martedì 13 gennaio 2009

Piccolo disgelo... a -10° coi lefebvriani a Amiens

Ad Amiens, Francia, da oltre un anno la Fraternità San Pio X celebra la sua Messa settimanale in piazza, dopo essere stata sfrattata dal locale che utilizzava e non avendo ancora trovato altra sistemazione. Ha chiesto ospitalità provvisoria o affitto all'arcivescovo Bouilleret, anche considerato che la diocesi pullula di chiese abbandonate e chiuse. La risposta: niet!

Diciamo subito che ad Amiens si fronteggiano gli "opposti estremismi": da un lato la Fraternità, che non è in piena comunione con Roma (cosa, che peraltro, non impedisce il frequente scambio di cortesie e la concessione di luoghi di culto da parte delle curie: v. cappelle assegnate agli ortodossi, o la celebre S. Pietro Martire a Verona, data ai luterani; proprio ad Amiens il Tempio della chiesa riformata, danneggiato da una tempesta nel 2002, è ospitato in locali cattolici); dall'altra uno di quei vescovi progressisti 'vecchia scuola', del tipo che gira in giacca e cravatta.

Diciamo la verità: questa situazione è un formidabile colpo mediatico e di pubbliche relazioni per i lefebvriani, che hanno agio di mostrarsi perseguitati ed attirare così simpatie, di mostrare la loro forza e coesione (anche col tempo più inclemente, non sono mai meno di qualche centinaio), e di smascherare l'ipocrisia di prelati che si sciacquano continuamente la bocca con parole come "tolleranza", "accoglienza dell'altro", "amore", e poi tengono chiuse le porte di chiese abbandonate con la gente fuori al freddo. Proprio un anno fa, durante la "settimana per l'unità dei cristiani" a gennaio, mentre fuori qualche centinaio di fedeli lefebvriani gelava, all'interno della cattedrale il celebrante durante la Messa grande ha avuto il coraggio di predicare alla cinquantina di fedeli presenti (sic: già questo dà l'idea di come la Chiesa francese sia moribonda) la necessità di aprirsi ai "fratelli separati". Se l'è cercata: due fedeli 'ordinari' lo hanno contestato durante la predica per l'evidente incongruenza col fatto di tenere al freddo tanti credenti.

Insomma: l'arcidiocesi di Amiens ne esce veramente male sul piano dell'immagine. Forse qualcuno comincia ad accorgersene, perché domenica scorsa, essendo impraticabile per ghiaccio il sagrato dove normalmente si riuniscono per la Messa, i fedeli della S. Pio X hanno tentato di entrare nella Cattedrale (vuota, perché d'inverno si celebra in un oratorio a fianco) e il Parroco non li ha respinti. Hanno potuto quindi celebrare al coperto, ad un altare laterale. Ecco alcune foto, riprese dal sito Catholiques à la rue. E' possibile vedere anche un video, a questo link.




Un segno di disgelo. Speriamo sia una primula che annuncia la primavera dei rapporti tra Roma ed Ecône.
AGGIORNAMENTO: il Parroco della Cattedrale ha dichiarato che depositerà querela per questa "invasione" che dichiara di aver subito. Sarà interessante seguire gli sviluppi giudiziari del grave crimine di celebrazione di Messa cattolica in cattedrale.

3 commenti:

  1. Ottima idea !!!
    Da qualche giorno Sanremo è veramente Sanremo.Il sole è splendido e la temperatura impagabile. In questo momento, mezzogiorno, il termometro segna 24 gradi !!! Altro che Amiens !!!
    Una Messa solenne in Piazza Colombo che ne dite ? Oppure in Piazza Bresca, più significativo ! O magari davanti alla Stazione ferroviaria, si sente meglio !
    Ma i sanremaschi i nu se bugia, poveru San Custansu !

    U cìun

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  2. Ero a conoscenza della situazione ridicola di Amiens... è profondamento ingiusto che dei cristiani siano costretti a celebrare all'aperto e questo senza voler entrare nel merito della questione lefreviana. Certo non è con atteggiamenti di irragionevole chiusura che si aiutano i nostri fratelli del movimento lefreviano ad entrare in piena comunione con la Chiesa. Sono comunque convinto in coscienza che sono molto più vicini a Gesù quei bambini che stavano al freddo sul sagrado della cattedrale di Amiens che non il vescovo che se ne sta al caldo dei suoi uffici... Io mi auguro che un vescovo del genere venga al più presto rimosso.
    Un sacerdote stufo delle mancanze di carità.

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  3. Ma mentre Roma tace, i fedeli vengono rimossi.

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