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lunedì 24 novembre 2025

C’è un sovrano cattolico nel Principato di Monaco: Alberto II non promulga la legge abortista votata dal (finto) centro-destra

Parafrasando il celebre mugnaio brechtiano, c’è un sovrano cattolico nel Principato di Monaco!
Per comprendere l’importanza – e, purtroppo, l’eccezionalità – della notizia occorre fare un passo indietro nella storia della città-stato di antichissima indipendenza che dista una decina di chilometri dal confine di Ventimiglia.
Fino al 2009 nel Principato di Monaco l’aborto era considerato illegale sempre e in quell’anno furono previste cause di non punibilità nei casi di stupro, malattia o malformazione fetale irreversibile e quando la vita della madre fosse in pericolo, rimanendo illegale nelle altre situazioni.
Successivamente nel 2019 l’aborto fu ulteriormente depenalizzato anche per le donne monegasche che avessero abortito in altri Stati, mantenendo la perseguibilità penale per gli operatori sanitari.
Lo scorso maggio il Conseil national (il Parlamento monocamerale che esercita il potere legislativo unitamente al Principe regnante), con 19 voti favorevoli e 2 contrari (su 24 membri, tutti eletti il 5 febbraio 2023 con il l’Union nationale monégasque, partito conservatore di centro-destra), aveva approvato una ulteriore modifica, la quale prevedeva di autorizzare il ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza prima della fine della dodicesima settimana di gravidanza, di estendere a sedici settimane il termine per l’aborto in caso di stupro e di ridurre da 18 a 15 anni l’età a partire dalla quale non era più necessario il consenso dei genitori.
Ma alcuni giorni fa il Principe Alberto II di Monaco, in virtù dei poteri riconosciutigli dalla Constitution monégasque del 1962, ha negato la promulgazione.
In occasione di un’intervista concessa al quotidiano Monaco-Matin il 18 novembre, a margine della Fête du Prince, la festa nazionale monegasca, il Principe Alberto II ha chiuso la porta alla ulteriore depenalizzazione della pratica dell’interruzione volontaria di gravidanza nel Principato di Monaco, in conformità con i precetti della Chiesa cattolica, religione di Stato.
Certamente (come tutti gli uomini) non immune da rimproveri morali su plurime sue condotte private – sed de foro interno nemo iudicatur – non si può che apprezzare, lodare ed additare a chiarissimo esempio per ogni governante che si dichiari «cattolico» questa coraggiosa e coerente (per quanto impopolare verso la mortifera ideologia mainstream) decisione pubblica del Principe Alberto II e la sua motivazione, ben memore di quanto insegna la Chiesa Cattolica (CCC nn. 2270-2275):

La vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza, l’essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita. […]
Fin dal primo secolo la Chiesa ha dichiarato la malizia morale di ogni aborto provocato. Questo insegnamento non è mutato. Rimane invariabile. L’aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è gravemente contrario alla legge morale […].
La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana. […] La Chiesa non intende in tal modo restringere il campo della misericordia. Essa mette in evidenza la gravità del crimine commesso, il danno irreparabile causato all’innocente ucciso, ai suoi genitori e a tutta la società.
Il diritto inalienabile alla vita di ogni individuo umano innocente rappresenta un elemento costitutivo della società civile e della sua legislazione.

Riportiamo di seguito – in nostra traduzione – l’estratto dell’intervista del Principe Alberto II pubblicata sul quotidiano Monaco-Matin il 18 novembre.

Lorenzo V.


Nel marzo 2025, i membri del Conseil national hanno presentato una proposta di legge volta ad autorizzare, a determinate condizioni, la pratica dell’interruzione volontaria di gravidanza nel Principato.

Al termine di una riunione al Palais Princier di Monaco, Christophe Jacques Pierre Mirmand, Ministro di Stato del Principato di Monaco, ha annunciato due settimane fa a Thomas Brezzo, Presidente del Conseil national, che il Conseil de gouvernement non avrebbe dato seguito alla proposta.

Il Principe Alberto II spiega questa posizione al quotidiano Monaco-Matin e annuncia che il suo Ministro di Stato svelerà comunque a breve nuove misure di accompagnamento.


Quest’anno i Deputati hanno presentato una proposta di legge per regolamentare la pratica dell’interruzione volontaria di gravidanza nel Principato di Monaco. Il testo è ancora all’esame del governo. Il Principato è pronto per questo progresso sociale?

Comprendo la delicatezza dell’argomento, l’emozione che può suscitare e il ricordo doloroso che può evocare in alcune persone. La questione dell’interruzione volontaria di gravidanza ha già fatto parte di importanti evoluzioni nel Principato di Monaco. Nel 2009 e nel 2019, il Conseil de gouvernement e il Conseil national hanno trovato un equilibrio, credo, rispettoso della nostra identità fondamentale, della nostra Costituzione e delle donne interessate. Ritengo che l’attuale quadro rispetti ciò che siamo rispetto al ruolo che la religione cattolica occupa nel nostro Paese, garantendo al contempo un accompagnamento sicuro e più umano. Abbiamo avuto una lunga riunione con il Governo al Palais Princier e ho chiesto al Ministro di Stato di informare il Conseil national che la sua proposta di legge non avrà seguito. Il Ministro di Stato fornirà i chiarimenti necessari durante il suo prossimo intervento in seduta pubblica, in particolare sulle nuove misure di accompagnamento.