mercoledì 17 novembre 2010

La chiesa americana l'ha scampata bella


S.E. Timothy Dolan, arcivescovo di New York

Ieri, con un voto dal risultato del tutto inatteso, la Conferenza episcopale americana (USCCB: United States Conference of Catholic Bishops) ha scelto il suo nuovo presidente per un triennio, in sostituzione dell'uscente card. George.

Il cardinale George, arcivescovo di Chicago, è un presule ortodosso ed aperto nei confronti della Tradizione; pronto alla battaglia per la tutela dei valori non negoziabili. Si è rivelato una buona guida dei vescovi americani.

Ma il suo vicepresidente Gerald Kikanas, vescovo di Tucson, è tutt'altra pasta. Considerato (a ragione) un liberal, ecco ad esempio come lo presenta La Croix, che di lui è, ovviamente, entusiasta:
Mons Kicanas è rappresentante della corrente sociale della Chiesa americana, molto impegnata nella difesa degli immigrati, dei più poveri, fervente supporter della riforma del sistema sanitario. Infine, pur essendo fermamente contrario all'aborto, non è favorevole alla scomunica degli uomini politici « pro-choice ». E' un uomo di dialogo, come l'aveva d'altronde mostrato in occasione del famoso discorso del presidente Obama all'università Notre-Dame [laddove la maggioranza dei vescovi americani aveva invece criticato quell'università, sedicente cattolica, per l'onorificenza conferita ad un presidente abortista].
Kicanas, nato a Chicago, è stato un pupillo e un protégé dell'ultraprogressista cardinale Bernardin che all'epoca infieriva in quella città (nonché in tutta l'America, come presidente dell'USCCB). Ha anche vinto il cardinal Joseph Bernardin award nel 2008. E se l'araldica dice qualcosa, è significativo che la divisa di Kicanas non sia, come d'abitudine, in latino, ma nelle due lingue inglese e spagnola (è aperto agli immigrati, no?) e reciti: la giustizia promuove la pace. Niente da dire: però sembra più il motto di una ONG (organizzazione non governativa umanitaria) che di un vescovo cattolico.

Per consuetudine fino a ieri mai contraddetta, era pressoché automatico che si eleggesse al posto di presidente chi aveva appena svolto l'incarico di vicepresidente. Sicché l'elezione di Kicanas appariva scontata. Tanto più che con lo sfidante, l'arcivescovo di New York Timothy Dolan, Kicanas aveva già vinto lo scontro, pochi anni fa, per la vicepresidenza.

E invece... Questa volta, al terzo scrutinio, Dolan l'ha spuntata, stupendo gli osservatori e molto probabilmente gli stessi vescovi.

La Provvidenza ci ha visto da un buco? Certamente, ma anche la blogosfera cattolica statunitense. E ci ha visto pure il National Catholic Register (da non confondere col National Catholic Reporter, progressista), cui va il merito di aver questionato Kicanas per un grave fatto risollevato in molti blog: aver conferito l'ordine sacro ad un seminarista che egli sapeva essere implicato in tre relazioni omosessuali, una delle quali con un minore, e che qualche anno dopo l'ordinazione dovette essere ridotto allo stato laicale per pedofilia e molestie varie. Kicanas si è difeso dall'accusa in modo rivelatore (vedi qui): dichiarando che era sì al corrente di due relazioni omosessuali (non però di molestie a minori), ma che, trattandosi di una fase 'sperimentale' e 'di sviluppo' della personalità del candidato, sarebbe stato ingiusto non ordinarlo...

Ma forse il colpo di grazia a Kicanas l'ha tirato il fuoco amico: il Rainbow Sash Movement, un movimento omosessuale 'cattolico', ha diramato un imbarazzante (per Kicanas) comunicato in suo sostegno, e di attacco contro altri vescovi ritenuti fondamentalisti, come Chaput e, appunto, il vincente Dolan. Nel comunicato Kicanas è visto come colui che, "sulle tracce del card. Joseph Bernardin, può condurre la USCCB su un terreno comune circa gli argomenti che stanno profondamente dividendo la chiesa cattolica americana" (indovinate quali!).

Insomma, i vescovi americani hanno reagito bene. D'altronde gli Stati Uniti sono uno dei paesi dove ha funzionato meglio la cura woityliana di 'ricentramento', dopo gli anni montiniani del progressismo più sfrenato, che negli USA ebbe uno degli epicentri. In effetti l'America gode oggi di un ceto episcopale mediamente discreto, con punte di eccellenza; e non è un caso che, con tranquillo pragmatismo e senza le guerre di religione cui ci hanno abituato purtroppo i vescovi europei, gli USA siano una nazione di rapidissima espansione delle Messe tridentine e della Tradizione. Giovanni Paolo II ha tentato in effetti di riprendere in mano la situazione che era completamente fuori controllo: in America, come in Olanda, ha ottenuto buoni risultati. Altrove, purtroppo, non c'è stato nulla da fare, come in Belgio, in Svizzera, in Germania. In Francia e Austria, ottenne qualche risultato, nel complesso però insoddisfacente.

Buon lavoro a mons. Dolan, uno dei vescovi americani più determinati nella difesa del cattolicesimo (e, non a caso, in guerra col famigerato New York Times). Sperando che certe pagliacciate liturgiche come questa riportata qui sotto (di quando era ancora vescovo a Milwaukee) siano state solo una fase 'sperimentale' e 'di sviluppo' della sua personalità.
Enrico

27 commenti:

  1. fanalino di coda17 novembre 2010 08:09

    se quella groviera in testa è un peccato di gioventù .....
     e SE la Chiesa USA ha deciso di rinsavire dopo 40 anni di ricreazione, con pochi prelati ormai usciti dalla fase adolescenziale dell'"isola di Wight".....
    aspettiamo di vedere questi seri pastori all'opera, tornati alla Strada Maestra della Tradizione, nella docenza e nella pastorale (Dottrina + teologia  morale) con fatti e parole;
    e speriamo che noi europei, italiani in particolare, la seguiremo tra una ventina d'anni o poco più....
    (come al solito)

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  2. fanalino di coda17 novembre 2010 08:12

    <span>se quella groviera in testa è un peccato di gioventù .....  
     e SE la Chiesa USA ha deciso di rinsavire dopo 40 anni di ricreazione, con pochi prelati ormai usciti dalla fase adolescenziale dell'"isola di Wight".....  
    aspettiamo di vedere questi seri pastori all'opera, tornati alla Strada Maestra della Tradizione, sia nella Liturgia, che nella docenza e nella pastorale (Dottrina + teologia  morale) con fatti e parole;  
    e speriamo che noi europei, italiani in particolare, la seguiremo tra una ventina d'anni o poco più....  
    (come al solito)</span>

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  3. "Dolan l'ha spuntata, stupendo!"

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  4. Però la "cura wojtyliana di ricentramento" è pura fantasia. Siamo in molti a ritenere che nell'era di Giovanni Paolo II si sia consumata gran parte dello sfacelo accuratamente impostato nell'era montiniana.

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  5. <span>sicchè quella ricordata in foto sarebbe una fase  'di sviluppo' della sua personalità ?beh sì....forse  da intendere come fase goliardica, quella dei clerici vagantes, ricordate ?.....    "Bibit ille, bibit illa,         bibit servus cum ancilla...."(ma il vagabondaggio giovanile su strade "alternative" sarà davvero superato ?)
    </span>

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  6. <span>sicchè quella ricordata in foto sarebbe una fase  'di sviluppo' della sua personalità ?</span>
    <span>beh sì....forse  da intendere come fase goliardica, quella dei clerici vagantes, ricordate ?.....</span>
    <span>    "Bibit ille, bibit illa,    </span>
    <span>         bibit servus cum ancilla...."</span>
    <span>(ma il vagabondaggio giovanile su strade "alternative" sarà davvero superato ?)</span>

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  7. ma ...... non so , la cultura americana è cosi' diversa dalla nostra ....... ed è vero che gli andiamo dietro ...... è un popolo senza antenati ....... 

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  8. Sarà anche un popolo senza antenati; ma se guardo all'episcopato statunitense e alla forza che la tradizione ha in quel paese, non saremo certo noi italiani a potergli fare da esempio, anzi...

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  9. Fantasia o meno, Giovanni Paolo II ebbe il coraggio, e il merito, di riprendere in mano la situazione, dopo l'era Paolo VI...basta vedere come fu accolto in America (sia dalla "sinistra" libertaria, per i suoi insegnamenti su Eucaristia, ecclesiologia e morale, sia dalla "destra" liberista, per i richiami sociali alla giustizia e alla dignità umana), durante il suo primo viaggio...
    Papa Wojtila ha, probabilmente, fatto degli sbagli (ma chi non ne fa? Anche i santi, sbagliano, santità non vuol dire impeccabilità o infallibilità!), ma ha avuto il merito di riprendere la rotta dopo lo sfacelo degli anni '60 e '70, di far riprendere credibilità e amore alla Chiesa nelle masse, soprattutto giovani...le elites, infatti, non lo hanno mai amato, sia a destra che a sinistra, sia nella Chiesa che fuori...
    Attribuire a Giovanni Paolo II dei demeriti che a parer mio non ha, sembra essere diventato, soprattutto sul web, l'ultimo sport nazionale nell'ambito cattolico tradizionale...

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  10. Dolan è un neoconservatore, di dottrina abbastanza sicura, ma liturgicamente piuttosto ignorante, come dimostrò in qualche sua affermazione a proposito del motu proprio Summorum Pontificum, che accolse tutto sommato positivamente. Ciò detto, non è che con Chaput le cose si sarebbero rivelate differenti, perchè è della medesima pasta, anche se un po' più grintoso nella difesa della dottrina e meno 'pagliaccio' di Dolan, che si permette delle vere americanate, a mio avviso poco consone ad un vescovo. Ben differente poteva essere un presidente come Vigneron, molto più vicino alla Tradizione, anche dal punto di vista liturgico. Ma non credo che avrebbe avuto una base di consenso significativa tra i suoi confratelli.
    In conclusione, pericolo scampato (Kicanas), ma un qualche peggioramento rispetto a George. 

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  11. Riguardo la Chiesa cattolica olandese: Wojtyla non ha raddrizzato proprio niente, ha sì allontanato Willebrands da Utrecht ma la devastazione compiuta da Alfrink e C. si è diffusa a macchia d'olio fra preti e laici. La Chiesa cattolica in Olanda (Beglio, Svizzera, Germania, Austria, Inghilterra) di fatto è in coma profondo

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  12. :)  come a dire: l'uomo propone e Dio dispone.....

    proprio in questi giorni sto lavorando sul breviario di dottrina cattolica del 1868...si avete letto bene....e lo sto studiando anche perchè reca la firma si san Giovanni Bosco... ;)
    il breviario si intitola Il Cattolico Provveduto..... e cliccando qui, se ne avrete piacere inizia proprio con la PREGHIERA per essere davvero esauditi da Dio....
    Buona meditazione...

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  13. Que peut-on sérieusement attendre d'un "évêque" qui profite de la célébration de ce qui était autrefois (avant le Concile) le Saint-Sacrifice de la Messe, pour se livrer à de stupides excentricités — comme son copain Schoenborn de Vienne et tant d'autres?… Des "évêques" qui n'ont manifestement plus la moindre notion de ce qu'est la Sainte Liturgie, que peuvent-ils enseigner aux fidèles? Quelle formation peuvent-ils donner à leurs prêtres? Ils ne trouvent plus de justification à leur existence diminuée que dans la "préoccupation pour le social" et dans le baratin sociologique, comme n'importe quel politicien de seconde zone.

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  14. Scusate l'OT, ma mi sembra una notizia pertinente in senso geografico...
    Come saprete, si sono svolti nei giorni scorsi a Los Angeles i funerali del produttore italiano Dino De Laurentiis, che aveva lasciato, come ultima volontà, che i partecipanti indossassero qualcosa di rosso. 
    A quanto sembra, anche i celebranti si sono adeguati a questa richiesta, e così eccoli ritratti mentre accompagnano il feretro nei loro paramenti di colore scarlatto...

    Fonte: La Repubblica

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  15. sono tre sacerdoti imbecilli e mentecatti. Il rosso nei funerali si usa, per quanto ne so, solo in occasione dei funerali del Papa

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  16. ho letto la notizia sul forum cattolici romani...roba da non credere ! per accontentare il capriccio di uno scomunicato risposato divorziato il monsignore (kevin kostelnik o qualcosa del genere) usano il colore che la chiesa riserva al martiri, allo Spirito Santo e alla Passione! Vergogna! ecco i frutti di quarant'anni di disuso del nero, del senso cristiano del lutto e delle esequie e del terribile giudizio!
    E inoltre nell'omelia del monsignore spiega che il "rosso è il colore dell'energia, della vitalità, come la vita di Dino" !
    Vergogna! Altro che paramenti neri!

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  17. Si usa anche nel rito bizantino

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  18. appunto, ma qui la questione è sempre la solita: far capire ai preti, e a questo monsignor kevin kostner, che non sono concesse le esequie ai pubblici peccatori. E basta leggere il nuovo codex juris canonici per capirlo...

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  19. ....... ed e' esattamente quello che penso anche io !!!!!!! ..

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  20. La vedova De Laurtentiis, che ha preso il posto della povera Silvana, sembra aver tutti i motivi per vestirsi di rosso.

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  21. Basterebbe limitarsi a non attribuirgli meriti che non ha.

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  22. Hollywood luget in rubro.

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  23. Però. per la vice-presidenza, Kurtz ha battuto alla grande Chaput...

    (E qui, due considerazioni : Dolan con Chaput come vice, sarebbe stato un tandem di galli al vertice del pollaio.. Meglio di no. Inoltre: Chaput sarà pure un pò più esplicitamente  'conservatore' di Kurtz, ma, come accoglienza verso il rito tridentino -e potrei sbagliarmi- non mi pare che l'Arcivescovo di Denver sia meglio di quello di Louisville, anzi... )

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  24. di cosa ci lamentiamo? Oramai i funerali non sono più a suffragio dei defunti bensi' a consolazione dei vivi.

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  25. Andrea Carradori17 novembre 2010 20:48

    Avete fatto benissimo a sollevare l' argomento del colore usato per il funerale in questione !
    Ho visto un breve servizio in TV e sono rimasto di stucco : può un fedele chiedere, ed ottenere, l'uso di un colore liturgico al posto di quello che la Santa Liturgia prevede ?
    Siamo veramente alla frutta ...

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  26. che pena.... e notate il turibolo a catino...

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  27. Infatti, sono della stessa pasta. Questo voto segna una schiacciante vittoria dei neoconservatori, non entusiasti della Messa V.O., ma neppure avversi a priori e soprattutto fedeli alle norme e alla volontà papale. Insomma, non avremo dei propugnatori di una liturgia squisitamente cattolica, ma neppure degli avversari.

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