giovedì 12 marzo 2009

Sulla nomina a Westminster. C'è di mezzo Maometto?


Che cosa sta succedendo tra Roma e la Gran Bretagna, con riferimento alla nomina, data per imminente, del nuovo arcivescovo di Westminster? Una nomina chiave, tra l’altro, perché chi è nominato a Westminster diviene cardinale, di solito presidente della Conferenza episcopale d’Inghilterra e Galles, perno delle relazioni con l’anglicanesimo e una figura di indubbio riferimento per il turbolento e ‘protestantizzato’ episcopato nordeuropeo.

La terna redatta del Nunzio Apostolico comprendeva, tra gli altri nomi, quello dell’Arcivescovo di Birmingham Vincent Nichols, che il vaticanista Rodari affermava in un post di ieri fosse il più probabile.

Sempre lo stesso Rodari, in un post odierno di cui abbiamo riferito qui, dà invece quasi per certo che il prescelto sarà un vescovo ausiliare londinese. Se le informazioni di Rodari fossero giuste, dovremmo arguirne che Nichols è stato alla fine accantonato. Chissà se a far pendere l’ago della bilancia in suo sfavore è stato l’aver appreso certe notizie. Come scrive il Papa nella lettera ai Vescovi di oggi, la S. Sede ha imparato che è opportuno fare le proprie ricerche in internet, per avere aggiornamenti rapidi e non "filtrati".

Potrebbe esser saltato fuori che ieri nella cappella di un’università cattolica a Birmingham (lo Newman Catholic College: povero card. Newman!) è stata tenuta una celebrazione della Nascita di Maometto, organizzata dalla Società Islamica d’Inghilterra. Si noti: non in una sala riunioni o altro; no, proprio nella cappella, ove abitualmente si celebra messa. L’aspetto più rilevante della questione è che tutto ciò è avvenuto con l’approvazione "delli superiori": il portavoce dell’Arcivescovado ha dichiarato questa mattina che la cappella dell’università cattolica in questione era stata preparata adeguatamente per questo evento, nell’ambito del dialogo interreligioso tra cristiani e musulmani che rappresenta "una parte importante del programma della Chiesa cattolica". Le autorità universitarie (tra cui figura l’Arcivescovo), ne erano pienamente informate, conclude il portavoce. [Fonte: Holy Smoke]

11 commenti:

  1. se purtroppo non fosse vero si potrebbe credere che sia una barzelletta la notizia della commemorazione della nascita di Maometto in una chiesa. Chissà se mai noi cristiani potremo celebrare un giorno il S. Natale nella moschea di Omar a Gerusalemme. Ancora una volta inorridisco davanti a codeste nefandezze tollerate (o volute?) da certi vescovi. Alessandro

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  2. Questa e' una vera e propria profanazione !! Non c'e' dialogo che tenga !! Nella Chiesa si celebra soltanto il sacro corpo di Gesu',e non c'e' spazio per nessun altro !!

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  3. Basta! Ma quando finiremo di venire a conoscenza di queste sceleratezze?
    Che cosa vuol dire che la cappella è stata preparata adeguatamente ?
    Forse hanno tolto dalla circolazione il troppo ingombrante Santissimo dal Tabernacolo?... sempre che ci sia un Tabernacolo...

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  4. DANTE PASTORELLI12 marzo 2009 18:15

    E di che vi meravigliate?
    Io pubblicamente ho scritto al card. Antonelli di allontanare dalla parrocchia don Stinghi che celebrava messe usando letture del Corano e, impudente, ebbe a dire che avrebbe continuato. Antonelli è a Roma, Stinghi è sempre al suo posto.
    Francamente la commemorazione della nascita di maometto mi sembra meno grave di riti infestati di sincretismo

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  5. "Si noti: non in una sala riunioni o altro; no, proprio nella cappella, ove abitualmente si celebra messa."
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    Ma non è la stessa cosa? Chiese e cappelle non sono ormai diventate sale riunioni? In chiesa si fanno conferenze di ogni genere (pare che lo facciano persino i cd tradizionalisti), si tengono concerti di ogni genere, letture di ogni genere, danze di ogni genere. La chiesa è diventata da tempo uno spazio multifunzionale.

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  6. La chiesa, anche nei "tempi d'oro", è sempre stata uno spazio "polifunzionale". Nessuno scandalo in questo.

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  7. Caro Anonimo, fino a non molti anni fa le serate con letture di versi d'Eduardo de Filippo e Salvatore Di Giacomo, i concerti di musica pakistana e le conferenze con relatori dichiaratamente atei non mi risulta fossero all'ordine del giorno nelle chiese.

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  8. DANTE PASTORELLI12 marzo 2009 20:47

    La polifunzionalità l'abbiamo vista soprattutto, ed anche in S. Pietro, con le danze tribali, sotto il pontificato di Giov. Paolo II: Assisi docet.
    Provate a celebrare una messa in sinagoga o in una moschea. In quest'ultimo caso si avrà la polinonfunzionalità degli arti d'un corpo squartato.

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  9. Vi segnalo il comunicato di Mons. Fellay:

    http://www.dici.org/accueil.php

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  10. don gianluigi12 marzo 2009 22:47

    Che la chiesa sia stata un'aula polifunzionale in tempi remoti non lo nego (ma quali sono i tempi d'oro?). Tuttavia da quando si usa dedicarla, cioè consacrarla, deve essere adibita solo al culto di Dio. Tant'è vero che si usasse per usi profani dovrebbe essere riconsacrata. È lo stesso concetto di una persona consacrata, viene separata e riservata a Dio e a nessun altro.

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  11. Non capisco neanche i musulmani... A Birmingham non c'è una moschea dove celebrare la nascita di Maometto?!

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