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mercoledì 2 novembre 2022

Gloria nella Messa da morto?? Sciatteria editorial-modernista #desideriodesideravi

Un lettore ci segnala il foglietto distribuito nelle varie parrocchie italiane da Periodici San Paolo S.r.l., il più diffuso sussidio liturgico per il popolo in Italia.
Nell’edizione odierna (mercoledì 2 novembre 2022, commemorazione di tutti i fedeli defunti), nella prima paginetta compare in bella vista l’invito ad intonare o recitare l’«inno di lode» Gloria a Dio, e sinceramente rimaniamo basiti: forse per nostra ignoranza ci è sfuggita una recentissima novità nel Messale Romano moderno che ammette tale preghiera nelle Messe dei defunti (proibita fino a ieri, e con evidente ragione)? O – più semplicemente – è un atto di sciatteria (grave sciatteria) da parte del curatore di un periodico diffusissimo e, per quantità, punto di riferimento per i fedeli (se non addirittura per i celebranti, che, per propria comodità, lo usano in luogo del Messale) del novus ordo?
Che sia questa una delle tante conseguenze della lettera apostolica Desiderio desideravi ai Vescovi, ai presbiteri, ai diaconi, alle persone consacrate e ai fedeli laici sulla formazione liturgica del popolo di Dio? Laddove, ad esempio, si scrive: «[…] ogni aspetto del celebrare va curato (spazio, tempo, gesti, parole, oggetti, vesti, canto, musica, …) e ogni rubrica deve essere osservata: basterebbe questa attenzione per evitare di derubare l’assemblea di ciò che le è dovuto, vale a dire il mistero pasquale celebrato nella modalità rituale che la Chiesa stabilisce» (№ 23); «Un modo per custodire e per crescere nella comprensione vitale dei simboli della Liturgia è certamente quello di curare l’arte del celebrare. […] L’ars celebrandi non può essere ridotta alla sola osservanza di un apparato rubricale e non può nemmeno essere pensata come una fantasiosa – a volte selvaggia – creatività senza regole. Il rito è per se stesso norma e la norma non è mai fine a se stessa, ma sempre a servizio della realtà più alta che vuole custodire» (№ 48); «Se è vero che l’ars celebrandi riguarda tutta l’assemblea che celebra, è altrettanto vero che i ministri ordinati devono avere per essa una particolare cura. […] Ecco un possibile elenco di atteggiamenti che, pur essendo tra loro opposti, caratterizzano la presidenza in modo certamente inadeguato: rigidità austera o creatività esasperata; misticismo spiritualizzante o funzionalismo pratico; sbrigatività frettolosa o lentezza enfatizzata; sciatta trascuratezza o eccessiva ricercatezza; sovrabbondante affabilità o impassibilità ieratica» (№ 54).
Certo, noi saremmo i «rigidi», «indietristi», «formalisti» ecc., ma ci teniamo stretta la Messa tradizionale dei defunti in cui è vietato il Glória in excélsis Deo.

L.V.

7 commenti:

  1. Il decadimento della Chiesa cattolica che, da quando vi è Bergoglio, non ha più freni come l'allontanamento di molti fedeli dalle parrocchie, dalla confusione sul tema liturgico e non solo, da alcuni sacerdoti dediti a celebrare sul materassino, etc. Povera chiesa bergogliana!

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    1. Era regnante Benedetto XVI e il foglietto della Diocesi di Treviso rischiò di fare un errore anche più grave, risolto solo in extremis

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    2. La chiesa bergogliana è l'unica che abbiamo,non ce ne sono altre .È quasi sempre brutta,sciatta ,banale,insensata,problematica,spesso autolesionista ma è la nostra Chiesa.

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  2. ci scommetto che è un errore di stampa, e nel settore dei foglietti liturgici ne accadono tanti

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  3. Non Metuens Verbum3 novembre 2022 06:24

    Queste faccende le giustificano come "mero errore materiale" per non ammettere mai di essere delle capre.

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    1. Quanta carità! Poi così vai a fare la comunione (rigorosamente in ginocchio)?

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  4. Una volta si cantava il dies irae e il libera me, Domine!! Povera chiesa!!

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