che é la sola alla quale ci si debba riferire

    Ma facciamola fare a un contadino questo studio sull'ermeneutica...   Lui ha ancora tutto il suo buon senso...

    RispondiElimina
  46. Purtroppo questo Motu Proprio non viene reputato come  importante, neanche le encicliche sono recepite, non si può dire che una cosa: il papa, è un ''generale senza esercito'' i suoi pronunciamenti sono lettera morta, carta da cestinare, nella chiesa non c'è più l'obbedienza, saltata la quale tutto è vano.

    RispondiElimina
  47. <span>A proposito di "antico rito" o "rito tradizionale"...</span>  
    <span>"Si deve sempre ricordare che anche il tradizionalismo è una delle forme con cui si pone fine a una tradizione. Se la tradizione è riducibile a un repertorio chiuso (di canti, di riti, di vesti, di norme, di testi …) ciò indica che la tradizione, in quanto tale, si è esaurita, è ridotta a museo, e l’unica via per accedervi non è più la vita e neppure la ragione, ma solo una modalità della “archeologia”, non importa se culturale o ecclesiale".</span>  
    <span>(A. GRILLO, La prospettiva escatologica del rito, in A.N. Terrin, La natura del rito. Tradizione e rinnovamento, Padova 2010, p. 259)</span>
    <span></span>
    <span>Dunque il SPC non tutela la Chiesa dal rischio della sua musealizzazione. Perchè non ci si dovrebbe opporre?</span>

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  48. E perchè bisogna opporsi?
    E' la Forma Extra-Ordinaria dell'Unico Rito Romano.
    E se il Papa ha voluto così i motivi ci sono.

    L'opposizione, bisogna farla agli "infiltrati" pseudo-tradizionalisti che vogliono portare nel sano tradizionalismo che ama la veneranda Forma, quei germi di disobbedienza e di divisione e di ambiguità per fare la lotta al Novus Ordo ed indirettamente al Papa e alla Chiesa.
    Intorno a questi "disobbedienti" che vanno propinando teorie poche ortodosse va fatta terra bruciata.

    RispondiElimina
  49. Pastor Ille,mi sa che sei tu "da museo",ma degli orrori...museo delle ideologie pretenziose,arroganti che pretendevano di cambiare l'Uomo ed il mondo ed,invece,lo hanno rovinato...Te lo dico da amico...sei vecchio!

    RispondiElimina
  50. Gentile silente non serve argomentare quando vengono posti deu lunghi articoli che si commentano da soli.
    Resta un fatto che o capite l'importanza del momento storico e della necessità di unità tra i cristiani e di equilibrio e dialogo tra le religioni e quindi del rischio che corre l'uomo di fronte alle svolte tecnologiche e tecnocratiche o siete complici della "fine dell'uomo " dopo la fine dell'umano. Ci sono due modi di intendere il mondo o in senso dialogante o in senso disgregante. E, citando Mordini, ricordo che "Dividere è demoniaco, centrare ed ordinare è divino" ( Passi sull'acqua, pg 72 Europa)... e porta pazienza c'è qualcuno che gridando al demonio di qui e di là non fa altro che dividere e non c'entrare. Parafrasando un tale si potrebbe dire qualche "utile idiota".
    IL possesso della Verità genera divisione e non il dono della medesima. e chi ritiene di possedere la Verità .... NON VA AD ASSISI!!!!
    Matteo Dellanoce 

    RispondiElimina
  51. AVREI VOLUTO SCRIVERLO IO.
    Clap, clap, clap,
    Grazie all'ospite.
    Matteo Dellanoce

    RispondiElimina
  52. Allora in base a quanto voi dite un islamico che vive in una sperduta vallata dell'Afghanistan che ha conosciuto solo l'Islam, idem un indiano con l'induismo, entra in contantto con un missionario cattolico e o siconverte seduta stante o è destinato a bruciare l'inferno "perchè non ha ascoltato le ragioni del cuore"?
    Il problema è la decontestualizzazione delle encicliche. Il contesto mondo , che non è in mano a Dio fino a prova contraria, muta e deve mutare anche l'azione della Chiesa. le encicliche in questione si riferivano ad un particolare mondo, quello dominato dallo scientismo, e dove la principale dea era la ragione e quindi la libertà di religione era intesa come la libertà di "costruirsi" la propria religione ( bene ricordare cosa fu il soggettivismo ottocentesco). Oggi il contesto di riferimento è diverso: la Chiesa oltre che ad incontrarsi con il mondo tecnocratico si incontra con realtà che non la hanno mai "toccata" e deve farsi conoscere. Come può negare che non ci sia stato "desiderio di Dio" in chi non ha mai incontrato Cristo? Ed inoltre come negare che Dio, per un arcano motivo, non si sia presentato anche a loro e loro non lo abbiano pienamente compreso? Non si può ne storicizzare ( in senso marxista) il cammino della Chiesa ne negare la storia del mondo. Altrimenti si corre il richio di negare ciò che c'è stato prima di Cristo e che ha preparato il terreno alla venuta di Cristo.
    Matteo Dellanoce

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  53. Le ambiguità fanno MOLTOOOOO comodo ad Econe! Perchè così può impostare il discorso alla stessa maniera dei modernisti. Faccio la supplica ed il Papa mi risponde così ho ragione. L'autentico tradizionalista , proprio perchè sa che il cuore della tradizione è il progresso, non usa la categoria ambiguità ma continuità: conservazione e cambiamento.
    MD

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  54. Bartimeo ... a er Tripparolo.16 gennaio 2011 11:16

    <span><span></span></span>
    <span><span>Caro Trippa,</span></span>
    <span><span>un po' di tradizione per i tradizionalisti. Per non dimenticare la Tradizione quella autentica.</span></span>
    <span><span>Buona Domenica</span></span>
    <span><span>MD</span></span>
    <span><span></span></span>
    <span><span></span></span>
    <span><span></span></span>
    <span><span></span></span>
    <span><span>Se avessi ragione, il mio parlare mi condannerebbe; se fossi innocente, egli proverebbe che io sono reo. Sono innocente? Non lo so neppure io, detesto la mia vita! (Gb 9,20-21)</span><span></span></span>
    <span><span>«Se penserò di aver raggiunto la purezza nelle mie azioni, sarà provato che sono perverso nelle parole, sarò biasimato per le mie azioni». Allo stesso modo, se uno è giusto nelle sue azioni, e lo proclama ad alta voce vantandosi con le parole, la sua bocca commette empietà, poiché è caduto nell’orgoglio, un orgoglio appropriato al traditore, il vero empio. Se uno è senza colpa, ma ignora la fonte della sua purezza, e di conseguenza ripone in se stesso la sua fiducia e diventa orgoglioso e arrogante, allora diventerà perverso. E’ chiaro che la mano di Dio l’ha abbandonato.</span></span>
    <p><span><span>Esichio di Gerusalemme
    Omelie su Giobbe 12,9,20
    <span>La Bibbia commentata dai Padri,</span></span>
    <span><span>Antico Testamento 6: Giobbe, Città Nuova, p. 98</span></span>
    </span></p>

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  55. Areki caro,
    perchè non usare il termine "completamente Vera"?
    Così, partendo da quesi punti in comune con le altre religioni si può usare, possiamo iniziare a ragionare per un percorso da un lato  di reciproco arricchimento e dall'altro di conversione per chi volesse "completare" la propria parziale Verità.
    La idfferenza tra la "scuola econiana" e quella "vaticana" sta nella capacità di mettersi in gioco della seconda perchè consapevole di avere una missione per tutti ( che poi saranno i molti) quella "econiana" è la scuola della paura della perdità della propria identità. E quando uno ha paura di perdere la propria identità: NON E' SALDO NELLA FEDE!
    Buona Domenica
    Matteo Dellanoce
    PS e questo vale per tutti i "no ad Assisi"

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  56. cosa significa questa frase? che se per caso la Mortalius Animos non é in accordo col CVII, non fa <span>(più)</span> parte della Tradizione !
    Cioé come buttare alle ortiche le encicliche di sempre per salvare a tutti i costi il CVII...

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  57. So che c'è un attivo gruppo di fedeli che fa capo a don Nicola Bux ed ad altri sacerdoti e religiosi.
    Mi consta che - episcopis volentibus aut nolentibus - la Messa nel VO si celebri regolarmente nelle diocesi di Bari, Conversano, Taranto, Lecce, Trani, Foggia e S. Severo. A  seguito di tale fermento in qualche centro si è insturata qualche celebrazione NO in latino.
    Chi non vuole far sapere nulla del Motu Proprio in Puglia sono i curiali e molti parroci residuati del 68, ovvero tutta la fascia anagrafica fra i 50 e i 75 anni.
    Nei seminari c'è un'aria da autodafè, ma anche lì qualche spiraglio comincia ad aprirsi.
    circola voce che i Francescani dell'Immacolata intenderebbero aprire una casa in Puglia.
    Preghiamo.

    RispondiElimina
  58. La saggezza dei Padri della Chiesa.

    RispondiElimina
  59. E Benedetto XVI che parla sempre di "continuità" è autentico tradizionalista.
    L'artri sò macchiette, senza offesa per carità, però abbisogna arridirlo, pè amore de verità.

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  60. Christe eleison16 gennaio 2011 12:46

    <span>il fatto di PARLARE di continuità, ma non dimostrarla, non la rende perciò stesso presente</span>

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  61. Er Papa nun ci a ddàavè dà dimostra niente!
    Sei te e l'amici tua che devi dimostrà dè sapè obbedì, e riverì ciò che dice er sor Papa.
    Solo lui è DOCENTE. Solo lui e a Congrgazione per la Dottrina della Fede (e sempre lui come Capo) hanno questo munus.
    Mò te o sei discente o disobbedientè.
    Scegli n'pò te! Tertium non datur !

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  62. Che poi nun te ne sei accorto!
    Ve stanno a fa terra bruciata intorno.
    N'ta si giorni te hanno abbattuto nartro "mantra" a te caro.
    Ve stanno abbatte tutti li cavalli.
    State ppè rimanè a piedi....

    RispondiElimina
  63. Bisogna fare due discorsi: uno oggettivo ed uno soggettivo.
    Oggettivamente, la Verità esiste, ed è quella della Chiesa Cattolica.
    L'uomo che cerca sinceramente la verità, con i giusti mezzi ed è ben aiutato dalla Chiesa, approderà a questa Verità con naturalezza, un perfetto slancio di mente e cuore.
    Sul piano soggettivo: e se qualcuno non ha occasione di conoscere la Verità? O la rifiuta perchè gli è stata presentata male?
    Allora è ovvio che non è una sua colpa il non essere cristiano e Dio, che conosce la realtà umana meglio di chiunque altro, ha inserito semi della Verità anche in altre religioni per fornire anche ai loro membri la possibilità di essere salvati dalla Grazia di Cristo.
    Allo stesso tempo però, tali semi non devono far rifiutare l'impegno missionario, anzi, se hanno ben fruttificato, lo aiutano notevolmente.
    Ma perchè avvenga tutto questo, l'uomo deve essere libero di poter cercare la Verità: nessun impedimento, nessuna costrizione.

    RispondiElimina
  64. Confessori che non hanno voglia di ascoltare che non danno penitenze e ti convincono che le cose che confessi "ormai non son più peccati".
    Preti che invitano i fedeli a comunicarsi anche se non si sono confessati, che insegnano ai fedeli che tutte le religioni portano alla salvezza e che siamo tutti salvi perchè Dio è così buono che non manderà nessuno all'inferno.PRETI CHE NEGANO LA PRESENZA DI CRISTO NELLA EUCARESTIA.
    Io sono una persona semplice e non tanto colta, non conosco tutte le encicliche che citate ma un po' di catechismo lo conosco.
    La Chiesa sta vivendo un momento di difficoltà enorme che la scuote dalle fondamenta.
    I pastori lasciano il gregge fuori dall'ovile in balia di se stesso e dei lupi
    L'idea che mi son fatto è che la molti si sforzano troppo di stare dietro ai tempi che cambiano e si scordano del resto.
    La messa di sempre forse aveva il pregio di mettere i puntini sulle i e in essa erano rappresentate e fissate con il rito le verità della Fede Cattolica.

    Oggi ogni fedele ha la sua personale religione, non si conosce neanche la propria religione, si è cattolici a parole, si è confusi
    Ora non so se è tutta colpa del concilio vaticano secondo però forse qualcosa centra.

    Poi volevo porre una domanda che mi tormenta a cui non trovo risposta, perchè alla consacrazione si dice "per voi e per tutti" e non "per voi e per molti" come aveva detto Gesù? perchè la madonna non è più chiamata SEMPRE Vergine Maria?Perchè si dice "signore non son degno di partecipare alla tua mensa(?) ma di soltanto una parola ed io sarò salvato" al posto di "Signore non son degno che tu entri nella mia casa ma di una sola parola e l'anima mia sarà salva" come diceva originariamente il Centurione(era un centurione?)?

    Grazie in anticipo per le risposte

    RispondiElimina
  65. Alexander Von Trotta16 gennaio 2011 13:52

    Mi sa che né Pastor ille né Grillo hanno idea di cosa significhi il termine "Tradizione" che incautamente adoperano: ciò che è rinnovabile ad libitum non si chiama Tradizione, ma semmai Collezione Autunno-Inverno 2010-11.

    RispondiElimina
  66. Barti aspettando il grande giorno della pace tra noi lasciami dire che...
    se per te noi siamo complici della "fine dell'uomo", per noi voi siete complici ...della fine de lla Chiesa

    RispondiElimina
  67. Areki ... attendo risposta nel contempo sperando che la tua COSCENZA ( lasciami fare un pochino il professore econiano) si conformi alla COSCIENZA ecclesiale!
    Rispondete una volta ogni tanto!
    Grazie
    MD

    RispondiElimina
  68. Appunto! Sperimao che i Francescani dell'Immacolata non prendano la stra della solitudine econiana ....che già tanti brutti scherzi ha giocato!
    MD

    RispondiElimina
  69. E cosa te ne fai della Chiesa senza uomini!? Presente il ... ma quando tornerò troverò la fede?
    Bendetta la "svolta" antropologicA della Chiesa!
    comunque! A titolo dottrinale. Ogni uomo, dopo l'incarnazione, è Chiesa perchè Dio canta il tutto nel particolare!
    E non viceversa. Il viceversa è legalismo ... Farisaico! Ma San Tommaso lo avete studiato o avete imparato a memoria i titoli delle quaestio?
    MD

    RispondiElimina
  70. trippa!
    Non si sono ancora accorti che il SP serve non a smascherare il protestante ma il sedevacantista in essere!
    Sono così tronfi che non hanno ancora capito che sono in un mare di guai!
    La Messa VO è intoccabile per BXVI come lo è il VII. Ma chi tocca il VII è FUORI!
    Fellay SVEGLIA!
    MD
    L'orgoglio e la superbia ...

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  71. Nun cìè sta nartra busta? Solo la A o a B?
    Come dice? nun c'è stà a terza....
    Allora a seconda......

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  72. Cari amici vi invito ad aprire gli occhi e a non riporre aspettative su Benedetto XVI..
    Ci ha concesso di riutilizzare il Messale in modo quasi furtivo, vista la lotta dei vescovi era il solo modo che aveva per renderci  giustizia , nel contempo ci ha abbandonato al nostro destino.
    Ci ha concesso una zattera e ci ha scaraventati al largo senza protezione alcuna.
    Nella gran nave continuano a guidare il timone i vari Tettamanzi,Nosiglia,Stanislao,Sepe...
    Non ha mai celebrato col rito antico in San Pietro... i suoi atti sono finiti nella direzione di ...Assisi!

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  73. Nemmeno questo è il Papa "buono"?
    Che sfortunati che siete!
    Nell'attesa di ciò che non verrà mai......

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  74. La Messa VO è intoccabile... lo dite da 6 mesi perché siete dei cambiacappellosecondoilvento.
    Dove eravate 30 anni fa quando altri, Lefebvre in primis, dicevano la Messa VO è intoccabile ?
    Avete dottrine che durano una stagione... come le mele...

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  75. di papa buoni se ne contano più di 200... se guerdaste un po anche indietro ogni tanto ... ma il passato lo sapete cosé?

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  76. "Buono" pè a causa (persa) tua!
    Nìzò se intenni....

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  77. Quanto è brutto il modernariato!!! Degno solo del rigattiere.

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  78. Semper sub sextis ...sempre sotto i sesti Roma andò in rovina e questo papa è decimo...sesto!

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  79. Davvero? Sarebbe una bellissima notizia avere i Francescani dell'Immacolata nella mia splendida regione! W la Vergine di Leuca, W Maria, Regina Apuliae!

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  80. lo stesso munus di OnorioI che predicava l'eresia monotelista da San Pietro ?
    lo stesso munus di papa Liberio che predicava l'arianesimo e che ha esiliato e scomunicato S.Atanasio da San Pietro ?
    il papa puo' sbagliare !!!!!! non é disubbidienza ne mancare di rispetto affermarlo, tanto che non é provata la continuità...
    non fa piacere che sia cosi' non fa piacere dirlo, ma é cosi'...

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  81. va che la chiesa l'ha svuotata il CVII, prima gli uomini c'erano eccome...
    quando tornerà non troverà più la fede grazie a voi che appoggiate incodizionatamente
    gli errori senza riflettere...

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  82. prima del Motu Proprio non eravate dei fermi oppositore al VO ?

    sbaglio ?

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  83. caro barti un po' di dottrina sull'obbedienza:

    <span>l'obbedienza al papa non è una virtù primaria. </span>
    <span></span>
    <span>La gerarchia delle virtù parte dalle tre virtù teologali di Fede, Speranza e Carità, seguite dalle quattro virtù cardinali di Giustizia, Temperanza, Prudenza e Fortezza. L'obbedienza è un derivato della virtù cardinale della Giustizia. Perciò è ben lungi dall’essere classificata prima nella gerarchia delle virtù.
    </span><span></span>
    <span>La vedi bene e tutrt adesso la saggia gerarchia propostaci dai ...Padri della Chiesa ? </span>
    <span>NON PUOI UBBIDIRE A CIO' CHE E CONTRO LA FEDE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!</span>
    <span>



    </span>

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  84. Se Lefebvre non avesse fatto quello che HA FATTO non ci sarebbero stati tutti i problemi del dopo. Vi riordo che Mons. lefebvre si è IMPOSSESSATO della TRADIZIONE cattolica PORTANDOLA fuori dalla Chiesa per il giubilo dei neomodernisti che si sono trovati padroni del palazzo; inoltre non solo ha lasciato solo il PAPA ma lo ha lasciato senza "armi".
    Capisco l'amore per la tradizione ma I FATTI SONO FATTI!
    MD

    RispondiElimina
  85. da questa gerarchia delle virtu' cristiane si evince che -> l'ondata di disubbidienza che ha seguito il CVII non é tanto dovuta a iniziative personali di tanti progressisti cattivi,
    quanto la conseguenza dell'aver attaccato <span>la virtu' di Fede con il Concilio (per es con la libertà religiosa). </span>
    <span></span>
    <span>e lasciatemelo dire: e' impossibile che la Chiesa ottenga obbedienza sotto il patronato del liberalismo CVII. </span>
    <span>50 anni sono li' per provarlo, aspettiamo controprove...</span>
    <span></span>

    RispondiElimina
  86. Hpoirot!
    Curati le ossessioni!
    Il VII non ha fatto altro che far uscire allo scoperto ciò che era latente! E ciò che era latente era nato ben prima del VII!
    Quindi il tuo modo di ragionare sbianchetta un tantino la storia. Hai avuto come maestro a scuola Marx?
    chiudo perchè ho da fare. La fede se uno la ha salda non HA PAURA di testimoniarla a nessuno. Chi ha paura di dialogare con chicchessia NON HA LA FEDE SALDA!
    Ora domanda: chi si è rifugiato in Svizzera? Chi ha paura di Assisi?
    Buona giornata.
    MD

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  87. barti vedo dal tuo discorso che sei molto preoccupato della "fine dell'uomo 
    io sono (con la Santa Vergien a Fatima) preoccupato del destino eterno delle anime
    abbiamo la stessa preoccupazione ?

    ti chedo ancora: tu credi nell'inferno ?

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  88. Bartimeo ... OT17 gennaio 2011 10:44

    amabile HP!
    Proprio perchè credo all'inferno e non ci voglio andare mi impegno per evitare che l'uomo uccida l'uomo. Non vorrei essere complice di omicidio! E sai la complicità, per omissione, spalanca le porte per l'inferno!
    inoltre l'esempio, il dono di sè, facilita la conversione del prossimo. Il non donarsi ( NON ANDARE AD ASSISI) lascia l'altro nelle medesime condizioni. Alla faccia dell'evangelizzazione e della salvezza delle anime.
    Ma sei proprio sicuro che rimanendo al calduccio di una confraternita salvi l'anima?
    MD

    RispondiElimina
  89. Per Elio: secondo lei Papa Benedetto XVI è Papa legittimo si o no? e a Lui si deve obbidienza si o no? risponda per cortesia senza distinguo.
    Sinceramente rimango molto rammaricato dai commenti irriguardosi verso il Pontefice, che talvolta squalificano il blog.
    Su di tutto (o quasi) si può discutere, però che almeno al Santo Padre sia riconosciuto il rispetto che merita!
    Ascanio

    RispondiElimina
  90. quasta resta una tua opinione !!!

    ma come avrebbe potuto Lefebvre portare via la tradizione da Roma con le poche decine di preti che aveva?
    Ecône non costituiva nemmeno lo 0.1% della Chiesa.  Cosi' facendo ha ...salvato la Tradizione!

    RispondiElimina
  91. Ti risponderei se potessi. Ma non posso.
    Ho scoperto che ogni mia risposta è polemica e molesta! Mi piacerebbe sapere un blog come questo di che cosa si nutre se non di polemiche e molestie, ma va da sè, non sono a casa mia e mi adeguo!
    Caro hpoirot, puoi scrivere ciò che vuoi, senza contraddittorio ... così vuole la redazione!
    Ciao
    MD

    RispondiElimina
  92. caro bartimeo, quello che constato é che chi non la lo sport della caccia all'ermeneutica ha quello del tiro a Mgr Lefebvre.

    Resto della mia idea : Lefebvre ha fatto quello che doveva fare ... vista la situazione (crisi modernista) che non aveva cercato.

    So che non condividi, ma sapendo quanto gli é costato "disubbidire", penso tu sia ingiusto a non riconoscergli nessun merito,
    attacandolo per giunta con molta più veemenza di quanto tu attacchi quelli oggettivamente molto molto pîù colpevoli de Lefebvre

    Capisco che non si sia d'accordo sulla questione disubbidienza, non capisco il tuo astio anti-Ecône...

    RispondiElimina
  93. Punto primo NESSUN ASTIO! Non sta a casa mia
    Punto secondo. Continuità prevede la presenza di ieri ed oggi. Tanto il modernismo ( anche se io credo che sia postmodernismo) quanto il tradizionalismo eliminano qualcosa. Ergo sono entrambe errori. Ribadisco di segno opposto ma errori.
    Nessun merito! Se avesse avuto un merito non ci sarebbe stato quanto è successo! L'immobilismo non è un merito.
    Non esiste una gerarchia nel merito o una gerarchia nel demerito. Il demerito è tale. Al massimo, proprio perchè Econe parla di tradizione è ancora più colpevole perchè la trasfroma in un possesso e non in un dono.
    Gli altri! Beh! Per loro tanta compassione religiosa! Basta vederli! C'è bisogno di commentarli?Pastor Ille o come diavolo si chiama lo commenti? Un somaro in teologia e liturgia come me capisce che al massimo il suo è pomposo ermetismo ( aria fritta!).
    Uso Tocqueville come paragone. Uno statolatra è inconvertibile un anarchico si!
    Fine della discussione!
    Ti garantisco NESSUN ASTIO! anzi! Tutt'altro!
    Poi capisco che le discussioni e le polemiche non piacciano alla redazione ma le discussioni e le polemiche ed i contrasti sono il sale di un blog! ALtrimenti? Cosa vuoi! Roba da beghine che se la suonano e se la cantano! nomoderniste!
    MD

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  94. caro barti, non andremo mai d'accordo... o forse tra 10 anni...
    ti rendoi conto che riesci a parlare di due correnti: modernismo  e post-modernismo in mezzo secolo
    mentre io vedo una chiesa, unita, unica e immobile in 2000 anni...
    ripeto: abbiamo una concezione diamtralmente opposta della chiesa... e mi dispiace

    forse e se aprirai gli occhi sarà col tempo vedendo la chiesa assottigliarsi sempre più e peggiorare di anno in anno
    io lo prevedo e mi sembra anche facile indovinare, a meno di tornare a una sana tradizione...  à la Lefebvre!

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  95. HP! La categoria di modernità e postmodernità sono categorie filosofiche perchè l'errore è prima filosofico e poi teologico ( Fides et ratio mi sembra in questo eloquente). Romano Guardini già negli anni 50 parlava di fine della modernità! Anche perchè la modernità strictu senso è "tecnicamente" finita con la fine della seconda guerrra mondiale.
    Mi spiace ma non concordo con te! Dire che la Chiesa è immobile è antiteologico ed antifilosofico. La Chiesa ha fatta molta strada e sta continuando a farne. Direi di più! Che sta mostrando il suo vero volto: apostolico, quindi non uniforme ( ne conforme) ma plurale sia per carsimi sia per azioni sia per riflessioni.
    La Chiesa è perseguitata tanto in occidente quanto in oriente ed una Chies che è perseguitata è una Chiesa che fa paura perchè fa il suo "porco" lavoro: non molla nessuno, corre dietro a tutti, vuole la salvezza di tutti e si impegna per tutti.
    Mi spiace! La Chies non può ritornare 8 in senso temporale) a nessuno. Semmai è Econe che si deve mettere a correre e non poco!
    Tuttavia questo a me non spiace! Anzi! La fissità econiana è utile per non perdere "le tradizioni" non la trovo util, tuttavia, per far progredire la tradizione.
    Ma non ti preoccupare. Solo mantenendo vivo il nostro dialogo fatto di incontri, scontri, battute salaci ed anche scherzose prese in guro possiamo progredire nell'illuminazione di quella parte oscura che, ahimè, ogni rapposrto ha.
    MD
    PSredazione permettendo. Va da sè!

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  96. <span>“La Chiesa ha riconosciuto nel Cammino Neocatecumenale un particolare dono suscitato dallo Spirito Santo: come tale, esso tende ad inserirsi nella grande armonia del corpo ecclesiale”. <span>Così Benedetto XVI</span>  ...</span>
    <span>Pure questp è un insulto?</span>
    <span>MD</span>

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  97. come hai le idée confuse...

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  98. <span>Bartimeo... tu avresti scomunicato anche il Cardinal Pie!</span><span>"Siamo dunque degli intolleranti, ma solo in materia di dottrina: ne facciamo professione e ne siamo fieri !"</span><span>Cardinal Pie </span>

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  99. caro bartimeo,  ti ho messso un like perché mi piace quando dialoghiamo serenamente...

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  100. Leggi l'Ora di Cristo di Sciacca e vedrai che scoprirai di vivere fuori dal mondo .... e vivere fuori dal non è cristiano, perchè la fede cristiana "è vera affermazione dell'umano" (J. Ratzinger, speranza del grano di senapa, pg 16 e seguenti).
    MD

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  101. HP, se rileggessi i miei interventi io sono contrario a qualsiasi scomunica di qualsiasi persona. Tanto è vero che per me Mons. Lefebvre si è autoscomunicato.
    Si comabttono le ideologie non le persone. Domanda: e se le ideologie si sono ncarnate nelle persone tu come fai a combatterle? scomunicando o amando anche il nemico?
    MD

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  102. Caro HP,
    mi permetto una correzione sullo slogan ( io non sono degno di essere accostato a Padre cavalcoli!) ...<span> LIBERTE' EGALITE' CARITE'!</span>
    Leggo sempre i link, anche quelli "provocatori" o "molestatori" di cosa dovrei avere paura. saldo nelle fede sempre ...
    MD

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  103. Sempre sereno, mai astioso, ed a volte anche divertito!
    MD

    RispondiElimina
  104. se non sbaglio Sant'Egidio è presente un po' dappertutto!
    Se ad Assisi non c'è da aver paura perchè si è fatto un cartello "no ad Assisi"?
    Infine, quando non si conoscono le vite private è bene astenersi dal dare suggerimenti... sai potresti scoprire che chi tu ritieni un pavido magari in certi posti ci è stato. Solo che gli è stato insegnato a non farsi pubblicità ... ciò che uno fa lo fa "non nobis Domine sed nomen Tuo da gloria" ... detto questo la battaglia per l'aborto non è una battaglia cattolica ma se mi permetti una battaglia prima di tutto LAICA! A meno che tu non mi dica che la svolta antropologica del VII fu profetica ed allora ....
    MD

    RispondiElimina
  105. Questa mi ha fatto proprio ridere, ma tanto tanto! Accidenti, vivere fuori dal mondo non è cristiano? Vallo a dire a tutti i monaci, anacoreti ed eremiti che NEI SECOLI ed ancora oggi servono Dio nell'isolamento e nel SILENZIO (valore che alcuni che scrivono qui dovrebbero riscoprire). Perché sai, io non sono così colto da citare le senapi di J. Ratzinger, ma mi pare di aver sentito qualcuno dire una volta "voi siete nel mondo, ma non DEL mondo" ed anche "io ho vinto il mondo"...chissà chi era? Mi sfugge adesso...

    RispondiElimina
  106. Tu dici io sono contrario a qualsiasi scomunica di qualsiasi persona.

    Fammi capire tu che accusi un giorno si e uno no la FSSPX di agire come i protestanti, non avresti
    scomunicato neanche Lutero. Non  c'é limite alla tua contraddizione...

    RispondiElimina
  107. nonsonotradizionalista25 gennaio 2011 19:45

    La realtà è che il motuproprio summorum pontificum di Sua Santità è una "supercazzola" di tognazziana memoria per abbindolare i nostalgici di pizzetti, trini, merletti, incensi e carteglorie....

    RispondiElimina

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