Rorate caeli riferisce che al povero Mons. Andrade, che nella Filippine si era battuto strenuamente, all'interno della Chiesa, per i giusti diritti della Messa antica che celebrava ogni domenica, e la cui morte abbiamo annunziato qui, sono state negate le esequie nel rito immemoriale della Chiesa.
Ad un sacerdote di quella caratura (la sua morte, ad esempio, è stata riportata dalla televisione nazionale, tale era la fama che lo circondava) viene negato il diritto ad una sepoltura nel rito, della cui preservazione aveva fatto lo scopo della sua vita. Già ieri, domenica, prima ancora della sua morte, nella sua parrocchia la celebrazione in forma straordinaria è stata proibita dal nuovo amministratore parrocchiale, benché vi fosse un sacerdote disposto a dirla.
L'offensiva del cardinal Rosales e del clero progressista non si ferma nemmeno davanti al rispetto dovuto ai defunti. E pensare che il modo di trattare i morti è uno degli indici più significativi del grado di civiltà: ne I sepolcri del Foscolo leggiamo appunto "Dal dì che nozze, tribunali ed are / diero alle umane belve esser pietose di se stesse e d'altrui..."
E così, delle quattro messe tridentine celebrate ancora fino allo scorso luglio nell'area metropolitana di Manila, non ne restano che due. Anche una Messa novus ordo celebrata ad orientem da P. Michell Joe Zerrudo è stata recentemente proibita dal vescovo di Cubao, diocesi suffraganea di Manila.
Possa mons. Andrade, dal cielo, continuare ancor più efficacemente la santa battaglia che ha condotto in vita, per l'esaltazione della Santa Chiesa e per la confusione degli empi.




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