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mercoledì 14 dicembre 2022

Don Gianluca Brescianini di Bergamo: "Matrimonio per i preti? Aiuterebbe la vita pastorale"


Don Gianluca Brescianini è Prevosto di San Pellegrino dal 2015 e Parroco di Santa Croce di San Pellegrino dal 2021 e Moderatore dell’Unione Pastorale di San Pellegrino dal 2018  ed è noto per le sue posizioni progressiste.
Sul matrimonio dei sacerdoti: "Per diverso tempo anche io mi sono affidato alla tradizione della Chiesa, ma in fase più matura ho raggiunto la consapevolezza che questa potrebbe essere una strada da percorrere".
Certi preti se lo meritano l'8xmille?
Gli chiediamo almeno di mettersi un colletto da prete, invece di dire certe stupidaggini, il prete "anti-tradizionalistico" .
Luigi

Ilaria Busi, La Voce delle Valli, 10 Dicembre 2022

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Don Gianluca Bresciani[ni], 50 anni, da 8 anni parroco dell’Unità Pastorale di San Pellegrino, è un prete "anti-tradizionalistico", aperto sulla possibilità del matrimonio all’interno dell’ambito pastorale, si impegna nel cercare di apportare cambiamenti e innovazioni nel mondo religioso per superare un vecchio retaggio. E trova anche il tempo di dedicarsi alla passione per la musica e per lo sport.
Don Gianluca si esprime poi sul tema del matrimonio attraverso un racconto sincero, prendendo una posizione nettamente in contrasto con la tradizione a cui la Chiesa Cattolica fa riferimento: “Io credo che attualmente possano coincidere delle scelte che vadano in ottica di conciliare la vita sacerdotale con una referenza personale. Per diverso tempo anche io mi sono affidato alla tradizione della Chiesa, ma in fase più matura ho raggiunto la consapevolezza che questa potrebbe essere una strada da percorrere, ovvero il fatto di lasciare la scelta ai preti di avere una relazione personale d’amore, ovviamente scelta non obbligante. Altri pensano che la costruzione di una famiglia sottrarrebbe del tempo alla vita sacerdotale, ed effettivamente questo parrebbe essere l’unico problema che trovo, ma al tempo stesso credo che potrebbe diventare un sostegno per poi vivere la pastorale e il ministero al meglio. Ritengo che molti ragazzi che hanno rinunciato alla vita religiosa, se avessero avuto la possibilità di realizzarsi a livello familiare adesso sarebbero dei preti”.
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